Le Svalbard - Le Isole del Sud


Nella notte fra il 4 e il 5 agosto si attraversa l’arcipelago della Terra di Re Karl. Il mattino del 5, al largo delle coste sud-orientali dell’isola di Edge, la terza isola dell’arcipelago, si accostano le piccole isole Ryke Yse a 77° 30' N, scoperte nel 1640-45 dal baleniere olandese con questo nome. 
Si scende con gli Zodiac sulla più meridionale di queste, la Heimoya (heim significa abitazione, oya isola), nota per essere stata frequentata da cacciatori di orsi e trichechi per svernarvi ed essere pronti in primavera a cacciare gli orsi che arrivavano dall’est trasportati dai ghiacci. 

SBARCO A HEIMOYA

A sinistra, la Polar Star ancorata al largo. 
A destra, sbarco da uno Zodiac.

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Vicino alla riva ci sono una barca e bidoni abbandonati nel 1972. Le isole sono di origine vulcanica, come si vede dalle rocce con formazioni di colonne basaltiche lungo la costa. 

SBARCO A HEIMOYA

A sinistra, una barca abbandonata sulla riva.
A destra, rocce basaltiche lungo la costa.

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I cacciatori di trichechi hanno lasciato un gran numero di ossa di questi animali sparsi sul terreno.

OSSA DI TRICHECHI LASCIATI DAI CACCIATORI

A sinistra, resti di ossa di tricheco. 
A destra, teschio di un tricheco da vicino.

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Più all’interno si trova una baita di legno, dove svernarono due cacciatori per due anni consecutivi dal 1967 al 1969, e vicino una trappola per orsi di legno e in cattivo stato, ma che chiarisce il metodo usato. C’è il supporto per un fucile la cui canna usciva da un foro sulla parte anteriore, dove la trappola formava un vano in cui l’orso infilava la testa attratto da un’esca di carne o grasso. L’esca era assicurata da una cordicella che azionava il grilletto del fucile. Il colpo attraversava il cranio dell’orso che moriva all’istante senza danneggiare la pelliccia. L’orso bianco è ora un animale protetto dal 1972. 

CAPANNA DEI CACIATORI DI ORSI

A sinistra, capanna di legno dei cacciatori. 
A destra, trappola per la caccia agli orsi.

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Si attraversa l'isola ammirando la ricca vegetazione di muschi colorati e, sul lato opposto all’approdo, in una laguna, si scorge in lontananza un orso che si muove lentamente lungo la riva. Gli orsi possono pesare fino a 500 kg, sono lunghi 2-3 m e, oltre che cacciare foche e trichechi, si cibano anche di pesci, a terra di uova di uccelli e, in mancanza d’altro, di muschi. Gli orsi possono essere pericolosi quando sono affamati e le guide sorvegliano che il gruppo non si disperda e portano sempre un fucile per precauzione, quando scendono a terra. 

HEIMOYA - VEGETAZIONE E FAUNA

A sinistra, muschi di diversi colori. 
A destra, laguna sul lato opposto allo sbarco con un orso che osserva.

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Tornati a bordo, si riprende la navigazione sempre al largo di Edgeoya e si osservano i gabbiani che volano numerosi intorno alla nave. 

GABBIANI

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Alle 16:00 circa, la Polar Star arriva nei pressi della punta meridionale di Edgeoya e si ferma davanti a Halvmaneoya (l’Isola della Mezzaluna), 77° 10’ N, qui si scende per un’altra esplorazione. Anche quest’isola è stata frequentata dai cacciatori di orsi e c’è una baita, costruita nel 1906 e poi sempre restaurata, dove per lungo tempo i cacciatori si sono avvicendati. La baita è stata chiamata Bjorneborg (Castello degli orsi) e vi abitò Henry Rudi, il cacciatore più famoso, detto appunto il "Re degli orsi polari" che in un inverno uccise 117 orsi, soprattutto con l’uso delle trappole. I cacciatori erano ingaggiati da compagnie che li rifornivano di tutte le attrezzature e provvigioni, li portavano sul posto e li riprendevano l’anno dopo avendo diritto al 50% dei proventi della caccia. 

BAITA DI CACCIATORI STAGIONALI

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Una passeggiata all’interno dell’isola permette di ammirare la grande varietà di muschi dai molti colori. Sulla riva poi si scoprono due trichechi distesi indolentemente, si tratta di due esemplari molto anziani e di grandi dimensioni e ambedue avevano perso un dente. 

TRICHECHI

A sinistra, due anziani trichechi distesi sulla spiaggia.
A destra, uno dei trichechi si è sollevato.

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HORNSUND E GHIACCIAIO DI TORELL

Il 6 agosto si è doppiata la punta più meridionale dello Spitsbergen e si risale verso nord. Alle ore 11:00, si entra nel profondo fiord Hornsund, il primo sulla punta meridionale dello Spitsbergen, dove si affacciano ben 11 ghiacciai. La vista delle pareti di ghiaccio è impressionante ma la nebbia copre le cime dei monti. Nei pressi della nave si ha modo di osservare blocchi galleggianti di ghiaccio blu, quasi trasparenti perché hanno perso nel tempo le bollicine d'aria che lo rendono opaco. 

FIORD DI HORNSUND - GHIACCIAI

A sinistra, uno dei ghiacciai che si affacciano sul fiord.
A destra, blocco di ghiaccio blu galleggiante.

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 Alle 14:00 circa, si scende a terra nel fondo del fiord vicino al ghiacciaio di Treskelen. Le nuvole basse offuscano il panorama. 

SPIAGGIA DI TESKELEN

A sinistra, la Polar Star ancorata al largo. 
A destra, il ghiacciaio di Teskelen in un fondo nebbioso.

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 La spiaggia offre in abbondanza esempi di rocce di ere diverse. Vi sono lastroni di rocce sedimentarie marine fratturate a scacchiera, conglomerati e morene fossilizzate (tilliti), del Proterozoico medio e superiore da 1000 a 480 milioni di anni fa. Nelle zone pianeggianti crescono i muschi, ranuncoli e sassifraghe, e sulle rocce vi sono belle chiazze di licheni rossi. 

ROCCE SEDIMENTARIE E MORENE

A sinistra, roccia sedimentaria dislocata e fratturata.
A destra, una morena di grandi dimensioni.

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RANUNCOLI E LICHENI

A sinistra, macchia di ranuncoli. 
A destra, chiazze di licheni su una roccia.

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  Prima di tornare si esplora l'interno e la spiaggia. Vicino a questo posto si trovavano i resti di una stazione meteo e radio tedesca della seconda guerra mondiale. 

MONTAGNE E GHIACCIAI

A sinistra, monti nella nebbia. 
A destra, monti a fianco di un ghiacciaio.

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 Tornati a bordo, alle 20:00 la nave riprende a muoversi, esce dal fiord e punta a nord accostandosi al ghiacciaio Torell (Torellbreen) sulla costa occidentale di Spitsbergen. Alle 22:30 circa, si scende di nuovo a bordo degli Zodiac per una crociera lungo il fronte del ghiacciaio che si prolunga per 4 km ed è alto oltre 30 m. Si ascoltano i rumori del ghiaccio che si frattura e si osservano i blocchi che ad intervalli si staccano precipitando in mare. La crociera dura un’ora circa.

LUNGO IL GHIACCIAIO TORELL

A sinistra, fronte del ghiacciaio Torell. 
A destra, un particolare lungo il ghiacciaio.

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