Libia - Tripoli


Tripoli fu fondata con il nome di Oea dai Fenici nel 500 a.C. circa e da allora è stata sempre abitata. Il suo sviluppo fu prima frenato dal monopolio dei Cartaginesi, poi prosperò con i Romani e i resti della città romana si ritrovano ancora nella città vecchia. Fu quasi distrutta dai Vandali e si riprese con i Bizantini. Con la conquista araba furono rifatte le mura, sulle fondamenta e con i materiali dei resti romani. Dal 1146 e per 2 anni, fu occupata dal normanno Ruggero II di Sicilia, nel 1510 fu occupata dagli Spagnoli e tenuta poi dai Cavalieri di Malta fino la 1551, quando fu presa dai Turchi che rimasero fino all'occupazione italiana.
Testimone di tutti gli avvenimenti storici di Tripoli è stato il castello, Assai al-Hamra o Castello Rosso che, costruito sul sito del castrum romano e rafforzato nei secoli, difendeva la città dal lato di terra e dal mare e divenne infine la residenza del governo turco. Con il governo italiano fu trasformato in parte in museo e ora la maggior parte degli edifici appartengono al Dipartimento delle Antichità.

TRIPOLI - IL CASTELLO ROSSO

A sinistra, vista del Castello con l'ingresso alla Medina alla sua sinistra.
A destra, il Castello che si specchia sull'antico Porto.
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Il museo, sistemato negli anni '90, è detto della Jamahiriya e raccoglie in più sezioni reperti preistorici, archeologici ed etnografici della nazione libica. All'ingresso si trovano la statua della Venere di Cirene e un grande mosaico in opus sectile proveniente da una villa romana. La sezione classica è ricca di statue d'imperatori romani, copie romane di statue greche, edicole funerarie e plastici dei vari siti archeologici. Nella sezione preistorica vi sono ritrovamenti da insediamenti di 100000 anni fa, pitture rupestri e graffiti, oggetti delle tribù dei Garamanti, allevatori di bestiame e guerrieri che usavano carri da guerra a 4 cavalli di origine egiziana. Una sezione è dedicata all'oasi di Ghadhames al confine fra Tunisia e Algeria, una città creata dai Tuareg nomadi con case in mattoni di fango tutte collegate. Al secondo piano ci sono la sezione islamica con scritti del Corano e oggetti del periodo turco.  

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Ingresso al souk nella Medina.
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Arco di Marco Aurelio e Lucio Vero, lato est.

La fortezza si affaccia sull'antico porto e con la cinta muraria circonda la città araba, la Medina, dalle strade strette e tortuose. 

Dopo l'Indipendenza, molti degli abitanti della Medina si trasferirono nei nuovi quartieri, nelle case lasciate dagli Italiani, e questo provocò il decadimento della cittadella che solo ora ritorna ad essere rivalutata. Qui si trovano il souk, il mercato della città, e tutti gli edifici più antichi e le moschee. 

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Arco di Marco Aurelio e Lucio Vero, lato ovest.

Vi si trovano ancora resti romani, colonne e fondamenta e un solo monumento completo: l'Arco di Marco Aurelio e Lucio Vero sull'estremità nord della Medina. 

L'arco fu costruito da un magistrato locale nel 163 e poggia su 4 possenti pilastri all'incrocio fra due strade delle quali rimangono i basolati. 

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>Arco di Marco Aurelio e Lucio Vero, lato sud.

Mancano le sovrastrutture dell'arco, le facciate principali hanno rilievi di Vittorie alate e nicchie che forse contenevano statue, sugli altri due lati vi sono i rilievi di Apollo e Minerva, protettori della città, su carri trainati da grifi e da sfingi e trofei di armi. 

Dietro l'Arco si trova la moschea Gurgi, eretta nel 1833-34, che ha preso il nome del costruttore, un ricco tripolino, e fu opera di maestranze tunisine; è la più bella della città con 16 cupole e il minareto più alto. L'interno è a pianta quadrata 18 x18 m, diviso da 9 colonne centrali in 16 moduli sovrastati da cupole. All'interno ha una decorazione floreale stilizzata, l'esterno è rivestito di piastrelle maiolicate. 

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Interno della Moschea Gurgi.
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Palazzo della Banca Romana.

Fuori della Medina, molti sono i nuovi edifici costruiti durante l'amministrazione italiana.Sul lato dell'antico porto, accanto al castello, si trova l'edificio della Banca Romana. 

Dalla Piazza Verde si diramano tutte le strade principali della città moderna e qui si sono sviluppati i nuovi quartieri residenziali e gli edifici pubblici dell'Amministrazione italiana, fra questi è il Palazzo del Governatore in stile arabo che fu occupato da Cesare Balbo. 
Dopo l'Indipendenza è stato chiamato Palazzo del Popolo ed è sede della Biblioteca Nazionale dei paesi del Mondo Arabo.  
Un altro edificio di questo periodo è la Cattedrale in stile neorinascimentale, oggi trasformata in Moschea. 

 

TRIPOLI - LA CITTÀ MODERNA

A sinistra, il Palazzo del Popolo, già sede del Governatore Italo Balbo.
A destra, la Cattedrale italiana, ora trasformata in Moschea.
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Il colonnello Gheddafi non manca di ricordare la sua presenza con i suoi ritratti, oltre che in tutti i locali pubblici, anche nelle facciate di edifici come in quest'ultima immagine dove si ricorda l'anniversario della sua rivoluzione (1 settembre 1969) con la carta della Libia al centro dei paesi arabi dei quali lui si considera la guida.  

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Gigantografia di Muammar Gheddafi
e carta del mondo arabo.


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