Egitto - Storia e cultura


  La civiltà dell'Egitto è nata alle origini della società umana favorita dalla fertilità della valle del Nilo e si è sviluppata e trasformata a contatto con tutte le civiltà del Mediterraneo con un ruolo sempre importante nella politica e nell'economia. La cultura dell'antico Egitto ha dato all'umanità patrimoni unici dalla scrittura all'organizzazione sociale, nell'architettura e nell'arte; si è poi integrata con continuità e senza perdere la propria identità con la cultura greca dopo Alessandro Magno e con quella romana dopo Augusto e per secoli Alessandria d'Egitto si è affermata come massimo centro di cultura del Mediterraneo. Importante provincia bizantina, l'Egitto entrò poi nell'orbita della nuova civiltà musulmana e poi, dal XVI secolo, dell'Impero ottomano. Dopo altri quattro secoli, nel 1922, l'Egitto è divenuto di nuovo stato sovrano ed è entrato nella storia moderna. La riscoperta dell'antica civiltà egiziana avvenne alla fine del 1700 per opera degli studiosi al seguito di Napoleone nella sua spedizione in Egitto, con la scoperta della stele di Rosetta che doveva portare alla decifrazione della scrittura geroglifica. Da quel momento gli archeologi hanno esplorato l'Egitto riscoprendo città, monumenti e tombe e portando in Europa tesori d'arte. Tutti i musei d'Europa e del mondo hanno oggi la loro sezione egiziana, ma ciò che si vede in Egitto è ancora più grandioso e molto è ancora da scoprire.
  L'Egitto ha un'estensione di circa un milione di kmq, ma la parte coltivabile è solo la valle del Nilo, lunga più di 1000 km, e il delta, che rappresentano insieme circa il 3,5% della superficie totale, ma qui abita il 98% della popolazione. La capitale, il Cairo, e i suoi dintorni hanno 16 milioni di abitanti, Alessandria circa 4; l'Egitto ha circa 58 milioni di abitanti e costituisce la nazione più popolosa del mondo arabo con la più alta densità di popolazione.
  Il viaggio è dedicato soprattutto alla scoperta dell'Egitto dei faraoni, inizia dal Cairo con una rapida visita della città antica e moderna, una sosta al Museo Egizio e una visita ai resti dell'antica Menfi e alle piramidi di Sakkara e di Gizah. La seconda tappa è ai templi di Abu Simbel in Nubia sul lago Nasser, si risale quindi a nord alle dighe di Assuan e si segue il corso del Nilo fino a Esna; l'ultima tappa è a Karnak e Luxor e nella Valle dei Re.



CRONOLOGIA DELL'EGITTO

  Manetone di Sebennito, sacerdote di Heliopolis, vissuto intorno al 300 a.C. al tempo di Tolomeo Soter, scrisse una storia dell'Egitto in tre volumi, che andarono perduti, ma da lui attinsero nei loro scritti gli storici Giuseppe Flavio (37-100 d.C.), Sesto Giulio Africano (circa 200 d.C.) ed Eusebio (intorno al 340 d.C.). Manetone divise i sovrani egizi, a partire da Menes, il più antico, fino ad Alessandro Magno, in 30 dinastie. La datazione assoluta rimane tuttavia lacunosa e si determina da riferimenti incrociati con altre civiltà e dagli eventi registrati dagli Egiziani in relazione al sorgere della stella Sirio, la Sothis egiziana. Altri avvenimenti sono narrati nelle relazioni di viaggio di Erodoto (490-420 a.C.) e di Strabone (63 a.C.- 25 d.C.). Nel seguito si riportano le tappe fondamentali della storiografia egiziana.
  L'Età Arcaica dell'Egitto copre il periodo dal 3000 al 2650 a.C. con le prime due dinastie e i regni separati del Basso Egitto, nella zona del delta, e dell'Alto Egitto, da Menfi alla prima cataratta presso Assuan; l'unificazione dei due regni fu opera del leggendario re Menes e la capitale fu portata a Tini nell'Alto Egitto.
