Cina - Il Nord: Beijing, la Città


La zona dove sorge Pechino è stata abitata fin dalla preistoria e vicino sono stati ritrovati i resti del Sinathropus pekinensis detto Uomo di Pechino) di circa 1,5 milioni di anni fa, portati alla luce in alcune caverne nel sud-ovest della città. I preziosi reperti, costituiti da 5 crani e numerose altre ossa, sono sfortunatamente scomparsi poco prima dell'attacco a Pearl Harbour quando, sistemate in casse di legno, dovevano essere spedite negli Stati Uniti. Nonostante le ricerche non si è più saputo se sono affondate con la nave che doveva trasportarli o andati perduti nella confusione.

La tradizione mitologica vuole che nel sito di Pechino sorgesse la capitale del leggendario Imperatore Giallo, ma solo dai reperti storici al tempo degli Zhou Occidentali (1066-771 a.C.) si attesta l'esistenza di un insediamento intorno all'area sud-occidentale, dove sorge il tempio della Nuvola Bianca di epoca Tang. Nel Periodo degli Stati Combattenti, la città divenne capitale del Regno di Yan, fu poi distrutta dal primo Imperatore Qin Shi Huangdi e ricostruita solo con la dinastia Han come centro degli Yan ai confini dell'impero e soggetta alle invasioni e al controllo dei nomadi per 300 anni. Nel 610 d.C., sotto la dinastia Sui, fu costruito un canale che collegava la città con lo Yangtze per facilitare il trasporto di merci e truppe per le spedizioni contro la Corea. Per la sua posizione, in epoca Tang, la città diventò sempre più importante dal punto di vista strategico e commerciale, ma la fine dei Tang venne con l'invasione delle tribù mongole Khitan e poi della dinastia Jin che ne fecero la loro capitale nel 1153. Nel 1271 Kubilai Khan, fondatore della dinastia mongola Yuan, pose qui la sua capitale, nella zona oggi occupata dal parco Beihai, che chiamò Dadu (Grande Capitale), ma fu conosciuta in Europa come Khanbaliq, o Città del Gran Khan, e in questo periodo fu visitata da Marco Polo. Nella città fu costruito un grande palazzo imperiale, strade e edifici e fu completato il Gran Canal come via di comunicazione con il sud. Nella successiva dinastia Ming, la capitale fu portata prima a Nanjing, poi ritornò qui rinominandola Beijing nel 1421, o Capitale del Nord, nome che gli Europei trasformarono in Pechino. Furono costruiti il nuovo Palazzo Imperiale e i templi della dinastia e la città raggiunse nel 1500 il suo massimo splendore. Pechino rimase capitale con i Qing (Manciù), s'ingrandì oltre le mura divenendo una delle più grandi città del mondo di allora e fu costruito il Parco Beihai e il Palazzo d'Estate. Con i Qing cominciò però anche il suo declino, con il cosmopolitismo forzato imposto dagli Europei dopo le guerre dell'Oppio, finite con il saccheggio del Palazzo d'Estate da parte delle truppe anglo-francesi nel 1860. Il centro economico della Cina si spostò nel sud a Canton, mentre rivolte popolari spesso lo investivano, come quella dei Boxer del 1900 finita con un nuovo saccheggio da parte dei governi stranieri coalizzati. 

