Siria - Verso il Nord: Hama, Apamea ed Ebla


Tornati a Homs si risale la valle dell'Oronte, un fiume che viene da sud proveniente dalle montagne del Libano, ed entra in Siria vicino all'antica Kadesh, dove avvenne la battaglia fra Egiziani e Hittiti nel 1286 a.C., poi prosegue fino in Turchia e sbocca nel Mediterraneo. A nord di Homs, dopo 47 km, si incontra Hama bagnata dall'Oronte e famosa per le sue grandi Norie che sollevavano l'acqua per l'irrigazione. Seguendo l'Oronte, che piega a nord-ovest, si raggiunge il sito di Apamea, la città fondata da Seleuco I nel II secolo a.C. che, sotto i Romani, raggiunse i 500000 abitanti. Ritornando sulla strada da Hama ad Aleppo, a circa 50 km da quest'ultima, si passa per il sito archeologico di Ebla, una città del terzo millennio a.C. scoperta nel 1964 sulla collina (tell) di Mardikh. Qui gli scavi del Prof. Paolo Matthiae, dell'università di Roma, hanno portato al ritrovamento di 17000 tavolette di argilla cotta scritte in sumerico. 

 

HAMA

Hama fu un centro arameo intorno al 1000 a.C., ma nel 720 fu occupata dagli Assiri e gli abitanti deportati. Al tempo dei crociati, Damasco e Aleppo si contesero il possesso di Hama poi, durante il predominio dei mamelucchi, divenne sultanato. Di recente, nel 1982, Hama è stata luogo di una rivolta della Fratellanza musulmana, repressa sanguinosamente dal regime di Assad, e le distruzioni sono state tali che, nonostante i restauri, alcuni monumenti, come la grande Moschea, hanno perduto la loro antica magnificenza. 

clicca per ingrandire  
Le Norie sull'Oronte.
clicca per ingrandire  
Particolare di una Noria in funzionamento.

 

L'attrazione maggiore di Hama è data dalle Norie, grandi ruote di legno che arrivano a un diametro di 20 m mosse dall'acqua dell'Oronte e una volta usate per sollevarla sui canali d'irrigazione; 16 sono ancora funzionanti, anche se solo a titolo dimostrativo, ma una volta erano molte di più, circa 100, in città e nei dintorni. La ricchezza d'acqua rende la terra intorno molto fertile e si coltiva grano, cotone e tabacco. Hama è anche centro industriale, particolarmente per la siderurgia. 

 

APAMEA

Apamea deve il suo nome ad Apame, la moglie persiana di Seleuco I che la fondò. Con Pompeo, nel 64 a.C., fu presa dai Romani; fu poi ricostruita da Traiano dopo il terremoto del 115 d.C. e raggiunse il suo massimo sviluppo. Con la fine dell'impero, la città romana fu abbandonata e riscoperta a metà del 1800. Una città fortificata araba sorse a ovest sulla vicina collina, fu occupata dal normanno Tancredi durante la crociate, ma presto ripresa dai selgiuchidi. 

clicca per ingrandire  
Città romana di Apamea Via Colonnata.

clicca per ingrandire  
Via Colonnata e porticato sinistro.

Il sito archeologico della città greco-romana si trova in una zona pianeggiante; la città era cinta da mura e la parte monumentale è la Via Colonnata ricostruita rialzando i resti delle colonne nel 1960; è una strada in direzione sud-nord (cardo massimo) che andava dalla porta di Emesa (verso Homs a sud) alla porta di Antiochia a nord. La strada era lunga 1850 m, la parte centrale larga 22 m ed era porticata ai lati. Sul lato sinistro è rimasta buona parte della muratura che terminava il portico. 

 

clicca per ingrandire  
Via Colonnata e Colonna Votiva.

 

Lungo il cardo s'incrocia il decumanus e verso ovest si trovano i resti di un teatro che era il più grande della Siria con un diametro di 135 m, ma è rimasto ben poco perché il materiale è stato in gran parte riutilizzato. 
Vi sono resti di un tempio, diverse chiese fra cui una del VI secolo del tempo di Giustiniano, dove furono sepolti i santi Cosma e Damiano. Più avanti, al centro del cardo sorge una colonna onoraria ma senza nessuna iscrizione, e a destra sono i resti delle terme costruite in età ellenistica e poi ampliate dai Romani. 

clicca per ingrandire  
Il villaggio arabo.

