India - Le Città del Sud: Tiruchirapalli e Madurai


  Tiruchirapalli e Madurai sono le due maggiori città santuario dell'India meridionale create rispettivamente dai Chola e dai Pandya. Qui si apprezza appieno la grandiosità monumentale delle città sacre dell'India meridionale, dove la vita religiosa si mescola a quella profana dei bazar. Con essi lo stile dei templi dravidici raggiunge nel 1600 l'apice di complessità e di sfarzo e si parla di stile barocco.

TIRUCHIRAPALLI

  Il nome significa "città della roccia sacra", ma il diminutivo usato è Trichy. La città si trova 319 km a sud di Chennai, sulla riva destra del fiume Kaveri, dove un'imponente roccia granitica, alta 80, m domina la città e il fiume. Una fortezza vi fu costruita dai Chola e poi disputata dai Pallava di Kanchipuram e dai Pandya di Madurai. Vicino alla città il fiume forma con due bracci la grande isola di Srirangam, dove i Chola costruirono un grande santuario vishnuita. Nel XIV secolo la città fu presa dai raja di Vijayanagar e affidata i nayak (governatori) che presto si resero indipendenti e ne fecero la loro capitale. Dopo le guerre del Mysore, la città fu infine occupata dagli Inglesi. 
  La visita della città parte dalla fortezza, detta Rock Fort, che è quella rifatta nel 1500 dai nayak e poi rimaneggiata dagli inglesi nel 1700. Si entra da una gradinata di più di 400 gradini e vi si trovano ancora due santuari rupestri di epoca pallava e alcuni templi. Dall'alto si può apprezzare la vista della città, ai piedi del forte, e del fiume. 

TIRUCHIRAPALLI E LA FORTEZZA

A sinistra, la roccia granitica con la fortezza.
A destra, il panorama ai piedi della fortezza con il fiume Kaveri e oltre l'isola di Srirangam.
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Tempio di Ranganatha
Torre est.
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Tempio di Ranganatha - Sala colonnata.

 

  Oltre il fiume, nella vasta isola di Srirangam si trova l'immenso complesso religioso che copre un'area di 24000 mq. Il santuario è dedicato a Vishnu Ranganatha, cioè adagiato e addormentato su un immenso cobra (Ananta), uno stato che corrisponde alla fine di ogni ciclo cosmico e prelude al suo risveglio e quindi a una nuova incarnazione e creazione. 
  Il complesso è costituito da sette recinti (prakara) rettangolari, uno dentro l'altro; i più esterni hanno l'animazione dei bazar e gli edifici religiosi sono sommersi dalle attività profane perché vi soggiornano anche i pellegrini. 

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Ingresso al quinto prakara.

 

  Dal quinto recinto in poi inizia il centro religioso propriamente detto e questa parte è interdetta ai non hindu. In corrispondenza alle diverse porte di accesso ai recinti si trovano 21 torri, i gopuram. Quello sul lato est, sul sesto recinto, è uno dei più alti. 

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Vista dall'alto del quinto recinto.

 

  Arrivati al quinto recinto, non si può procedere oltre; c'è un elefante di pietra ai piedi di una sala colonnata. Si può salire su uno dei gopuram del quarto recinto e vedere dall'alto l'ingresso principale al santuario e avere una visione d'insieme della parte centrale con le cupole dei templi. Sulla destra è il gopuram est e, a sinistra sul fondo, si vede la piccola cupola dorata del tempio di Vishnu. 
  Nella stessa isola, a circa 2 km dal tempio di Ranganatha, si trova un santuario dedicato a Shiva detto Jambukeshvara, cioè Signore dell'Isola, formato da 5 recinti e 7 gopuram. 