Con la proclamazione della repubblica Cinese del 1912, Pechino tornò capitale. Il 4 maggio, a Pechino 300000 studenti manifestarono contro le umiliazioni inflitte alla Cina nella conferenza di Versailles, mentre il potere era conteso dalle fazioni in lotta. Con lo scoppio della guerra cino-giapponese del 1937, Pechino fu occupata dalle forze giapponesi e lo rimarrà fino alla fine della guerra mondiale nel 1945. Subito dopo, nel nord, prevalsero le forze comuniste di Mao Zedong che nel 1949, dopo la fuga di Chiang Kai-shek a Taiwan, poteva proclamare la nascita della Repubblica Popolare dal Palazzo Imperiale davanti alla piazza Tiananmen. Da allora Pechino ha ripreso il suo storico nome di Beijing. 
  La città ha subito profondi cambiamenti nei successivi 40 anni. Nel 1949 la popolazione era di 2 milioni di abitanti. Uscita dalla guerra in condizioni disastrose, Beijing ha subito un rapido programma di risanamento e sviluppo. Amministrativamente è stata eretta a Municipalità indipendente e il suo territorio si è andato allargando fino a 6 anelli stradali concentrici. Il primo anello era quello del Palazzo Imperiale e il secondo è in massima parte quello delle antiche mura abbattute fra il 1965 e il 1969, poi reso scorrevole e senza semafori con un sistema di svincoli, e infine completamente rinnovato nel 2001. Il terzo anello è stato completato nel 1994 e include l'area urbana storica; i successivi anelli hanno incluso i nuovi quartieri residenziali, commerciali e industriali. Nel 2004 la popolazione della città ha raggiunto i 7,5 milioni di abitanti, mentre nell'intero territorio della municipalità se ne contano circa 15 milioni, rispetto agli 8,5 circa del 1980. A ottobre del 1979 fu completato l'Aeroporto Internazionale, a circa 20 km dal centro, e nel 1993 fu costruita la prima linea metropolitana; ci sono ora 2 linee metropolitane e altre sono previste. Negli ultimi 20 anni la città ha subito una profonda trasformazione urbanistica perdendo la sua fisionomia tradizionale. La vecchia architettura urbana è stata spazzata dai grattacieli e dalle strade di scorrimento percorse da un caotico traffico automobilistico. A parte i monumenti storici e i numerosi parchi, restaurati tutti con cura, pochissimi sono i quartieri antichi salvati dalla febbre edilizia nella zona intorno al Palazzo Imperiale. Una volta erano abitati dai dignitari imperiali con le tradizionali case cinesi a un solo piano, cortile centrale e giardino (detti siheyuan) in un dedalo di vicoli (hutong). Solo da poco si è cercato di recuperare ciò che è rimasto nell'area a nord del Palazzo Imperiale dentro il secondo anello e vicino le antiche torri della Campana e del Tamburo, che nelle città cinesi segnavano l'apertura e la chiusura delle porte il mattino e la sera. Le case, restaurate e completate con servizi moderni, saranno certamente motivo di speculazione edilizia per i nuovi ricchi. 

Le due foto seguenti, scattate rispettivamente nel 1984 e nel 2005, mostrano due aspetti della grande Via della Pace, arteria di 38 km da est a ovest che, cambiando più volte nome, passa sulla piazza Tiananmen davanti all'ingresso della Città Proibita. La prima foto, relativamente vicina alla piazza, mostra il Beijing Hotel, il più importante della città, costruito nel 1950 nello stile classico sovietico all'angolo della Wangfujing, la più famosa strada dei negozi di Beijing, e si può notare il traffico scarso e i modesti edifici. La seconda foto è stata scattata più lontano dalla piazza, sul tratto chiamato Jianguomenwai, e mostra il recente incremento di edifici e del traffico. 

LA NUOVA FISIONOMIA DI PECHINO

A sinistra, lo storico Beijing Hotel degli anni '50 sulla Via della Pace non lontano dal Palazzo Imperiale (foto 1984).
A destra, l'aspetto più recente della città in un tratto più a est della stessa arteria (foto 2005).
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  Il 13 luglio del 2001 Beijing è stata scelta come sede per le prossime Olimpiadi del 2008, che seguono quelle in Atene nel 2004, battendo gli altri quattro concorrenti: Toronto, Parigi, Istanbul e Osaka. Si è già dato il via alla costruzione di nuovi impianti sportivi, fra cui uno Stadio Nazionale, allo sviluppo dei trasporti e dell'accoglienza turistica. L'aumento del traffico e delle industrie e l'uso del carbone, per le centrali elettriche e il riscaldamento, hanno aumentato però l'inquinamento dell'aria che ora copre la città con una cappa di smog e questo sarà un nuovo problema non facile da risolvere.

