Cina - Il Nord-Est: Nanjing


Nanjing (Nanchino), capitale della provincia dello Jiangsu, si trova quasi al confine della provincia di Anhui a poca distanza dalla riva destra del fiume Yangtze. La città ha superato i 5,5 milioni di abitanti nel 2005, ne aveva 4,5 nel 1984 e, come Shanghai, ha subito negli ultimi 10 anni una straordinaria esplosione urbanistica. 
  Secondo la tradizione la prima città fu fondata dal re dello stato di Wu nel 495 a.C. durante il periodo delle Primavere e degli Autunni e divenne per la prima volta capitale del regno di Wu nel 229 d.C. nel periodo dei Tre Regni. Fu ancora capitale con le Dinastie del Sud fra il 420 e il 589. L'unificazione della Cina da parte dei Sui la portò alla decadenza. Si riprese durante i Tang e per breve tempo fu di nuovo capitale dei Tang meridionali (937-875) e si affermò poi come centro della marina militare. Nel 1368 il primo imperatore Ming ne fece la sua capitale e prese il nome attuale che significa Capitale del sud. Per lo sviluppo della flotta furono rimboscate le vicine Montagne Purpuree, poste a nord-est, e da Nanchino partirono le grandi esplorazioni della flotta cinese promosse dai Ming. La città fu ingrandita e circondata da mura, divenne centro delle scienze astronomiche e delle industrie della seta e del cotone e continuò la sua ascesa anche dopo che la capitale fu trasferita a Pechino. Anche sotto i Qing, fu un centro industriale e commerciale primario. Nel 1842, durante la Prima Guerra dell'Oppio, fu bombardata dalla flotta britannica e si arrese e, con il Trattato di Nanchino, anche il suo porto fu aperto agli stranieri. Nel 1853 Nanchino fu occupata dai ribelli Taiping che ne fecero la loro capitale fino alla sua caduta e alla sanguinosa repressione del 1864. La città risorse a fatica. Con la rivoluzione repubblicana del gennaio 1912, Sun Yatsen vi fu eletto Presidente provvisorio. Nel 1927 Chiang Kai-shek portò la capitale del Kuomintang a Nanchino, ma nel 1937 la città fu occupata dalle forze giapponesi, fu in gran parte incendiata e distrutta e la popolazione, valutata allora a circa un milione, subì il sistematico sterminio di più di 260000 civili e violenze di ogni genere, la prima delle atrocità che subirono i territori cinesi occupati. Con la resa dei Giapponesi nel 1945 Nanchino divenne sede del governo del Kuomintang fino al 23 aprile 1949, quando fu occupata dall'Armata della Repubblica Popolare. 
  Dell'impero Ming restano imponenti resti delle mura che formavano una cerchia di 33 km costruite durante il regno del primo imperatore, Hongwu, impiegando circa 200000 lavoratori. La nuova città fu costruita a est della vecchia insieme al palazzo imperiale, che servì anche da modello per quello di Pechino, ma di essa rimangono pochi resti. Le mura avevano bastioni merlati alti 14 m e 13 porte; di queste la più impressionante è la Porta Sud, la Zhonghua Men, che è stata ben conservata e si presenta come un tunnel lungo 30 m formato da una serie di archi praticati nel bastione. Dall'alto del bastione si ha un'ampia vista sul fiume Quinhuai, affluente dello Yangtze, che lambisce le mura a sud e a ovest e qui è attraversato da un moderno ponte.  

LE MURA DEI MING A NANCHINO

A sinistra, il tunnel sotto i bastioni della Zhonghua Men.
A destra, il ponte sul fiume Quinhuai ai piedi della Zhonghua Men.
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  La città ha strade larghe abbellite da alberi ed è ricca di parchi. La ricchezza di vegetazione nella città e nei dintorni contribuisce ad abbassare la temperatura estiva che è una delle più alte della Cina. La Zhongshan Lu è l'arteria principale della città che l'attraversa da sud a nord e poi piega a ovest verso lo Yangtze. A nord-est dal centro si trova il più grande dei 18 parchi della città, detto Xuanwu, che copre circa 440 ettari ed è formato da un lago con cinque isolette connesse da istmi e ponti di pietra.  

LA CITTÀ ED I PARCHI

A sinistra, la Zhongshan Lu, la strada più importante della città.
A destra, il parco Xuanwu e il lago in parte ricoperto da piante di loto.
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  Il parco fu creato nel 1900 come riserva imperiale e fu aperto al pubblico nel 1911. Restaurato e abbellito, vi si trova anche un teatro all'aperto, un parco giochi, uno zoo e una pista di ghiaccio. 

IL PARCO XUANWU

A sinistra, un padiglione moderno in una delle isole del lago.
A destra, una zona del parco sistemata nello stile del tradizionale giardino cinese.
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Busto di Hong Xiuquan.
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Museo di Nanchino - La veste di giada.

 

  La città possiede due interessanti musei. Il primo è dedicato alla rivolta contadina dei Taiping (della Grande Pace) che, scoppiata nel Guanxi ai confini del Vietnam nel 1849, fu la più lunga e sanguinosa fra le rivolte contro i Manciù. Conquistata dai ribelli nel 1853, Nanchino fu proclamata capitale del Regno Celeste dei Taiping e rimase la loro roccaforte fino al 1864, quando capitolò in un bagno di sangue. 
  Il museo si trova nella zona sud della città, in un edificio dell'epoca Qing, e contiene importanti documenti storici e un busto del capo della rivolta, Hong Xiuquan. 

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Manichino di bronzo per agopuntura.

