Giordania - La Giordania e la Capitale Amman



  La Giordania e tutte le nazioni arabe del Medio Oriente sono nate a seguito delle convulsioni politiche dell'area fra la prima e la seconda guerra mondiale. 
  Dal 1516 e per i quattro secoli successivi, tutte le regioni dell'Asia mediorientale, Siria, Iraq, Libano e Palestina furono occupate dai Turchi ottomani e solo le regioni desertiche di Siria e Giordania rimasero sempre dominate dalle tribù beduine. Nel 1914, durante la prima guerra mondiale, scoppiò la rivolta araba contro i Turchi per iniziativa dell'emiro Feisal, figlio di Hussein e sceriffo (sovrano) della Mecca. La Gran Bretagna, che aveva le sue basi a Suez, appoggiò gli Arabi, essendo la Turchia alleata della Germania, e il colonnello inglese T. E. Lawrence, poi noto come Lawrence d'Arabia, guidò le forze arabe alla conquista di Aqaba e poi di Damasco. Finita la guerra, nel 1920 Feisal fu riconosciuto re della Siria, che comprendeva anche la Palestina e il Libano, e il fratello Abdullah divenne re dell'Iraq, ma poco dopo, la Società delle Nazioni affidò alla Gran Bretagna un mandato sulla Palestina, dove si voleva creare uno stato ebraico, e alla Francia un mandato sulla Siria e il Libano. I Francesi cacciarono Feisal dalla Siria e gli Inglesi gli assegnarono il regno dell'Iraq dando al fratello Abdullah la Transgiordania situata fra l'Iraq e le sponde orientali del Giordano. Questa fu la nascita della Nazione giordana con capitale Amman e un esercito, chiamato Legione Araba, addestrato e guidato da ufficiali inglesi, fra cui J. B. Glubb noto come Glubb Pascià. Nel 1946 Abdullah fu dichiarato re avendo una quasi totale indipendenza. Poco dopo scoppiò il problema dello stato di Israele; nel novembre del 1947 le Nazioni Unite decidevano la spartizione della Palestina assegnandone più della metà agli Ebrei che dal 1920 avevano cominciato a migrare in Palestina dagli stati europei ed erano cresciuti con le persecuzioni naziste alla fine della seconda guerra mondiale. Il 14 maggio 1948 avveniva la proclamazione dello stato di Israele e subito scoppiò il conflitto con gli Arabi, ma gli Israeliani, più organizzati, si assicurarono il controllo del territorio e costrinsero la maggioranza dei Palestinesi ad abbandonare le loro terre rifugiandosi in gran parte in Giordania e creando campi profughi, causa poi di molte tensioni interne. Il conflitto con Israele finì a metà del 1949 con le truppe giordane che controllavano Gerusalemme est e la Cisgiordania; nel 1959 Abdullah annesse formalmente questi territori provocando malumore fra gli Arabi. Abdullah fu assassinato nel luglio del 1951 nella moschea Al-Aqsa di Gerusalemme e poco dopo gli successe il nipote Hussein di 17 anni, pronipote di Hussein della Mecca e anche lui discendente diretto di Ascim, marito di Fatima, la figlia del profeta Maometto, e quindi continuatore della dinastia ascimita. Nel 1956 il nuovo sovrano licenziava Glubb Pascià e l'anno dopo rompeva con la Gran Bretagna che ritirava tutte le sue truppe dalla Giordania. Tuttavia, poiché il suo governo uscito dalle elezioni si dimostrava troppo filonasseriano e tendeva a instaurare rapporti con l'Unione Sovietica, Hussein lo esautorò con un colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti. L'unione fra Egitto e Siria del 1958 preoccupò Hussein che cercò una federazione con re Feisal dell'Iraq. Feisal però fu detronizzato poco dopo da un colpo di stato e Hussein si avvicinò quindi sempre più a Stati Uniti e Inghilterra. Nei primi anni '60 la Giordania cominciò a prosperare anche per l'incremento del turismo, ma la situazione precipitò con il crescere della tensione fra paesi