PIAZZA TIANANMEN E LA CITTÀ PROIBITA

  Il cuore politico e storico di Beijing, è la Piazza Tiananmen considerata anche simbolo della nazione. Il nome significa Porta della Pace Celeste con riferimento all'ingresso della Città Proibita, il Palazzo Imperiale che si stende sul lato nord. La Piazza copre 44 ettari ed è la più grande del mondo; nel periodo imperiale non esisteva come oggi si presenta, ma fu creata dopo la Liberazione e inaugurata nel decimo anniversario della Repubblica, nel 1959. Dalla caduta dell'Impero a oggi questo è stato il luogo delle grandi manifestazioni, nei momenti cruciali della moderna storia cinese, ed è stata adibita dal governo cinese alle parate in tutte le ricorrenze importanti, teatro della Rivoluzione Culturale e ultimamente della tragica repressione del maggio 1989. 

Il centro della piazza è occupato dalla Stele agli Eroi del Popolo completata il 1° maggio 1958: un massiccio pilastro di granito alto 36 m dedicato agli eroi della Rivoluzione con 4 bassorilievi riproducenti episodi storici indicativi e frasi nella calligrafia di Mao Zedong e Zhou Enlai. Nel lato sud della piazza è stato eretto il Mausoleo del Presidente Mao, iniziato subito dopo la sua morte (1976) e inaugurato un anno dopo nel primo anniversario della sua scomparsa. All'interno c'è il corpo imbalsamato del Presidente in una bara di cristallo. Davanti al Mausoleo si fanno sempre delle lunghe file per entrare perché, a parte i turisti, la popolarità di Mao è rimasta sempre viva fra i Cinesi. 

PIAZZA TIANANMEN

A sinistra, la Stele degli Eroi del Popolo al centro della piazza, in fondo (lato est) il Palazzo dei Musei (foto 2005).
A destra, sul lato sud della piazza, il Mausoleo del Presidente Mao (foto 1984).
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A ovest e a est della piazza si trovano rispettivamente: il Palazzo dell'Assemblea del Popolo, dove ha sede il più importante organo legislativo della Repubblica, anche questo finito nel 1959, e il Palazzo dei Musei con due sezioni dedicate alla Storia Cinese e alla Rivoluzione. 

PALAZZO DELL'ASSEMBLEA DEL POPOLO (Foto 1984)

Clicca per ingrandire Questo è uno degli edifici governativi più grandi della capitale, sede dell'organo legislativo, usato anche per accogliere capi di stato e ospiti importanti. Vi sono 300 sale e ogni provincia della Cina ha una sala dedicata, un Auditorium per 10000 persone e una sala per banchetti da 5000 ospiti.
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Sismografo (foto 1984).
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L'inventore della stampa
(foto 1984).

Il Museo della storia ha pochi pezzi originali, perché è stato organizzato con scopi pedagogici; i pezzi esposti sono riproduzioni di epoca tarda, fabbricati sulla base di testi antichi e le statue riproducono fattezze tramandate da antichi disegni. La foto a sinistra riproduce il modello di un antico sismografo del periodo Han, costruito intorno al 132 d.C. da Zhang Heng, famoso matematico e astronomo vissuto a Luoyang. All'interno della grande giara di bronzo di circa 2 m di diametro è sistemato un pendolo che, sollecitato dal movimento tellurico, azionava una serie di leve e provocava la caduta di una palla di bronzo da uno degli 8 draghi posti intorno all'esterno. La palla cadeva nella bocca di un rospo di bronzo sottostante. Il sistema si auto bloccava dopo aver rilasciato la palla, era molto sensibile (1-2 gradi della nostra scala Mercalli) e dava anche la direzione di provenienza della scossa. Il primo sismografo europeo fu costruito 1600 anni dopo. 
  Nella figura a destra è la statua recente (1958) in legno di Bi Sheng, vissuto agli inizi del 1000 d.C. nel periodo Song, che è indicato come l'inventore dei caratteri da stampa componibili, costruiti con modelli di argilla cotta, circa 400 anni prima che fossero inventati in Europa. 

