India - Il Rajasthan: Udaipur, Jaipur e Amber


Il Rajasthan è una regione vasta divisa in due dalla catena dei monti Aravalli che separano la zona occidentale, arida e dominata dal deserto Thar lungo il confine con il Pakistan, e la zona orientale più fertile perché interessata dalle precipitazioni monsoniche. Questa è la zona più ricca e famosa dal punto di vista turistico per le importanti città d'arte e i luoghi storici. Il nome di Rajasthan significa "Terra dei Re" perché abitata dalla casta guerriera dei Rajput che dal VI-VII secolo d.C. aveva creato numerosi principati feudali in continua lotta fra loro. Questi contrasti furono un punto debole quando nel XII secolo si trovarono ad affrontare le invasioni afgane con eserciti più compatti e meglio organizzati. I Rajput furono vinti ma non soggiogati e rimasero sempre una minaccia per il sultanato, prima, e in seguito per i Moghul. La resistenza era facilitata da una rete di fortezze sui monti Aravalli e dai numerosi rifugi nel deserto. I Moghul adottarono una tattica più flessibile per non urtare il loro orgoglio e li legarono con vincoli di sangue attraverso matrimoni affidando loro incarichi di prestigio militari e politici. La stessa politica adottarono poi gli Inglesi, quando ormai il potere dei Moghul era decaduto e i piccoli stati avevano ripreso la loro indipendenza. Con l'Indipendenza cedettero le loro prerogative al nuovo stato, ma all'inizio mantennero molti privilegi fino agli anni '70, quando Indira Gandhi li abolì e li indusse a riconvertirsi trasformando i palazzi in musei e alberghi e il Rajasthan in una meta del turismo internazionale. 
Il Rajasthan ha una superficie di 340000 kmq e una popolazione di 57 milioni di abitanti e fu creato nel 1957, dopo l'Indipendenza, con capitale Jaipur.

UDAIPUR E DINTORNI (2004)

Udaipur è la città importante più meridionale del Rajasthan. Fu fondata nel 1560 dal principe Udai e, da allora, i suoi 21 successori hanno governato da questa città sullo stato rajput del Mewar, che si fa nascere nel 568 d.C., fino all'Indipendenza con il titolo di Maharana (Grande principe). La dinastia Mewar, che si dice discendente dal dio Rama e dal Sole, è quindi la più antica del Rajasthan e combatté sempre i musulmani. Prima la capitale si trovava a Nagada a una ventina di chilometri a nord, poi fu trasferita a Chittor, più difendibile, circa 130 km a nord-est. Chittor fu assediata tre volte da Akbar e alla fine distrutta. Fu fondata allora Udaipur che era protetta da un sistema di laghi, ottenuti con degli sbarramenti, ed era vicina ai monti Aravalli, dove si trovava un sistema di 84 fortezze. Uno dei successori di Udai fu Pratap Singh che combatté ancora contro Akbar per 25 anni facendo la guerriglia e rifiutando ogni accordo a differenza degli altri clan Rajput. Per questo Pratap è oggi considerato un eroe dell'indipendenza indiana. Solo agli inizi del 1600, con l'imperatore Shah Jahan, che il Maharana aveva ospitato e protetto quando si era ribellato al padre Jahangir, il Mewar firmò un trattato e da quel momento cominciò il suo periodo più splendido come centro culturale e dell'arte della miniatura. 
La città si trova vicino a due laghi, il Pichhola, a ovest del centro cittadino, e il Fateh Sagar più a nord. Ambedue sono poco profondi e la loro superficie si riduce molto durante la stagione secca. La campagna intorno è fertile e la produzione agricola è fiorente, ci sono industrie manifatturiere e il traffico nelle sue strade è caotico. In città e nei dintorni sono numerosi i templi hindu e jain. 
Il cuore della città è il palazzo del Maharana, detto ora CityPalace, sulla riva del Pichhola. Ampliato a più riprese dal fondatore Udai, è il più grande palazzo del Rajasthan nello stile rajput, in marmo e granito con cortili, giardini e terrazze ingentilito da balconi e padiglioni sui piani superiori e con le facciate decorate da arabeschi colorati. Il palazzo, ancora proprietà della famiglia Mewar, è stato trasformato in un grande museo e costituisce la maggiore attrazione della città.

