Cina - Hong Kong Prima della Restituzione


La città di Hong Kong, nella Cina meridionale sull'estuario del Fiume delle Perle, prende il nome da quello di un'isoletta di 78 kmq, posta a sud della penisola di Kowloon, che fu il primo nucleo della città dopo l'occupazione da parte degli Inglesi durante la Prima guerra dell'Oppio (1839-42). L'isola fu ceduta agli Inglesi con la Pace di Nanchino, il 29 agosto 1842 e, lo stesso trattato di pace, aprì a tutti i mercanti stranieri anche i 5 porti cinesi di Canton, Xiamen (Amoy), Fuzhow, Ningbo e Shanghai con diritto di extraterritorialità. L'isola di Hong Kong, inizialmente quasi deserta, si popolò rapidamente con l'insediamento degli uffici delle società commerciali. 
  La città sorta nell'isola di Hong Kong fu chiamata dagli Inglesi Victoria, in omaggio alla regina d'Inghilterra, e il suo porto fu dichiarato franco. Nel corso della Seconda guerra dell'Oppio (1856-60) gli Inglesi occuparono anche il tratto della terraferma antistante all'isola, la penisola di Kowloon, che fu definitivamente ceduta dalla Cina con il trattato di Pechino del 1860. Infine, nel 1898, gli Inglesi ottennero in concessione, con un contratto di affitto di 99 anni, una vasta zona dell'entroterra detta dei "Nuovi Territori" con una superficie di altri 950 kmq. 
  La città si estese rapidamente su tutti questi territori e le altre isole esterne vicine, occupando una superficie totale di 1104 kmq e divenendo una delle più importanti porte di accesso all'economia cinese. L'afflusso d'immigrati e la grande disponibilità di manodopera sono stati la causa prima dell'esplosione demografica e dello sviluppo economico della colonia. Il primo afflusso massiccio iniziò con la caduta della dinastia Manciù nel 1911 che portò la popolazione a 880000 nel 1931. Con la guerra Cino-Giapponese del 1930 e la presa di Canton da parte dei Giapponesi nel 1838, si ebbe un nuovo incremento che portò la popolazione a 1,6 milioni allo scoppio della seconda guerra mondiale. Fu occupata dai Giapponesi il 25 dicembre 1941 e la popolazione si ridusse a 600000 per le deportazioni e la fame. La Gran Bretagna riprese possesso della colonia il 30 agosto 1945. Dopo la guerra, la città ebbe un'amministrazione civile e un altro afflusso di profughi si ebbe con la vittoria dei comunisti in Cina. Fra il 1948 e il 1950 la popolazione raggiunse i 2,3 milioni. Si ebbe un periodo di tensioni con la Cina nel 1967 durante la rivoluzione culturale con dimostrazioni e disordini nella popolazione cinese. Dal 1968 la situazione tornò normale perché la città, pur dipendendo dai viveri e dall'acqua potabile forniti dalla Cina, rappresentava per la nazione cinese la principale base per i suoi scambi commerciali con l'estero. Fra il 1976 e il 1980, 500000 persone arrivarono dalla Cina e 90000 dal Vietnam. Dopo il 1980, il governo della colonia ha bloccato le infiltrazioni degli illegali con una severa sorveglianza e la situazione si è stabilizzata, ma la colonia ha superato nel 1983 i 5 milioni di abitanti. 
  In previsione della scadenza del contratto di affitto dei Nuovi Territori nel 1997, sono iniziati i contatti fra i due governi, ma la Cina non riconosceva i "Trattati ineguali" delle guerre dell'Oppio e quindi la sovranità dell'Inghilterra sull'isola di Hong Kong e sulla penisola di Kowloon. I colloqui sono andati avanti a lungo senza risultati ed era chiaro che la Cina non intendeva cedere, ma non voleva neppure provocare il tracollo economico della città. Il 19 dicembre 1984 era siglato l'accordo da Margaret Thatcher e Deng Xiaoping per la restituzione di tutta la città alla Repubblica Popolare con la garanzia di fare di Hong Kong una Regione a Statuto Speciale che mantenesse invariati regolamenti sociali, giuridici ed economici per 50 anni fino al 2047 nella filosofia di "un solo paese, due sistemi". 
  L'attesa del cambiamento creò nella città un'atmosfera d'incertezza e di crisi che divenne quasi di panico dopo i fatti di Tiananmen del 1989, quando quasi 60000 persone abbandonarono la città, poi altri 500000 la lasciarono prima della data della riconsegna avvenuta regolarmente il 1° luglio 1997. 
  Il governo cinese ha rispettato gli accordi con gli Inglesi; regolamenti e leggi sono rimasti invariati, ma è stato introdotto il mandarino accanto al cantonese e all'inglese nelle indicazioni stradali e nelle scuole. La libertà di stampa è stata mantenuta, anche se si nota una prudente autocensura spontanea degli organi di stampa, e a Hong Kong si sono rifugiati molti dissidenti cinesi e membri di sette perseguitate altrove. L'orgoglio nazionale e le positive prospettive economiche non fanno rimpiangere il passato e la popolazione è passata a 7 milioni nel 2005 con un boom demografico favorito anche dal fatto che qui non vale la legge del figlio unico per il controllo delle nascite. 