 

  Il secondo museo è quello della Città, aperto nel 1933 in un edificio della zona est che, in sei grandi sale, espone reperti datati dal secolo XI a.C. (dinastia degli Zhou occidentali) fino al 1919. 
Nel 1999 il museo è stato rimodernato e spostato in un nuovo edificio vicino a quello precedente. 
  Uno fra i più preziosi reperti è un'armatura di giada formata da 2600 rettangoli di giada verde, collegati da fili di argento, che rimonta alla dinastia Han dell'est (25 a.C. - 220 d.C.) ed è stata scoperta nella provincia di Nanchino nel 1970. Si tratta di una veste funebre appartenente certo a persona di alto rango perché si credeva che la giada preservasse il corpo dalla corruzione.    All'atto della scoperta, all'interno sono state trovate solo delle ossa.
  Un altro interessante oggetto è la statua di bronzo di un uomo sul cui corpo sono stati segnati con caratteri cinesi i punti di applicazione per l'agopuntura. Si tratta della copia di un modello che risale all'epoca degli Stati Combattenti (476-221 a.C.) e serviva per gli esami di medicina perché, in corrispondenza dei punti di applicazione esatti, c'erano dei fori che erano nascosti con cera e l'esaminando doveva dimostrare di conoscere la loro posizione infilandovi l'ago. 
  L'agopuntura era nota e applicata in Cina già al tempo di Confucio. 

  A nord-est della città sorge la Zijin Shan, la Montagna Purpurea, un complesso di rilievi alti 330 m che, secondo l'immagine animistica della natura, rappresentava un drago avvolto a spirale che proteggeva la città raffigurata come una tigre accovacciata. Sulle pendici del monte, coperto da una fitta foresta, vi sono diversi luoghi d'interesse storico ed artistico. 


  Il primo è la tomba dell'imperatore Hongwu, il primo e unico della dinastia Ming sepolto a Nanchino. 

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Statue di pietra sulla Via Sacra.
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Statua di Sun Yatsen.

 

  Vi si arriva seguendo una Via Sacra, o degli Spiriti, fiancheggiata da 12 animali di pietra su ogni lato, alternativamente seduti e in piedi, e da statue di funzionari, in un'atmosfera semplice e intima senza la grandiosità dell'equivalente strada delle Tombe dei Ming di Pechino. Il tumulo funerario dell'imperatore e dall'imperatrice, morta un anno prima di lui, non è stato ancora scavato dagli archeologi. 
  Più a est si trova il Mausoleo di Sun Yatsen costruito dal 1926 al 1929 per contenere le spoglie del Padre della Repubblica. Il monumento, preceduto da un'imponente gradinata, è costituito da un padiglione bianco ricoperto da tegole blu nello stile tradizionale delle tombe imperiali, ma con tecnica di costruzione moderna, e all'interno si trova la statua di marmo bianco italiano del Dr. Sun seduto. 
  Ancora più a est si trova il Parco del Tempio di Linggu che comprende due edifici. In uno si trova una sala tutta in pietra, detta per questo Wuliangdian (senza travi), che apparteneva a un complesso templare buddhista. Il secondo è una pagoda ottagonale a 9 piani, alta 60 m, ricostruita nel 1929 da Chiang Kai-shek, subito dopo il completamento del Mausoleo di Sun Yatsen, e dedicata ai caduti dell'armata del sud, nella campagna del 1926-27 contro i Signori della Guerra, che aveva portato il Kuomintang a conquistare Shanghai e Pechino. Le due foto ai lati mostrano rispettivamente la pagoda e, vista dalla sommità di questa, la sala Wuliangdian.  

LA CITTÀ ED I PARCHI

A sinistra, la pagoda di Linggu.
A destra, l'edificio di pietra Wuliangdian, in fondo al viale, visto dall'alto della pagoda di Linggu.
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  In una posizione più dominante si trova l'Osservatorio Astronomico delle Montagne Purpuree, che ancora conserva antichi strumenti di epoca Ming del 1437, copie di quelli più antichi del periodo Yuan, e vicino sorge il moderno Osservatorio costruito nel 1929 e ormai aggiornato con le più moderne attrezzature. 

  All'estremo nord-ovest della città un viadotto, che parte dalla Zhongshan Lu, imbocca il grande ponte sullo Yangtze che qui sbarrava la strada fra il sud e il nord della Cina. Questo ponte è stato un'opera colossale di cui i Cinesi sono molto fieri. La costruzione fu decisa dopo quella del ponte di Wuhan nel medio corso del fiume negli anni '50, ma qui la distanza fra le rive è di 1557 m e, dopo il completamento del progetto in collaborazione con l'Unione Sovietica, l'opera rischiò di arenarsi per il ritiro dall'aiuto economico e dei tecnici sovietici, a seguito della rottura politica del 1959. Mao Zedong volle però proseguire con le proprie forze. Iniziato nel 1960, fu completato nel 1968 impiegando 100000 tonnellate di acciaio, prodotte interamente in Cina, e con un costo di circa 200 milioni di dollari USA. 
  Il ponte è a due piani e, in quello inferiore, passa la linea ferroviaria a doppio binario che viene da Shanghai. 

IL PONTE SULLO YANGTZE

A sinistra, il viadotto di accesso sulla riva destra. 
A destra, l'ingresso al ponte sulla riva destra con la linea ferroviaria al piano inferiore.
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  Il tratto ferroviario sopraelevato è più lungo che quello stradale, 6672 contro 4589 m, e il ponte attraversa il fiume con nove arcate semicircolari tutte in acciaio. L'opera è chiamata Tien Qiao (Ponte del Cielo) ed è stata usata come marchio pubblicitario per molti prodotti cinesi. 

IL PONTE SULLO YANGTZE

A sinistra, la struttura di acciaio del ponte.
A destra, l'uscita del ponte sulla riva sinistra con due torri che portano simboli di bandiere rosse e due gruppi di sculture con il trionfo di operai, contadini e soldati.
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