Giordania - A Sud di Amman: Madaba, Mosaici e luoghi Biblici


Madaba e le zone vicine sono luoghi ricchi di testimonianze cristiane e bibliche. Madaba è la città dei mosaici del periodo bizantino. A nord-ovest Monte Nebo conserva la memoria di Mosè, che la tradizione vuole si sia fermato qui in vista della Terra Promessa e, per questo, è un luogo sacro per ebrei, cristiani e musulmani. Scendendo verso il Giordano, si trova il luogo del battesimo di Cristo e vicino la memoria del profeta Elia, nel luogo dove fu portato in cielo. A sud-est di Madaba, nell'odierna Umm er-Rasas, gli scavi hanno scoperto dei magnifici mosaici di chiese bizantine del secolo VIII. 

MADABA

 

  Circa 30 km a sud di Amman, sulla via regia che porta fino a Petra, s'incontra la cittadina di Madaba, la moabita Medeba citata dalla Bibbia e presa dagli Ebrei durante il regno di David. Riebbe la sua indipendenza con il re moabita Mesha cui si deve la stele di basalto nero, trovata vicino a Kerak nel 1868 e ora al Louvre, dove è riportato il racconto delle battaglie contro i re di Israele. La città fu contesa ancora fra Ebrei e Nabatei poi, con i Romani, iniziò un periodo di prosperità che durò fino a tutto il periodo bizantino. Di quest'ultimo periodo sono le chiese e i mosaici che hanno reso Madaba importante come attrazione turistica. Con l'invasione persiana e musulmana e a seguito di un disastroso terremoto nel secolo VIII, la città era stata abbandonata e i mosaici furono riscoperti alla fine del 1800, quando molti cristiani vennero qua da Kerak e ricostruirono la città. Da allora Madaba è rimasta un centro cristiano in Giordania, con buoni rapporti di tolleranza con la comunità musulmana. 

 

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Chiesa della Vergine Maria.
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Chiesa della Vergine - Mosaico circolare.

 

  Nel parco archeologico all'interno della città sono state restaurate due chiese, quella della Vergine Maria e quella del profeta Elia. Nella chiesa della Vergine si trova un mosaico pavimentale circolare che è un capolavoro di disegno geometrico, forse realizzato in periodo omayyade da artisti cristiani. In genere i mosaici delle due chiese vanno dal V al VI secolo. 

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Strada romana.
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Casa romana. - Mosaico del IV secolo a.C.

 

  Fra le due chiese corre una strada romana e si trova l'ambiente più antico, quello di una casa romana del IV secolo, dove sono stati scoperti mosaici con soggetti decorativi e narrativi. Si tratta di copie da cartoni molto diffusi nel mondo bizantino, prodotti di un buon artigianato, ma con tecnica non originale. 

 

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Casa Bruciata - Mosaico con scene di caccia.

 

  Poco distante è la cosiddetta Casa Bruciata del VII secolo, dove si trova un mosaico con scene di caccia. 

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Chiesa di S. Giorgio - Mappa dei Luoghi Santi.

 

  Il mosaico più interessante si trova nella chiesa greco-ortodossa di S. Giorgio e fu scoperto nel 1896, mentre si ricostruiva la chiesa della comunità. Il mosaico si trova al centro della navata vicino al presbiterio, ne è rimasto solo una metà di quello originale e misura 15,7 x 5,6 m. Riproduce la carta topografica della Palestina dal Libano a nord, con Biblo e Sidone, e a est i centri di Bosrna e Amman scendendo fino a Petra e Aqaba, poi prosegue a sud con il Sinai e l'Egitto dove mostra il Nilo e Menfi. La Terra Santa è indicata in dettaglio con Gerico, il Mar Morto, Betlemme e Gerusalemme, dove in un ovale sono indicate le strade e le chiese principali come quella dell'Anastasis e un'altra dedicata alla Madonna e costruita nel 562 d.C., cosa che ha permesso la datazione "post quam" del mosaico. I luoghi dell'Antico e Nuovo Testamento sono indicati con strade, monti, fiumi e città a uso dei pellegrini. Il mosaico è a colori con molte sfumature. 