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Città Proibita - Facciata (foto 2005).

 

  Sul lato nord, la piazza è chiusa dal monumentale ingresso del Palazzo Imperiale sulla cui facciata è posto un grande ritratto di Mao e ai lati scritte in caratteri cinesi che inneggiano alla Rivoluzione e ai popoli. Dalla loggia sopra la porta il Presidente Mao ha proclamato la fondazione della Repubblica Popolare. 
  Il palazzo fu fatto costruire dal terzo imperatore Ming, Yongle, nel 1406 ed è rimasto inaccessibile ai comuni mortali per più di 500 anni, perciò ha preso il nome di Città Proibita, ma il suo nome cinese è invece Gu Gong, o Palazzo Antico. Copre una superficie di 750x960 mq ed è circondato da mura alte 12 m e da un fossato esterno; ai 4 lati vi sono 4 porte, quella sud, la principale, è la Porta della Pace Celeste. 
  All'interno cortili e palazzi si susseguono secondo l'asse principale sud-nord e culminano, quasi al centro geometrico della città, con il Palazzo della Suprema Armonia, dove stava l'Imperatore, punto d'incontro fra la Terra e il Cielo. L'architettura dei palazzi è quella tradizionale cinese con pianta quadrangolare e tetto curvo a padiglione sostenuto da colonne e travature resistenti alle scosse sismiche così frequenti in Cina. Il materiale più usato è il legno e per questo motivo tutti gli edifici storici sono di recente ricostruzione. Colori e decorazione hanno tutti significati simbolici. 

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Colonna rostrata sinistra (foto 2005).
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Colonna rostrata destra (foto 1984).

    Il Palazzo fu abitato dall'ultimo imperatore Qing e dalla sua famiglia fino al 1924, anche dopo la sua deposizione, e nel 1925 fu trasformato in museo con il nome di National Palace Museum. 
  Nel 1933, sotto la minaccia dell'invasione giapponese, tutti i tesori d'arte presenti furono trasferiti in circa 19000 casse, prima a Shanghai e poi a Nanchino a cura del Kuomintang e, quando Chang Kai-shek e i Nazionalisti lasciarono la Cina nel 1949, portarono tutte le collezioni a Taiwan, dove oggi sono conservate nel nuovo National Palace Museum di Taipei. 

Ciò che rimane visibile oggi nella Città Proibita è quindi ben poca cosa rispetto alle ricchezze salvatesi alle razzie degli europei, ma la grandiosità degli edifici e delle decorazioni è sempre qualcosa d'impressionante. 
  Prima di arrivare alla porta, si attraversa una serie di ponticelli sopra il canale fossato e vi sono due grandi colonne rostrate di marmo e due leoni di pietra. Nella foto del 1984 della colonna rostrata si notano sulla facciata della porta le impalcature di bambù usate per i lavori di manutenzione.  
  Oltrepassata la Porta della Pace Celeste, si entra in un ampio cortile usato tradizionalmente per le parate militari e in fondo è la Porta del Meriggio da cui l'Imperatore assisteva e promulgava il calendario delle cerimonie. Oggi nella porta si acquistano i biglietti per l'ingresso.

 

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Primo Cortile e Porta del Meriggio (foto 2005).

