VIAGGIO IN INDIA, CAPITOLO 2.1

AGOSTO 1980 E DICEMBRE 2004
L'INDIA DEL NORD - DELHI









CAPITOLO 2.1 - LA CAPITALE DELHI (1980 E 2004)



Delhi è la capitale federale dell'Unione Indiana ed ha più di 14 milioni di abitanti (nel 2004, 7 milioni nel 1980). La città è cresciuta a dismisura negli ultimi 20 anni ed è circondata da aree satelliti industriali. Il traffico è diventato congestionato, l'inquinamento atmosferico copre la città ed il livello igienico lascia largamente a desiderare. Delhi si trova in una vasta pianura, crocevia di importanti strade di comunicazione, ed occupa la riva destra del fiume Yamuna, affluente del Gange. Il suo territorio costituisce il Distretto Federale della nazione. Con il nome di New Delhi è stata designata quella parte della città che si è sviluppata durante il dominio britannico e particolarmente dopo la decisione presa da Giorgio V nel 1911 di spostare la sede del governo delle Indie da Calcutta. Furono allora costruite le due grandi arterie: Jan Path (nord-sud) e Raj Path (est-ovest). I lavori andarono a rilento a causa della prima guerra mondiale ed alla data dell'inaugurazione, nel 1931, l'area era ancora poco popolata. Con l'Indipendenza, Delhi risentì fortemente dei rivolgimenti dovuti alla partizione dell'India: vide l'invasione dei rifugiati e le violenze anti-musulmane fino all'assassinio di Gandhi ed ai suoi funerali. Divenuta capitale federale, il nuovo governo prese possesso degli edifici coloniali dell'amministrazione inglese lasciando inalterato il loro aspetto. Il Raj Path, enorme viale di più di 3 km fiancheggiato da giardini alberati e laghetti, si popola in occasione della Parata per l'Indipendenza il 26 gennaio di ogni anno, anniversario della Costituzione del 1950.
Il viale inizia ad est da una grande piazza esagonale al centro della quale si erge l'India Gate, l'arco di trionfo eretto dagli Inglesi alla memoria dei 100000 indiani morti durante la prima guerra mondiale, prosegue verso est fino ad una bassa collina dove si trova il complesso degli edifici governativi costruiti dagli architetti inglesi, in particolare da Edwin Lutyens, che mescolano la grandezza neoclassica ad elementi architettonici indiani con l'uso di arenaria rossa per ricordare lo stile moghul e sono inseriti in una superficie vastissima. Fra gli edifici vi sono i due Segretariati, sui lati nord e sud del viale, con padiglioni e terrazze dove ora hanno sede i Ministeri degli Esteri e degli Interni, il Parlamento (Sansad Bhavan), enorme edificio circolare a cupola di 171 m di diametro circondato da un peristilio sopraelevato di 144 colonne.

RAJ PATH (Foto 1980)

A sinistra l'India Gate, monumento commemorativo ai caduti della seconda guerra Mondiale.
A destra il Parlamento; notare il modesto traffico dei veicoli.
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All'estremità ovest, sul punto più elevato, è il palazzo del Presidente della Repubblica (Rashtrapati Bhavan), ex sede dei Vicerè, circondato da sontuosi giardini nello stile mongolo. Il palazzo ha una facciata di 192 m con una cupola alta 60 m e qui, nel 1947, è avvenuto il passaggio dei poteri da lord Mountbatten, ultimo vicerè, al premier indiano Nehru. Lungo il Raj Path si trovano le abitazioni dei membri del governo e del Parlamento e dei funzionari.