  La visita della città è avvenuta nel 1983 in un momento di apertura della Cina e quindi favorevole al turismo. I residenti europei erano già allora convinti del prossimo abbandono della città, ma l'economia era florida e tutti cercavano il massimo delle opportunità. Nello stesso anno, da Hong Kong si è organizzata una visita a Taiwan, nella Cina separata, e la prima visita turistica in Cina per Canton e Guilin. A Hong Kong si è avuta anche la certezza di poter ottenere, in un giorno, il visto individuale d'ingresso in Cina come visitatore indipendente, impossibile allora da avere in Italia. Pensavo già di programmare per agosto 1984 una visita completa in Cina. 
  Le foto di Hong Kong datate 1984 sono quelle riprese nei due giorni di permanenza dell'agosto 1984 per ottenere il visto di entrata.

L'ISOLA DI HONG KONG

  Hong Kong significa "Porto profumato" per la sua magnifica vegetazione tropicale. In origine era occupata da pescatori e non ha mai cambiato nome. Ha una costa frastagliata ricca di approdi. A nord il Porto di Victoria, con il Central District che è il centro degli affari, fronteggia la Penisola di Kowloon separata da uno stretto braccio di mare, ma è collegata alla terraferma da tre tunnel sottomarini, tre linee metropolitane sotterranee e frequenti collegamenti di traghetti che partono ogni 5 minuti e impiegano solo 7 minuti. 

  Arrivando con il traghetto da Kowloon, dove si trova la zona turistica degli alberghi, si ha la visione della città di Victoria con la sua selva di grattacieli dominata a sud dal Victoria Peak, una collina di 557 m che è il punto più alto dell'isola e da cui si gode un completo panorama a 360°. 

LA CITTÀ DI VICTORIA NELL'ISOLA DI HONG KONG (Foto 1983)

A sinistra, i grattacieli del Central District e dietro il Victoria Peak.
A destra, prima dell'approdo e l'incrocio con un traghetto appena partito.
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  A Victoria si sbarca allo Star Ferry Terminal e vicino c'è il Bus Terminal, dove partono i caratteristici autobus a due piani per tutte le parti dell'isola. Il centro storico con i pochi edifici coloniali rimasti è ormai soffocato dai grattacieli. Il Legislative Council Chamber sulla Statue Square, fra la Connaught e la Queen's Road, è un edificio vittoriano con cupola e colonne neoclassiche. Altri antichi edifici sono la Cattedrale anglicana di St. John e il Palazzo del Governo del 1858. A sud del Palazzo del Governo, sulle prime pendici della collina, si stendono il Giardino Botanico e il Giardino Zoologico. 

LA CITTÀ DI VICTORIA NELL'ISOLA DI HONG KONG (Foto 1983)

A sinistra, gli autobus a due piani al Bus Terminal. 
A destra, il Legislative Council Chamber.
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Il Quartiere Cinese di Wanchai (foto 1983).

 

  A est del Central District si trovano il quartiere cinese di Wanchai e il suo mercato con una selva di insegne cinesi. Qui è la zona dei locali notturni e dei ristoranti caratteristici che ebbe il suo maggiore sviluppo nel periodo della guerra del Vietnam, quando fu invaso dai militari americani in licenza.
Ora è progressivamente invaso da nuovi grattacieli. 

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La Pagoda Bianca (foto 1983).