  Il secondo grande cortile del Palazzo è attraversato da un canale, detto Ruscello Dorato, che forma un'ansa ed è superato da 5 ponti di marmo. Ai lati del cortile vi sono le porte che comunicavano con le due ali laterali del Palazzo occupate dai servizi. Gli edifici ai lati del cortile erano i magazzini imperiali, dove si conservavano oggetti di valore della famiglia imperiale. 
  In fondo, il cortile è chiuso dalla Porta della Suprema Armonia che dà accesso agli edifici del trono. La Porta sorge su una piattaforma balaustrata con rampe di accesso e due leoni di bronzo a guardia. 

CITTÀ PROIBITA - I PRIMI CORTILI

A sinistra, il secondo cortile chiuso in fondo dalla Porta della Suprema Armonia (foto 1984).
A destra, vista laterale della Porta della Suprema Armonia (foto 2005).
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  Il cortile successivo è quello centrale, dove sorgono, su un'unica piattaforma sopraelevata alta 7 m e con balaustre decorate, i tre palazzi dedicati alle funzioni cerimoniali dell'imperatore e in ciascuno si trova un trono. Il primo palazzo, il più alto (35 m), è il Palazzo della Suprema Armonia, occupato dalla Sala del Trono, dove si svolgevano tutte le cerimonie più importanti dell'anno. Il Palazzo fu costruito nelle forme attuali in epoca Qing, nel 1695, e ricostruito due volte. Vi si accede da tre rampe e quella centrale ha in mezzo un piano inclinato, dove passava il seggio imperiale.  

PALAZZO DELLA SUPREMA ARMONIA (Foto 2005)

A sinistra, il Palazzo della Suprema Armonia con le tre rampe di accesso.
A destra, lo spiovente del tetto con una sequenza di animali mitologici con funzioni protettiva preceduti da un uomo a cavallo su una gallina e chiusi da un drago.
Gli animali sono 10, il numero massimo.
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  Sulla piattaforma diversi oggetti di bronzo, come tartarughe e gru, simbolo di longevità, bruciaprofumi e grandi recipienti che contenevano l'acqua contro gli incendi, presenti presso tutti i palazzi. 

OGGETTI DI BRONZO

A sinistra, una grande tartaruga simbolo di longevità (foto 2005).
A destra, grande vaso di bronzo per l'acqua in caso d'incendio (foto 1984).
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  All'interno del palazzo c'è la grande Sala del trono del periodo Qing, dove si svolgevano le cerimonie più importanti dell'imperatore, come la sua incoronazione, le feste principali dell'anno e la proclamazione dei vincitori degli esami imperiali. Il soffitto a cassettoni della sala è retto da 24 colonne di legno. 
  Il secondo degli edifici imperiali è il Palazzo della Perfetta Armonia, dove l'Imperatore si ritirava in preparazione ai riti annuali del Tempio del Cielo e altre cerimonie. Il terzo e ultimo Palazzo è detto dell'Armonia Protettrice ed era utilizzato per banchetti e ricevimenti. 

I PALAZZI IMPERIALI (Foto 2005)

A sinistra, La Sala del Trono nel Palazzo della Suprema Armonia.
A destra, i due palazzi della Perfetta Armonia e dell'Armonia Protettrice.
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  Lasciando la piattaforma dei tre palazzi, si attraversa la Porta della Purezza Celeste con due leoni di bronzo dorato posti a guardia. 

PORTA DELLA PUREZZA CELESTE (Foto 1984)

A sinistra, vista della Porta della Purezza Celeste dalla piattaforma dei tre palazzi.
A destra, uno dei due leoni di bronzo dorato a guardia della porta.
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  In asse si trovano altri palazzi utilizzati dall'imperatore e dall'imperatrice per svolgere anche affari di stato e ricevimenti. Il più importante è il Palazzo della Purezza Celeste che ha una Sala del Trono con prezioso paravento di legno dorato intagliato con motivi di draghi e molti oggetti simbolici come la gru della longevità, incensieri e anfore di porcellana. L'ultima volta che questo palazzo fu usato dalla famiglia imperiale è stato nel 1922, quando si sposò l'ultimo discendente della dinastia Qing, Pu Yi. 

