Marocco - Meknès: la terza


Meknès è una città di grande estensione, circondata da una tripla cerchia di mura di 45 km rinforzate da bastioni. Si trova all'interno, sulla piana del Sais ai piedi dell'Atlante, nella strada da Rabat a Fès. La città fu occupata dagli Almoravidi e poi dagli Almohadi. I Merinidi la ingrandirono, ma solo con gli Alauiti fu scelta capitale, dal secondo sultano Moulay Ismail nel 1672 ed ebbe la sua attuale sistemazione urbanistica. In 55 anni, fino alla sua morte, avvenuta nel 1727 all'età di 80 anni, Moulay Ismail fece costruire mura e bastioni e porte monumentali, enormi granai e scuderie, facendo lavorare un esercito di schiavi neri, prigionieri cristiani e condannati per delitti comuni. Nonostante ciò l'opera rimase incompiuta, anche se i lavori proseguirono con i suoi successori e, con la decadenza della dinastia, la città perse anche il ruolo di capitale a vantaggio di Marrakech.

MEKNÈS - BAB EL-KHEMIS: LA PORTA PRINCIPALE

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Questa porta è detta anche la Porta del Giovedì, per un mercatino che si teneva qui ogni giovedì. La sua costruzione fu iniziata dal sultano Mulay Ismail della dinastia Alauita, considerato il Grande Costruttore del Marocco, che, dopo aver distrutto la vecchia città merinida, l'aveva ricostruita tutta con tre cinte murarie di 45 km. La città doveva essere la Versailles del Marocco per competere con il Re Sole, ma il suo sogno fu interrotto dalla morte.

 

MEKNÈS - LE SCUDERIE DI MOULAY ISMAIL

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Dentro il recinto della città imperiale si trovano un enorme complesso di granai, scuderie, arsenali e prigioni che aveva occupato l'area della casbah merinida rasa al suolo. Danneggiate dal terremoto del 1775, le costruzioni non furono più restaurate, ma quello che rimane è impressionante. Come in tante altre parti del Marocco, qui sono stati girati diversi film come "Il tè nel deserto" di Bertolucci e "Gesù di Nazareth".

 

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La porta Bab el-Mansour.

 

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La medersa Bou Inania.
 
Dalla porta Bab el-Mansour, la più bella della città con le colonne di marmo di Carrara, si passa dalla città Imperiale alla città vecchia, la Medina, sboccando sulla piazza el-Hedim, in fondo alla quale si trova il Dar Jamai, palazzo del visir del 1800 che ospita il Museo d'Arte Marocchina. Vicino alla Grande Moschea, al centro della Medina, si trova la medersa Bou Inania, la scuola coranica opera dei sultani merinidi nel 1300. Si presenta con la classica pianta con cortile centrale circondato su tre lati da una galleria, sopra la quale si trovavano le stanze degli studenti. 
La città moderna si trova a nord-est, divisa da quella antica dalla valle dell'uadi Boufekrane, e si è sviluppata con l'arrivo dei Francesi. 

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