Giordania - A Nord di Amman: Gerasa


Circa 51 km a nord di Amman s'incontra il sito archeologico di Gerasa, vicino alla moderna cittadina di Jerash. Dopo Petra, Gerasa è il sito più interessante della Giordania anche perché ben conservato, essendo rimasto in buona parte sepolto sotto la sabbia fino al 1806, quando fu scoperto da un viaggiatore tedesco. Scavi e restauri iniziarono negli anni '20 durante il mandato britannico. Anche se abitata da tempi molto antichi, la città si sviluppò in epoca ellenistica. Quando Pompeo conquistò la regione nel 63 a.C., la città fece parte della provincia di Siria e della Decapoli, mantenne rapporti commerciali con il regno dei Nabatei a sud e, quando questo fu annesso da Traiano nel 106, ne assorbì le ricchezze. Adriano si stabilì qui per qualche tempo e in questo periodo fu eretto l'arco di trionfo. All'apogeo, all'inizio del III secolo, la città raggiunse i 15000 abitanti, poi la sua importanza commerciale decrebbe con lo spostarsi dei traffici sul mare e la caduta di Palmira nel 273. Il collasso si ebbe con l'invasione persiana e musulmana e una serie di terremoti. I Crociati vi passarono nel XII secolo, poi fu abbandonata e dimenticata. 

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Gerasa - Arco di Adriano.

 

  Entrando da sud dalla strada proveniente da Amman, ancora fuori le mura, s'incontra l'Arco di Adriano del 130 d.C., un imponente arco di trionfo che in origine aveva un'altezza doppia. L'arco si trova a 500 m dalla porta sud della città e, a sinistra della strada, si trovano i resti dell'ippodromo, l'antico campo sportivo, dove si tenevano gare di atletica; le gradinate potevano contenere fino a 15000 spettatori. 

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Gerasa - Porta Sud (lato interno).

 

  La Porta Sud è una delle quattro porte, che si aprivano sulla cerchia di mura lunga 3500 m, e dalla porta una strada conduce al Foro passando sotto un arco. 

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Arco d'ingresso al Foro.

 

  Il Foro è una vasta piazza ovoidale circondata da colonne ioniche risollevate dal restauro, la pavimentazione è in lastre di pietra calcarea e al centro c'è un podio. 

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Piazza del Foro.

 

  Dalla piazza del Foro parte l'asse principale della città, il cosiddetto Cardo massimo con direzione approssimata sud-nord che costituisce la grande Via Colonnata lunga più di 600 m in direzione della porta Nord. La città è poi divisa in sei settori da due strade trasversali, orientate circa est-ovest (decumanus), e ogni settore aveva la sua destinazione d'uso secondo una struttura urbanistica codificata da Ippodamo di Mileto alla fine del VI secolo a.C.. A sinistra (ovest) del Foro, una rampa di scale porta al Tempio di Zeus su un rilievo del terreno. 
  Del tempio è rimasto ben poco, la sua costruzione risale al II secolo d.C., ma l'area era sacra fin dall'epoca ellenistica. 

GERASA - LA VIA COLONNATA (CARDO MASSIMO)

A sinistra, l'inizio della Via Colonnata vista dalla piazza del Foro. A destra, il Tempio di Zeus.
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  Accanto al tempio sorge il Teatro Sud del I secolo d.C. capace di 5000 spettatori. Il fondale del palcoscenico era a due piani, ma è stato ricostruito solo il primo. 

GERASA - TEATRO SUD

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Vista del Foro dal Teatro.

 

  Dall'alto del Teatro si può avere una vista d'insieme del Foro, la Porta Sud e parte della moderna città di Jerash sul fondo. 

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La Cattedrale del IV secolo.

 

  Ci si sposta verso nord nel settore ovest fra i due decumanus, dove si trovano i resti più interessanti. 
  Vi sono numerosi resti di chiese cristiane del IV-V secolo, fra cui la più imponente è detta la Cattedrale del IV secolo costruita sopra i resti di un tempio precedente dedicato al dio nabateo Dhushara assimilato a Dioniso. 

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Tempio di Artemide.

 

  Più avanti si trova l'edificio più importante della città: il Tempio di Artemide protettrice della città costruito nel II secolo d.C.. Artemide era stata identificata con Atargatis, l'antica dea nabatea della fertilità. 

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Tempio di Artemide - Propileo.

 

  Davanti al tempio si trovano i resti di un forno di ceramica musulmano del secolo VIII, poi si sale su una rampa attraversando una porta monumentale fino al cortile centrale. Il tempio era circondato da colonne corinzie, ma rimane solo una doppia fila sulla fronte. 

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Teatro Nord.

 

  A nord del tempio di Artemide si trova un altro teatro, detto appunto Nord, è più piccolo di quello Sud ed è stato ben restaurato. 
  Dal Teatro Nord si torna alla Via Colonnata (Cardo Massimo) e, scendendo verso sud, si trova a destra un grande ninfeo con una vasca di granito rosa che però è di diversa provenienza. 
  Più avanti lungo il cardo si raggiunge l'incrocio con il primo decumano, dove si apre una piazza al centro della quale è un tetrapilo, monumento dedicatorio a quattro pilastri. 

LUNGO LA VIA COLONNATA

A sinistra, il Ninfeo sulla Via Colonnata. A destra, la Piazza con il Tetrapilo.
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  Andando ancora avanti verso il Foro, sulla destra, si trova la piazza dell'Agorà, al centro una fontana, e dietro ci sono i resti di un macellum. 
  Si raggiunge quindi Foro completando la visita. 

LUNGO LA VIA COLONNATA

A sinistra, la piazza dell'Agorà. A destra, l'ultimo tratto della via Colonnata.
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CASTELLO DI AJLUN


  Vicino alla cittadina di Ajlun, situata 22 km a ovest di Jerash, si trovano i resti del castello di Rabad costruito nel 1184-85 da un generale del Saladino per difendersi dai Crociati. 

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Castello di Rabad.

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Ingresso al Castello.

 

  Il castello domina dall'alto di una collina le valli del Giordano e di due affluenti. Finite le crociate, il castello fu distrutto durante l'invasione mongola (1260), ma ricostruito dai Mamelucchi fu usato sotto gli ottomani; danneggiato dai terremoti del 1837 e 1927, fu solo in parte restaurato. Il castello ha preso il nome di Rabad da un monaco che vi abitava. Ci sono delle torri semidiroccate mentre l'ingresso, con un ponte di legno sul fossato, è stato restaurato e dà su una corte con le stalle per i cavalli. 

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