Cambogia - La capitale Phnom Penh


 Phnom Penh significa "collina di Penh" dal nome di una vecchia che aveva raccolto quattro statue di Buddha approdate sulla riva del Mekong e le aveva sistemato sulla vetta di una collina. La città divenne capitale della Cambogia dopo che Angkor fu saccheggiata dai Thailandesi nel 1431 e si sviluppò favorita dalla sua posizione strategica sulla via fluviale del Mekong che la collegava al Laos, al Vietnam e, attraverso il delta, ai traffici con la Cina e l'Indonesia. Tuttavia la Cambogia rimase sempre uno stato cuscinetto fra due stati più potenti: Thailandia e Vietnam. La popolazione di Phnom Penh raggiunse i 500000 abitanti nel 1970 e, 5 anni dopo, i 2 milioni per l'afflusso dei profughi dal Vietnam, ma la conquista dei Khmer rossi nell'aprile dello stesso anno spopolò la città che cominciò a ripopolarsi solo nel 1979 con l'arrivo dei Vietnamiti. Oggi la città ha ripreso il suo fascino un po' esotico, un po' coloniale e sono risorti i centri buddhisti con i monaci nelle loro tuniche arancione, ma la città è rimasta sempre segnata dalla tragedia dei massacri dei Khmer rossi. I campi di sterminio e i luoghi di detenzione e tortura sono oggi musei che documentano avvenimenti ancora troppo recenti e brucianti, che toccano direttamente un popolo di sopravvissuti. 
  La città si stende lungo la riva del Tonlé Sap e in parte lungo il Bassac. Vicino alla riva del Tonlé Sap si trova il Palazzo Reale costruito nel 1813 e attuale residenza del re; buona parte degli edifici, escluso il recinto della residenza reale, è reso visibile al pubblico. L'edificio più importante è la sala del Trono inaugurato nel 1919 e costruito in forme tradizionali ma tutto in cemento, sostituendo l'antica struttura di legno del 1869. L'edificio è sormontato da una torre pinnacolo alta 56 m ed è destinato alle cerimonie dell'incoronazione e a quelle ufficiali importanti. 

PALAZZO REALE

A sinistra, vista del palazzo dal fiume. A destra, la Sala del trono.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

  Altri edifici vicini sono il Padiglione delle Feste e il Padiglione dei Banchetti. In un recinto separato si trova la Pagoda d'Argento così chiamata perché ha il pavimento formato da 5000 piastrelle d'argento pesanti 1 kg ciascuna. L'edificio fu costruito in legno dal re Norodom nel 1892 e poi ricostruito in cemento nel 1962; è stato risparmiato sotto il regime di Pol Pot, anche se molto di quanto contenuto all'interno è andato perduto. All'interno si trova il cosiddetto Buddha di smeraldo e di fronte un Buddha d'oro in grandezza naturale ornato da una profusione di diamanti. Fuori della Pagoda c'è un padiglione con la statua equestre di re Norodom, diversi stupa (reliquari buddhisti) e monumenti. 

PALAZZO REALE

A sinistra, il Padiglione delle feste. A destra, la Pagoda d'Argento.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire  
Museo Nazionale.
Clicca per ingrandire  
Wat Ounalom - Il Patriarcato buddhista.

 

  A nord del palazzo reale si trova il Museo Nazionale che contiene reperti archeologici e d'arte della civiltà Khmer. Anche questo edificio è di forme tradizionali, di color terracotta ed è stato inaugurato nel 1920. Vi si trovano una statua di Vishnu a 8 braccia e una di Shiva, la statua del re Jayavarman VII e ceramiche e bronzi dal periodo Funan al periodo classico di Angkor. Più a nord e vicino al fiume si trova Wat Ounalom, la sede rinnovata del patriarcato buddhista della Cambogia. Durante la dittatura di Pol Pot la sede era stata danneggiata e i monaci dispersi. Si sta ora ricostituendo anche la biblioteca dell'istituto buddhista. 
Clicca per ingrandire  
Il Mercato Nuovo.

 

  Il posto più antico della città è Wat Phnom, una collina di circa 27 m, il rilievo più alto della città, dove sorse la prima pagoda per ospitare i quattro Buddha trovati da una vecchia sulla riva del Mekong, intorno a cui si venne formando la città. 
  Un altro posto che merita di essere visitato dai turisti è il Mercato Nuovo (Psar Thmay) più lontano dal fiume; la parte centrale è un edificio giallo a cupola come uno ziggurat babilonese. Vi si possono trovare oggetti dell'artigianato cambogiano, preziosi e oggetti antichi. 
  Fra i luoghi più tristemente famosi di Phnom Penh è la scuola superiore di Tuol Svay Prey a sud della città, trasformata in prigione di sicurezza nel 1975 dall'esercito di Pol Pot. Qui più di 17000 persone furono trattenute, interrogate e torturate e infine trasferite nel campo di sterminio di Choeung Ek a circa 15 km dalla città per esser uccise. Solo 7 prigionieri furono trovati vivi, quando arrivò l'esercito vietnamita; nelle fosse comuni nel recinto della scuola furono trovati tutti quelli morti sotto le torture. La scuola è oggi il museo Tuol Sleng dove si possono vedere le celle, gli strumenti di tortura e la meticolosa documentazione che iKhmer rossi tenevano sui loro prigionieri, corredata da foto impressionanti che coprono le pareti di alcune stanze.  

MUSEO TUOL SLENG

clicca per ingrandire clicca per ingrandire

  Un cartello riporta con brutale precisione le 10 regole cui dovevano sottostare i prigionieri. 

REGOLAMENTI DI SICUREZZA

1. Devi rispondere in modo conseguente alle mie domande. Non cercare di sfuggire.
2. Non cercare di nascondere i fatti con pretesti inutili. Ti è strettamente proibito contestarmi.
3. Non essere sciocco perché sei un individuo che cerca di contrastare la rivoluzione.
4. Devi rispondere immediatamente alle mie domande senza perdere tempo a riflettere.
5. Non parlarmi né delle tue false idee né della natura della rivoluzione.
6. Quando riceverai frustate o scosse elettriche non devi assolutamente gridare.
7. Non fare nulla, stai seduto e aspetta i miei ordini. Se non ci sono ordini, stai fermo. Quando io ti chiedo di fare qualcosa devi farla immediatamente senza protestare.
8. Non prendere a pretesto il governo della Kambuchea allo scopo di nascondere la tua natura di traditore.
9. Se non segui tutte le regole precedenti, riceverai molte e molte frustate e scosse elettriche.
10. Se disobbedisci a qualsiasi punto delle mie regole, riceverai dieci frustate o cinque scosse elettriche.

 

  Nella prima stanza del museo c'è una mappa della Cambogia fatta con i teschi delle fosse comuni e una tabella con il consuntivo della dittatura di Pol Pot.

 

 3 314 768 morti e dispersi
    141 868 invalidi
    200 000 orfani
    635 522 case distrutte
 1 507 416 capi di bestiame uccisi


Il campo di sterminio di Choeung Ek fuori città, prima citato, è un altro luogo della memoria. Qui furono trasferiti e uccisi tutti i prigionieri da eliminare e si usavano i bastoni per risparmiare le pallottole. La posizione delle fosse comuni è ancora ben visibile nel campo e in una pagoda Memorial sono visibili in teche di vetro i macabri resti estratti dalle fosse. 

CAMPO DI STERMINIO CHOEUNG EK - PAGODA MEMORIAL

clicca per ingrandire clicca per ingrandire



Indice |Info | Stampa | Permalink