Libia - Tripolitania: Sabratha


Il sito archeologico di Sabratha si trova circa 67 km a ovest di Tripoli. Vi si trovano i resti di una città romana ben conservata del I e II secolo d.C.. In realtà la città ebbe origini fenice e sono state trovate terrecotte greche del VI secolo a.C.; con i Romani ebbe uno sviluppo più lento di quello di Leptis Magna e cominciò a decadere dopo il terremoto del 365 d.C., poi vennero Vandali e Bizantini e fu rifatta la cerchia di mura. Con la conquista araba tutta l'attività commerciale fu spostata a Tripoli e la città andò in rovina. La moderna città di Sabratha è sorta nei dintorni del sito. 
Prima di entrare nella zona archeologica da sud, c'è l'edificio del Museo che raccoglie i reperti più preziosi degli scavi fra cui i mosaici pavimentali della basilica di Giustiniano, il busto colossale di Giove dal Capitolium, un busto d'imperatore della dinastia Flavia con la corazza magnificamente decorata da una scena di sottomissione di barbari e molte statue provenienti dalle Terme. Vi sono anche molti affreschi recuperati dalle case, che testimoniano la ricchezza dei suoi abitanti. 
 
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Mausoleo B di stile punico.

La zona archeologica è costituita da un nucleo occidentale più vicino al mare la cui area corrisponde alla città punica originaria. I Bizantini dopo la circondarono di mura lasciando fuori il resto della città romana. Più a est si trovano gli altri quartieri, con il grande complesso del teatro ricostruito negli anni '30 per volere del Governatore Balbo. 
Entrando da sud nella zona archeologica, prima delle mura bizantine si trova un monumento funerario detto Mausoleo B, una specie di segnacolo alto 23,65 m e a pianta triangolare; è databile nel II secolo a.C., ma la sua architettura denota influenze puniche. 

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Tempio degli Antonini.

Il monumento è stato completamente ricostruito utilizzando i blocchi originari: è costruito in arenaria e ricoperto di stucco. Vi sono diversi livelli, in basso è un basamento con colonne agli angoli, un livello superiore ha leoni e rilievi che rappresentano Ercole e il dio egiziano Bes protettori della tomba, si finisce con una stele a punta con i tre lati concavi. 
Oltrepassato il tracciato delle mura bizantine, s'incontra il Tempio degli Antonini in fondo a un piazzale porticato del quale rimangono poche colonne. Si è trovata un'iscrizione dedicatoria da parte di un proconsole del tempo degli Antonini. Salendo sul podio si ha la visione dei monumenti vicini. 
Sul lato del mare sono i resti del Tempio di Liber Pater, una divinità molto venerata nell'Africa romana, protettore della città e assimilabile al greco Dioniso e al Bacco romano. 
Sul lato ovest si trova la basilica cosiddetta di Apuleio dove, nel 157 d.C., fu celebrato il processo al poeta Apuleio di Madaura accusato di stregoneria. Il poeta si difese da sé con una famosa orazione e fu scagionato. 

SABRATHA - DAL PODIO DEL TEMPIO DEGLI ANTONINI

A sinistra, il Tempio del Liber Pater.
A destra, la Basilica di Apuleio.

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La basilica di Apuleio era in origine del I secolo d.C., fu rifatta completamente dopo il terremoto del 365 e nel V secolo fu trasformata in chiesa cristiana e aggiunto un battistero cruciforme a immersione.  
Sul lato ovest, di fronte al foro, si trova il podio del Capitolium del quale rimangono rovine, ma da dove è stato recuperato il busto di Giove che si trova ora nel museo. Dal podio si può abbracciare la vista della basilica di Giustiniano e della Curia con lo sfondo del mare. 

SABRATHA - LE BASILICHE

A sinistra, il Battistero cruciforme della Basilica di Apuleio.
A destra, vista della Basilica di Giustiniano e della Curia dal Capitolium.

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La basilica fu costruita in età bizantina sotto Giustiniano e ne parla Procopio, che la vide nel VI secolo e la giudicò splendida. Da essa provengono i bellissimi mosaici conservati nel museo. 

SABRATHA - LA CURIA

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La Curia si trova a destra della basilica e a nord del Foro, è il luogo, dove si riunivano i magistrati municipali (decurioni). Davanti all'aula si vede una delle arcate del portico dopo il restauro.

Più a est sorgono le Terme del Foro vicine al mare. Qui si trova un esempio molto ben conservato di forica (latrina) con i sedili e il pavimento di marmo. Le terme erano imponenti e sono rimaste le terrazze aperte verso il mare, una di queste ha il pavimento a mosaico a riquadri con motivi geometrici e, in una nicchia, è stata collocata la copia di una statua di Venere. 

SABRATHA - LE TERME DEL FORO

A sinistra, le foriche (latrine). A destra, il pavimento a mosaico di un terrazzo.

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 Il Teatro è il monumento più imponente di Sabratha ed è stato completamente restaurato dagli archeologi italiani Guidi e Caputi negli anni '30. Nella ricostruzione è stata usata la stessa pietra arenaria usata dai Romani, ma con blocchi di metà spessore per distinguerli da quelli originali. 

SABRATHA - IL TEATRO

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Il Teatro fu costruito fra la fine del II e l'inizio del III secolo d.C. e l'esterno ha tre ordini di arcate sovrapposte, ma la ricostruzione si è limitata ai primi due. La cavea poggia su sostruzioni artificiali secondo l'uso romano.

Il frons scenae del teatro è a triplice ordine di colonne in pavonazzetto, marmo bianco e granito nero, lisce e scanalate; in totale vi sono 108 colonne corinzie, dietro vi sono ampie sale rivestite di marmo per gli usi dello spettacolo. 

SABRATHA - IL TEATRO

A sinistra, cavea e scena; a destra, il frons scenae.

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TEATRO ROMANO - RILIEVO CENTRALE DEL PROSCENIO

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Il proscenio, che dà sull'arena semicircolare sotto la cavea, ha una serie di nicchie rettangolari e semicircolari con decorazioni a rilievo. La nicchia semicircolare al centro ha un rilievo che rappresenta Roma e Sabratha con uomini in abito militare e ai lati un sacrificio e una libagione, forse a celebrazione della concessione del diritto di colonia alla città.

Di fronte al mare e al margine orientale della città si trovano per ultimi il tempio e il santuario della dea egiziana Iside del I secolo d.C.. 

SABRATHA - TEMPIO DI ISIDE

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Il culto di Iside ebbe una grande diffusione in tutto l'impero romano e qui a Sabratha era venerata in particolare da naviganti. 
Il tempio aveva l'ingresso a est e una corte porticata sui quattro lati. Sono state rialzate le colonne corinzie sui lati sud e ovest.


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