Egitto - El-Alamein e Siwa


 

  Il giorno dopo, 6 febbraio, si lascia Alessandria seguendo l'autostrada litoranea verso ovest per Massa Matruh, a nord della depressione di al-Quattara, e si arriva in località Tell el-Alamein, che significa collina delle vette gemelle. Il villaggio ricorda una delle più importanti battaglie della seconda guerra mondiale, punto di svolta della guerra d'Africa, dove si scontrarono l'VIII armata britannica comandata dal generale Montgomery e le forze dell'Asse, costituite dall'Africa Korps del generale Rommel e dalle divisioni corazzate italiane. 

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Cippo dedicato ai caduti di El-Alamein.

 

  A 3 km dal villaggio s'incontra un cippo dedicato ai caduti che indica il punto di massima avanzata delle forze italo tedesche a soli 111 km da Alessandria. A 120 km c'è l'ingresso del Sacrario italiano dedicato ai caduti del 1942. L'offensiva dell'VIII armata britannica era iniziata il 23 ottobre 1942 e lo sfondamento avvenne il 2 novembre. Furono annientate le divisioni Ariete, Littorio, Trento e Bologna e le altre tre, Brescia, Folgore e Pavia, disperse nella ritirata, lasciarono 30000 prigionieri e i resti ripararono in Libia. L'VIII armata proseguì nell'avanzata e, nel gennaio 1943, occupò Tripoli e tutta la Libia. 
  La visita al Sacrario inizia dall'ingresso, in fondo al quale si vede la torre ottagonale al cui interno si trovano le spoglie di 4634 caduti. Lungo il viale c'è un altro cippo dedicato alla Divisione corazzata Ariete una di quelle annientate. 

SACRARIO DEI CADUTI DI EL-ALAMEIN

A sinistra, l'ingresso al Sacrario. 
A destra, dall'ingresso il viale e in fondo la Torre del Sacrario.
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SACRARIO DEI CADUTI DI EL-ALAMEIN

A sinistra, cippo dedicato alla Divisione corazzata Ariete. 
A destra, la Torre ottagonale con le spoglie di 4634 caduti.
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  Lasciato il Sacrario, si prosegue verso ovest accanto alla linea ferroviaria percorsa da treni merci, quindi si piega a sud-ovest verso l'Oasi di Siwa che si trova a soli 80 km dal confine libico. 

VERSO L'OASI DI SIWA

A sinistra, linea ferroviaria lungo l'autostrada percorsa da treni merci. 
A destra, la strada devia a sud-ovest verso l'Oasi di Siwa.
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  Si scende progressivamente in una depressione da -20 a più di -60 m sotto il livello del mare, dove vi sono oggi circa 200 sorgenti (in tempi antichi erano più di 1000) e diversi laghi, dove si scaricano le acque che sono diventate salate per l'evaporazione. Vi sono palme da dattero e olivi. La popolazione è diversa dagli arabi e dai berberi ed ha una diversa pronuncia. Da qui comincia il Deserto occidentale che prosegue in Libia, ed è ricco di petrolio, fosfati, ferro e manganese e cave di calcare e alabastro. 
  Ci si ferma in un albergo dell'Oasi e dopo il pranzo si esce di nuovo per una prima visita. 

INIZIO DELL'OASI DI SIWA

A sinistra, una delle sorgenti dell'oasi. 
A destra, piccoli asini molto comuni nell'oasi usati per il trasporto di persone e cose.
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  A distanza si vede un rilievo di roccia, residuo dell'erosione eolica che ha creato la depressione. Ci si ferma all'isola di Fatnis, un piccolo rilievo ricco di palme da dattero, al centro di una depressione invasa dall'acqua da dove si potrà osservare il tramonto. Vicino al centro dell'oasi si trova su un rilievo Borg el-Arab, l'antico borgo fortezza di Shali, abbandonato nel 1929 perché distrutto in modo irrimediabile dopo tre giorni di pioggia. Nell'oscurità della sera, ma illuminata dalle luci del tramonto, è stata ripresa la sua immagine. Vi si tornerà domani. 

OASI DI SIWA

A sinistra, un rilievo di roccia creato dall'erosione eolica. 
A destra, isola di Fatnis, piccolo rilievo isolato in una depressione in parte invasa dall'acqua.
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OASI DI SIWA

A sinistra, tramonto all'isola di Fatnis. 
A destra, vista notturna del borgo fortezza di Shali.
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Oasi di Siwa - Sorgente del Sole.

