Giordania - A Sud di Amman: Petra


Petra è senza dubbio il sito archeologico più importante della Giordania. L'area è vastissima e non basta una giornata per scoprirla tutta, ma basta per compiere i percorsi più interessanti. Il percorso va fatto in andata e ritorno e così si possono osservare i monumenti in due diverse ore della giornata, di mattino e il pomeriggio, con diversi effetti di luce. 
  Petra fu la capitale del regno dei Nabatei, una popolazione nomade proveniente dall'Arabia occidentale che si fermò qui nel VI secolo a.C., ma la regione era già occupata dagli Edomiti fin dall'età del ferro (circa 1200 a.C.) e a nord di Petra è stato trovato un villaggio neolitico che rimonta a 9000 anni fa. La zona era stata spopolata poi dai massacri dei Babilonesi venuti nel 542 a.C.. I Nabatei assunsero il controllo dei commerci lungo la via carovaniera da Aqaba verso il nord, imponendo un pedaggio, e la loro influenza si estese verso il nord. Dopo Alessandro Magno, i Seleucidi provarono senza successo a occupare la zona, ma l'influenza greca fu essenziale per l'evoluzione dei Nabatei che divennero presto abili costruttori ed artisti, oltre che agricoltori e commercianti di successo. Petra fu scavata nella roccia e raggiunse il suo apogeo fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. e si può parlare di un'arte nabatea fortemente influenzata da quella ellenistica, ma con molti aspetti originali orientaleggianti. 
  L'arrivo dei Romani con Pompeo nel 63 a.C. in Siria e Palestina, indusse i re nabatei a una politica nazionalista appoggiando i Parti, ma si scontrarono con lo stato ebraico di Erode il Grande appoggiato dai Romani e, nel 31 a.C., persero gran parte del territorio. Il crollo dei Nabatei avvenne nel 106 d.C., quando Traiano scese fino a Petra, tagliò l'acquedotto e occupò la città. I Romani trasformarono la città secondo i loro canoni con una via colonnata e le terme. Petra ebbe da Adriano il titolo di metropoli e divenne colonia, ma la città iniziò la sua decadenza economica e nel 363 fu distrutta da un terremoto. 
  Con il Cristianesimo e i Bizantini, Petra divenne sede vescovile, poi vennero i musulmani, vi passarono i crociati nel 1110, quindi il Saladino e i mamelucchi. La città fu abbandonata e se ne perse la memoria perché i beduini occuparono con le loro tende l'ingresso della gola che dà accesso alla città. Solo nel 1812 un esploratore svizzero, Ludwig Burckhardt, convertito all'islam e conoscitore della lingua e dei costumi arabi, riuscì a superare la diffidenza dei beduini e a scoprire la città abbandonata, dicendo di voler sacrificare sulla tomba del fratello di Mosè, Aronne, che si trovava nella zona ed era sacro anche ai musulmani. 

 

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Strada di accesso - Blocchi degli spiriti guardiani.
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Strada di accesso - Tomba degli Obelischi.

 

  Gli scavi e i restauri più importanti sono stati eseguiti dagli anni '50. 
  La strada di accesso alla città è lunga e tortuosa e segue la valle di un corso d'acqua (Wadi) che è generalmente asciutto. Nel primo tratto s'incontrano dei blocchi di pietra decorati, i Djin, dedicati agli spiriti guardiani della città, poi le prime tombe scavate nella roccia come quella degli Obelischi. 

GOLA DI ACCESSO A PETRA

Due foto della tortuosa gola di accesso fra alte pareti di roccia.
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  Si entra quindi in una gola (siq) che si fa stretta fra altissime pareti. La strada, che più volte ha subito alluvioni trattandosi del letto di un torrente, era stata pavimentata dai Romani e ci sono ancora alcuni tratti di basolato. Petra è parola greca che significa pietra. La pietra era sacra per gli arabi e il dio nabateo Dushara era rappresentato da una pietra levigata. I Nabatei costruirono un acquedotto che attraversava la gola, scavato sulla parete della roccia per portare acqua alla città e questo fu il loro punto debole quando furono assediati da Traiano, che lo tagliò. 
  Il percorso della gola finisce bruscamente con la visione inaspettata e spettacolare dell'edificio più noto di Petra, al-Khazneh Farum (il Tesoro del Faraone), un edificio interamente scolpito nella roccia di stile ellenistico per l'influenza tolemaica e seleucide. 

 

GOLA DI ACCESSO A PETRA

A sinistra, la Tomba del Tesoro all'uscita della gola. A destra, facciata della Tomba del Tesoro.
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Tomba del Tesoro - Il timpano.
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La Tomba del Tesoro - Capitelli nabatei.

 

  L'edificio è il meglio conservato di Petra perché il piazzale, dove si trova, è circondato da alte pareti di roccia ed è ben protetto dalla sabbia e dalla pioggia. Il colore rosa della facciata è dovuto all'arenaria ferrosa di cui è composta la parete e il nome deriva da una leggenda secondo cui vi era stato nascosto un tesoro, per questo la parte superiore è stata danneggiata dai beduini. 
  Si tratta in realtà una tomba rupestre fatta costruire dal re Areta III (87-62 a.C.). 

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Tomba del Tesoro - Registro superiore.

