Marocco - Volubilis e i Resti Romani


  Circa 33 km a nord di Meknès s'incontra Volubilis, il principale sito archeologico romano e il meglio preservato del Marocco. Qui si trovano le vestigia della colonizzazione romana che s'innestò sulle antiche popolazioni berbere, popoli autoctoni la cui origine è discussa. Provenivano forse dallo Yemen attraverso l'Egitto, e di quelle popolazioni hanno, infatti, diverse caratteristiche somatiche; un'altra teoria invece li fa provenire dalla Palestina. Il loro nome deriva dall'appellativo barbarios con cui erano indicati dai Greci. All'interno erano pastori e nomadi, lungo le coste sedentari e agricoltori; ebbero sempre contatti con altri popoli e commerciarono con Fenici e Cartaginesi. I Romani s'interessarono a loro, dopo la distruzione di Cartagine, per garantire la sicurezza della Provincia africana, si appoggiarono ai regni amici della Mauritania. Augusto mise a capo della Mauritania Giuba II (25 a.C.- 24 d.C.), che era stato educato a Roma e aveva sposato la figlia di Antonio e Cleopatra. Nel 42 d.C. Caligola fece uccidere il figlio e annesse la Mauritania poi divisa da Claudio in due province, la Caesariensis, con capitale Caesarea nell'attuale Algeria, e la Tingitana con capitale Tingis (odierna Tangeri). Il dominio di Roma durò fino all'invasione dei Vandali di Genserico nel 429, poi con Giustiniano e Belisario i Bizantini rioccuparono le province dell'Africa. 
  Volubilis era stata fondata dai Cartaginesi nel III secolo a.C., fu una delle capitali di Giuba II, poi divenne una delle città principali della Mauritania tingitana ed ebbe il suo apogeo nel II e III secolo d.C.. Anche dopo continuò a essere popolata dai Berberi cristiani, Greci, Ebrei e Siriani fino all'arrivo degli Arabi. Nel 799 venne Moulay Idriss, che vi fu acclamato iman, e vicino sorse la città santa che prese il suo nome e contiene il suo mausoleo. Alla fine del 1600, Moulay Ismail la saccheggiò per utilizzarne i materiali nella costruzione di Meknès. Nel 1721 un archeologo inglese fece dei rilievi, prima che fosse distrutta dal terremoto del 1755. I primi scavi sono della fine del 1800, ma quelli scientifici sono iniziati nel 1915. 

  L'area archeologica di Volubilis è molto vasta, le mura sono del II secolo d.C., lunghe 2350 m, e vi si aprivano 8 porte. 
  L'ingresso agli scavi è dalla porta sud-orientale delle mura e la visita inizia attraversando il quartiere meridionale, il più antico, precedente l'arrivo dei Romani che si trova a sud del Campidoglio ed era la zona degli oleifici, la principale attività economica degli abitatori berberi che fu sviluppata al tempo dei romani. Nella maggior parte delle case di Volubilis, si trova un frantoio per le olive, infatti, molti si arricchirono con il commercio dell'olio. 
  Si arriva al Campidoglio da dove si può avere una panoramica dell'area nord-orientale che ospitava il quartiere più ricco della città lungo il decumanus maximuum con le abitazioni più raffinate fino alla Porta di Tangeri, sull'estremo nord-est delle mura. 
  Il punto centrale della città è costituito dal complesso del Campidoglio, Basilica e Foro. Un monumento di età imperiale è l'arco di trionfo, dedicato a Caracalla nel 217, all'estremità sud-occidentale del decumanus che segna l'inizio del quartiere più ricco.  
  Gli scavi hanno messo in luce un gran numero di mosaici pavimentali che saranno in particolare oggetto della visita. 

 

VOLUBILIS - PANORAMA DAL CAMPIDOGLIO

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  Gli archi sul fondo sono quelli della Porta di Tangeri, sul lato nord-est della cerchia muraria, e vi arriva il decumanus maximum lungo il quale si trovano le abitazioni più importanti della città, ricche d'interessanti mosaici.

 

VOLUBILIS - CAMPIDOGLIO

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  Il Campidoglio, dedicato alla triade Giove, Giunone e Minerva ha una dedica dell'imperatore Macrino del 217 e si trova in asse con la Basilica. Le colonne sono state rialzate.

 

VOLUBILIS - FORO E BASILICA

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  Le rovine della Basilica sono le più imponenti; era a tre navate con due absidi alle estremità e serviva per l'amministrazione della giustizia. La spianata a sinistra era il foro con la tribuna degli oratori.

 

VOLUBILIS - ARCO DI CARACALLA

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  L'arco è stato eretto nel 217 in onore di Caracalla e della madre Iulia Domna. Da qui parte il decumanus maximum che arriva fino alla Porta di Tangeri.


  La Casa di Orfeo si trova nel quartiere meridionale ed è l'abitazione più ricca nell'area. Prende il nome dal grande mosaico, che è stato trovato nel tablinium, al centro il mito di Orfeo che suona la cetra. 
  A nord del Foro si trova la Casa del Desultor che prende il nome dal mosaico che rappresenta il Desultor, l'atleta che nei giochi del circo saltava in corsa da un cavallo all'altro. 

VOLUBILIS - CASA DI ORFEO E MOSAICO PAVIMENTALE

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  Al centro il mito di Orfeo che suona la cetra. Nella casa si trova un frantoio per le olive. 

 

VOLUBILIS - CASA DEL DESULTOR, MOSAICO

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  Il desultor qui cavalca un asino e regge il premio della vittoria.

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