PALAZZO DELLA PUREZZA CELESTE (Foto 1984)

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  In questo palazzo i Ming avevano le loro camere da letto. I Qing lo usarono per lo più come ufficio e per le udienze agli stranieri. Qui si teneva il corpo dell'imperatore dopo la sua morte in attesa del giorno favorevole alla sepoltura.


  Nell'ala ovest c'erano invece gli ambienti privati dell'imperatore e della sua famiglia con ingresso riservato e numerosi padiglioni per l'imperatrice e le concubine. 

ALA PRIVATA DELLA FAMIGLIA IMPERIALE (Foto 2005)

A sinistra, l'ingresso all'ala privata; i due leoni indicano sempre che si entra in un'area destinata all'imperatore.
A destra, particolare di un soffitto dell'ala privata.
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  All'estremità nord della Città Proibita si trova il giardino imperiale che occupa un'area di circa 7000 mq ed è stato sistemato durante la dinastia Ming. Il giardino ha subito molti restauri anche recenti, ma gli alberi, pini e cipressi, sono vecchi di alcune centinaia di anni.

IL GIARDINO IMPERIALE (Foto 2005)

A sinistra, un padiglione fra alberi secolari accanto a una roccia che rappresenta una montagna.
A destra, la Montagna della Luna con un tempio sulla sommità.
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  Nell'ala est, oltre la porta della Purezza Celeste si trovano le collezioni imperiali con un gran numero di edifici più piccoli e vi si trova una raccolta di ceramiche e bronzi, ciò che è rimasto dopo il trasferimento della maggioranza dei tesori portati a Taiwan, nel museo di Taipei. In quest'ala è vissuta l'imperatrice Ci Xi dopo la sua abdicazione. 

COLLEZIONI IMPERIALI (Foto 1984)

A sinistra, bronzi raffiguranti animali.
A destra, altri oggetti di bronzo: una lanterna, un pavone e una gru.
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  Si esce dalla Città Proibita dal lato Nord, dalla Porta del Valore Divino.

LA COLLINA DELLA CONTEMPLAZIONE ED IL BEIHAI PARK (Foto 1984)

  Subito a nord della Città Proibita, una volta usciti dalla Porta nord, si trova di fronte una collina alberata. Questa collina è completamente artificiale e fu costruita nel XV secolo dall'imperatore Ming Yongle con il materiale di scavo dei fossati che circondavano la residenza imperiale. Il suo scopo era di proteggerla dai venti che soffiano dal nord. Oggi è chiamata comunemente Jing Shan o Collina della Contemplazione, perché dalla sua sommità si gode una splendida vista sulla città Proibita. Al tempo dell'ultima dinastia era chiamata Collina del Carbone perché vi si tenevano le riserve di carbone per il Palazzo Imperiale. Su questa collina si uccise, impiccandosi, l'ultimo imperatore della dinastia Ming nel 1644, mentre entravano a Pechino i ribelli manciù che avrebbero instaurato la nuova dinastia.  

  La collina costituisce un parco di 23 ettari, vi sono 5 padiglioni e quello centrale, il più alto, è il migliore punto di osservazione sul Palazzo imperiale. 

LA COLLINA DEL CARBONE (Foto 1984)

A sinistra, salita alla sommità della collina, dove si trova la Torre della Bella Vista.
A destra, panoramica della Città Proibita dal lato nord.
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  A nord-ovest della Città Proibita, confinante con la Collina del Carbone, si trova il Parco Beihai che significa Lago Settentrionale, è il parco più bello della capitale che occupa 70 ettari ed è attraversato dal lago artificiale Beihai che si prolunga poi a sud e a nord. Il lago fu scavato nel XII secolo durante la dinastia mongola Jin che costruì il proprio palazzo nell'isola centrale del parco. In seguito, Kubilai Khan inglobò quest'area nella sua residenza e, in epoca Ming e Qing, divenne parco imperiale. L'apertura al pubblico risale al 1915. 
  Il cuore del parco è l'Isola dei Fiori di Giada (Qionghua), una collina verdeggiante in mezzo al lago collegata da un ponte. Sulla sua sommità si trova il Dagoba Bianco costruito nel 1651, durante la dinastia Qing, in occasione di una visita del Dalai Lama. L'edificio fu danneggiato da un terremoto nel 1976 e subito riparato. Questo è il punto più alto del parco e si può osservare in diagonale la Città Proibita dal suo spigolo nord-ovest. 

