La penisola antartica - Crociera alla Penisola Antartica


  Il viaggio, della durata di 12 giorni, ha avuto come destinazione il lato occidentale della Penisola Antartica, la regione più accessibile del continente che si protende oltre il circolo polare antartico verso la Terra del Fuoco, estremità sud del Continente Americano, da cui la divide lo stretto di Drake. 
  Si parte dal porto di Ushuaia nella Terra del Fuoco, parte estrema dell’Argentina al confine con il Cile sul canale di Beagle, per una crociera a bordo della motonave M/V Orlova organizzata dalla società Quark Expeditions, con uffici in USA e UK, specializzata nel turismo polare. La M/V Orlova, costruita in Yugoslavia nel 1976 e rinnovata nel 1999, è lunga 90 m, ha una stazza di 4250 ton, una velocità di crociera di 14 nodi e può portare 124 passeggeri. Ha un sistema di stabilizzatori attivi ed è stata rinforzata per la navigazione fra i ghiacci. Destinata alle crociere nelle regioni artiche e antartiche, la nave ha un equipaggio russo e uno staff di 9 accompagnatori di lingua inglese particolarmente esperti in storia, geologia e biologia di queste regioni. Durante il soggiorno a bordo si tengono conferenze e riunioni informative. Le discese a terra sono effettuate mediante battelli gonfiabili Zodiac con fuoribordo che hanno una capacità di 12 passeggeri. 
  L’arrivo a Ushuaia, per via aerea dall’Argentina, avviene il giorno 18 dicembre (mercoledì) con punto di raccolta presso l’Hotel Los Nires. Si ha l’occasione di visitare la città e i dintorni il giorno dopo l’arrivo, 19 dicembre, prima dell’imbarco previsto alle 16:00, e dopo il ritorno, alla fine della crociera, il mattino del 28 dicembre. 

 

USHUAIA (18-19 Dicembre)

  Ushuaia è la città e il porto più meridionale del mondo sul canale di Beagle, capitale della provincia argentina della Terra del Fuoco con circa 50000 abitanti. Si trova a 54° 33’ S e 068° 19’ W, 3000 km da Buenos Aires, ed è circondata dai monti Martial con ghiacciai e boschi secolari. Più a sud di Ushuaia, ma in territorio cileno nell’isola di Navarrino, sul lato sud del canale di Beagle, si trova Puerto Williams che però è solo un villaggio. Dopo il periodo delle esplorazioni, Ushuaia fu occupata dagli Inglesi che le assegnarono il nome e ne fecero una colonia penale. Passata agli Argentini, mantenne questa funzione e la città si sviluppò con il lavoro dei forzati. Essendo l’unico porto importante a questa latitudine, nella rotta commerciale a sud dell’America Meridionale, e esente da tasse, Ushuaia è molto frequentata e oggi ha una florida economia. A sud-ovest della città, al confine con il Cile, si trova il Parco Nazionale della Terra del Fuoco di 63000 ettari, creato nel 1960 per la protezione della fauna e della flora. Si arriva al Parco per strada o mediante un trenino, il Ferrocarril Austral Fueguino o Tren del Fin del Mundo, che segue un sentiero tracciato dagli antichi forzati per andare a tagliare legna nelle foreste. In città c’è un piccolo Museo della Fin del Mundo creato nel 1902, con documenti della storia della regione, e un altro dedicato ai gruppi aborigeni Yamanas di etnia Fuegina, che abitavano nella zona del parco e lungo le rive del canale di Beagle. 
  Si riprende il panorama della città e del porto e lo sfondo della baia e delle montagne dietro la città. 

 

USHUAIA

A sinistra, vista del porto. 
A destra, vista dal molo.

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USHUAIA

A sinistra, vista della baia. 
A destra, le montagne dietro la città.

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  Dopo l’imbarco dei passeggeri, alle ore 16:00 di giovedì 19 dicembre, e le operazioni di registrazione e distribuzione delle cabine, segue il benvenuto e la presentazione da parte dello staff degli accompagnatori. La M/V Orlova salpa alle ore 18:00 imboccando il canale di Beagle verso il suo sbocco a est. Le due foto seguenti sono state scattate subito dopo la partenza. 

PARTENZA DA USHUAIA

A sinistra, la M/V Orlova si è staccata dal molo. 
A destra, si lascia il porto.

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  Alle 18:30 i passeggeri sono convocati per la riunione obbligatoria sulle prescrizioni di sicurezza e l’uso delle scialuppe di salvataggio e, divisi in gruppi, prendono visione delle postazioni loro assegnate in caso di emergenza. La navigazione intanto prosegue e un cocktail di benvenuto è offerto dal Capitano Rudenko alle 19:30, segue quindi la cena alle 20:00.

