Egitto - I Templi di Karnak a Tebe


CAPITOLO 6
I TEMPLI DI KARNAK A TEBE

Da Edfu si passa via terra sulla riva destra e si giunge a Luxor, circa 50 km verso nord. 
Circa 3 km a nord-est di Luxor, è il sito dell'antica Tebe, la città dalle 100 porte nominata da Omero, vicino all'odierno villaggio di Karnak. Di Tebe s'inizia a parlare con l'unificazione fra alto e basso Egitto, nell'XI dinastia, quando i principi tebani aassunsero il potere e la città iniziò a ingrandirsi. Il dio Amon originario della regione divenne così la divinità più venerata. Alla fine del Secondo Periodo Intermedio, da Tebe partì la riscossa contro gli Hyksos e con il Nuovo Regno divenne capitale e residenza dei faraoni. Vi affluirono le ricchezze, furono ingranditi i templi di Karnak e Luxor e, sulla riva opposta, si sviluppò la grande necropoli dei re. Con la XXI dinastia, la capitale si trasferì a Menfi, ma i grandi sacerdoti di Amon a Tebe mantennero tutto il loro potere. Nel VII secolo a.C. l'invasione assira giunse a Tebe che fu saccheggiata. Poi vennero gli eserciti di Cambise di Persia e, al tempo di Alessandro Magno e dei Tolomei, Tebe era ormai in decadenza. Rivolte sotto i Tolomei e poi sotto i Romani furono domate con la distruzione della città. Quando Strabone venne in Egitto, fra il 24 e il 20 a.C., vi trovò solo piccoli villaggi. Con il cristianesimo e dopo Teodosio molti riferimenti pagani furono distrutti e i templi trasformati in chiese e conventi. Nel periodo musulmano, si svilupparono nella zona i due centri di Karnak e Luxor vicino ai due antichi complessi monumentali. Il complesso archeologico di Karnak comprende il grande Tempio di Amon, all'interno di una cinta muraria che occupa un'area di 600 x 500 m, e all'esterno altri recinti più piccoli. Le prime costruzioni del complesso risalgono al Medio Regno nella XII dinastia, quando poi, nella XVIII, Thutmosi I fece di Tebe la capitale del Nuovo Regno, il tempio fu ingrandito e tutti i faraoni successivi, apportarono aggiunte e abbellimenti ingrandendolo dall'interno verso l'esterno.
 

KARNAK - TEMPIO DI AMON.

A sinistra, la facciata e i piloni di ingresso
A destra, il viale delle sfingi che precede la facciata.
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Sulla facciata nord-ovest si trova il primo pilone iniziato durante la XXX dinastia e incompiuto in altezza. L'ingresso è preceduto dal viale di sfingi con corpo di leoni e testa di ariete.  
Nel primo cortile si trovano al centro i resti del chiostro porticato di Taharqa, faraone etiope della XXV dinastia. Vi sono dieci colonne, la prima a destra è originale con capitello aperto, mentre la altre sono ricostruite. 

INGRESSO E PRIMO CORTILE DEL TEMPIO DI AMON

A sinistra, l'ingresso fra i piloni.
A destra, il Porticato di Taharqa.
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Decorazioni a geroglifici del tempio di Sethi II.

Subito a sinistra dell'ingresso c'è un tempietto con tre cappelle dedicato da Sethi II alla triade tebana.  
La cappella centrale era dedicata ad Amon, quella a sinistra alla sua sposa Mut e quella a destra al figlio Khonsu, dio della luna. Sulle pareti vi sono numerosi splendidi rilievi e decorazioni a geroglifici. 
A destra del cortile sorge il tempio di Ramesse III anche questo dedicato ad Amon. Sulla destra del portale, che conduce al secondo cortile, c'è una grande statua funeraria di Ramesse II di riutilizzo.  
Passando al secondo atrio si rimane stupiti dalla grandiosità della selva di colonne di arenaria che coprono la sala larga 103 m e profonda 52 su una superficie di 5000 mq. 
Vi sono 134 colonne a forma di papiro disposte in 16 file; le due file di colonne centrali sono alte 24 m, le altre solo 14 e nel dislivello fra i due soffitti erano disposte delle finestre che davano luce alla navata centrale. 
Tutte le colonne sono coperte d'iscrizioni e raffigurazioni del faraone in atteggiamento di offerta. La sala fu iniziata da Sethi I e completata da Ramesse II. Anche le pareti sono state decorate dai due faraoni, il lato nord da Sethi I e il lato sud da Ramesse II, e ambedue raccontano le loro imprese contro gli Hittiti in Siria, la battaglia di Kadesh e la pace conclusa nel XXI anno di regno da Ramesse II.

Il cortile seguente è quello di Thutmosi I e vi sorge a destra un obelisco alto 21,75 m, unico dei tre ancora in piedi. Il cortile che segue è quello della regina Hatshepsut e, dei due obelischi da lei donati in granito rosa di Assuan, è rimasto in originale, quello più alto di sinistra, di 29,5 m.  

STATUA DI RAMESSE II E IL SECONDO CORTILE CON LA SALA IPOSTILA

A sinistra, la statua di Ramesse II.
Al centro, le colonne del grande Atrio ipostilo.
A destra, l'uscita dalla sala ipostila.
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Fronte destro del sacrario.

Quando il figliastro Thutmosi III assunse il potere gli obelischi furono nascosti e molti riferimenti della regina cancellati. Degli altri obelischi che si trovavano nel tempio di Karnak, molti sono andati distrutti, uno si trova ora a piazza S. Giovanni in Laterano a Roma e un altro a Istanbul. 
Nella foto a sinistra si vedono i due obelischi e il più alto, quello originale della regina Hatshepsut è a destra. 
Dopo altre sale, si arriva al sacrario, la parte centrale del tempio è la più antica, ma più volte ricostruita fino al tempo dei Tolomei. All'interno si trovava la barca sacra e le pareti in granito rosa sono decorate con scene in rilievo dai colori ancora ben conservati. 
Dietro il sacrario, il tempio prosegue con il grande Salone delle Feste di Thutmosi III, una basilica a 5 navate e al centro due file di 10 colonne circondate da 32 pilastri quadrati. In una stanza, a sud-ovest della sala, è stata trovata la cosiddetta "tavola reale di Karnak" con una lista di faraoni dall'età più antica fino alla XVIII dinastia.

 

TEMPIO DI AMON A KARNAK - SALONE DELLE FESTE DI THUTMOSI III

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Scarabeo di granito vicino al lago sacro.
 
Dietro, sul lato nord, si trova una piccola sala detta Orto Botanico perché vi sono rappresentati piante e animali esotici portati in Egitto da Thutmosi III dalle sue campagne in Siria. 
Vi sono 4 colonne a fascio di papiri chiusi sul capitello e perfettamente conservate che reggevano il soffitto (nella foto a sinistra se ne vedono 3). 
Dal tempio, in direzione nord-sud, si diparte una serie di altri cortili del periodo da Thutmosi III a Horemheb con portali e statue colossali e a est si trova il lago sacro di Amenofi III e un grande scarabeo di granito, uno dei quattro che si trovavano sui lati, recuperato dal lago e posto su una base di colonna.

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