L'Antico Regno copre il periodo dal 2650 al 2190 con le dinastie dalla III alla VI ed è l'epoca delle piramidi. Il faraone Zoser della III dinastia portò la capitale a Menfi e costruì la piramide a gradoni di Sakkara. Della IV dinastia sono i tre faraoni Cheope, Chefren e Micerino che costruirono le tre grandi piramidi di Gizah. Durante la V dinastia iniziarono le guerre contro i popoli libici e asiatici; durante la VI si svilupparono i commerci verso sud nell'alto Nilo e verso nord fino alla Siria. Si ricordano i faraoni Pepi I e Pepi II che costruirono le loro piramidi presso Sakkara.
  Il periodo dal 2190 al 2052 è classificato come Primo Periodo Intermedio in cui lotte dinastiche crearono divisioni e debolezza del potere centrale; di questo periodo sono le dinastie dalla VII alla X.
  Il Medio Regno va dal 2130 al 1778 con le dinastie dall'XI alla XII in cui predominano i principi tebani. Il faraone Mentuhotep II dell'XI dinastia fu detto l'unificatore delle due terre e l'Egitto si espanse e progredì economicamente e culturalmente. Nella XII dinastia Sesostri I (1971-1928) conquistò la Nubia.
  Dal 1778 al 1570 si colloca il Secondo Periodo Intermedio con le dinastie dalla XIII alla XVII; fu un altro periodo d'instabilità con un gran numero di re di breve durata.
  Dal 1650 al 1551 ci fu il Periodo degli Hyksos, un popolo invasore proveniente dal nord-est che dominò l'Egitto per un secolo, introdusse il carro da guerra trainato da cavalli e lo scarabeo come amuleto e assimilò la cultura egiziana. I principi tebani del sud diventarono loro vassalli, ma poi da loro venne la reazione che portò infine alla cacciata degli Hyksos.
  Il Nuovo Regno dal 1570 al 712 con le dinastie dalla XVIII alla XXIV segna l'apogeo dell'Egitto dei faraoni. La capitale fu Tebe e la maggior parte dei faraoni costruirono le loro tombe nella Valle dei Re, sulla riva sinistra del Nilo. Alla XVIII dinastia appartiene Thutmosi I che portò l'annessione dell'Alta Nubia, poi la figlia Hatshepsut (1490-1468) che, come reggente del figliastro Thutmosi III, assunse il potere per sé e si costruì un grande monumento funebre. Seguì Thutmosi III, il Napoleone d'Egitto, che conquistò la Siria ed estese la sua influenza fino all'Asia Minore. Le ricchezze che affluirono nel paese dagli stati sottomessi permisero ai successori la costruzione dei grandi templi a Karnak e Luxor, nell'area di Tebe.
  Dal 1364 al 1347 il faraone Amenofi IV, sposo di Nefertiti, al suo quinto anno di regno sostituì il culto di Amon e degli altri dei con quello unico di Aton, il dio Sole, e assunse il nome di Akhenaton (Colui che piace ad Aton). Per l'ostilità della vecchia casta sacerdotale, spostò la capitale da Tebe a Tell el-Amarna, 240 km più a nord sul Nilo. Amarna fu fondata dal nulla con criteri artistici innovativi. Dopo 17 anni di regno, Akhenaton morì e nulla rimase della sua rivoluzione religiosa, fu considerato eretico e Amarna fu abbandonata e distrutta. Gli successe il figlio Tutankhamon ancora giovane che fu incoronato a Tebe, ma morì a 19 anni, forse ucciso, e la sua fama derivò dal ritrovamento, nel 1922, della sua tomba intatta nella Valle dei Re. La XIX dinastia comincia con Horemheb, generale di Amenofi IV, poi seguirono Ramesse I e Sethi I (1304-1290). Quest'ultimo combatté in Libia, Siria e contro gli Hittiti che avevano invaso i possedimenti egiziani di Siria e Palestina. Successore fu il grande Ramesse II (1290-1224) noto nella storia per la battaglia di Kadesh contro gli Hittiti nel 1285. Il successivo trattato di pace è riportato dai documenti hittiti e nelle iscrizioni e rilievi del tempio di Karnak a Tebe, in quelli della vicina Luxor e nel tempio di Abu Simbel in Nubia, che fu l'opera più imponente da lui lasciata nei suoi 67 anni di regno. Alla XX dinastia appartiene Ramesse III che combatté Libici e asiatici. Le dinastie successive segnarono un periodo di decadenza; nella XXII i faraoni furono di origine libica, durante la XXIII i re etiopi sottomisero l'Alto Egitto fino a Menfi e alla fine della XXIV tutto il paese.
