India - Capitali Moghul e Principato di Orchha


Agra, prima capitale dei Moghul e già capitale dei Lodi, si trova 235 km a est di Jaipur e 200 km a sud di Delhi. Per un secolo, dal 1556 al 1658, ebbe il suo periodo più splendido sotto i regni di Akbar, Jahangir e Shah Jahan. Vicino ad Agra sono le splendide rovine di Fatehpur Sikri che fu anche capitale di Akbar. Da Agra si scende poi fino a Jhansi, utilizzando un tratto della linea ferroviaria, e nei dintorni si può visitare Orchha, antica capitale di un principato Rajput con imponenti palazzi-fortezza. Il percorso si svolge tutto all'interno dello stato dell'Uttar Pradesh. 

AGRA (1980 e 2004)

Agra, sulla riva destra (occidentale) del fiume Yamuna, un affluente del Gange che passa anche per Delhi, è vicino ai centri del Rajasthan ed è un importante nodo stradale e ferroviario per il nord dell'India. La città è una delle più visitate dai turisti attratti dal celebre Taj Mahal, il mausoleo divenuto ormai simbolo dell'India. Con il nome di Agrabana fu menzionata nei testi epici del Mahabharata, divenne capitale per la prima volta durante la dinastia afgana dei Lodi, nel 1504, e fu confermata capitale dai Moghul da Akbar fino a Shah Jahan, che però le preferì Delhi, nel 1639.

 

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Ingresso al Forte Rosso (foto 2004).
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La torre della porta interna (foto 2004).

 

La decadenza dei moghul dopo il regno di Aurangazeb trascinò quella di Agra che fu saccheggiata due volte, nel 1761 e nel 1770, durante le ribellioni. Gli Inglesi, dopo il 1803, presero in mano la situazione imponendo il loro dominio coloniale, ma Agra andò perdendo la sua importanza amministrativa e solo l'Indipendenza le ha ridato prosperità. 
La prima monumentale costruzione dei moghul ad Agra è stata il Forte Rosso (Lal Qila), un'impressionante fortezza in blocchi di arenaria rossa fatta costruire da Akbar su una precedente fortificazione dei Lodi sulla riva occidentale del fiume Yamuna. All'interno delle massicce mura stanno i palazzi imperiali, in un labirinto di cortili, padiglioni e sale, che furono poi rimaneggiati da Shah Jahan utilizzando il marmo bianco. L'architettura è una fusione dello stile persiano e della tradizione indo-musulmana con gli elementi tipici dello stile rajput. Il complesso del Palazzo Privato (Khas Mahal) costruito da Shah Jahan aveva tre padiglioni che si affacciavano sul fiume e, oltre la grande ansa a sud, da essi si aveva la prospettiva del Taj Mahal, il mausoleo della moglie. Dopo che Shah Jahan fu deposto dal figlio Aurangzeb, fu tenuto prigioniero in questo palazzo, dove morì nel 1666.  


INTERNO DEL FORTE ROSSO - I PALAZZI (Foto 2004)

A sinistra, la Sala delle Udienze Pubbliche di Shah Jahan in gres rosso e stucco bianco.
A destra, il Palazzo residenziale privato.
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INTERNO DEL FORTE ROSSO - I PALAZZI

A sinistra, un padiglione del palazzo privato con la prospettiva del Taj Mahal (foto 2004).
A destra, interno del Palazzo detto di Jahangir,probabilmente costruito da Akbar, con i capitelli tipici dell'architettura rajput (foto 1980).
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La seconda costruzione, legata al nome di Akbar, è il suo mausoleo che si trova a Sikandra, un sobborgo a circa 10 km dal centro di Agra sulla strada per Delhi. La costruzione fu iniziata da Akbar e poi completata dal figlio Jahangir e si trova in mezzo a un giardino di 50 ettari con cinta muraria e ingresso monumentale. Su ogni lato vi sono dei monumentali portali in gres rosso con decorazioni di marmo bianco a motivi geometrici; ai 4 angoli si alzano 4 minareti a tre piani ricoperti di marmo. Lo stile è indo-musulmano e dei monasteri buddhisti. 

SIKANDRA - MAUSOLEO DI AKBAR (Foto 2004)

A sinistra, ingresso al recinto del Mausoleo.
A destra, vista del Mausoleo.
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Mausoleo di Itmad-ud-Daulah (foto 1980).

 

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Particolare della torretta (foto 1980).

