Egitto - Il Deserto Bianco e Farafra


Il giorno dopo, giovedì 10 febbraio, si parte alle 8:00 con i fuoristrada verso sud, scendendo nella depressione di Farafra e nel Deserto Bianco, chiamato in arabo Sahra el-Bayda. Appena fuori da Bahariya s'incontra una collina panoramica e un monumento di pietre lasciato dai visitatori e dopo circa un'ora compare una targa che indica l'inizio del Deserto Bianco, zona naturale protetta ricca di fossili e cristalli di calcite, una distesa di gesso e pietra che ha l'aspetto di un paesaggio innevato. 

 

DA BAHARIYA A FARAFRA

A sinistra, una piccola collina panoramica. 
A destra, un monumento di pietre lasciato dai visitatori.
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IL DESERTO BIANCO

A sinistra, Targa che indica l'inizio del Deserto Bianco con avvertenze per i visitatori.
A destra, uno strano arco con formazioni cristalline.
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  Vicino s'incrocia l'autostrada che attraversa le oasi, ma si percorre per un breve tratto e quindi si rientra nel deserto per esplorarlo direttamente. La depressione è interrotta da una serie di rilievi prodotti dall'erosione eolica. 

 

AUTOSTRADA DELLE OASI

A sinistra, vista dell'autostrada che scende nella depressione di Farafra.
A destra, si riprende il percorso con i fuoristrada.
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  Si attraversa un'ampia zona con formazioni calcaree sagomate dal vento e dalle intemperie. Il paesaggio è movimentato dalla presenza di speroni rocciosi delle forme più strane e da formazioni a fungo. 

 

NEL DESERTO BIANCO

A sinistra, distesa con formazioni calcaree bianche.
A destra, una strana forma calcarea.
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NEL DESERTO BIANCO

Due formazioni a fungo.
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  Alle 12:00 circa si fa la sosta pranzo e si gode il panorama. 

 

NEL DESERTO BIANCO

A sinistra, una formazione calcarea che assomiglia a un animale disteso.
A destra, il candore del paesaggio è quello della neve.
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NEL DESERTO BIANCO

A sinistra, un altro magnifico fungo.
A destra, le forme fanno lavorare l'immaginazione.
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Oasi di Farafra - Museo di Badr Abdel Moghny.

Poco dopo le 14:00 si raggiunge l'oasi di Farafra, dove si trova anche il punto più basso della depressione di -200 m s.l.m. nel villaggio di Qasr el-Farafra con una popolazione di circa 5000 abitanti. L'oasi è stata sempre importante dal tempo dei faraoni perché lungo una rotta commerciale strategica verso la Libia come punto di rifornimento di acqua delle carovane. La maggiore attrattiva turistica è offerta oggi dalla presenza del museo-laboratorio di un artista locale, Badr Abdel Moghny, nato nel 1958 che ha vinto molti premi nazionali ed ha fatto numerose mostre in Germania, Inghilterra e Francia. Il museo ha una facciata decorata dall'artista e all'interno c'è una raccolta di bassorilievi su roccia e dipinti ispirati ai costumi tribali. 

 

OASI DI FARAFRA - MUSEO DI BADR ABDEL MOGHNY

A sinistra, bassorilievi di soggetti diversi.
A destra, dipinti su soggetti tribali.
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  Dopo il pranzo, alle 15:00 si lascia Farafra risalendo la depressione e prendendo l'autostrada verso l'oasi di Dakhla. Si attraversa una zona di fattorie all'inizio della depressione di Dakhla con coltivazioni di grano e palme e, alle 20:15 circa, si raggiunge Dakhla e si pernotta in un Hotel.

 


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