Egitto - Intorno al Lago Qarun


Il secondo giorno, giovedì 31 dicembre, si riparte dall’albergo con le stesse auto fuoristrada e la scorta per il sito Kom Umm (Kom: collina) nell’area orientale del lago Qarun, dove si trovano i resti dall’antica città di Bakchias del III secolo a.C.. Il suo più recente sviluppo è stato al tempo di Tolomeo II, durante la sua opera di bonifica, e poi in epoca romana. Bakchias ha, però, un’origine più antica, nel Medio Regno (2130-1778), e occupava una vasta area. Oggi la zona, abbandonata nel IV secolo d.C., è desertica, al confine delle attuali coltivazioni, e questo ha permesso la conservazione delle costruzioni in mattoni crudi, degradabili con le intemperie. Le prime ricerche sono state condotte da una missione inglese nel 1896 che era interessata alla scoperta di papiri scritti e documenti e qui furono trovati diversi papiri in greco e, fra le costruzioni, un tempio dedicato al dio coccodrillo. Gli scavi più recenti sono quelli condotti dalle università di Bologna e di Lecce del 1993, proseguiti poi nel 2002 e nel 2005. 
Le rovine che emergono sono soprattutto di età romana, alcune in mattoni rossi, la maggior parte in mattoni crudi di paglia e fango spesso con strati intermedi di canne per resistere ai sismi, un tipo di costruzione che si usa ancora. Le più importanti hanno parti in blocchi di arenaria e sono divisi in camere. L’edificio più importante è quello detto la Casa Alta, tempio o abitazione di persone di rango, parte in mattoni crudi e parte in blocchi di arenaria. Separati, vi sono i resti di una chiesa bizantina orientata a est. 

A ORIENTE DEL LAGO QARUN - RESTI DI BAKCHIAS

A sinistra, casa di età romana in mattoni rossi.
A destra, costruzione in blocchi di arenaria con strati intermedi di canne.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

RESTI DI BAKCHIAS

A sinistra, edificio detto Casa Alta in mattoni crudi e blocchi di arenaria.
A destra, resti di una chiesa bizantina.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

Si lascia Bakchias, alle 10:00 circa, passando a sud per il moderno abitato con una moschea vicino alle coltivazioni e a un canale, e ci si dirige a nord-ovest attraversando una zona desertica a nord del lago Qarun. La sosta successiva è di fronte al tempio incompiuto di Qasr el-Sagha del Medio Regno, XII dinastia, intorno al 1880 a.C.. Il tempio è in blocchi di arenaria ed è dedicato al dio coccodrillo Sobek. La facciata è visibilmente incompleta ed ha un ingresso principale al centro e uno secondario più piccolo, a destra. Entrando si trova di fronte un corridoio, parallelo alla facciata, e sette cappelle senza decorazioni o iscrizioni. Nelle due ali laterali vi sono altre stanze. Mancano i soffitti. Dietro al tempio si solleva una massiccia formazione di arenaria che, per la sua forma, è stata detta la Fortezza; a destra vi sono altre costruzioni che sembrano antichi moli sulla riva di un lago. 

A NORD DEL LAGO QARUN

A sinistra, Tempio incompiuto di Qasr el-Sagha del Medio Regno, facciata.
A destra, interno del tempio con sette cappelle.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

A NORD DEL LAGO QARUN

A sinistra, formazione di arenaria lontana dal tempio, detta La Fortezza per la sua forma.
A destra, costruzioni sul lato destro del Tempio, come antichi moli.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

