India - Il Bengala Occidentale e Kolkata (Calcutta)


Calcutta è la capitale del Bengala Occidentale ed è la città più popolosa dell'India dopo Bombay con circa 13 milioni di abitanti. La città si stende per molte miglia lungo la riva sinistra (quella orientale) del fiume Hoogli, un ramo del delta del Gange che sbocca nel golfo del Bengala dopo ancora 100 km. Sulla riva opposta si trova un'altra città, detta Haora occupata dalle aree industriali e dalle tristemente famose baraccopoli cresciute con lo sviluppo industriale e il conseguente flusso migratorio dalle regioni confinanti più povere del Bihar, dell'Orissa e dal Bangladesh. 
L'origine della città è relativamente recente e segna l'inizio della penetrazione coloniale inglese. Fu fondata, infatti, nel 1690 comebase commerciale della Compagnia delle Indie Orientali, in seguito a un accordo con il rappresentante del governo Moghul, e il suo nome derivò da quello del vicino villaggio di Kalikata. Presto gli Inglesi prevalsero sulla concorrenza degli altri stati europei e, nel 1696, costruirono il Fort William per proteggere le loro merci. Con la crisi dell'impero moghul dopo la morte di Aurangzeb, il navab Suraj ad-Daula nel 1756 attaccò Fort Williammassacrando gli inglesi, ma l'anno successivo Sir Robert Clive riconquistò la piazzaforte e sconfisse e uccise il navab nella battaglia di Plassey. Da questo momento tutto il Bengala passò sotto l'influenza della Compagnia. Nel 1911 infine, la capitale fu trasferita a New Delhi, ma dal 1858 al 1947 Calcutta è diventata la capitale del British Raj dell'India. Dopo l'Indipendenza, nel 2001, il nome ufficiale della città è diventato Kolkata. 

 

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Maidan - Victoria Memorial.

 

Il cuore della Calcutta coloniale è il Maidan (il Campo), una vasta area verde, una volta usata per le parate militari e oggi parco pubblico, dove si trovano il Fort William, il Victoria Memorial e la St Paul Cathedral. Il Fort William è quello ricostruito nel 1773, un po' più a sud di quello originario, e aveva preso il nome dal re Guglielmo III d'Orange. Il forte è rimasto zona militare e non è visitabile. Il Victoria Memorial è un enorme edificio di marmo bianco di 100x70 m, alto 56 m sulla cupola centrale che richiama quella della cattedrale Saint Paul di Londra. Lo stile è quello neo-rinascimentale con alcuni elementi dell'architettura moghul nelle 4 torri angolari con tetto a padiglione. L'edificio fu iniziato nel 1906 dal viceré Lord Curzon e inaugurato nel 1921 dal Principe di Galles, futuro Giorgio V. Era un edificio simbolo della grandezza del British Raj e dopo l'Indipendenza è rimasto come simbolo di Calcutta destinato a museo dei ricordi del passato, armi, stampe e ritratti e documenti della lotta per l'indipendenza. 
Alla Calcutta monumentale dei fasti del passato e del centro culturale e amministrativo che circonda il Maidan, si contrappone intorno la Calcutta indiana sovrappopolata e caotica, inquinata e sporca. Il New Market è un enorme mercato coperto dove si trova di tutto, subito a est del Maidan, e vicino c'è l'Indian Museum, ricco di collezioni archeologiche, ambedue edificati nel decennio del 1870. Nell'angolo nord-est del Maidan c'è la moschea di Tippu Sultan, sovrano del Mysore dal 1782 al 1799, che fu a capo della resistenza contro gli Inglesi durante le 4 guerre del Mysore iniziate nel 1775 e finite con la sua morte nel 1799. La moschea a Calcutta fu costruita nel 1842 dal figlio Mohammed ed ha una selva di cupole e 4 alte torri agli angoli. Più a nord si trovano i quartieri delle comunità mercantili bengalesi e un complesso di templi jain nel quartiere di Maniktala, a nord-est. Il tempio principale è quello di Sitalnath, nome di una delle sette jain costruito nel 1867 da un ricco gioielliere. Siltanath era il decimo dei 24 tirthankara o jina (vincitori) onorati come divinità, che hanno fondato le varie sette. Gli jain in India sono oggi circa 2,6 milioni e sono per lo più commercianti ricchi e colti. Il tempio richiama nella sua architettura quella delle pagode birmane.  

CALCUTTA - I TEMPLI

A sinistra, la Moschea di Tippu Sultan.
A destra, il Tempio jain di Sitalnath nel quartiere di Maniktala.

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Kalikata - Tempio di Kali.

Nei quartieri meridionali di Calcutta si trovava l'antico villaggio di Kalikata, il cui nome significava ghat di Kali, da cui derivò il nome di Calcutta e dove passava un braccio morto dell'Hoogli. Il luogo era noto per il culto della dea Kali che vuol dire "la nera", sposa di Shiva e altra incarnazione di Durga e Parvati, una dea dalla pelle nera, di aspetto terrificante e sempre assetata di sangue, ma molto venerata dai Bengalesi che le sacrificano capre e galline mediante decapitazione. Fino alla fine del 1800 sembra che si facessero sacrifici umani. La dea rappresenta il potere distruttore del tempo. L'ultima ricostruzione del tempio è del 1809, ma è stato recentemente restaurato ed è sempre frequentato. Vicino al tempio è sorta la prima sede delle Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta, religiosa cattolica albanese, che ha fondato queste comunità per l'assistenza dei poveri diffondendole in 123 paesi e adottando come abito il caratteristico sari bianco orlato di azzurro. Maria Teresa ha ricevuto il premio Nobel per la Pace nel 1997, è morta nel 1997 ed è stata beatificata nel 2003. La sua opera è stata però anche criticata perché nelle missioni era carente l'assistenza sanitaria e alla carità si accompagnava il proselitismo. 
Sulla riva opposta dell'Hoogli, a sud, si trova il famoso Giardino botanico di Calcutta creato dagli Inglesi nel 1700 per sperimentare la coltivazione delle piante da tè allo scopo di soppiantare il monopolio cinese. Il parco è vastissimo, 105 ettari, con serre, laghi e una grande varietà di piante, ma l'attrazione maggiore è quella di un gigantesco baniano, un Ficus benghalensis linneus della famiglia delle Moracee nativo dell'India, che produce un frutto come un piccolo fico non commestibile. Il baniano, vecchio più di 200 anni, ha la caratteristica di avere radici aeree che scendono dai rami verso terra e generano nuovi tronchi occupando sempre più spazio. Il tronco originario, alto 15,5 m e con una circonferenza di 1,7 m, è stato eliminato nel 1925, perché ormai secco. I dati sull'albero, rilevati nel 1973, davano un'altezza di 26,8 m e un numero di radici aeree di 1125. Ha subito danneggiamenti durante due cicloni, nel 1864 e nel 1867. 

CALCUTTA - GIARDINO BOTANICO

A sinistra, lo Stagno dei loti.
A destra, il gigantesco baniano del parco.

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