Siria - La Siria e la Capitale Damasco


Il nome di Siria è la riduzione di Assyria dato dai conquistatori assiri, dopo l'VIII secolo a.C., a tutta la regione compresa fra il corso del Tigri e il Mediterraneo, poi i Greci adottarono il nome di Syria per la regione compresa fra il corso medio dell'Eufrate e il Mediterraneo. Prima degli Assiri, nella regione sorgevano numerose città stato, come Ebla, che subirono il dominio delle potenze confinanti. Dal 3000 a.C. la regione fu occupata dagli Amorriti e dai Cananei. Il primo impero che si espanse fino al Mediterraneo fu quello degli Akkadi e dei Sumeri con il re Sargon nel 2334 a.C., poi cominciarono a premere gli Egiziani da sud e gli Hittiti da nord e questi la dominarono dal 1300 a.C.. Nel 1286 avvenne la famosa battaglia di Kadesh, fra il faraone Ramesse II d'Egitto e il re hittita e, benché ambedue si dichiarassero vincitori, conclusero un trattato di pace, documentato sia negli archivi hittiti sia nel tempio di Abu Simbel di Ramesse II, che mantenne lo status quo, gli Hittiti rimasero in Siria e gli Egiziani si fermarono in Palestina. Dopo il 1200 a.C., crollò l'impero hittita con l'invasione dei "popoli del mare", forse i Filistei, e gli Egiziani non si spinsero verso il nord. Dall'Eufrate vennero gli Aramei che diffusero la loro lingua e la loro civiltà. Nel XII secolo iniziò l'espansione degli Assiri verso il Mediterraneo e la Fenicia, e la Siria venne a far parte della grande Assyria. Agli Assiri successero i Babilonesi nel VI secolo a.C. e, con la conquista di Babilonia da parte di Ciro II di Persia nel 539 a.C., la Siria diventò una delle 20 satrapie persiane. Alessandro Magno occupò la Siria dopo la battaglia di Isso (333 a.C.) e, alla sua morte, la regione fece parte del regno seleucida sempre minacciata dalle mire espansioniste dei Tolomei d'Egitto. I Romani intervennero nella zona con Pompeo che conquistò Damasco nel 64 a.C., insieme alla Siria occidentale e alla Palestina, e subito dopo, nel 62, costituì la provincia romana di Siria. La provincia subì le continue invasioni dei Parti, dai confini orientali, e dei Nabatei da sud; i Romani con Cesare, Antonio e infine Augusto intervennero nella regione e si appoggiarono a regni cuscinetto, come quello di Giudea contro i Nabatei e di Palmira contro i Parti. Con Traiano crollò il regno dei Nabatei, dopo la caduta della capitale, Petra. Nel 272 d.C. Aureliano distrusse Palmira, portando prigioniera a Roma la regina Zenobia, e la Siria diventò il confine fortificato dell'impero. Il cristianesimo si diffuse rapidamente in Siria dopo Costantino e, con i Bizantini, si accrebbe l'importanza della Siria come transito verso i luoghi santi della Palestina. Dal V al VII secolo, si ripresentò la minaccia persiana dell'impero sassanide. Più volte la Siria fu invasa e liberata dai Bizantini, ma il cambiamento definitivo venne con l'invasione musulmana. Nel 636 i Bizantini furono sconfitti dagli arabi al confine fra Siria e Giordania, Damasco e la Siria furono occupate e crollarono anche l'impero sassanide e l'Egitto. 
  Nel 658 il Governatore di Damasco si proclamò califfo, cioè successore di Maometto, e creò la dinastia degli Omayyadi. Damasco raggiunse il suo massimo splendore, ma il suo predominio sul mondo arabo finì nel 750, quando la nuova dinastia degli Abbasidi portò il califfato a Bagdad poi, nel 980, gli Abbasidi furono sostituiti dai Fatimidi del Cairo. L'inizio delle crociate aprì una parentesi, con la creazione del regno di Gerusalemme nel 1099, ma Aleppo e Damasco erano occupate dai Turchi selgiuchidi. I crociati tendevano a controllare la costa, creando un sistema di fortificazioni come il Crac dei Cavalieri e i regni di Edessa, Antiochia e Tripoli. I musulmani ripresero l'iniziativa con il Saladino che rovesciò i Fatimidi in Egitto e riconquistò la Palestina. La Siria rifiorì sotto il Saladino e i suoi successori, ma vennero ancora sconvolgimenti. Dopo il 1250, in Egitto si instaurò la dinastia dei Mamelucchi che respinsero la prima invasione mongola, infine nel 1401 durante seconda invasione mongola, Tamerlano saccheggiò Aleppo e Damasco facendo migliaia di morti. La Siria mamelucca non si risollevò più fino alla conquista ottomana nel 1516, quando la Siria tornò a essere il luogo di transito dei commerci e riprese la sua prosperità. 