  L'Età Tarda va dal 712 al 331 e finì con la conquista dell'Egitto da parte di Alessandro Magno. Cominciò con la XXV dinastia dominata dai re etiopi che furono sconfitti dagli Assiri e ne divennero i vassalli, ma poi riacquistarono l'indipendenza quando gli Assiri furono impegnati dai Babilonesi. Con la XXVI dinastia finì il periodo etiope, prosperarono i commerci con la Grecia. Nel 605, Nabucodonosor s'impadronì della Siria, infine nel 525, il re di Persia, Cambise, invase l'Egitto che divenne provincia Persiana. In questo periodo avvenne la sparizione di un'armata persiana di 20000 uomini diretta verso l'oasi di Siwa durante una tempesta di sabbia. Il dominio persiano proseguì sotto Dario e Serse con poche interruzioni. Solo dalla XXVIII alla XXX dinastia l'Egitto riacquistò l'indipendenza. Dal 404 al 341, vi fu ancora un altro periodo di conquista persiana. Nel 331 Alessandro Magno raggiunse l'oasi di Siwa e i sacerdoti del tempio di Zeus Amon lo proclamarono figlio di Amon e sovrano d'Egitto. Alessandro fondò la città di Alessandria e proseguì alla conquista dell'oriente.
  Alla morte di Alessandro Magno nel 323 iniziò l'Età ellenistica dell'Egitto con la divisione dell'impero fra i suoi generali. Tolomeo e i suoi successori governarono l'Egitto con capitale Alessandria nel Basso Egitto. La cultura greca si diffuse in Egitto, ma si integrò con quella egiziana, i Tolomei governarono come faraoni per tre secoli fino alla morte di Cleopatra VII nel 30 a.C.. L'Egitto si espanse a ovest fino alla Cirenaica e a est fino al Libano. I Romani con Pompeo riconobbero i Tolomei e presero la tutela degli ultimi faraoni. Quando dopo Farsalo (47 a.C.) Pompeo rifugiatosi in Egitto fu ucciso dal suo pupillo Tolomeo XIII, Cesare trasferì il potere alla sorella Cleopatra VII. Cleopatra irretì poi Marco Antonio che la sposò creando una frattura con Ottaviano; la battaglia di Azio nel 31 segnò la sconfitta di Antonio e la fine dei Tolomei.

  Dal 30 a.C. al 395 d.C. l'Egitto divenne Provincia romana governata da un prefetto con sede in Alessandria e gli imperatori romani furono riconosciuti come successori dei faraoni e onorati nei templi come tali. Alessandria rimase un centro di cultura; intorno al 150 d.C. vi visse l'astronomo e matematico Tolomeo. Il cristianesimo si diffuse rapidamente in Egitto, vi furono molte persecuzioni ed Ario di Alessandria diffuse la prima eresia condannata poi nel Concilio di Nicea del 325 sotto Costantino. Il 395 segnò la divisione dell'Impero romano ed Arcadio divenne imperatore d'Oriente.
  Dal 395 al 638 fu il periodo del Dominio bizantino. Alessandria fu centro di molti contrasti religiosi che ebbero risonanza nei concili di Efeso (449) e Calcedonia (451). L'Egitto fu occupato dai Persiani sassanidi nel 619, ma liberato nel 626. Nel 634 iniziò la guerra di conquista degli Arabi musulmani che sconfissero i Bizantini e conquistarono Damasco. Nel 640 anche l'Egitto divenne dominio arabo.