RAJ PATH: PALAZZO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (Foto 1980)

A sinistra il Palazzo visto di fronte che sembra piccolo nella prospettiva del Raj Path.
A destra la facciata vista di profilo con la sua architettura anglo-indiana.
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Lo Jan Path inizia a nord dal Connaught Circus, un'altra enorme piazza con edifici circolari concentrici e porticati sempre affollati, centro turistico e commerciale costruito nel 1931. Scende poi verso sud ed incrocia dopo circa 2 km la Raj Path e prosegue per altri 1500 m. Su questa strada si trovano alberghi e edifici importanti e, non lontano da Connaught Circus, il Jantar Mantar, un complesso di costruzioni in muratura rossa che è un osservatorio astronomico costruito nel 1719 dal Maharaja di Jaipur, Jai Singh II, su richiesta dell'imperatore mongolo Mohammed Shah. Jai Singh II era un appassionato di scienze matematiche ed astronomia che conosceva le opere di Tolomeo e questo osservatorio doveva servire ad affinare le tavole astronomiche usate dai bramini nelle loro funzioni astrologiche e per correggere il calendario hindu. Jai Singh, oltre a quello di Delhi, curò poi la costruzione di altri 4 osservatori simili: a Jaipur, la capitale del suo regno, a Varanasi, dove aveva un palazzo, a Mathura, nell'Uttar Pradesh andato perduto, ed a Ujjain, nel Madhya Pradesh. Nell'osservatorio di Delhi, lo strumento principale è il Samrat Yantra (meridiana solare) che consiste in un triangolo rettangolo in muratura (gnomone) orientato perfettamente da sud a nord e con l'ipotenusa inclinata rispetto al lato orizzontale di un angolo pari alla latitudine di Delhi (28° 39') in modo da puntare verso il polo terrestre. Ai due lati dello gnomone si trovano due quadranti in muratura a profilo circolare su cui si proietta l'ombra dello gnomone segnando l'ora, al mattino su quello ovest e nel pomeriggio su quello est. Un altro strumento è il Misra Yantra con due coppie di semicerchi graduati su un piano inclinato secondo la latitudine di Delhi, due ad ovest per il mattino e due ad est per il pomeriggio, dove si legge la declinazione del Sole in certe ore del giorno. La lettura sfrutta l'ombra proiettata da due aste che si dispongono in appositi fori al centro dei cerchi. L'ombra cade su ciascuno dei due cerchi in due ore del mattino e del pomeriggio che corrispondono al mezzogiorno di quattro località della terra (in Giappone, Pacifico, Svizzera e Greenwich) e la graduazione sui cerchi indica la declinazione del Sole.

JANTAR MANTAR, OSSERVATORIO ASTRONOMICO (Foto 1980)

A sinistra, in primo piano, il Samrat Yantra: lo gnomone triangolare in muratura con il quadrante ovest.
A destra il Misra Yantra che misura la declinazione del Sole.
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Un altro strumento è il Rama Yantra, un edificio circolare con un pilastro centrale ed una serie di settori che si irradiano dal pilastro e terminano sul muro circolare che lo circonda. I settori circolari lasciano spazi vuoti delle stesse dimensioni che permettono ad un osservatore di muoversi e fare letture accurate sulle graduazioni segnate sui settori. Naturalmente quando l'ombra cade negli spazi vuoti non è possibile fare la lettura e, per questo motivo vi sono due edifici uguali ma ruotati in modo che ai settori pieni dell'uno corrispondono i settori vuoti dell'altro e viceversa. I settori proseguono sulle pareti verticali e la graduazione, che riporta l'altezza dei corpi celesti, va da 0° a 45° sul settore orizzontale e da 45° a 90° sui tratti verticali.
Un quarto strumento, chiamato Jayaprakash Yantra, è formato da una cavità semisferica che rappresenta la sfera celeste dove sono tracciate i cerchi di altezza ed azimut. Il cerchio massimo, che costituisce il bordo dello strumento, rappresenta l'orizzonte ed è diviso in gradi e minuti; il vertice della sfera rappresenta lo zenit e per esso passa il cerchio che congiunge i poli nord e sud. Il piano della semisfera forma con il piano orizzontale un angolo pari alla latitudine di Delhi (28° 39'), quindi il diametro di pendenza massima è orientato da nord a sud e quello perpendicolare da est ad ovest. La superficie sferica non è continua, ma come il Rama Yantra è interrotta in settori in modo da permettere ad un osservatore di fare la letture; anche di questo strumento vi sono due esemplari dove alle parti mancanti dell'uno corrispondono le parti piene dell'altro.

