India - Mumbai (Bombay)


Mumbai, chiamata Bombay dagli Inglesi per corruzione del nome portoghese di Bom Baia (Buona Baia), è la capitale dello stato del Maharashtra (la grande nazione) creato nel 1960 e secondo per estensione dopo il Rajasthan. Dopo Calcutta, è la città più popolosa dell'India (7 milioni nel 1980 e 13 milioni nel 2000) e nei prossimi decenni è destinata a diventare una megalopoli, centro industriale e finanziario della nazione; si prevede che nel 2050 potrà superare Tokyo come città più popolosa del mondo. Intorno vi sono concentrate le maggiori industrie, alimentari, tessili, meccaniche, chimiche ed elettroniche ed è la capitale dell'industria cinematografica indiana soprannominata Bollywood, mescolando Bombay e Hollywood. Alla periferia si trova il centro atomico di Trombay inaugurato nel 1965. La città è sorta su un gruppo di 7 isole, oggi collegate fra loro e una volta paludose e abitate dai Kuli, una tribù autoctona di pescatori. Il nome della città è derivato da Mumbadevi, una divinità di questi antichi abitatori. Nel 1348 fu occupata dal sultanato di Delhi che aveva invaso il Gujarat, ma nel 1534 fu ceduta ai Portoghesi che la fortificarono e in seguito entrò nell'orbita dei Maratha. Nel 1661 i Portoghesi cedettero i loro diritti alla corona britannica come dote di Caterina di Braganza andata sposa a Carlo II d'Inghilterra e la base fu affittata alla Compagnia delle Indie Orientali che ne fecero una base commerciale. Il porto si sviluppò e attirò i mercanti da ogni parte. Nel 1800 le isole furono collegate alla terraferma da ponti e da una ferrovia, che entrò in funzione nel 1860, e la città assunse un aspetto moderno e vittoriano. 
Allo sviluppo della città fra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo contribuì la famiglia dei Tata appartenente alla numerosa e ricca comunità parsi che investì grandi capitali privati nelle industrie del ferro e dell'acciaio e dei tessuti di cotone trascurate se non boicottate dagli Inglesi. Nel 1903 il capostipite dei Tata volle creare a Bombay un albergo di classe internazionale e sorse il Taj Mahal Hotel, il primo edificio ad avere l'illuminazione elettrica. Alla stessa famiglia si deve il finanziamento del Tata Institute of Fundamental Research, dove iniziarono i primi studi sull'energia nucleare.

VISITA DELLA CITTÀ

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Taj Mahal Hotel e il Gateway of India.

 

Il cuore della città turistica è concentrato all'estremità meridionale della grande isola di Mumbai che qui assume una forma allungata e termina in due penisole che racchiudono la Back Bay. A est c'è la penisola di Colaba e a ovest quella più corta di Malabar Hill. La costa occidentale dell'isola si affaccia sull'oceano Indiano, mentre quella orientale è protetta dalla costa e dalle altre isole e vi si trova il porto antico e moderno. Il quartiere di Colaba è stato per lungo tempio il punto di arrivo e di partenza via mare dell'India e qui, in occasione della visita di Giorgio V nel 1911, fu eretto su una grande spianata un arco di trionfo chiamato Gateway of India (la porta dell'India). Da questo stesso arco passarono le ultime truppe inglesi che lasciavano l'India nel giorno dell'Indipendenza, il 15 agosto 1947. Vicino sorge l'antico Taj Mahal Hotel costruito dai Tata nel 1903 che unisce motivi gotici, rinascimentali e dell'architettura del Rajasthan. All'antico complesso è stata poi affiancata, a destra, l'ala moderna dell'albergo a forma di torre: il Taj Mahal Intercontinental. 
Inoltrandosi dietro il Taj Mahal, verso nord si incontra il Prince of Wales Museum, un edificio in stile indo-saraceno inaugurato nel 1921, che racchiude uno dei musei più importanti dell'India con ricche collezioni di sculture provenienti dal Deccan e dell'arte greco-buddhista del Gandhara; vi sono poi miniature dal XIV al XVIII secolo delle scuole mongole del Rajasthan e del Deccan, porcellane, giade e avori scolpiti. Ancora avanti c'è il quartiere dell'Università in stile neogotico costruito nella seconda metà del 1800 con la torre dell'Orologio alta 79 m. 


MUMBAI - EDIFICI

A sinistra, il Prince of Wales Museum.
A destra, il quartiere universitario con la Torre dell'Orologio.

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Intorno alla Back Bay c'è la visione della città moderna con una grande strada di scorrimento lungo il mare (la Marine Drive), il parco dello Sports Clubs e l'elegante spiaggia di Chowpatty Beach dove inizia la penisola di Malabar Hill. Lungo i rilievi, che formano l'ossatura della penisola, si trova uno dei quartieri più eleganti e antichi della città. Più a nord si trova una serie di giardini fra cui quello di Kamala Nehru da cui si ha una magnifica vista sulla Chowpatty Beach. 


MUMBAI - LA CITTÀ

A sinistra, l'inizio della Marine Drive che corre lungo la Back Bay.
A destra, la Chowpatty Beach vista da Malabar Hill.

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La città nel nuovo millennio da Malabar Hill.

 

Le foto sono tutte del 1980 e lo sviluppo subito dalla città agli inizi del nuovo millennio si può apprezzare dal confronto con la foto più recente di sinistra con la Back Bay e la Chowpatty Beach dalla Malabar Hill. 