MONTE NEBO

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Orientamenti da Monte Nebo.
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Bastone con il serpente di Mosè.

 

  Monte Nebo si trova al margine di un altopiano, 10 km circa a nord-ovest di Madaba. Ha una magnifica posizione panoramica sulla valle del Giordano e il Mar Morto e, nelle giornate limpide dal piazzale si può vedere fino a Gerusalemme. Un cartello indica gli orientamenti e le distanze dei luoghi più importanti della Terra Promessa e una moderna scultura ricorda la presenza di Mosè nella forma di un palo con un serpente di bronzo avvinghiato rappresentante il suo bastone che si trasformava in serpente. 
  Sulla sommità del monte si trova un convento con la chiesa dei francescani che hanno preso in custodia il sito nel 1933, ma erano presenti fin dal VI secolo e la chiesa è stata più volte rifatta.  
  All'interno vi sono antichi mosaici pavimentali, alcuni staccati e appesi alle pareti; sul lato sinistro c'è un mosaico con animali, alberi e scene di caccia e un antico battistero a immersione.  

CHIESA FRANCESCANA DI MONTE NEPO

A sinistra, l'esterno della chiesa. A destra, un mosaico con scene di caccia e in fondo un battistero a immersione.
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  Una lapide con una croce rappresenta la tomba di Mosè che morì in questi luoghi, dopo aver visto la Terra Promessa, ma vi sono altre due cime vicine che si contendono il luogo della sua tomba. 

 

CHIESA FRANCESCANA DI MONTE NEPO

A sinistra, l'antico battistero a immersione e, a destra, memoria della tomba di Mosè.
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NEI PRESSI DEL GIORDANO

 

  Lungo il corso del Carrar, un affluente del Giordano che ormai dopo 2000 anni è solo un rigagnolo, c'è il luogo generalmente indicato come quello dove è avvenuto il battesimo di Cristo e vicino si trova la memoria di Elia, una pietra nera con un'iscrizione in greco e, intorno, un mosaico che segna il punto, dove secondo il Vecchio Testamento, il profeta Elia è stato portato in cielo. 

CHIESA FRANCESCANA DI MONTE NEPO

Navata sinistra e mosaico appeso alla parete.
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LUOGO DEL BATTESIMO DI CRISTO E MEMORIA DI ELIA

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UMM ER-RASAS


  A Umm er-Rasas, sulla Via del Deserto che scende da Amman quasi parallela alla Via Regia, gli scavi eseguiti nel 1986, nel complesso della chiesa bizantina di S. Stefano, hanno scoperto mosaici pavimentali dal VI all'VIII secolo, eseguiti anche durante la dominazione araba degli Omayyadi, opera di una scuola di mosaicisti di tradizione greco-romana e palestinese.  

 

UMM ER-RASAS - CHIESA DI S. STEFANO

A sinistra, interno della chiesa, navata sinistra. A destra, particolare del mosaico centrale.
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  Il mosaico più grande, visibile mediante passerelle, ha una cornice come un tappeto, al centro vi sono cerchi formati da racemi con grappoli e cesti di uva e, intorno, scene marine e raffigurazioni di città secondo la tradizione palestinese. 

 

CHIESA DI S. STEFANO - MOSAICO CENTRALE

A sinistra, racemi e cesto d'uva sulla navata sinistra. A destra, il bordo del mosaico centrale.
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Mosaico centrale - Edifici di Filadelfia.
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Mosaici della chiesa piccola.

 

  I mosaici sono ricoperti da un sottile strato di sabbia e, per mettere in evidenza i magnifici colori, il custode versa dell'acqua che ripulisce i particolari. 
  Fra le città rappresentate ci sono Filadelfia (Amman) e Midaba (Madaba).
  Oltre alla chiesa di S. Stefano, il complesso comprende una chiesa più piccola con altri mosaici del VI secolo ricchi di scritte, decorazioni floreali e figure di cavalli. 
  Fuori dalle due chiese, che sono protette da un capannone, si trovano molti altri scavi con resti di edifici e abitazioni. 


ALTRI MOSAICI DELLA CHIESA PICCOLA DI S. STEFANO E SCAVI ESTERNI

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