JANTAR MANTAR, OSSERVATORIO ASTRONOMICO (Foto 1980)

A sinistra, in primo piano, il Rama Yantra con le coppie di cerchi.
A destra lo Jayaprakash Yantra che rappresenta la sfera celeste.
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Oltrepassato l'incrocio con il Raj Path, c'è il Museo Nazionale, il più ricco e moderno dell'India che raccoglie importanti collezioni di antichità, partendo da quelle preistoriche e della civiltà dell'Indo, poi quelle del periodo storico durante i regni Maurya e Gupta con l'arte buddista e bramina. Interessante è la sala dei bronzi che provengono per la maggior parte dal sud dell'India, dal secolo IX al XII durante la dinastia dei Chola, e furono fusi con il procedimento a cera persa. Della scuola mongola sono importanti le delicate miniature di corte che hanno raggiunto la perfezione nel 1600, durante il regno di Shah Jahan.

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Raj Gath - Gandhi Memorial (foto 1980).


Nella zona nord-est, vicino alla riva dello Yamuna, c'è un'area destinata ai parchi e fra questi lo Shanti Vana (foresta della pace), luogo sacro per gli Indiani, dove sono stati cremati Jawaharlal Nehru, la figlia Indira Gandhi, il figlio di lei Rajiv Gandhi ed altri celebri uomini politici indiani.

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Tempio Lakshmi Narayan
(foto 1980).


Un po' più a sud si trova il Raj Gath, il luogo della cremazione di Gandhi avvenuta il 31 gennaio 1948 ed un semplice monumento con una fiamma perenne. Le sue ceneri furono poi disperse nel punto di confluenza dello Yamuna con il Gange, secondo il rito hinduista.
A Delhi vi sono numerosi templi hinduisti costruiti anche in tempi relativamente recenti. Uno di questi è quello di Lakshmi Larayan nella zona dei parchi ad ovest di Connaught Circus.

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Tempio Lakshmi Narayan - Interno
(foto 1980).

Il tempio è stato costruito nel 1938 grazie al finanziamento del ricco industriale Raja Baldeo Birla ed è dedicato a Vishnu, il dio della conservazione nella sua qualità di Narayan (colui che si muove sulle acque), insieme alla sua sposa Lakshami, dea della felicità e della ricchezza. All'interno vi sono numerosi altari dedicati alle altre divinità.
La divinità forse più venerata in India è Shiva perché si invoca da lui la liberazione dalla schiavitù delle rinascite, mentre Brahma, che qui ha anche un altare, non ha in pratica templi dedicati a lui solo. Un'altra divinità, il cui culto si è molto diffuso in India dal XV secolo, è Krishna che è l'ottava incarnazione (avatar) di Vishnu, divenuta popolare per il gran numero di racconti e leggende sorti intorno a lei e per la setta Hare Krishna che la ha fatto conoscere anche in occidente.





LA DELHI STORICA


New Delhi è, in ordine di tempo, l'ultima capitale costruita nell'area ed usata prima dagli Inglesi e poi dall'India Indipendente, ma precedenti ad essa sono i resti di numerose altre città che iniziano dal primo millennio a.C. quando, secondo la tradizione, c'era un regno hindu preistorico i cui primi insediamenti, con ritrovamenti di terrecotte, si sono trovati vicino al fiume Yamuna ad est dell'India Gate, datati dal III secolo a.C.. Le prime notizie storiche sono però del secolo XI e si riferiscono alla capitale di un regno rajput, uno dei tanti potentati in cui era divisa l'India a quel tempo, detta Dhillika, da cui è poi derivato il nome di Delhi. Questa città cadde nel 1192 nelle mani dei turco-afgani del Sultano di Ghur e divenne la prima capitale di un sultanato detto degli Schiavi Turchi perché affidato al condottiero schiavo Qutb-ud-Din. I resti di questa capitale si trovano 14 km a sud del centro, dove si trovava il villaggio di Mehraulii, in un vasto parco archeologico che racchiude i resti delle prime cinque capitali del sultanato. Qui si trova il Qutb Minar, un monumentale minareto, la cui funzione era di celebrare come Torre della Vittoria il trionfo militare sugli infedeli. Vicino è la più antica moschea di Delhi, il tutto costruito con i resti di 27 templi hindu demoliti dai conquistatori. Il minareto è alto 72,5 m con un diametro alla base di 14,3 m ed è un capolavoro dell'architettura indo-islamica. Vi sono 5 piani con balconate circolari intermedie; i primi tre piani sono in arenaria rossa con fasci di colonne tutte scolpite con fantastiche decorazioni e versetti del Corano, gli ultimi due piani, in marmo ed arenaria, sono stati ricostruiti nel XIV secolo in stile diverso perché gli originali erano stati danneggiati da fulmini e terremoti.