arabi e Israele. All'inizio del 1967 i guerriglieri palestinesi e i Siriani intensificarono le incursioni, Nasser chiuse il Mar Rosso bloccando il porto israeliano di Eilat e la Giordania firmò un patto difensivo con l'Egitto. Israele, sentendosi circondata, sferrò un attacco aereo all'alba del 5 giugno 1967 distruggendo a terra l'aviazione egiziana e quindi attaccò gli Egiziani nel Sinai, i Giordani in Cisgiordania e i Siriani nel Golan. In 6 giorni gli Arabi furono sconfitti su tutti i fronti e per la Giordania la perdita della Cisgiordania e della sua parte di Gerusalemme fu disastrosa per l'economia e il turismo, inoltre i Palestinesi, inquadrati nella OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) presero il sopravvento sulle forze giordane all'interno del paese fino alla sanguinosa resa dei conti con l'esercito giordano del 1970, rimasta tristemente famosa con il nome di "settembre nero". Nella successiva guerra del 1973, fra Egiziani e Israeliani per la riconquista del Sinai, Hussein si limitò a inviare pochi aiuti alla Siria, ma non accettò poi l'accordo di Camp David firmato da Sadat nel 1978. La Giordania appoggiò in seguito l'Iraq di Saddam Hussein nella sua guerra contro l'Iran del 1980, data la sua dipendenza dalle importazioni di petrolio, e lo sostenne anche dopo l'invasione del Kuwait dell'agosto 1990 spinto dall'opinione pubblica interna. In seguito, tuttavia, promosse un'azione diplomatica per la pace e aderì all'embargo delle Nazioni Unite contro l'Iraq. Gli aiuti ricevuti gli permisero di superare le difficoltà economiche. Alla fine degli anni '80 Hussein rinunziò a ogni pretesa sulla Cisgiordania e dal 1991 iniziò un'azione di mediazione fra Israele e i Palestinesi di Arafat. 
  La popolazione della Giordania è costituita in prevalenza da arabi e, fra questi, il 60% è palestinese con molti profughi della Cisgiordania, vi sono alcune centinaia di migliaia di beduini, i nomadi (bedu) del deserto, che ormai hanno in gran parte scelto la vita di città, una minoranza (circa 25000) di circassi, venuti dal Caucaso nel XIX secolo, e piccoli gruppi di armeni. La religione è per la maggioranza musulmana sunnita e c'è un 6% di cristiani, ortodossi e cattolici. 
  La Giordania occupa una superficie di 96000 kmq, desertica per il 72%, ed ha circa 5 milioni di abitanti. L'interesse archeologico della Giordania deriva dalla sua storia millenaria fino alla conquista ottomana che ha visto la regione attraversata, per la sua posizione, da egiziani, assiri, babilonesi, hittiti, greci, romani, arabi, selgiuchidi e crociati. Ognuno ha lasciato una sua impronta costruttiva e culturale. La valle del Giordano, da sud a nord, fu attraversata da una strada commerciale dal Mar Rosso alla Siria verso Damasco, e Amman era una delle tappe, altre città sorsero lungo questo percorso e prosperarono sotto tutte le dominazioni senza mai creare uno stato sufficientemente forte per contrastare gli imperi vicini dominanti. I resti archeologici più interessanti sono quelli greci e romani, quelli legati alle tradizioni ebree e cristiane e i resti dei castelli dell'epoca dei crociati; un gioiello unico è infine Petra, la capitale di un regno che per più di quattro secoli controllò le rotte commerciali da sud al nord e lasciò una sua impronta architettonica originale che lascia stupefatti. 
  Un viaggio in Giordania coglie anche aspetti naturali unici come le profonde vallate, il Mar Morto e il deserto, regno dei Beduini. 
  L'itinerario del viaggio parte da Amman e quindi punta prima a nord, fino alla frontiera con la Siria, e infine a sud fino al Mar Rosso toccando città e luoghi d'interesse storico e turistico.