 

  Ancora più a est c'è il quartiere di Causeway Bay che un secolo fa era un basso fondale poi riempito e occupato da una rete di strade d'interconnessione e da un'area commerciale e di vita notturna fino ai confini del Victoria Park, uno dei più vasti parchi della città. 
  A sud si trovano i fantastici Tiger Balm Gardens, ora quasi soffocati dalla città che li ha circondati nella sua espansione. 

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Tiger Balm Gardens dall'alto (foto 1983).

 

  Il parco è stato costruito nel 1935 da Aw Boon Haw, un birmano figlio di un cinese che si era arricchito con la produzione e la vendita di un "miracoloso" Balsamo di Tigre divenuto famoso a Singapore, Malesia, Thailandia e poi anche in Cina. Trasferitosi a Hong Kong vi costruì questo parco come ringraziamento agli dei. La Pagoda Bianca, che domina il parco, è il più bell'esempio di architettura cinese in Hong Kong e, dall'alto, si ha una visione panoramica del Parco che copre 3 ettari ed è pieno di fantastiche costruzioni, come grotte, statue raffiguranti divinità, animali e mostri della mitologia cinese, il tutto dipinto con colori vivaci che risaltano nel verde della vegetazione. 
  Prima di lasciare Victoria si fa la salita al Victoria Peak usando il tram a cremagliera, inaugurato nel 1888 in alternativa alla strada asfaltata, per vedere il tramonto su Victoria e la penisola di Kowloon. Anche se le foto del 1983-84 sono in parte offuscate dalla foschia dell'estate tropicale, nel nuovo millennio le stesse immagini subiscono sempre più gli effetti dell'inquinamento prodotto dal boom economico cinese che dilaga ora su tutto il delta di Fiume delle Perle avvolgendo, sempre più frequentemente, la magnifica baia con uno smog denso e malefico. 

VICTORIA: PANORAMA DAL VICTORIA PEAK

A sinistra, i grattacieli di Victoria e la penisola di Kowloon (foto 1984).
A destra, il lato est di Victoria (foto 1983).
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La Repulse Bay (foto 1983).

 

  Sulla costa meridionale dell'isola vi sono due baie particolarmente famose. Una è la Repulse Bay il cui nome deriva da quello di una nave che, negli ultimi anni del 1800, cacciò i pirati che infestavano queste coste. La baia, con le sue spiagge di sabbia bianca e le acque blu, è diventata la spiaggia più frequentata dai residenti occidentali e dagli stranieri e intorno sono sorti alberghi e residence. Dopo la riunificazione ha mantenuto la sua destinazione di zona residenziale di lusso ed è stata invasa dai ricchi cinesi.  
  Più spettacolare, a ovest della Repulse Bay, è la Baia di Aberdeen e l'Aberdeen Harbour, un porto canale protetto dall'isolotto di Ap Lei Chau, che è stato uno dei più antichi insediamenti dell'isola. Fu noto a lungo come covo di pirati ed è stato poi occupato da una pittoresca comunità di pescatori che vive sull'acqua su migliaia di giunche e sampan ormeggiati lungo le rive. Aberdeen è diventata così un'attrazione turistica, meta di giri organizzati e punto di osservazione per cogliere gli aspetti della vita di questa comunità. Aberdeen è stata infatti sempre il punto d'arrivo d'immigrati e rifugiati, in gran parte illegali, in cerca di un asilo e di un lavoro. Nel 1983 i nomadi dell'acqua che vivevano sulle barche erano circa 20000 e altri erano stati sistemati sulla terraferma in case costruite dal governo che sono dei veri alveari umani. Negli ultimi 20 anni si è poi urbanizzato anche l'isolotto antistante. 

ABERDEEN HARBOUR (Foto 1983)

A sinistra, il grande Ristorante Galleggiante detto Jumbo, dove si mangia pesce e si ascolta musica cinese.
A destra, i grattacieli, dove vive la comunità di Aberdeen e le dimore galleggianti sull'acqua.
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ABERDEEN BAY (Foto 1983)

Altre abitazioni galleggianti disperse nella Baia.
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  Due ultime foto mostrano ancora il Victoria Harbour visto da Kowloon, la prima all'altezza della Causeway Bay e la seconda mentre si approssima uno dei frequenti temporali dei mesi di agosto e settembre. Hong Kong si trova nell'area dei tifoni ed ha un efficiente sistema di allarme per avvertire la popolazione del loro avvicinarsi. Quando il vento supera i 50 km/h, già 12 ore prima dell'arrivo del tifone, entrano in azione i mezzi di comunicazione per avvertire la popolazione di stare in casa e tutti i mezzi di trasporto sono pronti a fermarsi con un buon preavviso.