  L'opposizione araba al dominio turco cominciò a diffondersi nel 1800 e il nazionalismo arabo era ormai radicato allo scoppio della prima guerra mondiale. La rivolta araba fu capeggiata all'emiro Feisal, figlio di Hussein sovrano della Mecca, e le sue truppe furono organizzate dal colonnello inglese T. E. Lawrence, noto poi come Lawrence d'Arabia. Il 1° ottobre 1918 Feisal entrò a Damasco che era diventata la base delle forze armate turche appoggiate dai Tedeschi e, nel 1920, fu proclamato re della Siria. La Francia però ottenne dalla Società delle Nazioni il mandato sulla Siria e il Libano e costrinse Feisal all'esilio. A Feisal fu poi assegnato l'Iraq e al fratello Abdullah la Giordania. Intanto i Francesi separarono il Libano a maggioranza cristiana dalla Siria musulmana. A Damasco le aspirazioni all'indipendenza provocarono nel 1925 una violenta rivolta e i Francesi bombardarono la città. Altre rivolte si ebbero nel sangiaccato (sottoprovincia) di Alessandretta che i Turchi volevano annettersi. Le elezioni, contestate dai Siriani, furono favorevoli ai Turchi e la successiva annessione non è tuttora riconosciuta dalla Siria. Il predominio della Francia continuò durante la seconda guerra mondiale, quando Siria e Libano passarono sotto il governo di Vichy, fino al luglio del 1941, quando gli inglesi e la "Francia Libera" ripresero il controllo dell'area e promisero l'indipendenza. Questa però si realizzò solo nel 1946, quando gli Inglesi ritirarono le loro truppe. Nello stesso anno si formò la repubblica del Libano indipendente. Il primo governo civile della Siria fu rovesciato nel 1949 dai militari e, da questo momento, si susseguirono altri colpi di stato con tendenze nazionaliste e poi panarabe. Nel 1958 la Siria accettò l'unione con Egitto di Nasser per formare la Repubblica Araba Unita (R.A.U.), ma in seguito, nel 1961, un altro colpo di stato sanciva la fine della R.A.U.. Nel 1963 il partito dominante, il Ba'ath di tendenza panaraba, portò al governo Hafez al-Assad, un generale delle forze aeree, che andò rafforzando la sua posizione favorendo la creazione di un governo socialista. Nel 1967 la Siria fu coinvolta nella guerra dei sei giorni contro Israele e subì una grave sconfitta: gli Israeliani conquistarono le alture del Golan e minacciarono la stessa Damasco. Assad tuttavia rafforzò la sua posizione e, nel marzo del 1971, con un altro colpo di stato, si fece eleggere presidente per 7 anni. Nella successiva guerra dello Yom Kippur del 1973, con l'Egitto contro Israele, la Siria subì un nuovo rovescio e di nuovo Damasco fu minacciata. Mentre l'Egitto, con l'armistizio del 1974 recuperò il Sinai, perso nella guerra dei sei giorni, il Golan rimase agli Israeliani che anzi lo annessero formalmente nel 1982. La Siria non ha più firmato un trattato di pace con Israele e continua a minacciarlo dal Libano, dove ha mantenuto la sua influenza appoggiando i Palestinesi, Assad ha sostenuto inoltre l'Iran nella sua guerra con l'Iraq. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, la Siria si è riavvicinata all'Occidente e si è unita alla coalizione contro l'Iraq nella Guerra del Golfo. Assad è rimasto il dominatore assoluto della scena politica siriana fino alla sua morte avvenuta il 10 giugno del 2000 (non era ancora morto alla data di questo viaggio). Gli è successo il figlio più giovane Bashar al-Assad essendo morto il primogenito nel 1994 in un incidente stradale. 

