Egitto - L'Area Sud-Orientale e la Capitale


Il terzo giorno, venerdì 1° gennaio 2010, si riparte dall’albergo alle ore 9:00, verso la zona sud-orientale, a sud della capitale Madinat el-Faiyum, dove si trovano le piramidi dell’oasi. Si attraversano zone intensamente coltivate, irrigate dalla rete di canali più antica, lungo il Bahr Jusuf che viene dal Nilo. 

VERSO MADINAT EL-FAIYUM

A sinistra, Bahr Jusuf, il ramo principale del Nilo che alimenta l'oasi.
A destra, coltivazioni.
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Tabella descrittiva della Piramide el-Lahun.
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Piramide el-Lahun, lato sud.

Alle ore 10:40 circa, si raggiunge il sito della piramide di el-Lahun, la più lontana, 20 km circa a sud-est della capitale. Fu fatta costruire dal faraone Sesostri II (1880 a.C.) della XII dinastia, nel Medio Regno. La piramide è in mattoni crudi su un nucleo roccioso alto 12 m ed era rivestita da un paramento calcareo, ora scomparso, alta 48 m con una base di 106 m. Questa piramide, come molte del Medio Regno, ha l’ingresso a sud. All’interno sono state trovate tre camere funerarie, ma solo un sarcofago per il faraone. Depredata poco dopo la morte, fu rinvenuto solo un cobra d’oro, simbolo dell’alto Egitto, che si trova ora al museo del Cairo. Intorno alla piramide vi sono 8 tombe di famiglia scavate in blocchi di roccia (mastabe); gli accessi alle camere funerarie sono in corridoi sotterranei trovati con i sondaggi. C’è ancora una parte del muro di cinta che circondava il complesso. 

COMPLESSO DELLA PIRAMIDE EL-LAHUN

A sinistra, accessi alle camere funerarie delle tombe di famiglia.
A destra, parte del muro di cinta che circonda il complesso.
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Alle 11:30 circa, si ritorna verso nord-ovest lungo i canali, riattraversando l'area a coltivazioni intensive e, dopo circa 40 minuti, si raggiunge il sito dalla piramide di Hawara fatta costruire da Amenemhat III, vissuto fra il 1847 e il 1797 a.C., anche lui della XII dinastia. Davanti al sito c’è un recinto di reperti degli scavi. Sono blocchi di marmo o pietre con sculture molto danneggiate senza particolare valore, uno di questi è scolpito con piccoli coccodrilli. 

ATTRAVERSANDO L'AREA COLTIVATA

Due foto dell'area.
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SITO DELLA PIRAMIDE DI HAWARA

A sinistra, recinto dei reperti.
A destra, un blocco di marmo con scolpiti piccoli coccodrilli.
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La piramide ha 100 m di lato e 58 m di altezza ed è l’ultima grande piramide dell’Egitto (il totale delle piramidi egiziane è 117). L’ingresso è sul lato sud e davanti si trovava il Tempio Funerario che è stato saccheggiato e distrutto, fu visitato da Erodoto e descritto come un complesso di 3000 stanze unite da corridoi che formavano un vero labirinto e fu considerato unico nel suo genere dai viaggiatori greci e romani. Oggi l’ingresso sotterraneo della piramide è visibile ma, oltre la soglia, c’è una scala che scende e presto raggiunge il livello della falda d’acqua prodotta dal vicino canale Bahr Jusuf. 

PIRAMIDE DI HAWARA

A sinistra, piramide di Hawara.
A destra, ingresso al sotterraneo della piramide sul lato sud.
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Cartello che indica la presenza di una Necropoli.

A nord-est della piramide si stende la vasta necropoli della città antica indicata da un cartello. Qui sono stati sepolti nobili e funzionari del regno di Amenemhat III e alcune tombe sono state riusate durante la XVIII dinastia. Vi sono anche tombe datate alla XX, XVI e XXX dinastia e altre del periodo dei Tolomei, specie di Tolomeo II Filadelfo con le effigie dei morti dipinte su tavolette di legno e poste sulla testa del sarcofago. Da qui provengono 146 famosi ritratti di el-Faiyum. I primi, ritrovati e scoperti dall’esploratore italiano Pietro della Valle nel 1615, si trovano ora nell’Albertinum di Dresda e, gli altri, nei maggiori musei del mondo e in quello del Cairo.  

Una deviazione verso sud di circa 7 km, porta alla collina (gebel) di Naalun, che conserva una delle poche antiche testimonianze del monachesimo copto in Egitto. Il monastero deir el-Malak Ghobriyal, dedicato all’Arcangelo Gabriele, è stato fondato nel IV secolo e la chiesa è anche più antica. L’antico ingresso è un corridoio coperto da travature in tronchi di palma che porta in un cortile, da qui si entra nella chiesa copta con colonne corinzie e iconostasi. Il monastero con le celle dei monaci è distribuito sulle falde della collina. 

MONASTERO COPTO

A sinistra, corridoio d'ingresso al Monastero.
A destra, interno della chiesa copta.
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MONASTERO COPTO

A sinistra, iconostasi della chiesa.
A destra, uscita del monastero.
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L’ultima sosta della giornata si fa nella capitale dell’oasi, Madinat el-Faiyum, antica sede faraonica chiamata Scedit, città sacra al dio Sobek al tempo del Medio Regno, che oggi è una città moderna di 250000 abitanti con una grande moschea del XV secolo. La città è attraversata dal canale Bahr Yusuf con 8 rami, per cui è stata chiamata la Venezia egiziana. Di antico sono rimaste le norie, che servivano per sollevare l’acqua per l’irrigazione e oggi rappresentano solo un’attrazione, e un obelisco alto 30 m di Sesostri I della XII dinastia. La città moderna si è sovrapposta a quella antica e, solo a nord-ovest, è rimasta un’area di scavi. Il traffico caotico, i negozi e l’illuminazione notturna offrono l’immagine del luogo. 

MADINAT EL-FAIYUM: LA CAPITALE

A sinistra, la Norie in funzione solo dimostrativa.
A destra, le Norie non attive.
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MADINAT EL-FAIYUM: LA CAPITALE

A sinistra, Negozi illuminati.
A destra, il canale principale che attraversa la città.
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