 

ROTTA ALL'ARCIPELAGO DELLE SHETLAND DEL SUD (20-21 Dicembre)

  Il mattino del giorno dopo, venerdì 20, la nave è già nello stretto di Drake e in tarda mattinata si attraversa la linea di convergenza antartica, dove iniziano le acque fredde. Il punto nave alle 12:00 è di 57° 27’ S e 064° 24 W. Il mattino e il pomeriggio si tengono delle conferenze sulla geologia, sulle durate dei tempi geologici, sulle rocce e il clima della regione antartica, sugli uccelli, sulla catena alimentare della fauna marina e sulle interazioni fra le diverse specie di animali. 
  Il mare è calmo e il tempo bello, dai ponti passeggeri della nave si osservano gli uccelli marini che seguono la nave, in particolare le procellarie (Pintado Petrel) e i maestosi albatros la cui larghezza alare raggiunge i 3 metri. 

 

PROCELLARIE DEL CAPO

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ALBATROS

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  Il giorno dopo, sabato 21, si avvistano i primi ghiacci e si arriva in vista dell’arcipelago delle Shetland del Sud, un arco vulcanico di isole di nera roccia basaltica dal profilo seghettato, ammantate di ghiacci. Queste isole si sono formate per subduzione della crosta oceanica sotto il continente antartico, estensione più meridionale della zona di subduzione che prosegue dall’estremità dell'America Meridionale. L’arco vulcanico è separato dalla Penisola Antartica dallo stretto di Bransfield lungo 540 km. 

SI ENTRA NELLE ACQUE DELL'ANTARTIDE

A sinistra, i primi ghiacci. 
A destra, le prime isole delle Shetland del Sud
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  Le Shetland del Sud comprendono 11 isole principali e molte altre più piccole, sono la parte più calda e piovosa dell’Antartide e sono popolate da una grande varietà di uccelli marini che vi nidificano. Vi si trovano anche grandi colonie di pinguini delle specie Chinstrap e Gentoo. L’arcipelago è stato invaso dal decennio 1820 dai cacciatori di foche e, nel 1905, vi s'installò una base di balenieri che distrussero il 95% della popolazione di balene. 
  Si tiene una conferenza sui pinguini, gli uccelli che non volano delle regioni australi, e le loro abitudini. In previsione delle prossime discese a terra, si tiene poi la riunione informativa sulle prescrizioni della IAATO per la conservazione delle regioni polari e quella sulle prescrizioni di sicurezza nell’uso degli Zodiac (obbligatoria). 
  Si è informati sulle prossime soste alle isole dell'arcipelago South Shetland con una mappa dettagliata. 

ITINERARIO NELLE SOUTH SHETLAND

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  Nel pomeriggio la nave getta l’ancora vicino al gruppo delle isole Aitcho a 62° 24 S 059° 44 W e si fa la prima discesa a terra con gli Zodiac su una di queste che non ha un nome particolare. 

SOSTA AL GRUPPO DELLE AITCHO

A sinistra, si accostano le isole. 
A destra, la M/V Orlova all'ancora.

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  L’isola ha diverse colonie di pinguini Chinstrap e Gentoo concentrati in alcuni rilievi rocciosi, dove hanno i loro nidi, e alcuni sono intenti alla cova delle uova. 

 

I PRIMI PINGUINI

A sinistra, un pinguino Gentoo. 
A destra, un pinguino Chinstrap
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NIDI DI PINGUINI

A sinistra, una colonia di pinguini Chinstrap.
A destra, una colonia di pinguini Gentoo.

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  Sdraiati sulle spiagge, si scopre anche una colonia di elefanti marini. Si osserva anche la vegetazione di muschi che ricopre il terreno e quella dei licheni che ricopre le rocce basaltiche. 

 

COLONIA DI ELEFANTI MARINI

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FAUNA E FLORA

A sinistra, particolare del muso di un elefante marino.
A destra, muschi sul terreno e licheni sulla roccia.

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  Il mattino dopo, domenica 22, la M/V Orlova lascia l’ancoraggio e si sposta verso sud-ovest alla vicina isola di Half Moon, 62° 35’ S 059° 54’ W, posta fra le due isole più grandi di Geenswich e Livingston. L'isola ha la forma di una mezza Luna lunga circa 1.5 miglia. Si getta le ancore in vista della base argentina Camara, ora chiusa. L’isola era stata occupata dai cacciatori di foche dal 1821 e, sulla zona nord vi sono ancora resti di carcasse di balene. 
  Nelle prime ore del mattino si scende a terra. Si scoprono una foca e un leone marino e altre colonie di pinguini Chinstrap. 

APPRODO ALL'ISOLA DI HALF MOON

A sinistra, la M/V Orlova all'ancora. 
A destra, una foca.