  La Siria ha una superficie di circa 185000 kmq e una popolazione di 17 milioni di abitanti, confina a nord con la Turchia, a est con l'Iraq, a sud con la Giordania, Israele e Libano. Lungo la costa mediterranea ha una doppia catena di monti e all'interno, a est, un vasto altopiano semiarido e desertico ma attraversato dalla fertile valle dell'Eufrate che, provenendo dalla Turchia, attraversa l'altopiano prima di passare nell'Iraq. Le aree fertili si trovano nella striscia occidentale della costa e delle montagne e lungo la valle dell'Eufrate. Le due città principali sono la capitale Damasco, a sud, e Aleppo a nord, ma anche numerose altre città meritano una visita. 
  L'interesse turistico della Siria deriva dai molti siti archeologici, dai più antichi come Ebla a quelli d'impronta romana, bizantina e musulmana e per quello che rimane del passaggio dei crociati. Il viaggio inizia con la capitale Damasco, si scende poi a sud, quasi al confine con la Giordania, per visitare Bosra e i suoi resti romani, poi si prosegue verso il nord lungo la via dei commerci, si devia a est per Palmira nel deserto, si continua verso il nord con Apamea ed Ebla e si finisce con Aleppo e dintorni. 




LA CAPITALE DAMASCO


  Il nome di Damashqa compare negli archivi di Ebla e nelle tavolette di Mari del 2500 a.C., un documento egiziano la nomina fra le città conquistate da Thutmosi III nel 1480 a.C.; gli scavi sotto la moschea degli Omayyadi hanno scoperto insediamenti dal 3000 a.C.. Fu conquistata da re David di Israele nel 732, da Nabuccodonosor nel 600, dai Persiani nel 530, divenendo capitale di una satrapia, e da Alessandro Magno nel 333. I Greci furono scacciati dai nabatei, poi, nell'85 con i Romani, fece parte della provincia di Siria. Fu sempre una città importante sotto l'impero, Adriano la dichiarò metropoli e Alessandro Severo la fece colonia. Con i Bizantini fu sede vescovile, ma sotto il patriarcato di Antiochia. Conquistata dai musulmani, nel 661, divenne capitale del Califfato omayyade il cui potere si estese dalla Spagna all'India ed ebbe il suo periodo aureo. Nel 750, gli Abbasidi rovesciarono gli Omayyadi e spostarono la capitale a Bagdad. Con i Selgiuchidi e il Saladino, Damasco divenne di nuovo capitale di un regno che andava dalla Siria all'Egitto. Con i Mamelucchi del Cairo, si ridusse a capitale di provincia e subì infine il saccheggio di Tamerlano nel 1401. Non ebbe più peso politico durante i 400 anni di dominazione ottomana, dal 1516. Alla fine del 1800 aveva 150000 abitanti ed era ben collegata. Liberata dagli arabi di Feisal, alla fine della prima guerra mondiale, fu capitale sotto il mandato francese e solo nel 1946 divenne sede del primo governo indipendente. 