 Guardando a ovest, si vede su un'altura il villaggio arabo fortificato del periodo selgiuchide il cui nome è oggi Qala'at al-Mudiq. 

 

clicca per ingrandire  
Caravanserraglio ottomano, sede del Museo.
Vicino al villaggio ai piedi della collina, dove passava la strada commerciale e la via dei pellegrinaggi alla Mecca, si trova un caravanserraglio del periodo ottomano (1700) restaurato e ora impiegato come museo. 
Attraverso un bel portale arabo, si entra nel cortile, dove sostavano i cammelli e i pellegrini e, lungo il portico e, all'interno delle stanze a volta che lo circondano, si possono ammirare i magnifici mosaici trovati ad Apamea durante gli scavi, fra cui quelli di una villa romana del IV secolo e quelli di V secolo di una casa bizantina e della Cattedrale. 

 

EBLA

L'esistenza di Ebla in Siria era provata da documenti egiziani, hittiti, akkadici e greci e si sapeva che era stata una potente città stato affermatasi fra il 3000 e il 1600 a.C., ma non si sapeva dove poteva trovarsi. Nel 1968, dopo 4 anni di scavi a Tell Mardikh, dove si erano già raccolti reperti interessanti, il Prof. Paolo Matthiae scoprì la statua del principe Ibbid-Lim con un'iscrizione che identificava il luogo degli scavi come la città di Ebla. La città si trovava in un luogo geografico favorevole, dove s'incrociavano le vie fra l'Eufrate e il Mediterraneo e quelle verso l'Egitto e il suo territorio era adatto a un tipo di agricoltura estensiva che sfruttava le normali precipitazioni atmosferiche per la coltivazione dei cereali, della vite e dell'olivo e per l'allevamento del bestiame su pascoli stagionali. 

clicca per ingrandire  
Tell Mardikh Acropoli e primo palazzo reale.
clicca per ingrandire  
Ebla - Area sud degli scavi dall'Acropoli.

Ebla iniziò come piccolo villaggio nel 3300 a.C. e raggiunse il suo apice nel 2500 a.C., estendendo la sua influenza da Mari sull'Eufrate al Mediterraneo. Fra il 2400 e il 2250 a.C. si ebbe la cosiddetta età degli archivi che lasciò un'ampia documentazione della vita sociale e amministrativa della città nelle migliaia di tavolette a caratteri cuneiformi recuperati nelle rovine del palazzo reale sulla città alta. 


clicca per ingrandire  
Acropoli - Area del primo palazzo reale.

clicca per ingrandire  
Acropoli - Scalinata del Palazzo reale.

Il primo palazzo reale è detto anche Palazzo degli Archivi, perché qui sono state trovate le tavolette che hanno svelato la vita quotidiana e gli eventi politici fino alla distruzione della città nel 2250. La lingua degli Archivi, detta "eblaita", è la più antica lingua semitica conosciuta e doveva essere diffusa in un'area più vasta di quella controllata politicamente da Ebla.
Intorno al 2250 la città fu presa e incendiata dal re di Akkad, Sargon I, perse la sua indipendenza, ma fu presto ricostruita e un nuovo palazzo reale fu costruito nella parte centro settentrionale della città bassa. 

clicca per ingrandire  
Ebla - Porta di Damasco sulla cinta difensiva.
Fra il 1850 e il 1600 a.C., nell'età di Hammurabi, Ebla ebbe un nuovo periodo d'oro attestato da grandi costruzioni come le nuove fortificazioni, l'area sacra del tempio di Ishtar e gli ipogei reali. La decadenza iniziò nel 1700, quando cadde sotto l'egemonia di Aleppo poi, intorno al 1620 a.C., Ebla fu definitivamente distrutta dai re hittiti nella loro campagna che li portò alla conquista di Babilonia e alla caduta della dinastia di Hammurabi. 
La città era circondata da un terrapieno difensivo alto 20 m con quattro porte una delle quali, a sud-ovest, è detta di Damasco. Una seconda linea di difesa era intorno all'Acropoli. 
La Porta di Damasco, portata alla luce dagli scavi, era articolata secondo un percorso spezzato che costringeva il nemico a scoprire il fianco transitando in una corte trapezoidale interna fra due porte. 

Indice |Info | Stampa | Permalink