Marocco - L'Atlante e il Deserto


I rilievi dell'Atlante sono costituiti da tre catene montuose separate da vallate, disposte in direzione da nord-est a sud-ovest, che dividono l'area della costa atlantica dalle regioni del Sahara. In successione da nord a sud, le tre catene sono il Medio, l'Alto e l'Anti Atlante, quest'ultimo di formazione più antica per la collisione fra la placca europea e quella africana.

DA FÈS ALLE OASI DEL DESERTO

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Un macaco nella foresta di cedri.

Lasciata Fès e il fertile altopiano del Sais verso sud, si salgono i primi contrafforti del Medio Atlante e a 1650 m s'incontra Ifrane, la piccola Svizzera del Marocco, una località turistica fondata dai Francesi nel 1929.

Iniziano da qui le foreste di cedri dell'Atlante, alberi alti fino a 40-50 m con circonferenze di 7-10 m, e s'incontrano anche dei macachi. Si sale fino a 2000 m e poi si scende in un paesaggio più brullo fino a Midelt, centro minerario, dove si estraggono manganese e zinco. 

Da qui si riprende a salire sui rilievi nord dell'Alto Atlante e s'incontra la valle dello Ziz, dentro una profonda gola. La strada ne segue il percorso attraversando un tunnel, costruito dalla Legione Straniera nel 1930, e per questo detto del Legionario. Lo sbarramento di una diga ha formato un lago, che assicura l'irrigazione in tutta la vallata e la formazione di oasi. 
Prima di giungere a Erfoud, centro di lavorazione del pellame e antica base francese, s'incontra un vecchio fortino abbandonato, dove è stato girato il film "Beau geste". Erfoud si trova ai bordi del deserto e solo a 150 km dal confine algerino. 
 

DALLA VALLE DELLO ZIZ AD ERFOURD

A sinistra, la gola dello Ziz e Tunnel del Legionario. 
A destra, Fortino della Legione straniera vicino a Erfoud.
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 Circa 50 km a sud-est da Erfoud si trova l'oasi di Merzouga, dove in inverno lo Ziz forma un lago popolato da fenicotteri e, in tutte le stagioni, le dune intorno creano paesaggi suggestivi. 

OASI DI MERZOUGA - IL SORGERE DEL SOLE

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Il sorgere del sole dietro le dune dell'oasi è uno spettacolo che non si può perdere, se le conduzioni meteorologiche lo consentono. Sono circa le 7:10 ed è facile spostarsi dietro le dune in modo da vedere il sole sempre sul punto di comparire dietro il loro profilo.

 

OASI DI MERZOUGA - TENDE BERBERE

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Le tende sono le abitazioni delle popolazioni nomadi e seminomadi delle regioni presahariane, che praticano soprattutto l'allevamento di capre, pecore e buoi, traendo da loro carne, prodotti del latte e pelli.

 

OASI DI MERZOUGA - DROMEDARI A RIPOSO

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I dromedari (a una gobba) sono più snelli e veloci dei cammelli (a due gobbe) e sono le cavalcature preferite nel deserto, mentre i cammelli, più lenti, ma più resistenti, servono per il trasporto di merci nelle vie carovaniere. Qui i dromedari sono bardati per i turisti, venuti per osservare il sorgere del sole.

 

OASI DI MERZOUGA - LE DUNE DI SABBIA

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Le dune che circondano l'oasi di Merzouga sono alte fino a 150 m, sono le più alte del Sahara marocchino e di mattino e al tramonto la luce crea effetti cangianti particolarmente spettacolari. 
L'oasi di Merzouga è per questo un'attrazione turistica, ma offre limitate capacità di accoglienza in un piccolo albergo, antica casbah riadattata, e nelle tende berbere.

OASI E CASBAH BERBERE LUNGO L'ALTO ATLANTE

Da Erfoud si torna verso i contrafforti dell'Alto Atlante. Lungo la strada s'incontrano dei rilievi conici allineati, a forma di crateri, bocche di pozzi che servivano per pulire il canale sotterraneo della falda che portava l'acqua dall'Atlante alle oasi del deserto. Questi canali sotterranei furono costruiti nel 1500, ma ormai sono abbandonati. La prima oasi che s'incontra è quella di Goulmina lungo la valle del Rheriss in pieno altopiano desertico, una valle che si stende per 24 km. Qui si vedono i primi villaggi fortificati berberi, detti ksour. 
Circa 80 km a est si giunge a Tineghir nella valle del Todra, affluente del Rheriss. Anche qui c'è una vastissima oasi, forse una delle più belle dell'intero Marocco, lunga 50 km. 