  La città ha un centro moderno intorno alla Piazza dei Martiri (Saahat ash-Shuhada) che ricorda le vittime dell'ultima rivolta del 1945 contro i Francesi. Nel raggio di un chilometro vi sono alberghi, banche, compagnie aeree e uffici turistici; c'è anche il Museo Nazionale e la moschea del tempo di Solimano il Magnifico. La città era attraversata dal fiume Barada che ora scorre coperto nel centro e ricompare a est lungo la cerchia delle mura della città vecchia o Cittadella. 

PANORAMA DI DAMASCO DAL MONTE QASSYOUN

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  La panoramica della città è ripresa dal monte Qassyoun, sul lato nord, dove si trovano le antenne della televisione. La Cittadella conserva i resti più antichi, da quelli romani a quelli bizantini, omayyadi, selgiuchidi e infine ottomani. I nuovi quartieri di Damasco si estendono a nord e a ovest.




MONUMENTI DELLA CITTÀ NUOVA


  Il monumento più importante della città nuova è la Moschea Takiyyeh as-Sulaymaniyyeh una volta situata sulla sponda del fiume Barada ora sotterraneo. La moschea fu costruita durante il regno di Solimano il Magnifico nel 1554 dal suo architetto Sinan, detto il Michelangelo turco, che nello stesso tempo costruiva la moschea di Istanbul. Lo stile è quello classico turco, in pietra bianca e nera, con cupola centrale e due minareti snelli e appuntiti. Nel cortile c'è una fontana con bacino. 

MOSCHEA TAKIYYEH AS-SULAYMANIYYEH.

A sinistra, Moschea di Solimano il Magnifico. 
A destra, Cortile della Moschea.
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Museo nazionale - Ingresso dal parco.
  Un altro importante edificio, in un grande giardino vicino alla Moschea di Solimano, è il Museo Nazionale, il più ricco della città, costruito nel 1936. La facciata è la ricostruzione dell'entrata di un palazzo fortezza costruito nel 688 dagli Omayyadi a ovest di Palmira. Tutte le parti ancora utilizzabili furono smontate e impiegate nella ricostruzione. Il museo contiene tutti i più importanti ritrovamenti dei siti archeologici della Siria, a cominciare da Ugarit, insediamento del III millennio a.C. sul Mediterraneo, dal cui palazzo reale, del XIII secolo a.C., provengono le prime iscrizioni con caratteri alfabetici su tavolette di argilla risalenti al XIV secolo a.C.. Da esse derivò il fenicio, nel VII secolo a.C., antenato della scrittura greca e latina. A Ugarit, nelle tombe sotto le case, sono state trovate armi di bronzo e di ferro. Ci sono poi statue del III e II millennio a.C. trovate a Mari sull'Eufrate vicino al confine con l'Iraq. Di Ebla si trovano le ricostruzioni e l'archivio delle tavolette con caratteri cuneiformi sumerici, che risalgono al periodo fra il 2500 e il 2300 a.C. e trattano di economia, amministrazione e politica della città. Altri documenti scritti sono quelli aramaici provenienti da Hama e Maalula. L'alfabeto arabo, influenzato da quello sumerico, è nato invece nel II secolo d.C.. La Siria greca e romana è rappresentata dai reperti di Palmira e di Bosra con statue di marmo e terrecotte, mosaici e ricostruzioni di tombe. Della Siria islamica vi sono armi, ceramiche, vetri, decorazioni e arabeschi damasceni e preziose edizioni del Corano. Ci sono tre stanze di arte bizantina con icone, affreschi e mosaici e infine la ricostruzione di una Sinagoga con le custodie della Torah e affreschi murali. 



LA CITTADELLA



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Il Suq al-Hamadiyyeh.
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Propilei del Tempio di Giove.
  Il luogo più caratteristico della città vecchia è il Suq al-Hamadiyyeh, la via commerciale, una lunga strada coperta da una volta, piena di negozi e sempre affollata. Inizia sul lato occidentale della cittadella e finisce alla porta Occidentale con i resti del tempio di Giove di origine romana. All'uscita si trova la Moschea degli Omayyadi, vero gioiello dell'architettura islamica, imponente per le sue dimensioni. 