PARCO BEIHAI (Foto 1984)

A sinistra, l'Isola dei Fiori di Giada con il lago ricoperto dai fiori di loto.
A destra, il Dagoba Bianco sul punto più alto dell'Isola.
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  Lasciata l'isola e seguendo la riva orientale del lago, s'incontrano i Padiglioni dei Cinque Draghi circondati dall'acqua e collegati fra loro e con la terra ferma da una serie di ponticelli. Più avanti è il Muro dei Nove Draghi, costruito nel 1417 durante la dinastia Ming e restaurato di recente. Lungo 27 m e alto 5, è ricoperto di mattonelle policrome di ceramica smaltata e rappresenta nove draghi che giocano fra le onde. 

PARCO BEIHAI - RIVA ORIENTALE (Foto 1984)

A sinistra, i Padiglioni dei Cinque Draghi.
A destra, il Muro dei Nove Draghi.
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IL TEMPIO DEL CIELO ED IL TEMPIO DEI LAMA (Foto 1984 E 2005)

  Nell'area sud-orientale della città, fra il secondo e il terzo anello, si trova il maggiore tempio della Dinastia, dove due volte l'anno si recava l'Imperatore a officiare i riti ed esercitare come Figlio del Cielo la sua funzione d'intermediario fra il Cielo e la terra. Il tempio è espressione della religione taoista ed è dedicato al Cielo. Si trova all'interno di un vasto parco circondato da mura ed è considerato un capolavoro dell'architettura Ming. Il parco è di circa 273 ettari, tre volte più grande della Città Proibita, ed ha 4 ingressi ai quattro punti cardinali. All'equinozio di Primavera, nell'edificio principale, si tenevano le preghiere per il Buon Raccolto, mentre al solstizio d'inverno si compivano sacrifici e offerte. Le cerimonie cessarono con la rivoluzione del 1912, ma un ultimo rito sacrificale fu tenuto nel solstizio d'inverno del 1914 dal generale Yuan Shikai nel suo tentativo di instaurare una nuova dinastia. Dal 1949 il parco è diventato pubblico. 

  Si entra nel parco dal lato sud e si attraversano grandi archi di pietra con pilastri rostrati, di là dei quali si trova l'Altare Circolare. In un'area quadrata recintata da un muro, che rappresenta la Terra, c'è un altro muro circolare che racchiude tre piattaforme concentriche, con diametri decrescenti a rappresentare la volta curva del Cielo. L'ultima terrazza costituisce un altare all'aperto di 33,3 m di diametro e vi sono 9 anelli concentrici con un numero di lastre multiplo di 9. Sempre multipli di 9 sono i pilastri delle balaustre e i gradini per salire, perché il 9 era il numero che aveva relazione con il Cielo. Al centro dell'altare si ha un effetto di eco per riflessione dalle balaustre. 

IL TEMPIO DEL CIELO - L'ALTARE CIRCOLARE

A sinistra, le porte dell'ingresso sud al Tempio con i pilastri rostrati oltre i quali si scorge l'Altare Circolare (foto 1984).
A destra, una vista dall'Altare Circolare sul Tempio della Volta Imperiale (foto 2005).
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  Procedendo si raggiunge la seconda struttura sacra, detta Volta Imperiale del Cielo, che era la prima tappa della processione, dove l'Imperatore si fermava a meditare. Si tratta di un edificio circolare di circa 16 m di diametro, alto 19 con il tetto conico, ricoperto da tegole blu e una sfera dorata alla sommità. Intorno all'edificio c'è un muro circolare, dove due persone, poste all'estremità di un diametro, possono ascoltarsi per un gioco di riflessioni, anche parlando a bassa voce. 

