Siria - A Sud di Damasco: Bosra


Circa 140 km a sud di Damasco si trova Bosra, città una volta importante perché lungo la via carovaniera che dall'Arabia conduceva al nord; è ricordata in un documento egiziano del XIV secolo a.C.. Fu tenuta dai Nabatei che controllavano il traffico carovaniero e nel I secolo d.C. divenne per breve tempo capitale del loro regno, sostituendo Petra. Nel 106 d.C. passò ai Romani e Traiano ne fece la capitale della provincia d'Arabia ricostruendola. La città prosperò fino al tardo impero con l'imperatore Filippo l'Arabo (244-249), successore di Gordiano III, e fu chiamata Filippopoli ottenendo il titolo di Metropoli e il diritto di battere moneta. Con i Bizantini fu sede arcivescovile. La città fu visitata da Maometto nel 634 e incontrò un monaco nestoriano; si disse che qui ebbe la prima ispirazione del suo destino. Dopo la conquista musulmana fu nella strada dei pellegrinaggi alla Mecca e, per il ricordo di Maometto, fu considerato luogo sacro. 

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Porta Occidentale o del Vento.
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Il decumanus.

 

Al sito archeologico si entra da occidente attraversando la cerchia di mura e la Porta del Vento del II secolo d.C., (Bab al-Hawa), da qui parte il decumanus in direzione est, la strada è fiancheggiata da resti di colonne, muri e edifici recenti. 
Più avanti si trovano una piazza, agorà e mercato, e quattro grandi colonne corinzie che appartenevano a un ninfeo, dove arrivava l'acqua per la città. 
In fondo al decumanus si vede l'arco della porta Nabatea. A sinistra (nord) dell'agorà si trovano edifici del periodo musulmano, fra cui una moschea selgiuchida e un bagno turco (hamman) del periodo mamelucco. 
Una tradizione locale però vuole che la moschea sia una delle più antiche, costruita intorno al 720 come quelle della Medina e del Cairo. 

 

AGORÀ

A sinistra, l'Agorà con gli edifici del periodo musulmano. A destra, le colonne corinzie del ninfeo.
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  Sul lato destro del decumanus si trovano le terme romane, una serie di stanze con piscine e una sauna.  
  Adriano è ricordato da un grande arco a tre fornici. 

 

TERME ROMANE

A sinistra, le Terme sul lato destro del decumanus. A destra, l'arco di Traiano a tre fornici.
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TRABEAZIONE DI UN TEMPIO

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Vicino è il resto di una trabeazione magnificamente decorata e sorretta da una colonna e un pilastro: sono le rovine del tempio di un re nabateo.

 

A sud delle terme si trova il maggiore complesso della città: il Teatro romano cui si sovrappone la cittadella fortificata costruita dai musulmani per difendersi dai crociati. Il teatro è il meglio conservato di tutto l'oriente, dopo essere stato liberato dagli edifici che lo nascondevano. 
Il teatro fu costruito in età imperiale nel II secolo, poteva contenere 15000 spettatori ed era tutto in pietra basaltica e su sostruzioni, senza sfruttare dislivelli naturali. La cavea era divisa in tre sezioni, ima, media e summa cavea, la scena aveva una fronte di 45 m con colonne di pietra calcarea e rivestimenti di marmo. 
Il teatro fu trasformato in fortezza fra i secoli VIII e XI. 

 

TEATRO ROMANO

A sinistra, la cavea. A destra, la scena.
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Cortile della fortezza.
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Museo della Fortezza - Dipinti.

Le prime mura e torri della fortezza intorno al teatro furono costruite nel periodo omayyade e abbaside poi, dopo l'arrivo dei crociati, dal 1202 al 1251 furono costruite altre torri circondate da un fossato. 

Con i restauri, liberato il teatro da ciò che lo nascondeva, anche le torri e i cortili sono stati aperti ai visitatori e vi sono delle raccolte archeologiche e di tradizione popolare e diversi dipinti recuperati. Tornati sul decumanus si prosegue fino a raggiungere la Porta Nabatea che era in realtà l'ingresso principale del palazzo reale di Rabbel II, quando nel I secolo d.C. Bosra divenne capitale dei Nabatei.  
L'arco e le colonne sono un esempio tipico di architettura nabatea. 
Più lontano, verso est, si trova un ampio bacino, antica riserva d'acqua detta la Cisterna dei Pellegrini usata in passato dalle carovane e dai pellegrini. 

PORTA NABATEA E CISTERNA DEI PELLEGRINI

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