CITY PALACE DI UDAIPUR

A sinistra, facciata sul lato del lago.
A destra, particolari delle decorazioni sulla facciata.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

L'ingresso al City Palace è sul lato nord e da qui si entra in un grande cortile, dove sostavano gli elefanti e si facevano le parate. L'interno del palazzo è un dedalo di sontuosi appartamenti, sale e corridoi su diversi piani, fino ad arrivare alla parte alta più panoramica. Vi si trovano ricordi del tempo di Pratap, raccolte di armi e soprattutto decorazioni e affreschi con stili che vanno dal 1600 ai primi del 1900 che mostrano l'evoluzione del gusto di corte e l'apertura cosmopolita dei sovrani. Un esempio è la sala degli specchi con le pareti ricoperte da specchi e vetri colorati. 

CITY PALACE

A sinistra, facciata dal cortile interno.
A destra, la Sala degli Specchi.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

All'ultimo piano si trova un giardino pensile circondato da portici con alberi e piscina. Da qui si può osservare il panorama della città ai piedi della reggia. 

CITY PALACE

A sinistra, il Giardino pensile sulla sommità.
A destra, vista della città di Udaipur.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

Da un altro punto panoramico si guarda sul lago e la vicina isola, dove sorge il Palazzo del Lago, o Jag Nivas, in marmo bianco a tre piani e una profusione di terrazze e padiglioni. Costruito nella metà del 1700 serviva come dimora estiva del Maharana e dal 1966 è gestito come albergo di lusso. Prima di uscire, si passa per il Cortile del Pavone del 1800 arricchito da mosaici con vetri colorati e madreperla e infine per il Cortile delle Feste, oggi bar e ritrovo. 

CITY PALACE

A sinistra, vista del Palazzo del Lago o Jag Nivas sul Lago Pichhola.
A destra, il Cortile delle Feste prima dell'uscita.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

A nord del centro cittadino e di fronte al lago Fateh Sagar, sono una collina con il Parco Bhamashah e un giardino alla giapponese con una bella vista sul lago Fateh Sagar. In cima alla collina si trova la statua equestre di Pratap, in sella al suo cavallo Chetah che, dopo la battaglia di Aldighati lo aveva salvato nella fuga ed era poi morto per le ferite. 

PARCO DI BHAMASHAH

A sinistra, il lago Fateh Sagar dalla collina del Parco.
A destra, statua di Pratap sul suo cavallo Chetah.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

clicca per ingrandire  
Noria mossa da buoi.
clicca per ingrandire  
Fortezza di Kumbal.

 

Su una delle cime dei monti Aravalli, a circa 80 km da Udaipur, verso nord, si va a visitare l'impressionante fortezza di Kumbal, o Kumbalgarh(garh: fortezza), costruita con altre 31 fortificazioni a metà del 1400 dal Maharana Kumbal, guerriero e uomo di cultura. 
Lungo la strada s'incontra un'antica noria mossa da buoi e ancora funzionante, utilizzata per l'irrigazione degli orti; è un esempio significativo del livello primitivo dell'economia contadina in India. 
Si salgono a piedi gli ultimi 5 km per raggiungere la fortezza che si può osservare dal basso sulla cima del monte. Kumbalgarh si trovava ai confini del principato di Mewar e dominava la catena degli Aravalli dai suoi oltre 1000 m di quota. Conserva ancora una cinta di mura merlate di 36 km intervallate da bastioni semicircolari. All'interno delle fortificazioni si trovano numerosi templi hindu e jain e sul punto più alto c'è un palazzo costruito nel 1800. La porta principale si apre fra due possenti torrioni e le mura proseguono ai due lati. Ancora più impressionante è la vista che si ha del complesso, una volta entrati, salendo verso la cima, dove si trova il palazzo. 