 

OASI DI TINEGHIR NELLA VALLE DEL TODRA

A sinistra, la città e l'oasi di Tineghir.
A destra, la vecchia casbah di el-Glaoui a Tineghir.
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 Le coltivazioni sono a terrazze, frutteti, oliveti e un magnifico palmeto. Qui si trova una vecchia casbah di el-Glaoui, il pascià di Marrachech che, al tempo del protettorato francese, ottenne l'amministrazione di tutto il Marocco meridionale in cambio del suo appoggio. Con l'Indipendenza, e il ritorno del re Mohammed V, che aveva contribuito a esiliare, perse ogni potere, fu amnistiato, ma morì sei mesi dopo. 

OASI DI TINEGHIR - BERBERO CON DROMEDARIO BIANCO

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Un dromedario dal mantello chiaro, esemplare molto raro e considerato di buon augurio.

 

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Le gole del Todra con le sorgenti.
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Da Tineghir a Quarzazate sotto l'Alto Atlante.

 

Poco a nord di Tineghir, l'uadi Todra esce dalle gole che portano il suo nome fra pareti a picco alte 300 m. Lasciata Tineghir, si attraversa un altopiano sul bordo sud-est dell'Alto Atlante, di cui si vedono in lontananza le cime innevate. In queste pianure, apparentemente desertiche, cresce un arbusto originario dell'Australia, il triplex, che ha radici profonde per cercare l'acqua. Si vedono due donne che hanno raccolto questi arbusti per l'alimentazione del bestiame. Il triplex qui è anche coltivato in modo estensivo. 
Da Tineghir a Quarzazate si entra nella valle del Dadès, formata dall'uadi che esce dalle gole omonime, ricche di strane formazioni rocciose prodotte dall'erosione. Anche il Dadès forma una lunga oasi, che è famosa per le coltivazioni di rose delle varietà centifolia, canina e damaskina. Il Dadès è un affluente del Dra, il più lungo fiume del Marocco, in parte sotterraneo, che gira intorno all'Anti Atlante e finisce nell'Atlantico.  

 

DA TINEGHIR A QUARZAZATE

A sinistra, le gole del Dadès.
A destra, la valle e l'oasi del Dadès.
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Anche nell'oasi del Dadès si trova un'altra casbah appartenuta al pascià di Marrakech, el-Glaoui. 
La strada lungo il Dadès verso Quarzazate è detta la strada delle mille casbah, per il gran numero di villaggi e palazzi fortificati appartenuti all'amministrazione del pascià di Marrakech. Le casbah hanno torri quadrangolari fino a quattro piani intorno ad angusti cortili interni, alcune sono anche di 200 anni e diverse sono state riadattate in alberghi come quella di Benmoro. 
Altre sono quella di Tiffoutoute e quella di Taourit, antica residenza del pascià di Marrakech, ora restaurata e usata come museo e per manifestazioni. 

DA TINEGHIR A QUARZAZATE - LE CASBAH

A sinistra, la casbah di Benmoro.
A destra, la casbah di Tiffoutoute.
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Le ultime due sono vicine alla cittadina di Quarzazate, nell'oasi omonima, a 1160 m di altitudine e nel punto di confluenza fra le valli del Dadès e quella del Dra. 
La tecnica costruttiva delle casbah, come quella di tutte le abitazioni berbere, è la muratura, detta in "pisé", a impasto di fango, paglia e sassolini con il caratteristico colore rossiccio. I rivestimenti esterni, in mattoni di terra cruda sulle parti più elevate, formano decorazioni elaborate e l'aspetto richiama quello delle costruzioni yemenite. 
Quarzazate era una delle residenze del pascià di Marrakech e oggi è centro amministrativo e turistico importante. 
A 23 km da Quarzazate, un bivio porta a un interessante villaggio fortificato (ksar) che occupa una collina. Si Chiama Ait Benhaddu ed è uno dei meglio conservati in Marocco, ma la casbah in alto è in rovina. Il villaggio è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità ed è stato usato per girarvi dei film, fra cui "Il gioiello del Nilo" e "Il Gladiatore". 

DINTORNI DI QUARZAZATE

A sinistra, la casbah di Taourit.
A destra, il villaggio fortificato di Ait Benhaddu.
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La strada ora sale sull'Alto Atlante, dove s'incontrano i villaggi delle tribù berbere che in passato dominavano l'Atlante. Qui le costruzioni sono in pietra, nelle coltivazioni a terrazze cresce il grano, che è poi conservato in silos a torre. Si arriva al passo del Tichka a 2260 m, che è il punto stradale più alto del Marocco e dista solo 110 km da Marrakech. 

ALTO ATLANTE - PASSO TIZI N'TICHKA

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Qui la strada attraversa l'Alto Atlante a 2260 m di quota, dopo si scende a valle, prima con una serie di tornanti e poi fra imponenti montagne e boschi di cedri fino alla piana di Marrakech.

 

FINE MAROCCO




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