Dietro i giardini di Malabar Hill si trovano le Torri del Silenzio, dove i Parsi usano esporre, nascosti agli sguardi, i corpi dei loro morti perché siano divorati dagli avvoltoi evitando ogni contaminazione alla terra, al fuoco e all'acqua. 
I primi Parsi arrivarono a Bombay nel 1640 provenienti dal Gujarat e le torri furono costruite nel 1672. 
Uno strano edificio vittoriano di Bombay è la Central Railway Station, di forme barocche, abbellito da numerose cupole, che fu completato nel 1897. 
Un altro edificio storico in Laburnum Road è Mani Bhavan, il Gandhi Memorial, la casa abitata a più riprese dal Mahatma fra il 1917 e il 1934 e oggi trasformata in museo. Da qui Gandhi iniziò la sua campagna del "satyagraha", che significa letteralmente "la forza della verità" per l'affermazione dei diritti attraverso la resistenza civile e la non cooperazione pacifica e da qui nacque l'idea della famosa Marcia del Sale per infrangere simbolicamente il monopolio del sale degli inglesi. 



MUMBAI - EDIFICI

A sinistra, la Central Railway Station.
A destra, il Gandhi Memorial.

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L'ISOLA DI ELEPHANTA

L'isola di Elephanta, nella baia di Thana davanti al porto di Bombay, è il luogo più visitato da stranieri e locali. L'isola era nota con il nome di Gharapuri (Città fortezza) e il nome di Elephanta le fu dato dai Portoghesi che trovarono davanti all'approdo un elefante di pietra. Andato in pezzi, l'elefante è stato trasferito in città ai Victoria Gardens e restaurato. L'isola si raggiunge con dei battelli dal Gateway of India e vi si trova un complesso di quattro templi scavati nella roccia di due collinette con sale colonnate, celle e una profusione di splendide sculture. 
S'ignora quando e da chi siano state costruite queste grotte, l'analisi comparativa degli stili li fa datare fra i secoli V e VIII d.C. e in ogni caso sono ispirate all'arte Gupta (320-535 d.C.). Le sculture sono state molto danneggiate dai Portoghesi che vedevano in essi solo idoli pagani, ma ciò che si è conservato lascia sempre ammirati. Il Tempio principale, preceduto da un portico colonnato tagliato nella roccia, è un santuario dedicato al culto di Shiva, dio dell'energia creatrice e della distruzione, ed è un vero capolavoro dell'arte indiana. 

L'ISOLA DI ELEPHANTA

A sinistra, approdo all'isola.
A destra, il Portico d'ingresso al Tempio principale.

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Subito sulla destra dell'ingresso c'è un bassorilievo che mostra Shiva come Re della Danza (Nataraja), mentre esegue la mitica danza della creazione. La figura di Shiva, mutila delle gambe e delle braccia, era in origine alta 3,25 m e le 8 braccia rappresentano il suo dinamismo nella danza. 
All'interno della sala, dietro una fila di colonne, c'è una cella scavata in un grande cubo di roccia, con 4 ingressi ai 4 lati, che racchiude il Lingam, il simbolo fallico dell'energia creatrice del dio e, davanti a ciascun ingresso, vi è una coppia di statue di pietra alte 5 m, con funzioni di dvarapala (guardiani). 



ELEPHANTA - TEMPIO PRINCIPALE

A sinistra, Shiva Nataraja nella danza della creazione. 
A destra, la sala interna con la cella del Lingam.

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Su un'altra parete c'è un famoso bassorilievo che rappresenta Shiva tricefalo come Mahesha, il supremo Signore. Delle tre facce, quella centrale dall'espressione calma, rappresenta Shiva come creatore, quella di sinistra dall'espressione crudele, mentre osserva un serpente che tiene in mano, è Shiva distruttore, mentre la faccia di destra dal sorriso benevolo è quella di Shiva conservatore.  

BASSORILIEVO DI SHIVA TRICEFALO

clicca per ingrandire Questo bassorilievo è stato anche interpretato come la rappresentazione della Trimurti indiana che fonde in una le tre divinità di Brahma creatore, Vishnu conservatore e Shiva distruttore, mentre in realtà esso rappresenta sempre Shiva nei tre aspetti perché nella pratica religiosa dell'hinduismo prevalgono due correnti principali: lo shivaismo e il vishnuismo, mentre il culto di Brahma è quasi scomparso.

A sinistra di Shiva tricefalo c'è un altro bassorilievo piuttosto rovinato che rappresenta Shiva assiso in groppa al toro Nandi, la sua cavalcatura, ed è raffigurato in forme androgine, metà uomo e metà donna per indicare che è allo stesso tempo padre e madre del creato. La figura di Shiva è alta 5,1 m e intorno c'è una folla di personaggi di dimensioni più ridotte. 
Un altro bassorilievo rappresenta il matrimonio di Shiva e Parvati, figlia del re Himalaya che le sta dietro e la spinge verso Shiva. La cerimonia è ancora in corso perché Parvati si trova alla destra del dio e non alla sua sinistra, dove è sempre rappresentata nella sua qualità di moglie. 



ELEPHANTA - TEMPIO PRINCIPALE

A sinistra, Shiva androgino come padre e madre del creato.
A destra, matrimonio di Shiva e Parvati.

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