FORTEZZA DI KUMBAL

A sinistra, la Porta principale della fortezza.
A destra, vista delle mura a destra della Porta.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

FORTEZZA DI KUMBAL

A sinistra, vista della fortezza dall'alto con il villaggio e i templi.
A destra, il Palazzo in cima alla rocca.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

FORTEZZA DI KUMBAL

A sinistra, interno del Palazzo - Dipinti nelle stanze delle donne.
A destra, cupole e pinnacoli dal terrazzo del Palazzo.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

JAIPUR (1980 e 2004)

Jaipur, oggi capitale del Rajasthan con 2 milioni di abitanti, è stata chiamata la città rosa per l'uso di arenaria rosa, proveniente dal deserto del Thar, nella costruzione dei palazzi. Non esisteva fino al 1727 quando fu fondata dal principe Jai Singh II, abilepolitico, erudito e astronomo.  
La città fu cinta da mura con 7 porte e strade ortogonali e parallele. All'interno furono costruiti il palazzo reale e un osservatorio astronomico (Jantar Mantar) come quello di New Delhi. Prima di fondare Jaipur il clan rajput dei Kachvaha aveva la sua capitale ad Amber, 11 km a nord, una città fortezza per contrastare le invasioni musulmane, ma i Kachvaha furono fra i primi clan rajput a stipulare un'alleanza con i Moghul e, quando una principessa divenne moglie dell'imperatore Akbar, il maharaja divenne suo generale e il regno ricco e potente. Cadde allora la necessità di una capitale protetta e Jai Singh II decise di fondare Jaipur. 
Nel secolo successivo la città s'ingrandì oltre le mura quando ormai i regni rajput con la decadenza dei Moghul e la minaccia del Marathi dell'India centrale si erano posti sotto la protezione inglese. La città divenne un grande centro commerciale. I maharaja di Jaipur sostennero gli Inglesi durante la rivolta dei sepoy e, dopo la creazione dell'Impero britannico, mantennero il loro potere. La loro famiglia esiste ancora e un'ala della reggia è occupata ancora dall'attuale maharaja, mentre il resto è gestito da una società e adibito a museo.  
La visita di Jaipur inizia dal complesso della città antica e dal Palazzo Reale iniziato da Jai Singh II nel 1729 e ampliato e rimaneggiato dai suoi successori. 

 

clicca per ingrandire  
Ingresso al Palazzo Reale (foto 2004).

 

L'ingresso è un elegante padiglione di marmo traforato e decorato oltre il quale si entra nel vasto cortile della Sala delle Udienze Private (Diwan-i-Khas) con un grande padiglione in arenaria rosa e marmo in stile moghul. 
Nel portico sono esposti due grandi vasi d'argento di 345 kg fatti costruire dal maharaja Madho Singh II in occasione del suo viaggio in Inghilterra del 1901 essendo stato invitato ad assistere all'incoronazione del re Edoardo VII. 
I vasi, detti gangajali che avevano ciascuno una capacità di 9000 litri, dovevano contenere l'acqua del Gange da usare per i riti di purificazione indispensabili per il maharaja che, trovandosi in terra straniera, doveva venire a contatto con persone non appartenenti alla propria casta e quindi impure. 

PALAZZO REALE - SALA DELLE UDIENZE PRIVATE (DIWAN-I-KHAS)

A sinistra, il grande portico della Sala (foto 1980). 
A destra, uno dei due "gangajali" che dovevano contenere l'acqua del Gange (foto 2004).
clicca per ingrandire clicca per ingrandire


Da un angolo del cortile si entra nella Sala delle Udienze Pubbliche (Diwan-i-Am) sorretta da grandi pilastri decorati, dove sono esposte le collezioni private del Maharaja. 
Il Chandra Mahal, o Palazzo della Luna, si può osservare da un altro cortile: è il sontuoso palazzo residenziale del Maharaja alto 7 piani, in marmo bianco con terrazze e gallerie, e alla sommità un elegante padiglione. Il palazzo ospita gli appartamenti privati dell'attuale Maharaja e sono accessibili al pubblico solo il piano terreno e il primo piano. 
Un altro palazzo del complesso è il Mubarak Mahal, o Palazzo del buon augurio adibito agli ospiti di Madho Singh II, che ora ospita il museo degli abiti dei re e delle loro mogli, dei costumi regionali, sari e una collezione di preziosi broccati. All'esterno il palazzo è tutto in marmo bianco locale traforato come un merletto e circondato da portici e loggiati. 