 

Un altro mausoleo, successivo a quello di Akbar, si trova più a nord del Forte Rosso, ma sulla riva sinistra del fiume Yamuna, e fu fatto costruire dalla moglie di Jahangir, la poetessa persiana Nur Jahan, in onore del padre, visir dell'imperatore e anche lui persiano, che aveva preso il nome di Itmad-ud-Daulah (pilastro dello stato). Il mausoleo, che ha preso il suo nome, è un magnifico esempio di arte persiana ed è interamente costruito in marmo bianco. Il monumento è a pianta quadrata (21x21 m) e ai 4 angoli si sollevano 4 torrette belvedere ottagonali, come minareti, al centro della terrazza si alza un padiglione a baldacchino. Tutte le pareti sono ricoperte da intarsi in pietre dure con motivi geometrici e floreali. 
L'ultimo e più importante gioiello di Agra è il Taj Mahal, fatto costruire dall'imperatore Shah Jahan come monumento funebre per la sua sposa favorita Mumtaz Mahal (gioiello del palazzo), morta di parto nel 1631. Fino al 1653 vi lavorarono circa 20000, fra operai, artigiani e artisti provenienti da India, Turchia e Persia e anche dall'Europa. Il monumento si trova in un vasto giardino di 17 ettari sulle rive del fiume Yamuna circondato da mura sui tre lati di terra e con un monumentale portale di accesso di gres rosso decorato da arabeschi e iscrizioni del Corano di marmo bianco. Una doppia strada, al centro un lungo bacino fiancheggiato da cipressi, conduce al mausoleo che si trova al centro di una piattaforma a terrazza di 94 m di lato con quattro minareti a tre piani agli angoli, alti 33 m. Il mausoleo ha pianta quadrata di 56 m di lato e la cupola a bulbo raggiunge pure l'altezza di 56 m. Facciate e cupola sono decorate con arabeschi e motivi floreali e geometrici. Sotto la cupola c'è la camera funeraria con i due sepolcri dell'imperatore e della moglie. In realtà l'intenzione di Shah Jahan era che qui trovasse posto solo il sepolcro della sua sposa e per sé doveva essere costruito un secondo mausoleo di marmo nero, sul lato opposto del fiume. I due dovevano essere collegati da un ponte. Dopo essere stato detronizzato dal figlio Aurangzeb, alla sua morte questi lo fece seppellire accanto alla sua sposa, anzi, spinto dalle sue difficoltà finanziarie, spogliò il mausoleo dell'oro e delle pietre preziose che lo decoravano sostituendoli con materiali meno pregiati. 

IL TAJ MAHAL

A sinistra, il portale d'ingresso al recinto del Taj Mahal (foto 1980).
A destra, Prospettiva del Taj Mahal con il viale di accesso (foto 2004).
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FATEHPUR SIKRI (1980 e 2004)

Sulla strada da Agra a Jaipur si passa per il villaggio di Sikri e vicino s'incontra una strana città abbandonata costruita in pochi anni dall'imperatore Akbar, che ne voleva fare la nuova capitale dell'impero e la battezzò Fatehpur, la città della vittoria, per celebrare la conquista del Gujarat del 1572. Akbar per un po' di tempo vi portò la corte, ma la città soffriva per la mancanza di acqua e fu abitata solo per 15 anni e poi abbandonata. Qui nacque il figlio che doveva succedere ad Akbar con il nome di Jahangir e si disse che ciò gli era stato predetto da un asceta musulmano del luogo, Shaikh Salim Chishti. La nuova capitale, nell'ambizioso progetto di Akbar doveva essere anche il centro di una nuova religione che doveva fondere buddhismo, hinduismo e islam e anche l'architettura della città rispecchia nello stile questa fusione, sintesi di stili indo-musulmani, persiano e con una forte impronta degli stili dei monasteri buddhisti (vihara). 
Il primo palazzo ufficiale, che s'incontra entrando, è quello delle Udienze Pubbliche (Diwan-i-Am) con il cortile e il padiglione, luogo del trono. Dietro era il palazzo privato e accanto il Palazzo dei Gioielli o Sala delle Udienze Private (Diwan-i-Khas), un edificio a due piani sormontato da 4 alti chiostri agli angoli di architetture buddhista (chatri). 

FATEHPUR SIKRI - I PALAZZI (Foto 2004)

A sinistra, la Sala delle Udienze Pubbliche.
A destra, il Palazzo dei Gioielli o delle Udienze Private.
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Nella sala centrale al piano terreno del Palazzo dei Gioielli c'è uno straordinario pilastro centrale decorato che si allarga in alto in un grande capitello da cui cadono stalattiti di pietra e al piano superiore forma una piattaforma circolare su cui sedeva l'imperatore circondato da consiglieri e sapienti di ogni confessione con cui discuteva di unificazione politica e religiosa. Un altro palazzo di strana architettura è il Panch Mahal, o palazzo a 5 piani, formato dalla sovrapposizione a piramide di 5 padiglioni aperti sostenuti da pilastri che al primo piano sono 84, numero fausto nell'astrologia hindi, e poi decrescenti fino all'ultimo, dove sono 4. Non si sa che scopo avesse se non quello di belvedere.

FATEHPUR SIKRI - I PALAZZI (Foto 2004)

A sinistra, lo straordinario pilastro del Palazzo dei Gioielli.
A destra, il Panch Mahal con una piramide di 5 padiglioni.
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Dall'alto del Panch Mahal si può osservare una vasta piazza con il Tanup Talao al centro e un bacino con una piattaforma al centro che si raggiunge da 4 strette passerelle.