  L'Egitto musulmano iniziò dal 640 e presto diventò la base di partenza per la conquista musulmana di tutta l'Africa settentrionale. Fino al 750 fu provincia del califfato degli Omayyadi di Damasco poi, con qualche interruzione fino al 935, del califfato abbaside di Bagdad. Dopo un periodo di lotte i Fatimidi, che si dichiaravano discendenti di Fatima, la figlia di Maometto, e di fede sciita, assunsero il potere in Egitto e fondarono la loro capitale el-Qahirah (il Cairo) che divenne presto la più popolosa città dell'Islam ricca di edifici, scuole e biblioteche. L'espansione dei Fatimidi fu contrastata a metà dell'XI secolo dai Turchi selgiuchidi dell'Anatolia che durante le crociate li cacciano dalla Siria. Nel 1171 il Saladino fondò la dinastia degli Ayyubidi e si fece riconoscere dal califfo di Bagdad come sovrano d'Egitto restaurando il credo sunnita. L'Egitto fu protagonista nella V Crociata, quando firmò un trattato con l'Imperatore di Germania Federico II per la cessione di Gerusalemme e nella VI Crociata quando Luigi IX di Francia fu fatto prigioniero. Nel 1250 la rivolta dei Mamelucchi, schiavi comprati e addestrati che formavano un corpo militare scelto, instaurò una nuova dinastia e Baibars I ne fu uno dei sovrani più famosi. Accolse gli ultimi abbasidi cacciati da Bagdad dai Mongoli e si proclamò sultano. I Mongoli furono poi sconfitti dai Mamelucchi che ripresero la Siria salvando così la civiltà musulmana. La dinastia mamelucca finì nel 1517 per opera del sultano ottomano Selim I che occupò il Cairo e assoggettò l'Egitto alla Sublime Porta sotto il governo di un pascià, ma i capi mamelucchi mantennero il potere amministrativo e quello reale nelle province.
  Alla fine del 1700 l'Egitto fu terra di scontro fra Inglesi e Francesi al tempo di Napoleone e da questo momento iniziò l'influenza europea nei rapporti, sempre burrascosi, fra Egitto e governo ottomano. Sbarcato ad Alessandria nel 1798, Napoleone sconfisse l'esercito mamelucco nella battaglia delle Piramidi ma senza un risultato politico per l'ostilità della popolazione e lasciò l'Egitto nel 1801. Il governo ottomano inviò una spedizione per riprendere il controllo e nel vuoto di potere creatosi s'impose un giovane ufficiale albanese, Muhammad Ali, che si fece nominare viceré e riorganizzò l'esercito creando, con i suoi successori le basi di uno stato moderno. Nel 1869 fu costruito il canale di Suez che diventò il punto focale dell'interesse europeo nella regione e portò all'intervento diretto degli inglesi (1885). Con la prima guerra mondiale l'Egitto divenne protettorato britannico ed entrò in conflitto con la Turchia alleata della Germania. Dopo la fine della guerra, l'Egitto ottenne l'indipendenza nel 1922 e divenne dopo 4 secoli uno stato autonomo nella forma di una monarchia costituzionale. La seconda guerra mondiale riportò l'Egitto nell'orbita inglese e fu teatro di guerra culminato con la battaglia di el-Alamein (1942). Finita la guerra, si affermò il nazionalismo arabo, re Faruq fu rovesciato dal colpo di stato militare guidato da Nasser e nel 1953 l'Egitto divenne una repubblica, prima sotto il generale Nagib, poi sotto lo stesso Nasser. Durante la guerra fredda fra blocco occidentale e URSS, l'Egitto si pose fra i non allineati. Il 26 luglio 1956, Nasser nazionalizzò la Compagnia del Canale di Suez portando l'Egitto alla piena indipendenza e si avvicinò all'URSS, dopo il rifiuto di USA e Gran Bretagna di finanziare la costruzione della diga di Assuan. La libertà di navigazione nel canale di Suez riaccese il conflitto con Israele che attaccò L'Egitto nel 1956 e