Libia - Cirenaica: il Sito di Cirene


Dopo Leptis Magna, Cirene è considerato il sito archeologico più importante della Libia. Erodoto riporta che Cirene fu fondata nel 631 a.C. da abitanti di Thera (Santorini) che, spinti da motivi demografici e da una siccità, dopo aver consultato l'oracolo di Delfi, vennero in Africa cercando il luogo con una fonte. I coloni erano guidati da Batto che fu il primo re della città, da lui dedicata alla ninfa Cirene amata da Apollo, e diede inizio a una dinastia che durò fino al 331 a.C.. La città prosperò con la coltivazione e l'esportazione del silphium, una specie di finocchio selvatico che si diceva dotato di straordinarie proprietà curative e che divenne simbolo della città nelle sue monete. La città fu famosa anche per l'allevamento di cavalli vincitori di molte gare e fu punto terminale delle rotte commerciali verso l'interno dell'Africa, da dove provenivano schiavi, pelli e metalli. Per ricchezza Cirene gareggiava con Atene e fu anche un centro di cultura. Di Cirene furono i filosofi Aristippo e Teodoro della scuola edonistica. Nel 331 Alessandro Magno arrivò ai confini della Cirenaica e gli furono mandati doni, ma non entrò in Cirene e si diresse nell'oasi di Siwa a consultare l'oracolo di Zeus Ammone. Dopo la morte di Alessandro, Cirene fu occupata da Tolomeo e da allora il centro della cultura si spostò ad Alessandria, dove andarono il poeta Callimaco e il matematico e astronomo Eratostene, ambedue di Cirene. Pure di Cirene era il filosofo Carneade che fece parte di un'ambasceria greca inviata a Roma. Nel 31 a.C., dopo Azio, tutta la Cirenaica passò sotto i Romani. A Cirene si formò una numerosa comunità ebrea e, dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., ci furono molti rivolgimenti e la città fu distrutta nella rivolta giudaica del 117. La città fu ricostruita da Adriano, ma ormai era iniziata la decadenza e, come tutte le città della Pentapolis, fu abbandonata nel IV secolo, dopo il terremoto del 365. In età bizantina si cominciò a usare i suoi marmi per farne calce. La città, dimenticata, fu riscoperta nel 1705 dal console francese Lemaire, ma scavi sistematici furono iniziati dagli Italiani negli anni 1920-30; dopo, si è scavato quasi con continuità da parte di spedizioni diverse, ma il sito è molto vasto.

L'AREA ARCHEOLOGICA DI CIRENE

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Tempio di Zeus - Lato est.
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Tempio di Zeus - Lato ovest.

Sulla collina di fronte alla città si trova il tempio di Zeus, eretto nel V secolo a.C. come il Partenone di Atene e il tempio di Zeus a Olimpia e, nell'interno della cella, si trovava una statua simile a quella di Fidia in Olimpia. Il culto di Zeus s'identificò presto con quello del dio egiziano Ammone. Il tempio aveva 8 colonne doriche sulla fronte e 17 sul lato lungo, furono tutte abbattute durante la rivolta giudaica del 117 d.C. e non più risollevate; altri danni furono provocati dal terremoto del 365 e dai cristiani. Ciò che si vede è frutto dei restauri moderni. 

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Quartiere dell'Agorà - Propilei del Gymnasium.
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Quartiere dell'Agorà - Colonnato del Gymnasium.

Ai piedi della collina del tempio di Zeus c'è il quartiere dell'Agorà, con l'edificio del Gymnasium costruito nel II secolo a.C. e usato come palestra; è uno spazio chiuso con ingressi monumentali, i propilei, con 4 colonne e timpano e, all'interno, era circondato da un colonnato dorico ripristinato dal restauro. 

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Quartiere dell'Agorà - Portico delle Erme.

Accanto al Gymnasium corre una strada porticata che serviva come pista di allenamento per la corsa e sui pilastri sono disposte alternativamente le figure di Hermes e Herakles protettori dei ginnasi. Nel I secolo d.C. i Romani utilizzarono il Gymnasium come Foro della città, dove si amministrava la giustizia.  

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Quartiere dell'Agorà - Odeon.

Durante la rivolta giudaica del 117 fu distrutto quale simbolo del potere romano e fu poi restaurato da Adriano. 

Sul lato meridionale del Gymnasium si trova un piccolo teatro, o più probabilmente un Odeon, con la cavea sorretta da sostruzioni a volta. Nel quartiere dell'Agorà è stata scoperta la casa di Giasone Magno, gran sacerdote del tempio di Apollo nel II secolo d.C.. La casa occupa un intero isolato ed è divisa in un'ala privata e una pubblica, vi sono due sontuosi triclini con pavimenti a tarsie marmoree (opus sectile) e motivi geometrici a riquadri. 

Sul lato sud del peristilio, di fronte all'ingresso del triclinio estivo, ci sono un capitello corinzio con maschere tragiche e teste di personaggi e vicino sono state disposte cinque statue femminili (le Muse) recuperate durante gli scavi. 

