Cambogia - Geografia e storia



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Geografia

La Cambogia è situata al centro dell'Indocina confinando a ovest con la Thailandia, a nord con il Laos e a est con il Vietnam mentre a sud si affaccia sul golfo di Thailandia. Il fiume Mekong l'attraversa venendo dal Laos e poi passa in Vietnam, dove ha il suo delta. Un grande lago, il Tonlé Sap, occupa una vasta area nella parte nord-occidentale e, essendo collegato al Mekomg da un canale, fa da regolatore delle piene del fiume e, durante il periodo delle piogge da maggio a ottobre, la sua superficie più che raddoppia. Qui si formano grandi pianure alluvionali, dove vive la maggioranza della popolazione dedita all'agricoltura, soprattutto alla coltivazione del riso, e sfrutta anche le ricchezze ittiche dei fiumi e dei laghi.

  La Cambogia ha una superficie di 181040 kmq e circa 12 milioni di abitanti, è ancora ricca di foreste, ma dagli anni '60 il taglio indiscriminato, con il proliferare delle concessioni, le ha ridotte alla metà. La capitale è Phnom Penh che ora raggiunge 1,1 milioni di abitanti, posta alla confluenza del Mekong con il fiume-canale Tonlé Sap che comunica con il lago omonimo e il Bassac, affluente destro. Fra le altre città, la più nota è Siem Reap (pronunzia: siem riep) poco a nord dell'estremità occidentale del lago Tonlé Sap ed è il luogo più vicino e attrezzato per la visita dei templi di Angkor.

