India - L'India Meridionale


L'India meridionale comprende le regioni del Deccan a sud della valle del fiume Narmada che sbocca a ovest nell'oceano Indiano.
Il Deccan costituisce la zona geologicamente più antica del continente indiano di origini precambriane con rocce di oltre 3
miliardi di anni che formavano una zolla staccatasi dall'Africa 180 milioni di anni fa e che, spinta verso il nord, è entrata in
collisione con il continente asiatico 40 milioni di anni fa formando la catena himalayana. Il Deccan, il cui nome deriva dalla voce
sanscrita "dakshina" che significa meridione, è un altopiano di rocce basaltiche limitato sulla costa ovest dalla catena dei Ghat
Occidentali e verso est da quella più modesta dei Ghat Orientali lungo il Golfo del Bengala. Dato l'andamento digradante verso est
dell'altopiano, i corsi d'acqua defluiscono tutti verso il Golfo del Bengala e dipendono tutti dalle piogge monsoniche.
Anticamente coperto da foreste, il Deccan era abitato da popolazioni di lingua dravidica e famiglia australoide che frenarono a
lungo l'avanzata degli Arii. Con il tempo nel meridione si sono formati un gran numero di tipi razziali e tribali favoriti
dall'isolamento. Anche il numero di linguaggi parlati è superiore a quelli del nord, fra queste il tamil è la lingua più antica che
vanta pure grandi tradizioni letterarie come il sanscrito. 
I primi conquistatori del sud furono i Maurya, la dinastia fondata da Chandragupta che arrivò fino al Karnataka nel IV secolo
a.C. e con Ashoka, nel III secolo, occupò l'Orissa. Dopo ritornarono in auge le dinastie locali dravidiche, come i Chedi
nell'Orissa e i Chola oltre ai Pandya, i più antichi, nell'estremo sud-est. Nel I secolo d.C., secondo la tradizione, l'apostolo
Tommaso sbarcò nella costa ovest del Malabar e diffuse il cristianesimo nell'India meridionale. Nel III secolo i Chola estesero il
loro dominio nel sud e, nel X secolo dal Tamil Nadu, conquistarono l'isola di Sri Lanka. Nel IV secolo d.C. Chandragupta II
della dinastia Gupta, partendo dal nord, occupò il Deccan e di questo periodo sono le grotte di Ajanta, espressione dell'arte
classica indiana. Nel VI secolo, il Deccan occidentale fu dominato dalla dinastia dei Chalukya, mentre nelle regioni del sud-est,
nel Tamil Nadu, si affermò la dinastia dei Pallava che fino al IX secolo lasciarono la loro impronta. Nel secolo VIII, i
musulmani cominciano a premere dal nord sul Gujarat contrastati dal regno dei Chalukya, ma solo nel XIV secolo il sultano di
Delhi della dinastia Khalji iniziò la penetrazione nel sud rendendo tributari i regni indiani. Dopo l'arrivo di Vasco de Gama nel
1498, cominciò la penetrazione commerciale dei portoghesi su tutta la costa occidentale, dal Kerala a Mumbai, in mezzo la
base di Goa, mentre nel 1600 Olandesi, Inglesi e Francesi si insediarono sulla costa est. A metà del 1600 dallo stato del
Maharashtra, l'etnia dei Maratha iniziò una politica espansionistica militare allargando la propria influenza nell'India centrale e
lottando per l'autonomia contro i Moghul. Dopo la morte di Aurangzeb e la decadenza dei Moghul, i Maratha nel 1742
arrivarono a invadere il Bengala. A questo punto entrarono nel gioco gli Inglesi che proprio dal Bengala consolidarono il loro
potere e, sostenendo i Moghul, li sostituirono nel controllo dell'India. Nella seconda metà del 1700, proprio l'India meridionale fu
teatro delle guerre per il predominio coloniale fra Inglesi e Francesi e, con la fine della guerra dei sette anni in Europa (1763),
questi ultimi lasciarono mano libera agli Inglesi nel sottomettere i potentati indiani del sud. La Confederazione dei Maratha
resistette fino al 1818, quando fu definitivamente sconfitta e da quel momento tutta l'India fu controllata dalla Compagnia delle
Indie e, dopo l'Indian Mutiny del 1857, dal Raj, il dominio coloniale britannico. 
L'India meridionale, in prevalenza agricola, subì maggiormente lo sfruttamento coloniale degli Inglesi che acquistavano le sete e
il cotone di produzione locale alimentando la loro industria tessile durante la rivoluzione industriale e riversavano nel
mercato indiano i loro manufatti vietando contemporaneamente la tessitura all'artigianato locale. Con l'Indipendenza, lo
stato endemico di depressione dell'agricoltura fu affrontato negli anni '60 con la "rivoluzione verde" introducendo le tecniche
più moderne fino a raggiungere, negli anni '80 l'autosufficienza alimentare e a questo si accompagnò, in prevalenza nel sud,
lo sviluppo industriale nella meccanica, nella chimica e infine nell'informatica. 
L'architettura religiosa buddhista nell'India meridionale ha le sue testimonianze più antiche e spettacolari nelle grotte di
Ajanta, nel Maharashtra, con i templi e monasteri rupestri dal II al VII secolo a.C. e, poco distante un po' a sud ovest, si trova il
sito di Ellora con le grotte buddhiste del V-X secolo d.C.. A Ellora si assiste anche al ritorno del Brahmanesimo con la
costruzione, nel secolo VIII, del grandioso tempio di Kailasa dedicato a Shiva. Altri templi rupestri hinduisti sono quelli
dell'isola di Elephanta, a Mumbai, scavati fra il 450 e il 750 e danneggiati dai Portoghesi nel 1500. L'architettura templare nel
sud, detta dravidica, fu agli inizi semplice, ma diventò monumentale con le grandi torri (vimara) che sovrastano i santuari e
le torri di ingresso dei templi (gopuram), tutti straordinariamente ricchi di sculture, e si sviluppò una complessa
geometria che riproduce il "mandala", rappresentazione simbolica della struttura dell'universo.