SANTUARIO DI JAMBUKESHVARA

A sinistra, l'ingresso al Santuario di Shiva.
A destra, un corridoio colonnato con animali scolpiti sui capitelli.
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MADURAI

  Madurai, 488 km a sud di Chennai, è la più antica città del Tamil Nadu e il più grande centro della cultura e delle tradizioni tamil. L'origine della città è molto antica, forse rimonta a 2600 anni fa. La più antica dinastia che vi regnò fu quella dei Pandya che ne fecero la loro capitale ed è richiamata dallo storico ellenistico Megastene inviato in missione in India dal re Seleuco Nicator fra il 302 e il 292 a.C.; la città è anche citata da Strabone e da Plinio. I Chola conquistarono la città nel secolo XI, ma i Pandya ne ripresero il controllo a metà del XIII secolo per essere spazzati via nel 1311 con l'invasione dei musulmani del sultano di Delhi della dinastia Khalji. Pochi decenni dopo i raja hindu della dinastia Vijayanagar s'impadronirono del territorio e lo affidarono ai Nayak (governatori militari). Sotto di questi, divenuti indipendenti, si ebbe un periodo di splendore e il santuario di Shiva divenne il centro della vita cittadina. Nella prima metà del 1700 la compagnia inglese assunse l'amministrazione della città e agli inizi del 1800 ne decretò l'annessione. Dopo l'Indipendenza, la città è diventata una delle più popolose del sud e centro del settore tessile. 

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Tempio di Minakshi
Torre sud.
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Particolare del gopuram sud.

 

  Madurai significa città del nettare con riferimento a un mito di Shiva che avrebbe cosparso il luogo di nettare scuotendosi i capelli. Il centro della città antica, sulla riva destra del fiume Vaigai, si trova tutto intorno al grandioso santuario di Minakshi-Sundereshvara, nomi di Parvati e Shiva in lingua tamil e quindi di origine autoctona. Il nome di Minakshi significa "dagli occhi di pesce", un attributo di bellezza secondo i canoni letterari indiani, Sundereshvara significa "il bel Signore" e, secondo la tradizione, i Pandya avrebbero avuto origine dalla loro unione. Il tempio fu costruito fra il 1623 e il 1660 sotto i Nayak, le dimensioni del recinto esterno sono di 255x217 m, vi sono poi altri due recinti concentrici che racchiudono i due santuari delle divinità. Su ogni lato dei recinti sorgono le alte torri (gopuram) con funzioni di porte, per un totale di 12, e le più alte sono quelle del recinto esterno. Il gopuram sud è alto 60 m ed ha una scala a chiocciola che permette di arrivare in cima fino ai pinnacoli. Una profusione di sculture ricopre le facciate della torre, circa 1500, che rappresentano personaggi del pantheon e della mitologia indiana dipinti in colori sgargianti; in basso c'è anche Shiva in groppa al toro Nandi. Dall'alto della torre si ha una magnifica vista della città e dell'interno del tempio. 

SANTUARIO DI JAMBUKESHVARA

A sinistra, panorama della città dall'alto del gopuram sud (quarto piano).
A destra, l'interno del santuario dall'alto del gopuram sud.
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  L'interno del santuario è un vero labirinto ed entrando dall'ingresso principale, che si trova sul lato orientale, si attraversano gli ambienti di un affollato bazar. Girando a destra si arriva a un grande bacino lustrale detto "Bacino dei loti d'oro" (Potamarai), circondato da porticati scolpiti e affrescati. Nella galleria ovest si possono ammirare i pilastri riccamente scolpiti con figure di draghi e personaggi mitologici. Nella galleria nord si trova un affresco che rappresenta il matrimonio fra Shiva e Parvati. 

BACINO DEI LOTI D'ORO

Due viste del bacino sacro con le gradinate e le magnifiche gallerie colonnate.
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BACINO DEI LOTI D'ORO

A sinistra, la galleria ovest del bacino, in asse con l'entrata dal gopuram sud; ha i pilastri scolpiti con figure di draghi e personaggi mitologici. 
A destra, sulla parete della galleria nord, quest'affresco rappresenta il matrimonio fra Shiva e Parvati.
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  Circa 21 km a nord est della città, vicino al villaggio di Alagarkoil e ai piedi di una collina coperta da una fitta vegetazione, si trova un tempio dedicato ad Alagar, divinità tamil della ricchezza e della fertilità identificato con Minakshi e poi con Vishnu. Il tempio è del XVI secolo e all'interno si trova un'alta torre ornata da innumerevoli sculture. In basso a sinistra, Vishnu assiso all'ombra di un gigantesco cobra e al centro Krishna fra i rami di un albero. 

TEMPIO DI ALAGAR

A sinistra, l'ingresso al tempio di Alagar e dietro un gopuram pieno di raffinate sculture.
A destra, particolare delle sculture del gopuram.
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FINE INDIA




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