La Baia di Hudson - La Baia di Hudson e il Passaggio a Nord-Ovest


Dopo la scoperta dell’America, i sovrani europei cercarono ancora percorsi alternativi per raggiungere la Cina, o passando a nord-est lungo le coste della Siberia o passando a nord-ovest oltre la nuova terra d’America.

Francesco I di Francia affidò a Giovanni da Verrazzano la missione di oltrepassare da nord le regioni scoperte da Cristoforo Colombo e, nel 1524, l'esploratore scoprì una baia che era solo l’estuario del fiume dove sorgerà New York. Nel 1534 Jacques Cartier, scoprì, a 50° di latitudine nord, l’estuario del S. Lorenzo e lo esplorò pensando a un passaggio. Gli inglesi si spinsero più a nord nel 1575, fino a 60° di latitudine, con Martin Frobisher, avventuriero e pirata, che scoprì un passaggio a nord del Labrador nel 1576-78, incontrò gli eschimesi, che usavano imbarcazioni di pelli (i kayak), e portò un prigioniero in Inghilterra.

Nel 1585, una spedizione promossa dai mercanti di Londra con a capo John Davis esplorò il mare a ovest della Groenlandia fino a 72° nord, ne fece una cartografia, ma i ghiacci lo respinsero. Nel 1609, Henry Hudson, su incarico di alcuni mercanti olandesi, ritrovò la baia di Verrazzano ed esplorò la foce del fiume che prese poi il suo nome. Qui, più tardi (1626), gli Olandesi acquistarono dagli indigeni l’isola di Manhattan, dove fondarono New Amsterdam, la futura New York. Nel 1610, Henry Hudson ripartì con la Discovery per conto degli Inglesi verso lo stretto scoperto da Davis e, girando intorno al Labrador, ai primi di agosto entrò nella grande baia interna che ora porta il suo nome. Entrò per 700 miglia verso sud, svernò fra i ghiacci, ma nella primavera successiva l’equipaggio gli si ammutinò e fu lasciato con il figlio sedicenne e sette marinai su una scialuppa con pochi viveri. Di loro non si seppe più nulla, la Discovery tornò in Inghilterra, ma i capi della rivolta erano morti e nessuno fu considerato responsabile.

La Baia di Hudson oggi appartiene al Canada, circondata dagli stati di Québec a est, Ontario e Manitoba a sud e dai Northwest Territories a ovest. Il passaggio a nord-ovest rimase a lungo un miraggio. L’esploratore William Baffin, pur essendo arrivato a 78° nord e avendo scoperto lo stretto di Lancaster a nord della Terra di Baffin, che era in effetti l’inizio del passaggio, la considerò solo una baia e affermò in buona fede che il passaggio non esisteva.

Nel 1670, fu creata una compagnia commerciale inglese, la Hudson’s Bay Company (HBC), con diritti di esclusiva su un largo territorio di più di 7,7 milioni di kmq che comprendeva tutti i fiumi che confluivano nella Baia di Hudson. La HBC si dedicò allo sfruttamento degli animali da pelliccia e al commercio delle pelli. La Compagnia non creò una colonia, come avevano fatto i Francesi in Labrador. Furono costruiti dei forti di legno alla foce dei fiumi più importanti, dove le tribù native portavano con le canoe le pelli di castoro cacciati all’interno. La HBC non aveva bisogno di grandi capitali e personale per accudire ai suoi commerci e per molti anni fu soddisfatta dai guadagni. In seguito la competizione dei Francesi a sud e a ovest diventò più conflittuale, intercettando le fonti di approvvigionamento delle pellicce, e la Compagnia dovette moltiplicare i punti di controllo. Nel 1713, con il trattato di Utrecht, alla fine della guerra di successione spagnola in Europa, la Francia riconobbe i diritti della HBC sui territori della Baia di Hudson e, con la pace di Parigi del 1763 alla fine della guerra dei sette anni, tutto il Canada passò all’Inghilterra. Iniziò la fase di esplorazione dei ricchi territori del nord-ovest, la Compagnia si rafforzò politicamente, ma i costi aumentarono. Nel 1870 il Governo Canadese creò la regione dei Northwest Territories e la Compagnia cedette i suoi diritti al Governo e divenne una semplice compagnia commerciale.

Dopo le guerre napoleoniche, le nazioni europee ripresero l’esplorazione nelle regioni artiche e la corsa verso il passaggio a nord-ovest. Il Parlamento inglese stabilì una ricompensa di 5000 sterline a chi avesse superato i 110° ovest oltre il circolo polare artico. John Franklin, reduce di Trafalgar, fu incaricato di perlustrare le coste partendo dalle basi commerciali della Baia di Hudson; seguì il corso del fiume Mackenzie fino alla foce e poi la costa verso est con due canoe nel triennio 1919-22 e in una seconda spedizione nel 1825-27 esplorò la costa intorno ai 110° ovest. Edward Parry partito nel maggio 1819 al comando di due navi, Hecla e Griper, raggiunse a settembre l’isola di Melville a 85° N e 110° W, tracciò una cartografia delle coste e guadagnò il premio dei 5000 sterline. Franklin intanto si era convinto che, con le sue cartografie delle coste, quelle fornite dalla Compagnia della Baia di Hudson e quelle di Parry, si poteva stabilire il percorso del passaggio e ripartì nel 1845 per la terza spedizione con due navi, Erebus e Terror, e un equipaggio di 128 uomini. Passarono due anni e non si ebbero più notizie, ma la moglie di Franklin non si rassegnò e riuscì ad ottenere l’aiuto dell’Ammiragliato, che offrì 20000 sterline a chi avesse fornito notizie della spedizione. Anche degli Stati Uniti e dello zar di Russia promossero altre spedizioni. Nel 1854, perlustrando la zona, dallo stretto di Lancaster alle coste americane, si venne a sapere dagli eschimesi che uomini bianchi erano morti a sud dell’isola di Re Guglielmo e nel 1859 si trovò un messaggio dell’equipaggio che comunicava la morte di Franklin, l’11 giugno 1847, e che le navi erano state abbandonate nell’aprile 1848 a nord-ovest dell’isola. Nessuno poi si era salvato nella marcia verso il sud. La ricerca di Franklin dal 1848 al 1854 aveva messo in moto una gara fra tutti gli esploratori artici con almeno quindici spedizioni e l’esplorazione aveva fatto grandi progressi.

Il passaggio a nord-ovest fu aperto nel 1905 con Roald Amundsen che, dopo aver svernato per due anni nell’isola di Re Guglielmo vicino a una tribù eschimese, proseguendo verso ovest con la nave Gjoa, incontrò un veliero americano che veniva da S. Francisco.




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