IL VIAGGIO NEL SUD

Nell'agosto 1980, dopo l'India del nord si è fatta tappa a Bombay (divenuta Mumbai nel 1996), detta la Porta dell'India (Gateway of India) e già allora megalopoli nel pieno del suo caotico sviluppo con folle di diseredati richiamati dalle campagne che dormivano nelle strade. Dopo 20 anni, nel nuovo millennio, Mumbai si presenta invece come la città più ordinata dell'India, senza mucche nelle strade né rickshaw. Tuttavia anche la città di 20 anni fa offre un volto moderno dell'India di stampo vittoriano senza importanti vestigia del passato, ma nella vicina isola di Elephanta, a 10 km dal porto, si torna indietro di 1500 anni nei templi rupestri dedicati a Shiva, un gioiello dell'arte hinduista. Spostandosi da Bombay verso nord-est, ma sempre dentro lo stato del Maharashtra, si è avuto modo poi di visitare la storica cittadina di Aurangabad e i suoi dintorni e soprattutto i siti di Ellora e Ajanta con i loro magnifici templi rupestri. 

Nell'agosto 1981 il secondo viaggio in India è stato dedicato allo stato del Tamil Nadu, culla della cultura dravidica di origini neolitiche e dell'etnia Tamil la cui lingua è, insieme al sanscrito, una delle più antiche dell'India. Il Tamil Nadu è lo stato più meridionale dell'India, comprende la punta sud di Capo Comorin nota ai navigatori europei (oggi Kanya Kumari) ed è bagnato a est dal Golfo del Bengala. Iniziando da Madras (oggi Chennai), capitale dello stato, si sono poi toccate diverse località lungo la costa est (il Coromandel), dove sorgevano gli antichi insediamenti europei, e all'interno. Il viaggio è finito a Madurai, seconda città dello stato, che è il centro più antico delle tradizioni Tamil.

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