Papua Nuova Guinea - La Regione del Tari e il Sepik


 

LA REGIONE DEL TARI

  Tari è una delle regioni a sud-ovest delle Highlands, coperta da foresta pluviale e attraversata dalla valle del Tari fra montagne di 2000 m. Il Tari è la regione abitata dal clan degli Huli, il gruppo etnico più numeroso della zona sud degli altipiani. Grazie al loro isolamento, gli Huli sono le tribù che hanno mantenuto più intatte tradizioni e costumi di vita. Ci sono circa 300 km fra Mount Hagen e la città di Tari e, prima di costruire le strade, i collegamenti avvenivano con il mezzo aereo. Nel 1987 in questa regione fu scoperto l'oro e, in un anno, ne fu estratto per 200 milioni di US$. La popolazione è sparsa in una vasta area ed è frammentata in qualche migliaio di tribù; questo ha favorito una grande varietà linguistica e culturale e la coscienza del loro isolamento. Gli Huli da soli erano circa 100000, divisi in 450 clan diversi. Il cibo più comune era la farina di sago, una palma che cresce spontanea e dal cui midollo si estrae. La patata dolce fu introdotta fin dal 1400 dall'Asia con le banane. Una grande importanza nell'economia delle tribù ha sempre avuto l'allevamento del maiale, che è diventato un indice dalla ricchezza delle famiglie, divenendo anche moneta di scambio. 
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Guerriero Huli
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Lo Stregone

 

  I clan hanno avuto sempre tradizioni guerriere e, fino a tempi recenti, scoppiavano frequenti guerre per motivi di territorio o per ritorsione a offese ricevute. Queste guerre finivano però rapidamente con qualche morto o ferito, ma avevano lunghi strascichi fra le delegazioni dei clan per stabilire le condizioni di una pace onorevole e definire le compensazioni in denaro alle famiglie che avevano subito perdite o danni, per interrompere così la catena di vendette e rappresaglie. Negli Huli è ancora vivo il culto degli antenati i cui teschi sono conservati da una generazione all'altra dipingendoli con colori vivaci. Importanti sono anche gli stregoni, depositari di tutta la cultura medica e religiosa, i giovani guerrieri sono poi istruiti ai riti e alle arti della guerra da maestri e imparano a dipingersi il volto e il corpo. 

GIOVANI IN VESTI CERIMONIALI

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  I giovani che sono addestrati si fanno crescere i capelli a forma di fungo con lunghe e pazienti cure pettinandoli e tenendoli umidi con acqua, solo i guerrieri più importanti e i capi hanno diritto a portare una parrucca cerimoniale decorata con piume e pennacchi. La testa è la parte più importante di un uomo, sia da vivo sia da morto, perché è la sede dell'anima e deve essere messa in risalto, con acconciature da vivi e dipingendone i teschi dopo morti.

IL SEPIK

  Durante la seconda guerra mondiale, i Giapponesi occuparono tutta la costa nord della Nuova Guinea e la controffensiva delle truppe australiane iniziò nel settembre del 1943 con la conquista di Lae sulla costa orientale quindi, respingendo faticosamente i Giapponesi lungo la costa, nell'aprile 1944 fu rioccupata Madang in pratica distrutta, ma le armate giapponesi si arresero solo nel settembre 1945, a Wewak nel Sepik. 
  La regione del Sepik si trova nella parte nord occidentale del paese, confina con Irian Jaya, la metà indonesiana dell'isola, ed è una grande pianura alluvionale, circondata a ovest e sud da rilievi e attraversata dal fiume Sepik. Il Sepik è uno dei più grandi fiumi del mondo in termini di portata e lunghezza; è lungo 1126 km, nasce sulle montagne dell'Irian Jaya ed ha un percorso molto tortuoso navigabile quasi per intero. Quando esce dal territorio indonesiano, si trova solo 85 m sopra il livello del mare, la sua quota scende gradualmente fino alla foce e, fino a 50 km da essa, l'acqua del mare è dolce e colorata dal limo trascinato dal fiume. Per Papua Nuova Guinea il Sepik ha la stessa importanza del Congo in Africa e del Rio delle Amazzoni in Sud America. 
  Il Sepik ha un gran numero di affluenti sulla riva destra, il più importante è il Karawari, dove si trova un villaggio turistico, punto di appoggio per la visita della regione; lungo le rive c'è una miriade di villaggi e, per visitarli, si possono usare delle motobarche o imbarcarsi in un battello che funziona come albergo galleggiante per una crociera di alcuni giorni. Il "Sepik Spirit" è uno di questi battelli attrezzati e risale il Sepik e i suoi affluenti soffermandosi nei villaggi più interessanti. 

