Giordania - A Sud di Amman: il Mar Morto e il Castello di Kerak


Il Mar Morto con il Giordano rappresenta oggi il confine occidentale che separa la Giordania da Israele. A est del Mar Morto si attraversa una zona aspra con profonde valli come quella del Wadi al-Mujib, profonda più di 1000 m che rappresentava il confine fra gli Ammoniti a nord e i Moabiti a sud. Lungo la Via Regia si attraversano altopiani e rilievi e in uno di questi sorge il castello di Kerak del tempo dei crociati. 

 

IL MAR MORTO

 

  Sulla strada che scende al Mar Morto si attraversa il punto, dove un cartello avverte di trovarsi al livello del mare e da qui si scende ancora fino a -390 m, che è il livello del Mar Morto, il punto più basso del mondo. 

 

IL MAR MORTO

Cartelli che indicano l'inizio della depressione del Mar Morto.
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  Il Mar Morto non ha emissari ed è alimentato solo dal fiume Giordano che non compensa la forte evaporazione e il suo livello continua ad abbassarsi. La depressione del Mar Morto fa parte dalla grande faglia che prosegue con il Mar Rosso e poi in Africa con la Rift Valley. Il mare è lungo 90 km e largo da 15 a 20, la salinità è del 33% e sulle sue rive sono sorti degli stabilimenti balneari curativi; gli impacchi di fango sono, infatti, consigliati per la pelle. Sulle rive del Mar Morto la Giordania ha anche creato un impianto di estrazione di sali di potassio per evaporazione dalle acque. 

 

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Mar Morto. - Uno stabilimento balneare.

 

IL CASTELLO DI KERAK

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Castello di Kerak.
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Ingresso.

 

  La città di Kerak si trova sulla Via Regia, nel tracciato della grande strada carovaniera fra il nord e il sud e fu sempre importante, dai tempi biblici ai romani. 
  Il castello fu costruito nel 1132 dal re crociato Baldovino I di Gerusalemme nel sito di un'antica fortezza nabatea e Kerak divenne il luogo di prelievo dei dazi alle carovane che vi passavano. 
  Nel 1188 la fortezza fu presa dal Saladino e poi fu rinforzata nel XIII secolo dai mamelucchi dopo aver respinto i Mongoli. 
  Fu sempre usata durante il periodo ottomano, ma fu gravemente danneggiata dai terremoti del 1837 e del 1927. Il restauro è avvenuto nel 1980. 

 

INTERNO DEL CASTELLO DI KERAK

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  Del periodo nabateo è rimasta una scultura su una pietra, poi riusata in un muro, che rappresenta una divinità. All'interno del Castello si trova ora un museo che raccoglie reperti neolitici e dell'età del bronzo e si conserva una copia della stele del re moabita Mesha con vicino la traduzione del testo. La stele, dell'850 a.C., fu scoperta nel 1868 vicino a Dhiban ed è importante perché rappresenta il più antico esempio di scrittura ebraica. L'originale però andò in pezzi per incuria delle persone che lo detenevano, i pezzi furono acquistati dal console francese e la stele ricomposta, anche grazie a un calco fatto subito dopo la scoperta, e ora si trova al museo del Louvre. Nel testo si parla della guerra sostenuta contro Israele e c'è la dedica al dio Chemosh. 

 

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Scultura nabatea.

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