IL QUTB MINAR - LA TORRE DELLA VITTORIA

A sinistra il Qutb Minar visto a distanza (foto 2004).
Al centro il Qutb Minar visto da sotto (foto 2004).
A destra Particolari delle decorazioni alla base del Qutb Minar (foto 1980).
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Vicini sono i resti della moschea Quwwat al-Islam (Potenza dell'Islam), costruita in 4 anni, nel 1193-97. Attraversato l'ingresso, si entra nel cortile centrale dove sono numerose le colonne di spoglio dei templi indiani distrutti.

MOSCHEA QUWWAT AL-ISLAM (Foto 2004)

A sinistra il grande portale di ingresso alla moschea.
A destra il cortile della moschea; notare le numerose colonne provenienti dai templi hindu.
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Moschea Quwwat al-Islam
Ingresso alla Sala delle Preghiere
(Foto 2004).

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Colonna di ferro Gupta
(foto 2004).


Nel cortile è rimasto anche il monumentale portale della sala delle preghiere davanti al quale si trova una colonna di ferro battuto alta 7,2 m di epoca gupta, (III-IV secolo d.C.), che stava prima su una collina consacrata a Vishnu e serviva come portastendardo, come precisa un'iscrizione in sanscrito sulla stessa colonna. Sulla sommità portava l'uccello Garuda, la cavalcatura di Vishnu.
La colonna di ferro, nonostante la sua età, non mostra tracce di ruggine, cosa che dimostra la purezza del materiale e la perfezione raggiunta in epoca gupta nella tecnologia del ferro.

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Primo piano di un minareto incompiuto
(foto 2004).

A nord della moschea si trova, incompiuto, il primo piano di un altro minareto di enormi dimensioni, iniziato in epoca successiva: l'altezza della parte costruita misura 24,5 m.

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Firuzabad: la Quinta Delhi
(foto 1980).

In un'area molto vasta intorno alla prima capitale del sultanato, si trovano i resti delle altre quattro capitali che hanno prosperato fino al 1388. La quinta Delhi durò dal 1351 al 1388, sotto Feroz Shah Khotla e fu detta Firuzabad. Altri resti si trovano parecchi chilometri più a nord del Qutb Minar e sono formati da una moschea con cupola ed una grande cisterna a camere.
Nel 1398 avvenne il saccheggio delle orde mongole di Tamerlano e, con la dinastia dei Lodi (1451-1526) nel 1504, la capitale fu spostata ad Agra.
La corte dei Lodi ha lasciato a Delhi molti monumenti ed alcuni si trovano 2 km circa a sud del Raj Path nell'area dei Lodi Gardens. Questi giardini, sistemati negli anni '30 conservano i resti di una Moschea costruita nel 1494 da Sikandar Lodi con una grande cupola ed un portale monumentale riccamente decorato da arabeschi e versetti del Corano. Vi si trova anche il mausoleo dello stesso Sikandar Lodi, fatto erigere dal figlio Ibrahim, con una cupola ed una galleria ottagonale che copre la camera sepolcrale. Ibrahim fu l'ultimo dei Lodi perché fu sconfitto nella battaglia di Panipat (1526) da Babur, e dopo di lui vennero i Moghul.