provocò l'intervento di Inghilterra e Francia e poi dell'ONU. Nel 1958 Egitto e Siria si unificarono nella RAU (Repubblica Araba Unita), vi si associò anche lo Yemen, ma nel 1961 l'unione si sciolse. Nasser trasformò l'Egitto in una repubblica socialista a partito unico con l'Islam religione di stato e l'URSS finanziò la costruzione della diga di Assuan che fu completata nel 1971. A seguito del blocco del golfo di Akaba delle nazioni arabe contro Israele, nel 1967, scoppiò la guerra dei sei giorni che terminò con una disastrosa sconfitta per Siria, Giordania ed Egitto che perse il Sinai, ma ne seguì la chiusura del canale di Suez. Alla morte di Nasser nel 1970 successe Sadat che si trovò ad affrontare una grave crisi economica; iniziò il suo riavvicinamento al blocco occidentale con l'espulsione dei consiglieri militari sovietici, ma progettò anche la rivincita contro Israele e, nell'ottobre 1973 approfittando della festa ebraica dello Yom Kippur, il Sinai fu invaso mirando alla sua riconquista. Israele invase a sua volta l'Egitto e, dopo l'intervento dell'ONU, l'Egitto, benché militarmente sconfitto, ne uscì politicamente vincitore. Sadat, rafforzato, permise la riapertura del canale di Suez nel 1975 e iniziò il disgelo con Israele. Si recò a Gerusalemme nel 1977 e finalmente, con gli accordi di Camp David in Usa nel 1979 e la mediazione del Presidente Carter, l'Egitto riconobbe lo stato di Israele e ritornò in possesso del Sinai. La Lega Araba però estromise l'Egitto e le correnti radicali musulmane suscitarono conflitti interni. Nell'ottobre 1981 Sadat fu vittima di un attentato durante una parata militare. Gli succedette Mubarak, un maresciallo dell'aeronautica, tuttora al governo, che proseguì la politica di Sadat, riallacciò le relazioni diplomatiche con gli altri paesi arabi e rafforzò la sua influenza moderata.




RELIGIONE E SCRITTURA NELL'ANTICO EGITTO

 

  La complessa religione dell'antico Egitto si è andata formando partendo dalle numerose divinità locali di sembianze umane e animali legati alle attività quotidiane e, poiché la testa era espressione del potere e dei sentimenti, le divinità avevano spesso la testa di animali per simboleggiare le forze della natura. Così il dio Sobek ha la testa di coccodrillo, Horo la testa di falco, Toth quella di un ibis, Anubi dello sciacallo, la dea Nekhbet di un avvoltoio e la dea Hathor di una vacca. Nella concezione cosmologica il primo dio è Atun, il dio di Heliopolis, da cui nasce la Terra, Geb, e il Cielo, Nut, separati dall'aria Shu e dall'umidità Nefnet. Il sole è Ra da cui nasce il tempo con il giorno e la notte e da qui il mito del risorgere del sole ogni giorno visto come una vittoria del sole sul mondo delle tenebre dopo un viaggio avventuroso su una barca nelle ore notturne. Un altro antico mito è quello di Osiride, il dio buono della vegetazione, figlio della Terra e del Cielo, che governava l'Egitto finché il fratello Seth, dio del male, lo uccise, ne sezionò il cadavere in 14 pezzi e li sparse per tutto l'Egitto. Iside, sorella e sposa di Osiride, ne raccolse le membra e generò Horo che vendicò il padre sconfiggendo Seth in una lunga lotta, ma i due furono separati da Toth, il dio della saggezza, perché la vittoria sul male non è mai definitiva. Osiride divenne il dio dell'oltretomba e della notte identificato con Orione, mentre Iside fu identificata con Sothis, la stella Sirio; il figlio Horo dalla testa di falco divenne il dio della luce che conduce la barca del sole durante il giorno e la lascia al tramonto al padre Osiride che la conduce nella notte per farlo poi risorgere.