TEMPIO DELLA VOLTA IMPERIALE DEL CIELO (Foto 2005)

A sinistra, il Tempio della Volta Imperiale.
A destra, la porta da cui usciva l'Imperatore dopo essersi fermato a meditare nel Tempio.
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  Lasciando la Volta del Cielo attraverso una porta, un viale lungo 300 m conduce al Tempio Principale che è il Tempio della Preghiera del Buon Raccolto, chiamato anche Tempio del Cielo come l'intero Parco. 

PERCORSO VERSO IL TEMPIO DELLA PREGHIERA DEL BUON RACCOLTO

A sinistra, il viale di 300 m che conduce al Tempio Principale detto anche Tempio della Preghiera del Buon Raccolto o Tempio del Cielo (foto 2005). 
A destra, una galleria da cui s'intravede il Tempio Principale (foto 1984).
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Tempio del Cielo (foto 1984).
Clicca per ingrandire Tempio del Cielo - La Cupola dall'interno (foto 1984).


  Il Tempio sorge su una terrazza circolare a tre livelli tutta in marmo bianco; ha una pianta circolare di 30 m di diametro con tetto conico a tre spioventi ricoperti da 50000 piastrelle di smalto blu e terminante con una sfera dorata; l'altezza totale è di 38 m. All'interno la struttura è retta da 28 colonne, 4 al centro che rappresentano le 4 stagioni e due cerchi concentrici di 12 colonne che rappresentano i 12 mesi dell'anno e insieme le 12 coppie di ore in cui i Cinesi dividevano il giorno. Le strutture di legno sono ornate con motivi geometrici, draghi e animali mitici. 
  Le foto di questo tempio sono tutte del 1984 perché durante la visita del 2005 l'area del Tempio Principale era chiusa per lavori di restauro. 
  Il giorno prima del solstizio d'inverno l'Imperatore lasciava la Città Proibita con grande seguito e attraversava le strade deserte, perché uomini comuni e forestieri dovevano rimanere in casa; faceva la prima tappa alla Volta Imperiale del Cielo e quindi proseguiva per il Tempio delle Preghiere. Il giorno dopo tornava alla Volta del Cielo e quindi proseguiva per l'Altare Circolare dove eseguiva le offerte e il sacrificio di animali che erano bruciati in un forno alla base delle piattaforme. Al Solstizio di Primavera la cerimonia principale si svolgeva nel Tempio delle Preghiere, dove l'Imperatore si fermava a pregare per il buon raccolto e invocare la pioggia e il sole necessari. 

  Un altro tempio interessante è quello detto dei Lama che è uno dei più grandi di Pechino ed è dedicato al culto del buddhismo tibetano. Si trova all'interno del secondo anello nella zona nord-orientale vicino all'antico quartiere, dove sorgono le tradizionali torri della Campana e del Tamburo. Qui c'era un palazzo, dove era nato il terzo imperatore della dinastia Qing, Yong Zheng (1723-1736) e, per la tradizione che vietava di usare come dimora il luogo di nascita di un imperatore dopo la sua salita al trono, il posto era stato adibito a tempio e poi occupato dalla setta lamaista del Cappello Giallo con una comunità di 1500 monaci. All'interno di un vasto parco si trovano 5 edifici templari e il più importante è quello dall'Armonia e della Pace, dove si trova la statua del fondatore della setta del Cappello Giallo 

TEMPIO DEL LAMA (Foto 1984)

A sinistra, il grande portale d'ingresso.
A destra, la Sala dell'Armonia e della Pace.
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