LODI GARDENS - MONUMENTI DELLA DINASTIA LODI (Foto 1980)

A sinistra il Mausoleo di Sikandar Lodi.
A destra la Moschea Bara Gumbad discosta dal Mausoleo.
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LA DELHI DEI MOGHUL


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Il Vecchio Forte (foto 1980).

La sesta Delhi fu costruita dopo l'invasione mongola di Babur, prima da Humayun, figlio di Babur, poi ingrandita da Sher Shah che lo aveva spodestato ed infine completata dallo stesso Humayun, tornato al potere nel 1555. Il nucleo fortificato fu detto Purana Qila, il Vecchio Forte, e si trova ad est dell'India Gate, vicino al fiume Yamuna ed all'area archeologica più antica di Delhi. Oggi rimangono i resti di possenti mura lunghe 2 km e la Porta Grande ad ovest. Intorno c'erano ampi fossati difensivi alimentati dall'acqua dello Yamuna. All'interno della cerchia di mura si trova una moschea che è stata la prima di architettura moghul.

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Mausoleo di Humayun (foto 2004).

Due chilometri a sud del Purana Qila, in un vasto parco recintato, si può visitare il Mausoleo di Humayun, il primo grande mausoleo della dinastia mongola che è stato di modello per tutti i seguenti, fra cui il Taj Mahal 100 anni dopo. Dopo essere stato detronizzato dagli Afgani di Sher Shah, Humayun era andato in esilio e 15 anni dopo, con l'aiuto dello shah di Persia aveva ripreso il trono, ma morì l'anno dopo per una caduta. Il mausoleo fu fatto costruire dalla moglie con architetto ed artisti persiani; è in arenaria rossa e marmo per le decorazioni, ed è il monumento più grande dell'India. Fra il 2000 ed il 2003 è stato fatto restaurare dall'Aga Khan. Intorno c'è un grande giardino quadrato con una rete geometrica di canali che rappresentano, secondo i musulmani, il paradiso delle acque. Sotto la grande cupola c'è la sala con il sarcofago, ma il corpo si trova nella cripta, al di sotto.

MAUSOLEO DI HUMAYUN (Foto 2004)

A sinistra i giardini con il viale di ingresso.
A destra il sarcofago sotto la cupola del Mausoleo.
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Con Akbar la capitale fu spostata ad Agra, ma ritornò a Delhi nel 1639 con Shah Jahan che costruì il Forte Rosso (Lal Qila), chiamato così perché di arenaria rossa, materiale tipico degli edifici moghul. Il forte era la residenza imperiale, nei pressi del fiume Yamuna, più a nord del parco Shanti Vana, e vicino sorse la settima Delhi con il quartiere musulmano, il bazar e la grandiosa Jami Masjid, la moschea più grande dell'India, destinata alla preghiera del venerdì. La moschea fu costruita nel 1650-56 con un vasto cortile recintato da gallerie di 400 mq e può contenere 25000 fedeli ed una sala delle preghiere coperta da tre enormi cupole a bulbo ricoperte di marmo. La sala è orientata ad ovest, verso la Mecca, con al centro un grandioso portale e sul lato orientale del cortile c'è l'ingresso principale, destinato una volta all'imperatore, ed ora aperto il venerdì ai fedeli. I visitatori entrano dall'ingresso nord. La moschea si trova su un leggero rilievo e dalle gallerie orientali si spazia sulla città musulmana, il Forte Rosso e la zona dei parchi.

LA SETTIMA DELHI: JAMI MAJID

A sinistra la grande Sala della Preghiera con i due minareti e le cupole (foto 1980).
A destra Particolare del Portale (foto 2004).
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LA SETTIMA DELHI: JAMI MAJID

A sinistra il vasto cortile recintato con l'ingresso principale ad est destinato una volta all'imperatore (foto 2004).
A destra vista del Forte Rosso e dei parchi dal recinto della Moschea (foto 2004).
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Intorno alla moschea c'è la città vecchia musulmana, un dedalo di stradine brulicanti di gente ed una miriade di negozi. Fra miseria e sporcizia il volto dell'India si riconosce nelle architetture dei palazzi e nei templi delle varie religioni, hindu, sikh e jain.