VISITA DI AMMAN


  Nei dintorni di Amman si sono scoperti insediamenti datati fin dal 3500 a.C.. Dai riferimenti biblici, si sa che nel 1200 a.C. vi sorgeva la città di Rabbath Amman, capitale degli Ammoniti che fu presa dal re di Israele, David, e i suoi abitanti bruciati vivi. La città fu poi presa dai Babilonesi come Gerusalemme intorno al 587 a.C.. La si ritrova nel periodo ellenistico quando Tolomeo Filadelfo (283-246) la ricostruì e la chiamò Filadelfia, la città passò poi sotto il dominio dei seleuciti che dominavano l'Anatolia e la Siria e poi, per poco tempo, sotto i Nabatei. Subì l'influenza romana facendo parte della Decapoli, un gruppo di città che dominavano i commerci all'inizio del primo secolo d.C.. I Romani la ricostruirono completamente su sette colli secondo i loro canoni lungo la grande strada che dal Mar Rosso portava a Damasco. In epoca bizantina fu sede vescovile, nel 614 d.C. fu occupata dai Persiani Sasanidi e nel 630 avvenne la conquista musulmana. A quel tempo era ancora un centro carovaniero, ma con gli Ottomani si ridusse a un villaggio e solo nel 1878 fu ripopolata da una colonia di Circassi. Negli anni '20 l'emiro Abdullah ne fece il suo quartier generale e fu dichiarata ufficialmente capitale della Giordania nel 1950. 
  Amman ha oggi circa 2 milioni di abitanti. Occupa 19 colli (jebel) alti e ripidi e i percorsi sono tortuosi e mai in pianura. La collina più antica è la Jebel al-Qala'a, detta la "cittadella" o acropoli, dove sono resti romani e musulmani e dove sono stati trovati manufatti dell'età del bronzo. 

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Cittadella - Tempio di Ercole.
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Cittadella - Basilica bizantina
e Palazzo degli Omayyadi.
  Qui c'è il tempio di Ercole nel quale sono state sollevate alcune colonne. Il tempio fu costruito al tempo dell'imperatore Marco Aurelio (161-180 a.C.) e la statua del dio era alta 9 m. Vi sono pochi resti di una basilica bizantina del VI- VII secolo e le fondamenta di un palazzo degli Omayyadi dell'VIII secolo; un ambiente a cupola offre una bella decorazione interna. 

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Dalla Cittadella
Piazza ascimita e Teatro romano.
  La collina fungeva da fortezza, i Romani la cinsero di mura che furono poi restaurate dagli Omayyadi e c'era anche una grande cisterna. Dall'estremità orientale della collina si vede a sud-ovest la Jebel Amman, la zona elegante con gli alberghi e le ambasciate e, nella valle ai piedi della collina, la piazza ascimita con i resti più imponenti della città romana: il teatro e l'Odeon. 
  Discesi dalla Cittadella sulla piazza ascimita, dove una volta si trovava il Foro della città, si può visitare il teatro romano costruito sul fianco della collina Amman al tempo di Antonino Pio (138-161). Il teatro ha una capacità di 6000 spettatori e le rappresentazioni avvenivano durante le feste religiose in onore di Atena. Il complesso è stato completamente restaurato dal 1957, ma sono stati usati materiali diversi da quelli originali. 
  Vicino si trova l'Odeon destinato a spettacoli musicali o per declamazioni, è più piccolo del teatro ed era coperto da un tetto di legno o da una tenda. 

AMMAN - TEATRO ROMANO E ODEON

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  A destra del Teatro si trova il museo del Folklore con un'esposizione di costumi, gioielli e oggetti tradizionali; interessanti sono i manichini in costume di un circasso e di un soldato beduino della Legione araba. 

MUSEO DEL FOLKLORE

A sinistra, manichino con costume circasso.
A destra, manichino con la divisa della Legione Araba.
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  Fra le moschee di Amman, una delle più belle è quella del re Abdullah con la grande cupola blu, ultimata nel 1990. Nell'interno un grandioso lampadario circolare. 

AMMAN - MOSCHEA DEL RE ABDULLAH

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