PALAZZO REALE

A sinistra, la Sala delle Udienze Pubbliche o Diwan-i-Am (foto 2004).
A destra, il Chandra Mahal, palazzo residenziale del Maharaja (foto 1980).
clicca per ingrandire clicca per ingrandire


Vicino al complesso dei palazzi reali si trova il recinto dell'Osservatorio Astronomico (Jantar Mantar) costruito in muratura e stucco nel 1728. Questo fu il secondo osservatorio, dopo quello di Delhi, ed è anche il più grande dei 5 costruiti da Jai Singh II. Lo strumento più grande è anche qui una meridiana inclinata secondo la latitudine di Jaipur, alta 30 m, che proietta la sua ombra su due archi di cerchio in muratura ai lati con graduazioni che segnano l'ora del giorno, il minuto, 10 primi e 2 secondi. Vi sono poi 12 postazioni per il rilevamento dei segni zodiacali nelle varie stagioni dell'anno. 

OSSERVATORIO ASTRONOMICO (JANTAR MANTAR) (Foto 2004)

A sinistra, la grande meridiana inclinata, alta 30 m. 
A destra, la postazione zodiacale del Sagittario.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire


Fra i diversi tipi di meridiane presenti, una è formata da una semisfera cava, dove si proietta l'ombra di un reticolo tenuto centrato da due fili ed è interrotta a settori per permettere a un osservatore di fare le misure, ma vi sono due esemplari complementari. Un'altra è a disco il cui piano è inclinato in modo che il suo asse sia parallelo a quello della terra ed ha al centro uno stilo come gnomone. 

 

OSSERVATORIO ASTRONOMICO O JANTAR MANTAR (Foto 2004)

A sinistra, la meridiana a sfera cava.
A destra, la postazione zodiacale del Sagittario.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

Un'altra famosa costruzione della città vecchia di Jaipur è Hawa Mahal, il Palazzo dei Venti, una fantastica architettura voluta dal Maharaja Pratap Sing (1778-1803) con una facciata a 5 piani, rosa e bianca, rastremata in alto, e una struttura cellulare formata da filari di logge aggettanti con cupolette semisferiche e finestre traforate destinate alle donne della corte che da qui potevano assistere, senza essere viste, alle parate che si svolgevano sulla strada dei bazar, la Siredeori Bazar. La disposizione delle stanze favoriva una corrente d'aria che manteneva fresca la temperatura all'interno, da cui il nome. 

IL PALAZZO DEI VENTI

clicca per ingrandire Il Palazzo dei Venti, o Hawa Mahal, che si affaccia su una delle strade principali della città antica. - Dietro le sue finestre traforate, le donne della corte del maharaja potevano osservare non viste le manifestazioni e la vita che si svolgevano sulla strada sottostante (foto 2004).

L'attaccamento alle tradizioni della popolazione si nota dalla presenza delle vacche libere di girare e riposare in ogni luogo e dalle cerimonie religiose che richiamano gruppi di fedeli nei loro sgargianti costumi.

SCENE DI VITA (Foto 2004)

A sinistra, una mucca riposa beata sulla strada.
A destra, un guru (maestro o precettore) sulla sua carrozza
circondato da assistenti e discepoli che va a una cerimonia religiosa.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

clicca per ingrandire  
La Albert Hall nei giardini Ram Nivas (foto 1980).

