Groenlandia - Geografia e Storia




La Groenlandia è l’isola più grande della terra che si stende nell’emisfero boreale per una lunghezza di 2650 km fra l’estrema punta sud di capo Farvel a 59° 45’ di latitudine nord fino agli 83° 40’ del capo Morris Jesup all’estremo nord, quindi è per la maggior parte sopra il circolo polare artico (66,5° Lat. nord). La sua superficie di 2175600 kmq è ricoperta per l’85% da una calotta permanente di ghiaccio (inlandsis) e rimane solo una fascia costiera a sud sgombra di ghiacci per circa 350000 kmq, una superficie maggiore dell’Italia, dove si concentra la maggior parte della popolazione che ammonta a circa 59000 persone. Al centro dell’isola, dove le precipitazioni nevose sono maggiori, lo spessore di ghiaccio raggiunge i 3100 m e da qui si espande verso le coste. Dal punto di vista geologico la Groenlandia è anche la terra più antica, alcune rocce sono databili a 3700 milioni di anni fa e il 75% del suolo è di almeno 1600 milioni di anni.

I primi abitanti vi arrivarono circa 5000 anni fa provenienti dal Canada. La Groenlandia, terra del ghiaccio e del freddo, deve il suo nome di “Terra Verde” al navigatore norvegese Erik il Rosso che fra il 982 e il 984, doppiato capo Farvel, vide una terra verdeggiante e con i suoi compagni vi creò un primo insediamento. Seguirono altri insediamenti di norvegesi e islandesi che prosperarono fino a tutto il 1200 vivendo di agricoltura, allevamento del bestiame, caccia e pesca; la popolazione raggiunse 3000-4000 persone ed ebbe anche un vescovado. Il clima, che era stato particolarmente mite intorno all’anno 1000 con temperature più elevate, e con il ritiro dei ghiacci, si andò raffreddando progressivamente e agli inizi del 1400 si interruppero i collegamenti con l’Islanda e la più lontana Norvegia. L'economia dei coloni era fondata sull'esportazione in Europa dell'avorio ricavato dai denti dei trichechi, ma nel 1400 il valore dell'avorio crollò per la concorrenza di quello dei trichechi dalla Russia e gli elefanti dall'Africa. Cominciò una costante emigrazione verso l'Islanda e l'Europa e l'abbandono delle ultime fattorie più orientali fu pacifico, senza episodi di morte per fame o attacchi degli Inuit. Alla fine del 1400 tutti gli insediamenti erano spariti e la Groenlandia dimenticata. Gli scavi hanno trovato manufatti ben conservati. L’esplorazione sistematica delle regioni artiche e nuovi contatti con la Groenlandia iniziarono nel 1500 dopo la scoperta dell’America spinti dalla ricerca del passaggio a Nord-Ovest. Nel 1585 il navigatore inglese John Davis esplorò la costa orientale e occidentale dell’isola doppiando il capo Farvel e da lui prese il nome lo stretto fra Groenlandia e la terra a est chiamata poi con il nome di un altro navigatore inglese, William Baffin. Questi nel 1616 si spinse molto a nord oltre i 77° di latitudine nord assegnando il suo nome anche alla baia di Baffin. Scoprì lo stretto di Lancaster, l ’ingresso del passaggio a nord-ovest, ma ritenne che fosse solo una baia e concluse che il passaggio non esistesse, così le ricerche del passaggio si interruppero per due secoli e ripresero nel 1800. Fra il 1600 e il 1700 si sviluppò la caccia alla balena e le coste occidentali della Groenlandia furono frequentate da baleniere inglesi e olandesi. Per combattere la loro concorrenza, i Danesi promossero nel 1721 una nuova missione istituendo un centro commerciale in Groenlandia sulla costa occidentale: Godthåb (Buona Speranza), oggi capitale con il nome di Nuuk, e questo fu l’inizio dell’era coloniale. Nel 1741 Jacob Severin stabilì un ufficio commerciale per la caccia alla balena nella baia di Disko con il nome di Jacobshavn, l’odierna Ilulissat. Missionari e commercianti stabilirono contatti con le popolazioni locali, gli Inuit detti Eschimesi, denominazione dispregiativa che significa “mangiatori di carne cruda” data a queste popolazioni da altre tribù canadesi, e iniziò il sistematico rilevamento delle coste e la creazione di nuovi centri. Più lenta fu l’avanzata di coloni sulla costa est sempre bloccata da pericolose barriere di ghiaccio. L’esplorazione dell’interno, ricoperto da una calotta permanente di ghiaccio, iniziò solo a metà del 1800. La prima traversata fu compiuta nel 1888 da Fridtjof Nansen partendo dalla costa orientale, da Umiivik, circa 64° nord, e percorrendo sugli sci 560 km in 42 giorni fino alla costa occidentale. Nel 1892 l’americano Robert Peary compì pure sugli sci l’attraversamento a nord, 77° 30’, dallo Smith Sund all’Independence Fjord e ripeté altre due volte