 

CIRENE - CASA DI GIASONE MAGNO

A sinistra, pavimento in opus sectile.
A destra, capitello figurato e statue delle cinque Muse.

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Quartiere dell'Agorà - Monumento Navale.

Sul lato orientale dell'Agorà si trova un monumento con base a forma di nave su cui poggia la statua di una Vittoria senza ali di età ellenistica; era forse il monumento celebrativo di una vittoria navale dei Tolomei nel III secolo a.C., sotto c'è una vasca perché il monumento era stato poi trasformato in una fontana. 

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Altare di Zeus ed Era.

 

Al centro della piazza dell'Agorà c'è un basamento di statue lungo e stretto, detto altare di Zeus ed Era, forse dedicato alle due massime divinità dell'Olimpo nel IV secolo a.C.. 
I templi più importanti dell'Agorà sono però il santuario dedicato a Demetra e Kore (Cerere e Persefone), il cui culto era iniziato a Cirene, e il tempio di Apollo ricostruito in epoca romana nel II secolo d.C., su un edificio più antico risalente al IV secolo a.C.. 
Il santuario di Demetra e Kore è a pianta circolare e senza copertura; è stato ricostruito con le statue delle due divinità sedute, di epoca ellenistica, e altre due statue in piedi, aggiunte in epoca romana. 
Nel tempio di Apollo si venerava il fondatore e protettore della città; il portale marmoreo che si vede nel fondo era l'ingresso alla cella del tempio greco, l'avancorpo con cortile porticato fu aggiunto in epoca romana e l'ingresso è segnato da due colonne doriche di cui restano i rocchi inferiori. 

CIRENE - QUARTIERE DELL'AGORÀ

A sinistra, Santuario di Demetra e Core. A destra, Tempio di Apollo.

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Magazzini romani.

Lasciato il quartiere dell'Agorà, si scende verso la parte bassa della città, lasciando a sinistra la collina dell'Acropoli, dove sono stati eseguiti solo scavi sperimentali.  
Una strada diverge in alto dirigendosi verso Apollonia, il porto di Cirene, un'altra è la via sacra, che scende prima in una valle e poi raggiunge il santuario di Apollo con la fonte sacra, dove fu fondata la città nel VII secolo a.C.. Prendendo la via sacra si vedono a destra i magazzini romani scavati nella roccia, poi il tracciato delle mura e i resti dei bagni greci. 
Si sale infine sulla collina, dove si trova il santuario dell'Apollonion, la parte più antica di Cirene rifatta più volte e quindi ormai d'impronta romana. 
L'ingresso all'area del santuario è segnato dai propilei greci del IV secolo a.C., formati da quattro colonne doriche scanalate con architrave e frontone, e a sinistra un tempio, donario degli strateghi o dei tre generali (IV sec. a.C.), dedicato in seguito all'imperatore Tiberio. 
Seguono altri propilei di epoca romana e si arriva nell'area sacra dove sorge il tempio di Apollo vicino alla fonte sacra, il luogo più antico della città, ricostruito nel IV secolo a.C., poi distrutto dalla rivolta ebraica e restaurato da Adriano. Il tempio ha 6 colonne sulla fronte, 11 sul lato, ed è in stile dorico. 

CIRENE - COLLINA DELL'APOLLONION

A sinistra, Propilei greci e Donario degli Strateghi. 
A destra, il Santuario di Apollo.

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Fontana di Kirene.

A sinistra del tempio sorge la Fontana di Kirene, la ninfa amata da Apollo, alla quale era sacra la fonte e da cui il nome della città. Un'epigrafe informa che si tratta di un monumento votivo donato nel III secolo a.C. da Pratomedes figlio di Polymnis. Il monumento è costituito da un basamento a forma di esedra su cui si erge una colonna, la meta, e alle estremità due leoni marmorei. Apollo e la ninfa Kirene sono scolpiti alla base dell'esedra. Il monumento simboleggia l'arrivo dei Greci a Cirene presso la fonte indicata dall'oracolo. 

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Quartiere dell'Apollonion - Teatro.

 

Sul lato nord-ovest della terrazza del santuario si trova il Teatro, il più antico di Cirene, forse della fine del VI secolo, anche questo più volte restaurato e rimaneggiato. Nel II secolo d.C. i Romani lo trasformarono in anfiteatro con arena ovale e, sul lato nord, dove la terrazza finiva a strapiombo, crearono con ardite sostruzioni alcune file di sedili della cavea. Da questo punto si ha una bella vista della valle in direzione di Apollonia. Sul fianco della montagna è stata trovata una necropoli. 

VISTA COMPLESSIVA DEL QUARTIERE DELL'APOLLONION

Sul lato orientale della collina dell'Apollonion, in primo piano nella figura, si trovano le Terme costruite al tempo di Traiano. Queste rimasero in funzione anche in epoca bizantina e, solo poco tempo, anche dopo l'invasione araba. Qui fu scoperta la Venere di Cirene ora al Museo di Tripoli. 
Prima di abbandonare il quartiere se ne ha da qui una visione completa, al centro con il tempio di Apollo.

 

 




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