 

Fuori della cinta meridionale della città antica ci sono i giardini pubblici di Ram Nivas voluti dal maharaja Ram Sing II (1835-1880). 
Al centro la Albert Hall che oggi ospita il Central Museum progettato da un architetto inglese nel 1876 fondendo il neoclassico vittoriano allo stile indo-musulmano. Fu dedicato dal maharaja al principe Alberto, marito della regina Vittoria.   Alla periferia della città c'è un moderno tempio dedicato a Vishnu, il dio della conservazione che mantiene l'ordine nell'universo, quando periodicamente ritorna nel caos, mediante le sue reincarnazioni che, fino ad oggi, sono state 9. 
Il tempio, in un ampio parco, è tutto di marmo ed è formato da un portico, una grande sala e la cella del dio. 
Sull'altare ci sono le statue di Vishnu e della sua sposa Lakshmi e sulle pareti si nota il simbolo della svastica che rappresenta la prosperità. 
Dietro il tempio, su una collina sorge un antico castello, dimora del Maharaja, che tuttora appartiene alla famiglia reale. 


PERIFERIA DI JAIPUR (Foto 2004)

A sinistra, un moderno tempio dedicato a Vishnu.
A destra, sulla collina dietro il tempio, è l'antico castello di famiglia del maharaja.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

AMBER (1980 e 2004)

Circa 11 km a nord di Jaipur si trova la città fortezza di Amber, antica capitale del clan rajput Kachvaha, costruita intorno al 1592 dal maharaja Man Singh I. La città fu arricchita e ingrandita mantenendo il suo carattere difensivo e imitando lo sfarzo dei moghul. Ai piedi della fortezza si trova il lago Maota, dove sono stati restaurati gli antichi giardini reali. Dopo la costruzione di Jaipur nel 1727, Amber fu abbandonata e decadde. 

PERIFERIA DI JAIPUR (Foto 2004)

A sinistra, il Palazzo-Castello di Amber.
A destra, salita al Castello a dorso di elefante.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

clicca per ingrandire  
Cortile degli elefanti del Palazzo Reale (foto 2004).
clicca per ingrandire  
Ingresso al Palazzo Reale (foto 2004).

 

Dopo essere saliti alla città a dorso di elefante lungo una rampa che attraversa le porte, si arriva nel grande cortile ad aiuole del palazzo reale. Qui sostavano gli elefanti che portavano gli ospiti del maharaja. Al complesso dei palazzi si entra da un'ampia rampa al culmine della quale si attraversa la Porta del Leone (Singh Pol), vicino alla quale si trova un tempio dedicato a Kali. Si entra in un ampio cortile dove, sul lato meridionale, sorge la facciata del Palazzo principale con gli appartamenti privati e a est la Sala delle Udienze Pubbliche (Diwan-i-Am) aperta su tre lati in stile tipicamente moghul con doppie file di colonne in arenaria rossa. La facciata del palazzo ha un grandioso portale di profilo islamico, è ricca di decorazioni ad affreschi e mosaici, dove si sovrappongono motivi rajput, come l'immagine del dio Ganesh della buona sorte con la testa di elefante, e motivi persiani come vasi da fiore e cipressi. Il palazzo è sovrastato da un padiglione e dietro c'è un altro cortile intorno al quale stanno gli ambienti delle donne. 

CORTILE DEL PALAZZO REALE (Foto 2004)

A sinistra, la facciata del Palazzo principale con il portale d'ingresso agli appartamenti privati.
A destra, la Sala delle Udienze Pubbliche con il colonnato a doppia fila.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 

clicca per ingrandire
Il cortile interno del palazzo e un 
padiglione intorno al quale si 
trovavano gli ambienti delle donne 
(foto 2004).


Tornando al cortile del palazzo e alla Sala delle Udienze Pubbliche, ci si può affacciare sul lago, dove si vedono i giardinireali ultimamente restaurati e, da un altro lato, si ha il panorama della vallata, dove sorge il recente abitato di Amber. 

DALLA SALA DELLE UDIENZE PUBBLICHE - DUE VISTE (Foto 2004)

A sinistra, i giardini sul lago ai piedi del palazzo. 
A destra, la valle con il moderno abitato di Amber.
clicca per ingrandire clicca per ingrandire

 


Indice |Info | Stampa | Permalink