LA SETTIMA DELHI: TEMPLI NELLA CITTÀ MUSULMANA (Foto 2004)

A sinistra un tempio Sikh.
A destra avanti un tempio parsi (più scuro), dietro un tempio hindu (bianco).
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Il Forte Rosso - Ingresso ovest
(foto 2004).

Il Forte Rosso si presenta con l'imponente ingresso a tre piani del Lahori Gate e le torri semiottagonali sormontati da padiglioni. Il Lahori Gate è preceduto da un recinto più basso dove si trova un podio da cui parla il Primo Ministro il Giorno dell'Indipendenza (15 agosto). Un secondo ingresso sta sul lato corto meridionale del Forte. La cittadella occupa un'area di circa 1000x500 m circondata da mura alte fino a 30 m. Fu iniziata sotto Shah Jahan nel 1639 e completata in 11 anni. Saccheggiata 100 anni dopo dall'imperatore di Persia, Nadir Shah, vide durante tutto il XVIII secolo la decadenza della dinastia Moghul esautorata dagli Inglesi. Dopo la rivolta dei sepoy del 1857, l'imperatore venne deposto, il Forte Rosso divenne una caserma ed i fossati che lo circondavano furono colmati. Il Forte ha assunto ora un aspetto più austero senza i giardini che abbellivano la spianata. Attraversato l'ingresso si passa lungo una galleria con negozi di artigianato e si esce sul grande cortile dove una volta sostavano i personaggi importanti dell'impero che arrivavano con gli elefanti e dove avvenivano le parate. In fondo c'è la Sala delle Udienze Pubbliche (Diwan-i-Am) con il trono dell'imperatore dove si amministrava la giustizia e si tenevano le udienze. La Sala è un portico colonnato, una volta addobbato con tendaggi preziosi, ed il trono sta sotto un baldacchino di marmo decorato. I quartieri privati dell'imperatore si trovano dietro questa sala. Sono rimasti 5 palazzi fra cui la Sala delle Udienze Private (Diwan-i-Khas) che era il luogo più prezioso del palazzo con profusione di marmi e ori, ma è stata ripetutamente spogliata e danneggiata.

IL FORTE ROSSO

A sinistra la Sala delle Udienze Pubbliche ed il Trono dell'Imperatore (foto 1980).
A destra i Palazzi privati con la Sala delle Udienze Private (foto 2004).
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Il Forte Rosso - Lato est (foto 1980).

Il Diwan-i-Khas è un ambiente rettangolare in marmo bianco circondato da arcate a pilastri con decorazioni incise. Qui si trovava il famoso Trono del Pavone, trafugato da Nadir Shah, che era stato fatto costruire da Shah Jahan per la sua incoronazione ed aveva i piedi in oro massiccio, un baldacchino tempestato di diamanti e pietre preziose e, sopra la testa dell'imperatore, un enorme smeraldo a forma di pappagallo.
Il palazzo privato del sovrano era il Khas Mahal, poi c'erano due palazzi destinati alle donne, e la piccola Moti Masjid (Moschea della Perla), con tre piccole cupole a cipolla, per uso dell'imperatore. I palazzi erano uniti da una rete di canali artificiali che creavano un paradiso delle acque.
Girando intorno alle mura del Forte, si può osservare il lato orientale dove le mura sono più basse e si vedono alcuni dei palazzi privati.

Un altro mausoleo moghul a Delhi è quello di Safdar Jang che si trova in un parco ad ovest dei Lodi Gardens e fu costruito nel 1753-54 da un navab per il padre che era stato ministro dell'imperatore. Il mausoleo è un esempio dello stile più tardo con l'edificio principale inserito in un giardino alla mongola recintato fra padiglioni, canali e vasche d'acqua

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Mausoleo di Safar Jang (foto 1980).









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Autore: Alberto Aiosa