FATEHPUR SIKRI - IL TANUP TALAO

A sinistra, il Tanup Talao visto dall'alto del Panch Mahal (foto 1980).
A destra, il Tanup Talao visto dal basso (foto 2004).
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Sul lato sud-ovest della città si trova il grande recinto della Jama Masjid fatta costruire dall'imperatore Akbar nel 1571-72, che occupa una superficie di 162x134 m. Il portale d'ingresso sul lato est ha una monumentale porta sul lato sud, detta Porta della Vittoria, da cui entrava l'imperatore, e un grande cortile con la Sala delle Preghiere a ovest nella direzione della Mecca. Sul lato nord della corte c'è la tomba dell'asceta Shaikh Salim Chishti venerato da Akbar, tutto in marmo bianco che contrasta con l'arenaria rossa predominante nel resto della moschea; questo fa pensare che sia stata rimaneggiata al tempo di Shah Jahan per adeguarla ai nuovi gusti più raffinati.

JAMA MASJID, LA GRANDE MOSCHEA

A sinistra, la porta est per l'ingresso dei fedeli (foto 1980).
A destra, la Porta della Vittoria vista dalla corte interna (foto 2004).
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JAMA MASJID, LA CORTE INTERNA (Foto 2004)

A sinistra, la Sala delle Preghiere.
A destra, tomba di Shaikh Salim Chishti con le grandi finestre di marmo traforato.
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Da Agra a Jhansi si percorre un tratto in ferrovia e si attraversa una zona di calanchi profondamente erosa dalle piogge tropicali. La terra in India è solo al 50% adatta all'agricoltura ed è soggetta a eccessi di siccità o piovosità. Qui siamo nella valle del fiume Yamuna e dei suoi affluenti di destra. Prima di arrivare a Jhansi si attraversa su un ponte di ferro il fiume Betwa, uno degli affluenti del fiume Yamuna 

DA AGRA A JHANSI

JHANSI E LA FORTEZZA DI ORCHHA (2004)

A sinistra, calanchi nella valle del fiume Yamuna.
A destra, ponte sul fiume Betwa.
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Jhansi, all'estremità settentrionale dell'altipiano del Deccan, fu capitale di un principato dei Marathi fondato nel 1700. Dopo la rivolta dei sepoy, gli Inglesi si annessero lo stato, essendo morto il principe senza successori, ma la moglie, la Rhani di Jhansi, si mise a capo di unarivolta rivendicando la successione. La rivolta continuò fino a quando non fu uccisa in battaglia e, dopo l'Indipendenza, è stata considerata eroina nazionale. 
L'India centrale, fra il X e l'inizio del XIV secolo, fu dominata dalla dinastia rajput dei Chandella che avevano capitale a Khajuraho e furono i costruttori dei famosi templi, ma alla fine furono assorbiti dal sultanato di Delhi. Una dinastia successiva, quella dei Bundeila, scelse Orchha, vicino a Jhansi, come capitale e qui prosperò fino al 1600 alleandosi con l'impero moghul. La capitale fu fondata su un'isola, fra due rami del fiume Betwa in una posizione strategica, e vi fu costruito un palazzo-fortezza. Quando, nel XVII secolo, s'instaurarono rapporti amichevoli con Jahangir, figlio di Akbar, il principato prosperò e fu costruito un altro palazzo a tre piani con grande cortile. Il complesso più antico non è stato completamente restaurato e molte decorazioni sono ancora in cattivo stato. 

PALAZZO PRINCIPALE DI ORCHHA

A sinistra, il palazzo del 1500.
A destra, decorazioni del loggiato a destra del palazzo, ancora non restaurate.
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L'edificio del XVII secolo si trova in migliori condizioni e nelle stanze private vi sono interessanti dipinti sulle incarnazioni di Vishnu: la prima nella forma di pesce e la settima nel dio Rama, cantato nel poema del Ramayana. Vishnu, dio della conservazione, per rinnovare il mondo si è incarnato di volta in volta in animali ed esseri umani. Dopo quella di Rama, nell'ottava incarnazione ha creato Krishna, la più popolare fra tutte. 

IL NUOVO PALAZZO DI ORCHHA

A sinistra, il cortile del palazzo del 1600.
A destra, decorazioni di una stanza.
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IL NUOVO PALAZZO DI ORCHHA

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La prima incarnazione di Vishnu nella forma di pesce.
 

IL NUOVO PALAZZO DI ORCHHA

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La settima incarnazione di Vishnu come Rama, protagonista del Ramayana.

 Intorno ai palazzi reali vi sono molti templi in gran parte dedicati a Rama. 


IL NUOVO PALAZZO DI ORCHHA

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Vista dall'alto del palazzo con il cortile. Si vedono l'abitato e uno dei grandi templi che circondano la capitale.

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