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Un Leone Marino
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Colonia di Chinstrap

 

  Un gruppo di pinguini Chinstrap sopra una roccia lancia alte strida che somigliano a un raglio, alzando la testa e il becco verso l'alto. Questo è il loro modo per rivendicare il territorio, quando si sentono disturbati. 
  Si osservano diverse specie di uccelli fra cui i gabbiani e gli skuas antartici, detti stercorari perché si cibano delle deiezioni dei pinguini, sono anche predatori e danno la caccia ai piccoli di foca e di pinguino e alle uova. 
  A distanza si vedono le installazioni della base Camara con i tralicci delle antenne radio. 

 

GABBIANI

A sinistra, un gabbiano bianco. 
A destra, un gabbiano bianco e nero.

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GUARDANDO INTORNO

A sinistra, uno Skua bruno, uccello stercoraro.
A destra, l'antica base argentina Camara.

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  Tornati a bordo, la nave riparte, entrando nello stretto di Bransfield, che separa l’arcipelago dalla terra della Penisola Antartica e raggiunge l’isola vulcanica di Deception con una grande caldera, che forma un porto naturale chiamato Port Foster. L’isola ha la forma di una ciambella interrotta da un lato e permette l’ingresso al bacino interno. L’ultima eruzione vulcanica è del 1970. L’isola di Deception era stata base dei cacciatori di foche dal decennio 1820 e fu usata come stazione baleniera dal 1911 al 1931. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e fino all’ultima eruzione, fu occupata da basi scientifiche e militari; dopo il 1969 fu abbandonata per il ridestarsi dell’attività vulcanica. 
  La M/V Orlova entra a Port Foster attraverso la stretta apertura fra alte pareti basaltiche, detta Neptune’s Bellows, e getta le ancore nell’ampio bacino interno, 62° 56’ S 060° 40’ W. Nel pomeriggio si fa la seconda discesa a terra della giornata. 

ENTRATA A PORT FOSTER

A sinistra, parete basaltica all'ingresso del bacino interno.
A destra, il fianco della caldera.

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  L’isola non è ricca di fauna, vi sono solo uccelli e pochi pinguini, ma è magnifico il panorama delle rocce vulcaniche nere e rossicce chiazzate di ghiacci. Si scende su una vasta spianata di ceneri vulcaniche chiusa in fondo dalle alte rocce del cratere dell’ultima eruzione nel 1970. 

 

DISCESA A DECEPTION ISLAND

A sinistra, M/V Orlova all'ancora. 
A destra, il cratere dell'ultima eruzione.

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  Si percorre quasi 1,5 km per raggiungerlo e si osserva a distanza una cascata che alimenta un piccolo lago nel fondo del cratere. I segni dell’attività vulcanica sono ancora presenti nelle sorgenti di acque calde in più punti della caldera. 

 

AVVICINANDO IL CRATERE

A sinistra, il piccolo lago nel fondo del cratere.
A destra, la cascata che alimenta il lago.

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  Gli Zodiac trasportano i passeggeri alla Whaler’s Bay di Port Foster, la stazione baleniera usata dai norvegesi agli inizi del 1900, fra il 1911 e il 1931. In seguito, nel 1944, la marina britannica utilizzò tre edifici abbandonati per ricerche scientifiche e la base rimase occupata in modo permanente fino al 1967, quando fu evacuata per una prima eruzione vulcanica. Riaperta nel 1968 fu definitivamente chiusa nel 1969, dopo una seconda eruzione. 

 

SPOSTAMENTO ALLA WHALER'S BAY

A sinistra, gli Zodiac fanno il trasporto dei passeggeri.
A destra, si avvicina la stazione baleniera.

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  Scesi di nuovo a terra si scopre una baleniera abbandonata, ci si avvicina agli edifici abbandonati, ora considerati monumenti storici, e al complesso di serbatoi usati dai balenieri. Si fotografano gabbiani e pinguini. 

 

LA STAZIONE BALENIERA

A sinistra, una baleniera abbandonata. 
A destra, un edificio della stazione riutilizzato.

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LA STAZIONE BALENIERA

A sinistra, edifici e serbatoi della stazione baleniera.
A destra, gabbiani sui relitti.

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PINGUINI

Pinguini Gentoo sulla spianata di ceneri vulcaniche.

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  Il ritorno alla nave finisce la lunga giornata. Una volta a bordo, si saluta un’altra nave da crociera, che nel frattempo è entrata a Port Foster, e si riparte subito dopo, uscendo dal Neptune’s Bellows. 

SI LASCIA PORT FOSTER

A sinistra, un'altra nave da crociera in visita.
A destra, ormai fuori da Port Foster, si saluta il Neptune's Bellows.

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