ALTRE DUE VISTE DEL VICTORIA HARBOUR DA KOWLOON (Foto 1983)

A sinistra, l'area della Caseway Bay.
A destra, il porto mentre si avvicina un temporale.
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LA PENISOLA DI KOWLOON

  La penisola di Kowloon è il punto d'arrivo dei visitatori di Hong Kong perché vi si trovano l'aeroporto internazionale di Tai Tak e il Terminal Oceanico per chi arriva via mare e c'è la maggiore concentrazione di alberghi per turismo e affari. Numerosi e rapidi sono i collegamenti con Victoria e il suo Central District; a nord confina con i New Territories e la sua stazione ferroviaria assicura il collegamento diretto con Canton e la Cina. 

  Il nome di Kowloon significa Nove Draghi e si riferisce alla catena di colline che a nord fanno da confine con i New Territories, perché secondo le credenze cinesi ogni montagna è abitata da un dragone, essere benefico che protegge dagli spiriti maligni. In realtà le colline sono otto, ma il nono dragone era l'imperatore che, 800 anni fa, era venuto qua da cui il nome al luogo. 
  L'area turistica è la parte più meridionale della penisola e la vista dal mare include a sinistra il complesso dell'Ocean Terminal, inaugurato nel 1966, che comprende tutti i servizi di arrivo e partenza dei viaggiatori e un grande centro commerciale. Più a est, vicino al Ferry Terminal per Victoria, sorge la Torre dell'Orologio alta 45 m, architettura coloniale degli inizi 1900 che faceva parte della prima stazione ferroviaria per Canton demolita nel 1978. L'edificio a cupola sull'estrema destra è il Planetarium che include lo Space Museum. Il grande palazzo dietro è l'Hotel Sheraton e sulla sinistra, più basso, l'Hotel Meridien. 

KOWLOON DAL MARE (Foto 1983)

A sinistra, il Complesso dell'Ocean Terminal.
A destra, la Torre dell'Orologio e la cupola del Planetarium, dietro gli alberghi Meridien e Sheraton.
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  Davanti ai due Hotel passa la Salisbury Road e tra Sheraton e Meridien inizia la lunga Nathan Road. Questa costituisce l'arteria principale della penisola nell'asse sud-nord fino a incrociare, dopo circa 2,5 km, la Boundary Street oltre la quale c'è la New Kowloon e quindi il confine con i New Territories. 

KOWLOON E LE SUE ARTERIE PRINCIPALI (Foto 1984)

A sinistra, la Salisbury Road vista dal ponte pedonale che lo attraversa dopo lo Sheraton.
A destra, Nathan Road che attraversa la città da sud a nord.
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  Nathan Road passa prima per i quartieri commerciali e turistici e più a nord per i quartieri a più alta densità abitativa con vecchie strade e mercati. 
  Un interessante reperto archeologico di Kowloon è una tomba della dinastia Han di 2000 anni fa, scoperta nel 1955 durante alcuni lavori di scavo sulla Tonkin Street. Una volta stava su una terrazza prospiciente il mare che ora è molto arretrato. Interessante è la tecnica costruttiva della falsa cupola in mattoni che si può osservare con uno specchio inclinato posto di fianco. 
  Più lontano, a nord-ovest, si trova il Song Dinasty Village, la riproduzione di un villaggio cinese di circa 1000 anni fa, attraversato da un corso d'acqua e con diverse case su palafitte.  

ARCHEOLOGIA E RICOSTRUZIONI (Foto 1983)

A sinistra, la tomba della Dinastia Han di 2000 anni fa, notare a destra lo specchio che riflette la cupola.
A destra, ricostruzione di un villaggio Song di 1000 anni fa.
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  Il Porto, dove fanno scalo le grandi navi passeggeri, ha i moli sul lato occidentale della penisola di Kowloon, a nord dell'Ocean Terminal. Più a nord si trova un porto protetto, detto Yaumati Typhoon Shelter, dove stazionano i rimorchiatori e le navi di servizio del porto. Il porto commerciale occupa tutta l'area fra la terraferma e la corona di isole che la circondano e la proteggono a sud e a ovest. Non ci sono moli per le navi da carico che stanno all'ancora e provvedono alle operazioni di carico e scarico usando apposite imbarcazioni e gru galleggianti. I Docks si trovano invece a est della penisola di Kowloon, oltre la stazione ferroviaria. 

