Giordania - A Nord di Amman: Gadara


All'estremo nord della Giordania, si vedono le alture del Golan prese dagli israeliani alla Siria nella guerra dei 6 giorni del 1967, e il lago di Tiberiade. Qui si trovano la cittadina di Umm Qais e, vicino, i resti della città greco-romana di Gadara, una delle città della Decapoli. Gadara si sviluppò in epoca ellenistica, prima sotto i Tolomei e poi, dal 198 a.C., sotto i Seleucidi. Di Gadara fu il filosofo cinico Menippo fra il IV e il III secolo a.C. e il poeta Meleagro (140-70 a.C.). Gli Ebrei la occuparono del 100 a.C., ma nel 63 arrivò Pompeo con i Romani. Sotto Augusto, Erode il Grande, alleato dei Romani, la riebbe in premio delle sue campagne contro i Nabatei. Passò definitivamente ai Romani nel 106 d.C. con la caduta dei Nabatei per opera di Traiano. Con Adriano fece parte della provincia romana di Siria e Arabia. Fu sede vescovile con i bizantini, ma con la conquista musulmana si ridusse a un semplice villaggio. 

 

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Strada colonnata e villaggio ottomano.
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Strada colonnata e antiche botteghe.

 

Nel sito di Gadara ai resti romani sono sovrapposti quelli di un villaggio ottomano. 
Una vista panoramica da sud mostra una via colonnata (decumanus) che era la via commerciale della città e, a un livello più basso, si vede una fila di botteghe. 

 

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Colonne di basalto della basilica.
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Teatro occidentale.
Sul lato est della strada c'è un gruppo di colonne, molte delle quali di basalto nero, che appartengono a un'antica basilica e, vicino, sono i resti di un teatro scavato nella collina e solo parzialmente restaurato. 
Uno degli edifici ottomani è stato trasformato in museo che raccoglie i reperti degli scavi fra cui la statua acefala di una dea trovata seduta sulla prima fila del teatro. 

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Cortile del Museo.

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