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Moschea degli Omayyadi
Facciata orientale.
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Moschea degli Omayyadi - Cortile.
  Nel luogo dove oggi sorge, nel IX secolo a.C., gli Aramei avevano costruito un tempio al dio Hadad della tempesta, poi distrutto dagli Assiri nel 732 a.C.. I Greci e i Romani vi costruirono un tempio dedicato a Giove del quale sono rimasti i propilei e qualche porta. I Bizantini trasformarono il tempio in una chiesa dedicata a S. Giovanni Battista e, quando i musulmani entrarono a Damasco, usarono la parte orientale come moschea lasciando ai cristiani la parte occidentale. 

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Moschea degli Omayyadi
La grande Facciata.
  Nel 705 il sesto califfo omayyade decise di costruire una grandiosa moschea, rase al suolo tutti gli edifici della zona e i lavori si protrassero per 10 anni fino al 715. La moschea è la più grande della Siria, di forma rettangolare e con tre minareti. Il vasto cortile porticato, anch'esso rettangolare, ha al centro una grande fontana per le abluzioni. L'ingresso monumentale sulla facciata con timpano è completamente rivestito a mosaico. L'interno è a tre navate, al centro una cupola detta dell'Aquila, perché rappresenta la testa di un'aquila, mentre le navate sono il corpo e le ali, ed è rivolta verso il mihrab, cioè la nicchia della preghiera orientata verso la Mecca a sud. Sulla sinistra della cupola si trova un tempietto con la tomba di S. Giovanni Battista, venerato dai musulmani come profeta; la tradizione vuole che vi sia conservata la testa. Fuori dalla moschea, sul lato nord dell'ingresso, si trova il Mausoleo del Saladino costruito alla sua morte, nel 1193. Accanto al sepolcro di legno di noce, c'è un altro sarcofago di marmo regalato dal Kaiser Guglielmo II alla fine del 1800. 

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Palazzo Azem - Cortile.
  Subito a sud della moschea degli Omayyadi sorge il palazzo Azem costruito nel 1749 dal pascià Azem, governatore ottomano di Damasco. Nel 1920 i francesi ne fecero la residenza del loro Governatore e, dopo l'indipendenza, nel 1947 è stato destinato a Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari della Siria. 
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Palazzo Azem
Cortile e fontana.
Il palazzo è stato costruito in pietre di arenaria e basalto nero, che creano strisce alternate bianche e nere, il cortile è anche un giardino con alberi e fontane e di là si vede anche un minareto della Moschea. 

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Palazzo Azem
Stanza degli strumenti musicali.
  All'interno sono conservate le stanze degli appartamenti con le loro decorazioni e i mobili intarsiati in osso. Le raccolte del museo espongono i costumi tradizionali delle regioni, oggetti dell'artigianato, di tessuto, cuoio e metallo, specie di rame. 
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Porta Kisan e Cappella
di S. Paolo.
  In un'ala del museo, c'è una stanza della scuola coranica e una stanza degli strumenti musicali dove, in una vetrina, c'è una chitarra araba a 10 corde ed il Kanun, uno strumento a 72 corde. 

  La Cittadella conserva anche luoghi del primo cristianesimo, uno in particolare riguarda l'apostolo S. Paolo che, dopo la sua conversione, fu perseguitato dagli Ebrei e dovette fuggire facendosi calare da una finestra vicino a porta Kisan, sul lato sud-orientale delle mura. 
  Qui sono sorte poi una cappella e un monastero di suore. Nel luogo, secondo la tradizione, viveva un cristiano, Anania, che curò e guarì S. Paolo dalla cecità, che lo aveva colpito dopo la caduta da cavallo, e lo battezzò. 
  La facciata esterna ha una porta monumentale e sopra una finestrella murata, quella da cui fuggì S. Paolo. 



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