LUNGO IL SEPIK

A sinistra, il Sepik Spirit. A destra, Villaggio sul Sepik.
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  Gli abitanti erano una volta cacciatori di teste, sempre in guerra fra loro poi, i sempre più frequenti contatti con gli europei e la creazioni di missioni, hanno portato all'abbandono dei loro riti più violenti, mentre le tradizioni culturali e artistiche hanno tratto nuovo impulso dal commercio e dal turismo. L'artigianato locale è ricchissimo soprattutto di maschere intagliate nel legno, che nella tradizione religiosa locale, rappresentano gli spiriti degli antenati. 
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La Casa degli Spiriti

 

  L'arte dell'intaglio, per produrre maschere e statue di legno, ha una tradizione secolare e oggi è diventata una componente vitale dell'economia dei villaggi frequentati dai turisti, per molti villaggi è anzi l'unica fonte di denaro per acquistare vesti, utensili e combustibile. Il centro cerimoniale del villaggio è la casa degli spiriti, o house Tambaran, dedicata agli antenati, dove avvengono i riti d'iniziazione e le cerimonie funebri. Alcuni centri sono delle vere opere d'arte, spettacolari per dimensioni e ricchezza delle sculture di legno e per decorazioni. All'interno della Casa degli Spiriti avviene l'iniziazione dei giovani, oggi sempre meno praticata, che consiste in un lungo periodo di clausura durante il quale si svolge l'apprendistato delle regole e dei cerimoniali della tribù oltre all'uso delle armi. La cerimonia finale è quella dell'incisione della pelle sulle spalle, le braccia e il dorso. Si praticano profondi tagli con coltelli di bambù secondo un disegno che rappresenta il dorso di un coccodrillo e sotto la pelle è inserita argilla o cenere in modo che, dopo cicatrizzazione, la pelle presenta un rilievo. In passato, quando le tribù erano sempre in lotta fra loro, un giovane, per essere accettato fra i guerrieri, doveva portare la testa di un nemico e questo era diventato un esercizio di pura crudeltà perché non importava di chi fosse la testa, andava bene anche quella di una vecchia donna o di un ragazzo. Le teste erano appese nella Casa degli Spiriti e il loro numero era un segno di distinzione.

CERIMONIA SING SING

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  Nel villaggio di Manganai sul Karawari gli uomini della tribù si esibiscono in un Sing Sing cerimoniale al suono di tamburi portati dai danzatori e di un gong, detto garamut, scavato in un tronco e con una lunga fessura longitudinale, che suona percuotendolo sul fianco con un bastone.

FIGURE DI ANTENATO

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  Qui siamo nel villaggio di Mindimbit, sul Sepik, che espone un campionario di sculture raffiguranti gli spiriti protettori degli antenati in modo particolarmente vario.

MASCHERE DI LEGNO

Le teste rappresentano spiriti di antenati e le figure hanno teste e occhi molto grandi perché in esse risiede il potere dello spirito.
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PIROGA SUL KONMEI

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  Il Konmei è un affluente destro del Karawari. Sulla piroga un uomo fa sfoggio della sua acconciatura per mostrare il suo rango.

VILLAGGIO SUL KONMEI

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  Un gruppo di bambini davanti alla capanna del villaggio. Il loro ventre gonfio è indice di una scarsa alimentazione e mancanza di proteine. Il cibo principale è, infatti, la fecola estratta dal tronco della palma di sago con cui si fanno delle focacce. I metodi di pesca e agricoltura sono molto primitivi ed hanno una scarsa resa.

TESTA DI CASUARIO

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  Il casuario è un uccello corridore simile all'emù che vive in Australia e in Papuasia e si nutre quasi esclusivamente di frutti caduti. Vive allo stato selvaggio nelle foreste, ma è spesso addomesticato dagli abitanti dei villaggi che apprezzano la sua carne e le sue piume.

 

FINE PAPUA NUOVA GUINEA




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