  Gli Egiziani credevano nel proseguimento della vita dopo la morte con le stesse mansioni che avevano svolto in vita e questo spiega le cure che dedicavano al seppellimento dei morti, circondandoli con tutti gli oggetti a loro cari. Tutto ciò che conosciamo della vita quotidiana degli antichi Egizi proviene dalle loro tombe. In origine, ai tempi dalla IV alla VI dinastia i Testi delle Piramidi descrivevano il viaggio del faraone nella barca del Sole che gli garantisce l'assunzione al cielo e le formule da recitare durante i riti funebri per facilitargli il percorso. Nel Medio Regno i Testi dei Sarcofagi, scritti all'interno dei sarcofagi dei personaggi importanti, descrivono anche per essi il viaggio nel regno dei morti. Infine nel periodo del Nuovo Regno il Libro dei Morti riportato in tutti i sepolcri dimostra che a tutti sono estese le procedure per godere della vita ultraterrena. Il passaggio richiedeva formule magiche e il defunto era sottoposto al giudizio di Osiride, Toth metteva il suo cuore su una bilancia a confronto con una piuma, se il cuore era più leggero, ciò indicava che il defunto era meritevole ed era accolto nel regno di Osiride, in caso contrario l'anima veniva divorata dal mostro Memet. I contatti con la cultura greca, già prima dei Tolomei, portarono a unificare le rispettive divinità. Così Amon, la massima divinità egizia, fu assimilato a Zeus, Horo ad Apollo e Hathor ad Afrodite. Altre divinità egiziane ebbero poi grande diffusione nel mondo greco e romano come Iside e Osiride.
  La civiltà e cultura degli antichi Egizi fu condizionata dal Nilo da cui dipendeva l'agricoltura e la vita degli abitanti. La periodicità delle inondazioni fece gli Egiziani attenti ai fenomeni del cielo; gli Egiziani per primi introdussero l'anno di 365 giorni, ma avevano solo tre stagioni: l'inondazione, l'emersione delle terre e l'estate arida, ogni stagione aveva 4 mesi di 30 giorni e alla fine dell'anno erano aggiunti 5 giorni extra. Quando le acque del Nilo si ritiravano, i contadini dovevano ritrovare i loro campi perché i confini erano stati cancellati e per questo gli Egiziani svilupparono molto le tecniche topografiche.

 

  La scrittura degli antichi Egizi risale all'epoca predinastica e inizialmente era solo ideografica per indicare gli oggetti e poi anche i suoni alfabetici dei nomi. Lo sviluppo della scrittura geroglifica, il cui nome deriva da una parola greca che significa "segni sacri incisi", fu opera dei sacerdoti e degli scribi che erano gli uomini di cultura del tempo. Tutto ciò che doveva essere ricordato era inciso sulla pietra o scritto su una tavoletta di legno o un supporto di papiro e lo scriba era il funzionario più importante del faraone rappresentato in molte statue con la tavoletta dove erano poste le vaschette con l'inchiostro nero e rosso e dove si poggiava il papiro; scriveva con lo stilo. Il patrono degli scribi era Toth, il dio della saggezza. La scrittura si andò evolvendo nel tempo dalle forme più semplici dell'Antico Regno a quella più elegante della XVIII dinastia a quella abbreviata e minuta del periodo tolemaico. La scrittura ufficiale e delle opere letterarie fu detta ieratica poi, nel periodo greco-romano aumentando l'alfabetizzazione, si sviluppò la scrittura demotica (popolare) per tutte le attività quotidiane, ma si affermò anche il greco come seconda lingua. La decifrazione della scrittura geroglifica si deve al francese Jean Francois Champollion nel 1822 sfruttando il ritrovamento del 1799 della Stele di Rosetta, presso il ramo di Rosetta del delta del Nilo. La stele era una lastra di basalto su cui era riportato il testo di un decreto del 196 a.C.; dall'alto in basso c'era il testo in geroglifico, demotico e greco e le prime due erano le traduzioni dal greco. Nella scrittura egiziana vi sono almeno 700 segni e, fra i segni fonetici, all'inizio mancavano le vocali. I gruppi di segni circondati da un cartiglio sono nomi di persona, generalmente di un faraone. Un esempio di alfabeto geroglifico è dato in figura.




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