occidentale distante 400 km, ma non sopravvivono. L’anno dopo sarà scoperto, sotto uno sci piantato sulla neve, il corpo di la traversata nel 1895 e 1912 circa alle stesse latitudini. Nel 1912-13 il geofisico tedesco Alfred Wegener, lo stesso che aveva avanzato la teoria della deriva dei continenti, compì la traversata dell’isola con slitte trainate da pony. Partendo dalla costa orientale a 76° nord, attraversò l’isola nella parte più larga e alta e arrivò a Pröven, a nord della baia di Disko dopo 1200 km, salendo sull’inlandsis fino a quasi 3000 m di quota dove fu installata una stazione di ricerche glaciologiche e meteorologiche chiamata Eismitte. La stazione di Eismitte fu in seguito mantenuta e rifornita con squadre di eschimesi e slitte. Nel 1930, in un'altra spedizione, ormai con l’inverno alle porte, Wegener e un compagno, a corto di viveri, lasciano la base per la costa Wegener, ma del suo compagno nessuna traccia. All’esplorazione dell’isola e allo studio dei suoi abitanti autoctoni dedicò la sua vita, l’etnografo ed esploratore groenlandese Knud Rasmussen, nato a Jacobshavn nel 1879 da padre danese e madre inuit. Dopo i suoi studi a Copenaghen e una spedizione in Lapponia, tornò in Groenlandia e iniziò i suoi viaggi di studio. Dall’estremo nord dell’isola, presso un villaggio inuit organizzò un centro commerciale che chiamò Thule (oggi Pituffik) con lo scopo di proteggere e studiare le popolazioni locali. Assimilò le loro tecniche di caccia e di trasporto con le slitte trainate da cani e, dal 1912, viaggiò ininterrottamente nel nord dell’isola. Nel 1923-24 attraversò tutto l’estremo nord del continente americano fino allo stretto di Bering per lo studio etnografico di tutte le popolazioni eschimesi distribuite nell’estremo nord. Diventò professore di groenlandese all’università di Copenaghen e qui morì nel 1933 a 54 anni per una malattia contratta in patria durante le sue ultime spedizioni. Durante la seconda guerra mondiale e nel successivo periodo della guerra fredda, la Groenlandia assunse importanza strategica e gli USA vi costruiscono e mantennero aeroporti e basi di sorveglianza radio e radar. Dal 1959 e per 15 anni la Francia, insieme a Danimarca, Svizzera, Austria e Germania, eseguirono una serie di misurazioni glaciologiche per calcolare il bilancio di massa dell’inlandsis, cioè la differenza fra perdite e accumuli del ghiaccio, ma i risultati non sono stati conclusivi. Fra il 1989 e il 1993 un progetto internazionale americano-europeo ha eseguito il carotaggio del ghiaccio al centro dell’inlandsis ottenendo due carote lunghe 3054 e 3028 m che hanno fornito una documentazione della storia climatica dell’emisfero settentrionale fino a 250000 anni fa. I carotaggi meno profondi, da decine a centinaia di metri, hanno dato indicazioni sull’inquinamento e la composizione atmosferica degli ultimi 200 anni, così si è trovato che l’anidride carbonica è aumentata del 30% e che, rispetto a 100 anni fa, nel decennio 1970 il contenuto di nitrati e solfati responsabili delle piogge acide è aumentato di 4 volte e il contenuto di piombo di 200 volte, ma una diminuzione si è verificata dopo l’introduzione della benzina senza piombo.
  Nel 1953 finì il dominio coloniale, la Groenlandia divenne parte della Danimarca e due suoi deputati vennero a far parte del parlamento danese. Nel 1974 è stato creato il più grande parco nazionale del mondo nella zona nord-orientale dell’isola che occupa circa un terzo della sua superficie. Il primo maggio 1979 la Groenlandia acquista l’indipendenza, ha un suo Parlamento e un suo Governo, ma rimane a far parte del Commonwealth danese e rimangono di competenza della Danimarca la politica estera e la difesa, il sistema giudiziario e la moneta. Oggi la Groenlandia è divisa in 18 municipalità ed ha una popolazione di 59000 abitanti di cui 51000 (87%) sono Inuit e 8000 (13%) Danesi e di provenienza europea. L’85% dell’esportazione è costituito dai prodotti della pesca, in gran parte halibut e gamberetti. Nell’area più meridionale, dove regna un clima sub-artico, sono numerose le fattorie per l’allevamento delle pecore molte delle quali sono di provenienza islandese.
  Recentemente sulla costa sud occidentale, vicino a Sisimiut, sono iniziate ricerche petrolifere e i test sismici hanno indicato la presenza di strutture geologiche tipiche dei depositi di petrolio e gas metano. Sono in corso indagini anche per localizzare e quantificare la presenza di minerali quali molibdeno, cromo, niobio e oro.


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