LE AREE PORTUALI (Foto 1983)

A sinistra, lo Yaumati Typhoon Shelter con le navi di servizio del porto.
A destra, navi all'ancora per le operazioni di carico e scarico.
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  L'aeroporto di Kai Tak più a est, ha una pista artificiale di 3,4 km che si allunga sulla Kowloon Bay e si può percorrere in ambedue i sensi, in decollo e atterraggio. Nonostante la sua posizione in mezzo alla baia, ha avuto sempre fama di un alto indice di sicurezza. A nord della baia, da un punto panoramico sulla Long Chang Road, si possono osservare le piste. 

L'AEROPORTO DI KAI TAK

A sinistra, le piste artificiali dell'aeroporto di Kai Tak che si prolungano sulla Kowloon Bay a est della penisola (foto 1984).
A destra, un aereo dopo il decollo dalle piste dell'aeroporto sopra la Kowloon Bay (foto 1983).
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L'ISOLA DI LANTAU

  L'isola di Lantau, posta a occidente dell'isola di Hong Kong, è la più grande delle 235 isole che facevano parte integrante della colonia, due volte più grande dell'isola di Hong Kong e nel 1983 aveva una popolazione di circa 30000 abitanti. Per i suoi ampi spazi e la sua natura selvaggia, è stata sempre meta privilegiata di escursioni per gli abitanti della colonia. Vi si arriva in un'ora con i traghetti dal Central District di Victoria sbarcando sulla costa est a Mui Wo, un villaggio che significa Fiore dai Cinque Petali, per la forma della valle simile ai fiori del susino. Gli Inglesi hanno chiamato l'insediamento Silvermine Bay per la presenza di una piccola miniera di argento. Da qui si può andare sulla costa nord dell'isola a Tung Chung, altro villaggio di pescatori con un'altra fertile vallata, raggiungibile con un autobus da Mui Wo o direttamente con i traghetti da Hong Kong. 

ISOLA DI LANTAU - APPRODO DI TUNG CHUNG (Foto 1983)

A sinistra, la baia di Tung Chung.
A destra, il molo di Tung Chung.
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  Nella parte centrale dell'isola, a sud, c'è il suo punto più alto, il monte della Fenice di 934 m e, a 750 m, sorge il Monastero buddhista di Po Lin (Loto prezioso), il più importante di Hong Kong, costruito nel 1927 vicino a una piantagione di tè. All'interno del tempio vi sono tre magnifiche statue di Buddha di bronzo dorato e ogni anno, in maggio per l'anniversario della nascita di Buddha, si tiene un festival molto frequentato. 

ISOLA DI LANTAU - MONASTERO DI PO LIN (Foto 1983)

A sinistra, l'esterno del Tempio.
A destra, interno del tempio con le tre statue di Buddha.
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Tempio di Kwan Ti (foto 1983).

 

  Scendendo poi verso il mare sulla costa nord-ovest, su un isolotto separato da uno stretto canale e raggiungibile con una chiatta, si arriva a Tai O, un altro villaggio di pescatori, dove una volta c'erano le saline, diventato noto per il mercato del pesce e i suoi ristoranti. Vi si trovano anche dei templi fra cui quello dedicato a Kwan Ti, il dio della guerra cinese, in realtà un generale vissuto durante il periodo dei Tre Regni (220-265 d.C.) che è stato poi divinizzato e venerato come protettore dei poveri e nemico degli spiriti malvagi. 
  Negli ultimi venti anni, specialmente dal decennio 1990, l'isola di Lantau ha avuto un grande sviluppo come zona turistica e di soggiorno. Più della metà è ora occupata da un parco nazionale e i tre insediamenti di Mui Wo, Tung Chung e Tai O sono diventate nuove città. Tung Chung specialmente è diventato il centro principale dell'isola, con la costruzione del nuovo aeroporto internazionale di Chek Lap Kok su un isolotto vicino, ed è ora interconnessa alla terraferma con due ponti uno dei quali, di 2160 m, è il più lungo ponte sospeso del mondo. I collegamenti con i traghetti fanno capo a Mui Wo e, nel Monastero di Po Lin, è stata completata nel 1993 la costruzione della più grande statua di bronzo all'aperto di un Buddha seduto, alta 34 m e pesante 250 tonnellate, su un punto che domina l'intero complesso.

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