Storia

Erede del potente impero Khmer, che dal IX al XIV secolo fu il centro culturale del sud-est asiatico, il popolo cambogiano ha mantenuto sempre la sua identità etnica e culturale nonostante la potenza dei suoi vicini. L'etnia Khmer costituisce il 96% della popolazione che vive oggi in Cambogia e aveva occupato la regione molti secoli prima che vi arrivassero Thailandesi e Vietnamiti. Dal I secolo d.C. la Cambogia conobbe l'influenza indiana e giavanese per gli insediamenti commerciali creatisi nella regione dell'attuale Vietnam del sud come punto di appoggio della rotta dei traffici verso la Cina. L'insediamento principale si chiamava Funan e da qui s'irradiò la cultura indiana verso i piccoli stati dalla Cambogia e si diffuse il culto di Shiva, di Vishnu e del buddhismo. Tutte le fonti derivano dalle cronache cinesi e, dal VI all'VIII secolo, quando Funan era decaduta, si parla di due stati, il Chenla di mare e il Chenla di terra che finirono poi con l'unificarsi probabilmente sotto il dominio del regno di Giava. Un'iscrizione trovata a nord di Angkor riporta che nell'anno 802 fu proclamato re Jayavarman II (varman significa guerriero) e da qui iniziò una lunga dinastia ormai indipendente da Giava. Con Jayavarman II s'iniziarono opere di irrigazione nella zona di Angkor che favorirono gli insediamenti e iniziò l'arte angkoriana con la costruzione dei primi templi. Il figlio Yasovarman I (889-910) si trasferì ad Angkor sul tempio-montagna Phnom Bakheng. Il X e XI secolo furono un periodo di turbolenze, ma il regno Khmer iniziò la sua espansione verso la Thailandia e proseguì nella costruzione di monumenti imponenti. Tra il 900 e il 1200, nell'arco di 300 anni, in un'area di 27 km da est a ovest e di 9 km da nord a sud, furono costruiti 72 grandi templi ed altri edifici. Il tempio principale, Angkor Wat, fu costruito fra il 1112 e il 1150 dal re Suryavarman II, devoto a Vishnu, e rappresentava la cosmologia indiana con le torri centrali che raffiguravano: il monte Meru, casa degli dei, le mura intorno, le montagne del mondo, e, i canali all'esterno, l'oceano. Suryavarman II riprese l'espansione verso la regione sud-vietnamita del Champa abitata dal popolo Cham riducendolo a suo vassallo. Nel 1177 i Cham reagirono, risalendo il Mekong e il lago Tonlé Sap con una spedizione navale, e conquistarono Angkor uccidendo il re. Un anno dopo un cugino del re ucciso, raccolto un esercito, sconfisse i Cham e fu poi eletto re con il nome di Jayavarman VII (1181-1201). Il nuovo re era devoto del buddhismo mahayana, costruì la città di Angkor Thom e provocò il passaggio dall'induismo al buddhismo. Nei templi furono aggiunte le statue di Buddha e Angkor Wat divenne il maggiore santuario buddhista. La costruzione della nuova città e dei templi rappresentò uno sforzo economico enorme per il regno Khmer e, dopo la morte del re, iniziò la decadenza del regno indotta anche dal crescere della potenza del regno thai della dinastia Ayudhya che nel 1431 saccheggiò la città di Angkor. I Khmer trasferirono la capitale a Phnom Penh e continuarono la loro guerra contro i Thailandesi arrivando fino alla loro capitale, ma furono respinti dai birmani. Nel 1594 i Thailandesi conquistarono anche Phnom Penh, ma la situazione divenne più fluida per l'intervento degli Spagnoli che dalle loro basi a Manila cominciarono a interferire e i re khmer vennero insediati prima dagli Spagnoli e poi dai Thailandesi che insieme ai Vietnamiti condizionarono la Cambogia e la ridussero agli attuali confini. Nel 1864 i Francesi, che erano già penetrati in Vietnam, imposero con le cannoniere il protettorato al re Norodom e nel 1884, con un nuovo trattato, in pratica trasformavano il paese in colonia. I Francesi intervennero nell'amministrazione interna, ma la monarchia mantenne la sua funzione simbolica e le iniziali manifestazioni antifrancesi si acquietarono a differenza di quanto avveniva nello stesso periodo in Vietnam. Durante la seconda guerra mondiale, il Governatore generale francese in Indocina, nominato dal governo di Vichy, accettò l'occupazione dei Giapponesi e mise sul trono di Cambogia il principe Norodom Sihanouk che aveva 19 anni. Finita la guerra, i Francesi fecero della Cambogia uno stato autonomo all'interno dell'Unione francese ma Sihanouk si rafforzò promuovendo un'azione internazionale per l'indipendenza approfittando della rivolta dei Viet Minh contro i Francesi in Vietnam. Assediati a Dien Bien Phu, i Francesi capitolarono il 7 maggio del 1954 e, nella conferenza di Ginevra nello stesso anno, si sancì la temporanea divisione del Vietnam in due zone e la Cambogia ottenne l'indipendenza che aveva già proclamato l'anno prima. Sihanouk per combattere l'opposizione interna abdicò in favore del padre, entrò nella contesa politica e si fece eleggere primo ministro nel 1955 poi, morto il padre nel 1960 e abolita la monarchia, divenne capo dello stato. Di fronte al conflitto vietnamita, Sihanouk vedeva nell'alleanza fra Vietnam del sud, Thailandia e Stati Uniti una minaccia per la Cambogia e dichiarò la neutralità, ma il territorio cambogiano, come il Laos, fu invaso dai Viet Cong e gli USA iniziarono i bombardamenti contro le basi della guerriglia provocando migliaia di morti fra i civili. Nel marzo 1970, mentre Sihanouk era all'estero, un colpo di stato militare del generale Lon Nol lo depose instaurando la Repubblica Khmer. USA e Vietnam del Sud appoggiarono il nuovo governo invadendo la Cambogia per distruggere le basi dei guerriglieri, ma l'opposizione interna dei Khmer rossi divenne presto predominante. Intanto Sihanouk si era rifugiato a Pechino da dove appoggiava i Khmer rossi. Mentre in Vietnam la guerra volgeva a sfavore degli Americani, il 17 aprile 1975 Phnom Penh cadeva nelle mani dei Khmer rossi, solo due settimane prima della caduta di Saigon. Capo dei Khmer rossi era Pol Pot che aveva studiato a Parigi, ma aveva idee radicali su come trasformare la società cambogiana. Tutta la popolazione della capitale e delle città fu trasferita forzatamente in campagna a creare delle cooperative agrarie d'ispirazione maoista. In pratica tutti furono sottoposti ai lavori forzati sotto pena di morte immediata, la nazione fu isolata, l'economia bloccata, in tre anni si ebbero più di 3 milioni di morti e furono sistematicamente eliminate tutte le persone che avevano un minimo di cultura perché considerate nemici di classe. Sihanouk tornò in Cambogia, ma rimase prigioniero del nuovo governo e fu risparmiato solo perché protetto dai Cinesi. Il nuovo regime, che aveva preso il nome di Kampuchea Democratica, assunse atteggiamenti xenofobi nei riguardi dei vietnamiti e avanzò richieste territoriali. Il Vietnam reagì nel 1978 invadendo la Cambogia e rovesciando il governo di Pol Pot che però si ritirò nella giungla e nelle montagne al confine della Thailandia. La Cambogia era prostrata e alla fame, i Vietnamiti mantennero le loro forze di occupazione fino al 1990 e Sihanouk, sostenuto dalla Cina, creò un'alleanza per l'indipendenza della Cambogia, ma anche i Khmer rossi, sempre guidati da Pol Pot, si rafforzarono sfruttando il nazionalismo della popolazione contro gli invasori vietnamiti e appoggiati anche dalla Thailandia da cui passavano gli aiuti dell'ONU. Finalmente gli sforzi diplomatici convinsero i Vietnamiti a ritirarsi e nel 1993 si ebbero le prime libere elezioni. Il governo che ne risultò era sempre debole, ma approvò una nuova costituzione nominando re il principe Sihanouk. Tuttavia i Khmer rossi, che avevano boicottato le elezioni, continuarono la loro guerriglia e, solo dopo il 1995, smobilitarono lentamente; infine la morte di Pol Pot, nel 1998, accelerò il processo di pacificazione che ha riaperto la nazione anche ai flussi turistici.




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