Poco distante, circa 8 km a sud-ovest si avvicinano le imponenti rovine della città carovaniera di Madinat Dimai, detta dagli antichi Soknopaiou Nesos, l’isola di Soknopaios, nome del dio coccodrillo, e qui si sosta anche per il pranzo al sacco. La città è circondata da possenti mura in mattoni crudi alte fino a oltre 10 metri, in gran parte crollate, e si trova in posizione dominante in vista del lago, dove c’era un porto di pesca. Era un centro fortificato lungo la pista carovaniera che andava alle oasi del deserto libico. All’interno c’è un tempio dedicato al dio coccodrillo e molti resti di abitazioni e magazzini. Al tempo dei Tolomei e dei Romani, dal III secolo a.C. al III secolo d. C., tutto intorno erano campi coltivati e la zona era molto fertile e fu considerata il granaio di Roma ma, dopo la caduta dell’impero, è stata abbandonata e la sabbia è tornata a ricoprire tutto. Un cartello avverte che l’area è protetta ed è oggetto di ricerche archeologiche da parte dell’università di Lecce (Italia). Si entra in città da nord e si riprendono il tempio da nord e a ovest diversi tratti di mura. Uscendo da sud, si segue una larga via cerimoniale lunga 370 m, una volta fiancheggiata da leoni e lastricata da blocchi di basalto estratti da una foresta pietrificata. A est si trovano resti di antichi granai. 

CITTÀ CAROVANIERA MADINAT DIMAI

A sinistra, si avvicinano le rovine della città carovaniera dedicata al dio coccodrillo.
A destra, rovine del tempio dedicato al dio.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

CITTÀ CAROVANIERA MADINAT DIMAI

A sinistra, si lascia la città da sud.
A destra, si segue per un tratto una via cerimoniale.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

Alle 14:00 circa, a bordo dei fuoristrada, si prosegue la traversata del deserto verso est in vista del lago Qarun e, alle 15:20 circa, si raggiunge, all’estremità occidentale del lago, il sito di Qasr Qarun, dove sorgono le rovine dell’antica città di Dionysias di tarda età tolemaica, fortificata al tempo di Diocleziano, punto di arrivo per le carovane che venivano dalle oasi occidentali. Le ricerche archeologiche sono qui condotte dall’università di Siena. Vi si trova un tempio tolemaico e greco romano di 19 x 28 m ben conservato, dedicato ad Amon-Khnun dalla testa di ariete. 
Il tempio era preceduto da un cortile di cui resta una colonna di grande diametro su un lato. Sul portale d’ingresso un fregio di cobra stilizzati, simbolo dell’Alto Egitto, mentre l'avvoltoio è il simbolo del Basso Egitto. 

LUNGO IL LAGO QARUN FINO AL SITO DI DIONYSIAS

A sinistra, il lago verso sud.
A destra, cartello sul sito archeologico di Dionysias.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

SITO ARCHEOLOGICO DI DIONYSIAS

A sinistra, facciata del tempio di Amon-Khnun.
A destra, fregio sopra il portale con cobra stilizzati.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

clicca per ingrandire
Le tre stanze in successione.
clicca per ingrandire
La figura di Sobek su un muro.

 

Entrando, tre stanze in successione con porte e soffitti sempre meno alti; su ciascuna porta è il fregio di un sole alato e nella stanza finale tre nicchie per la triade delle divinità, Amon-Khnun, Sobek e Serapide. Intorno alle tre stanze centrali, vi sono altre 14 stanze, come le parti in cui fu sezionato da Set il corpo di Osiride. Una scala porta sul terrazzo e, su un muro, è scolpita la figura sempre presente di Sobek con la testa di coccodrillo. Dal terrazzo si vede l’abitato moderno che si è sovrapposto all’antica città. 
Alle 16:00 circa si lascia il sito e, seguendo la strada che costeggia a sud il lago verso est, si torna in albergo completando il giro del lago Qarun. 

clicca per ingrandire
L'abitato moderno di Dionysias.

Si trascorrono la serata e la notte di Capodanno in albergo, dove alle 22:00 è stata organizzata la festa di fine anno con cena, un’orchestra di musica araba e occidentale e uno spettacolo di danza del ventre. Si finisce alle 03:00 del giorno dopo.

 


Indice |Info | Stampa | Permalink