 

  La facciata è alta 40 m, ma il pavimento originale del piazzale si trova due metri sotto l'attuale, sabbia e detriti hanno alzato nel tempo il livello pavimentale. La facciata è costituita da un portico a 6 colonne non equidistanti sovrastato da un timpano. 
  Nel piano superiore ci sono un'urna cilindrica con la statua della dea Iside, dea della fertilità, e un timpano spezzato. 
  Le decorazioni, le statue e i capitelli sono tipici dell'arte nabatea. All'interno c'è una stanza quadrata disadorna e, dietro, una stanza più piccola. 
  La strada prosegue a destra del Khazneh; la gola si allarga di nuovo e compaiono altri monumenti funerari scolpiti sulla roccia sempre più numerosi fino a creare una vera necropoli. 
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Uscita della gola - Necropoli.

 

  Vicino c'è la salita al monte del sacrificio che richiede più di mezzora di cammino e il luogo è interessante solo per il panorama. 

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Tomba colorata.

 

  Osservando alcune aperture delle tombe si possono ammirare le stratificazioni naturali della roccia con sfumature dal rosso, al bianco e al blu. 

 

 

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Teatro nabateo e romano.

 

  La necropoli finisce con il Teatro scavato nella roccia con 33 emicicli che potevano contenere fino a 8000 spettatori. 
  Il teatro fu costruito dai Nabatei all'inizio del primo millennio, poi i Romani rifecero l'orchestra semicircolare. 
  Dopo il teatro, la valle si apre completamente, ma sulla parete di roccia a oriente si trovano altre tombe monumentali dette le Tombe Reali. 
  La prima e più grande è la Tomba dell'Urna (Um) con una terrazza aperta sostenuta da due ordini di volte, la facciata ha due semicolonne altissime e all'interno si apre una sala che misura 20 x 18 m.  
  Un'abside scavata nella parete di fondo e un'iscrizione in greco indicano che l'ambiente è stato usato come chiesa dai Bizantini; i Romani l'avevano usato invece come tribunale. 

 

TOMBA DELL'URNA

A sinistra, vista complessiva della tomba dell'Urna. A destra, l'abside bizantina all'interno della Tomba.
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Accanto alla Tomba dell'Urna si trova la facciata della Tomba di Seta che prende il nome dalle delicate striature della roccia.

 

TOMBE REALI

A sinistra, facciata della Tomba dell'Urna. A destra, facciata della Tomba di Seta.
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  Altre due tombe reali sono quella detta del Palazzo e la Corinzia. La prima è uno dei monumenti più grandi di Petra, costruita come un palazzo romano a tre piani. La parte superiore però non è stata scavata interamente nella roccia, ma sono stati riportati dei blocchi di pietra. La Tomba Corinzia ha un'architettura è simile a quella del Khazneh, ma è molto rovinata dalle intemperie. Una visione più nitida delle Tombe Reali si ha nel pomeriggio, sulla via del ritorno, quando sono illuminate dal sole. 

 

PETRA - TOMBE REALI SULLA PARETE EST

La grande parete est con le Tombe Reali nella luce del pomeriggio.
A sinistra, la Tomba del Palazzo e quella Corinzia. A destra, la tomba dell'Urna.
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  Si lascia la zona delle tombe e ci si dirige verso ovest, dove sorge la città ricostruita dai Romani. Si imbocca la via colonnata che qui è il decumanus sull'asse est-ovest e si passano le porte monumentali. Sulla destra correva l'alveo del fiume con gli argini romani.  

 

INGRESSO ALLA CITTÀ ROMANA E STRADA COLONNATA

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  Sulla sinistra è il Tempio Meridionale distrutto da un terremoto e infine un monumento nabateo noto ai beduini come il "castello della figlia del Faraone" ma vi si venerava il dio Dushara che con Atargatis, dea della fertilità, erano le due divinità principali nabatee. 

 

TEMPLI DELLA CITTÀ ROMANA

A sinistra, il Tempio Meridionale; a destra, il Tempio di Dushara.
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  Dall'estremità della città si sale al Monastero, un altro luogo spettacolare che richiede più di mezzora di salita lungo un percorso tortuoso che si arrampica fino a una spianata, uno dei punti alti di Petra che guarda verso il Mar Morto. 

 

SALITA AL MONASTERO

A sinistra, il persorso in salita; a destra, il Monastero dalla spianata.
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Facciata del Monastero.
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Monastero - Piano superiore.

 

  Il Monastero si presenta simile al Khazneh, ma è più grande perché la facciata è alta 45 m e larga 50 m e il portale è alto 8 m. Doveva essere un tempio e non una tomba e lo spazio antistante, spianato artificialmente, doveva servire ad accogliere i pellegrini. Il nome di Monastero deriva dal fatto che al tempo dei bizantini fu usato come luogo di culto cristiano. 
  Con il Monastero finisce la visita e si riprende la via del ritorno soffermandosi a rivedere sotto altra luce e con colori diversi i monumenti già visti, ma la grandiosità e la ricchezza del luogo lascia il rimpianto per il poco tempo dedicato. 

  Usciti dal sito di Petra, nelle vicinanze si trova il villaggio di Wadi Musa con l'edificio che conserva la sorgente di Mosè dove, colpendo la roccia, fece sgorgare l'acqua. 
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La Sorgente di Mosè.

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