 

  Il giorno successivo, lunedì 7 febbraio, si dedica ancora alla visita di Siwa con i resti dell'Amasi, tempio dell'Oracolo, le tombe rupestri e si rivede la città fortezza di Shali. Si comincia con la sorgente del Sole o sorgente di Cleopatra o di Juba. Le sorgenti, dove sgorga l'acqua, hanno in genere un perimetro circolare e sono usate per l'irrigazione. Nell'oasi crescono 500000 palme da datteri e 50000 ulivi. Si passa poi al Tempio di Amon-Ra, o dell'Amasi, l'oracolo di Siwa visitato da Alessandro Magno per consultarlo nel 331 a.C., dopo 8 giorni di viaggio nel deserto. Il tempio si trova vicino al villaggio di Aghurmi, antica capitale abbandonata, nel punto più alto dell'abitato, in località Umm Ubayda, e fu costruito sotto il regno di Nectanebo II (330-343 a.C.), davanti c'è una targa. L'oasi di Siwa è stata abitata da 10000 anni e il culto di Amon era diffuso qui dal 1500 a.C. circa. 
  Al tempo dell'invasione dell'Egitto da parte dei Persiani di Cambise, secondo quanto scritto da Erodoto, questi inviò nel 524 a.C. un'armata di almeno 20000 uomini da Tebe all'oasi di Siwa per distruggere il potente oracolo, ma l'armata fu colta da una terribile tempesta di sabbia nel Deserto Occidentale, scomparve e nessuna traccia fu ritrovata in seguito. 

TEMPIO DELL'ORACOLO DI SIWA

A sinistra, la capitale abbandonata di Aghurmi con l'antico minareto. 
A destra, targa davanti al Tempio di Amon-Ra.
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TEMPIO DELL'ORACOLO DI SIWA

A sinistra, resti di bassorilievi del tempio di Amon-Ra. 
A destra, il tempio di Amasi o dell'oracolo.
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  Dall'alto del tempio di Amasi si può avere la visione del moderno villaggio di Aghurmi con i palmeti e delle tombe rupestri di Gebel el-Mota. Si scende per la visita di queste. Una è la tomba del IV secolo di un cittadino di Siwa, Samil, all'interno una volta dipinta con la raffigurazione della dea del cielo Nut. La seconda tomba è di un sacerdote. 

PANORAMA DAL TEMPIO DELL'ORACOLO

A sinistra, il nuovo villaggio di Aghurmi e i palmeti. 
A destra, tombe rupestri Gebel el-Mota.
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TOMBE RUPESTRI GEBEL EL-MOTA

A sinistra, tomba sotterranea del IV secolo di un cittadino di Siwa chiamato Samil con camera funeraria. 
A destra, tomba sotterranea di un sacerdote.
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  Nel pomeriggio si va alla città fortezza di Shali usando dei carrozzini trainati da asinelli che costituiscono il tipico taxi dell'oasi. Dal lato ovest si può osservare il rilievo occupato dalla fortezza con il punto panoramico più elevato dell'oasi. Sul lato sinistro si nota una moschea di recente costruzione. In un'ora circa si raggiunge il punto più alto da dove osservare i resti dell'antica capitale abbandonata dopo le piogge torrenziali del 1929 che avevano fatto crollare le costruzioni in mattoni di fango. A distanza si vedono altri rilievi dell'oasi lasciati dall'erosione eolica nella depressione di Siwa. Si rimane fino alle 17:00 circa per osservare il tramonto. 

SALITA AL RILIEVO DELLA FORTEZZA DI SHALI

A sinistra, il tipico carrozzino per trasportare i turisti. 
A destra, rilievo della Città-Fortezza di Shali.
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TOMBE RUPESTRI GEBEL EL-MOTA

A sinistra, vista dall'alto delle rovine della città-Fortezza Shali. 
A destra, altri rilievi prodotti dall'eosione eolica nella depressione di Siwa.
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Oasi di Siwa - Tramonto del Sole.


  Dopo il tramonto si torna in albergo per l'ultimo pernottamento a Siwa. Domani si parte alle 7:30 e inizierà l'attraversamento del deserto.


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