Messico - Teotihuakàn e Tula


AGOSTO 1978 E NOVEMBRE-DICEMBRE 2003
VIAGGIO IN MESSICO

CAPITOLO 3 - TEOTIHUACÁN E TULA

Non distanti da Città del Messico, si trovano i due più famosi siti precolombiani dell'altopiano messicano: Teotihuacán e Tula. Il primo, il cui nome significa “il luogo dove nascono gli dei”, è a circa 45 km a nord-est della capitale, copre un'area di circa 20 kmq con resti imponenti e la sua influenza religiosa e culturale, avuta in tutto il Mesoamerica, è solo assimilabile a quella avuta nei paesi euroasiatici da Roma, Benares o La Mecca. La città ebbe il suo apogeo nel 500 d.C., quando raggiunse una popolazione di 50000 abitanti, e il suo sviluppo fu dovuto alla posizione strategica, per trovarsi in una valle che rappresentava la migliore via di comunicazione fra l'altopiano messicano e la valle di Puebla che dà accesso ai bassopiani del golfo del Messico. Anche dopo essere stata saccheggiata e incendiata fra il 650 ed il 750, non fu mai totalmente abbandonata e fu considerata città sacra da tutte le popolazioni mesoamericane. Allora le fu assegnato il nome attuale, ma nulla si sa del suo nome originario né della lingua parlata e della storia della sua fondazione. Anche gli Aztechi la veneravano perché la consideravano il luogo di origine del quinto sole, secondo la loro cosmogonia. Il sito di Tula, circa 70 km a nord di Città del Messico, è quello della capitale dell'impero tolteco fondata, poco dopo la distruzione di Teotihuacán, da tribù guerriere che presto presero il controllo dell'altopiano centrale messicano. La città si sviluppò fra l'850 e il 1150, fu poi abbandonata, forse a causa di siccità e carestie, e poi saccheggiata dalle tribù chichimeche scese dal nord. La città, nella sua massima espansione, copriva da 13 a 16 kmq con una popolazione di 40-60000 abitanti. Le forti affinità trovate fra Tula e la città di Chichén Itzá, nello Yucatán, fanno pensare a una migrazione e conquista da parte dei Toltechi nell'area Maya dello Yucatán, alla fine del X secolo, ma certo ci dovevano essere stati già molti contatti commerciali e culturali fra Maya e Toltechi.

 


IL SITO DI TEOTIHUACÁN (1978 E 2003)

 

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Teotihuacán - La Via dei Morti.

Teotihuacán giace in una vasta valle circondata da colline e attraversata da una grande arteria, larga 45 m, che si prolungava per 5 km fiancheggiata da basamenti piramidali, templi, palazzi e complessi cerimoniali. Vi si trovano due grandiose piramidi: quella del Sole, la più grande, e quella della Luna all'estremità nord della grande arteria.
Gli Aztechi chiamarono quest'asse stradale Miccaótli (Via dei Morti) perché ritennero che i basamenti piramidali e i monumenti fossero tombe di sacerdoti e di re; invece non si sa neppure a chi fossero dedicate le due massime piramidi e anche il loro nome si deve agli Aztechi.
Dall'alto della piramide della Luna si ha la vista panoramica della città con il grande asse viario e la piramide del Sole sulla sinistra. La piramide della Luna è alta 43 m ed ha una base di 120 x 150 m, vi sono quattro livelli a terrazza e l'ultimo non è stato restaurato.
Ai piedi della piramide della Luna c'è una piazza circondata da piccole piramidi e al centro una piattaforma con funzione di altare. Nell'angolo sud-occidentale della piazza si trova un complesso formato da due palazzi: quello dei Giaguari e quello degli Uccelli-Farfalla (Quetzal-Papálotl), così chiamati dalle decorazioni che vi si trovano.

TEOTIHUACÁN - TEMPIO DEI GIAGUARI

A sinistra, cortile e portico del palazzo e, in alto a sinistra, si vede parte del Tempio della Luna (foto 1978).
A destra, pitture murali del portico (foto 1978).

 

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Palazzo degli Uccelli-Farfalla
Decorazione(foto1978).
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Palazzo degli Uccelli-Farfalla
Pilastro(foto 1978).

Il primo palazzo ha un grande cortile con pitture murali, abbastanza conservate, che rappresentano dei giaguari piumati nell'atto di suonare uno strumento formato da una conchiglia anche questa piumata.
Dal cortile si accede al tempio delle Conchiglie Piumate, sulle cui pareti sono scolpiti questi strumenti musicali a forma di conchiglia. Il secondo ha un ampio patio porticato con pilastri da cui si aprono diverse sale. Fu portato alla luce nel 1962 e ricostruito dai resti, si trattava forse della residenza di un importante sacerdote.
I pilastri sono interamente scolpiti con motivi geometrici e raffigurazioni di animali fantastici: gli uccelli-farfalle. Il palazzo degli Uccelli-Farfalla è posteriore a quello dei Giaguari e infatti le sue strutture sono in parte sovrapposte al secondo.
Le foto sono quelle riprese nel 1978 perché nel 2003 il complesso era chiuso per lavori.
Percorrendo la Via dei Morti si può vedere in prospettiva la piramide della Luna e da vicino l'imponente mole di quella del Sole, distante dalla prima circa 700 m.

PIRAMIDE DELLA LUNA - VISTA DA VICINO E DA LONTANO

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PIRAMIDE DEL SOLE -VISTA LATERALE E DI FRONTE

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La piramide del Sole ora è alta 65 m e, con il tempio che si trovava sulla cima, doveva raggiungere i 75 m. La sua base quadrata ha un lato di 226,5 m, di poco più grande della piramide di Cheope in Egitto, che la supera però in altezza (144 m). La piramide ha cinque terrazze e un'unica gradinata sul lato ovest, secondo un asse, dove tramonta il sole nei giorni degli equinozi e quindi deviato verso sud di 15,5°. Anche la Via dei Morti ha il suo asse deviato dello stesso angolo verso est. L'attuale piramide, che ha un volume totale di circa un milione di metri cubi, fu costruita nel II secolo d.C. sopra una precedente piramide più piccola. Nel 1971 gli archeologi hanno trovato, ai piedi della scalinata principale, un tunnel lungo 103 m che porta, al centro della piramide, in un gruppo di quattro sale a forma di petali. Vi sono stati trovati pochi oggetti di ceramica e si ritiene che il luogo fosse stato già saccheggiato.
A sud della piramide del Sole, sulla Via dei Morti, si trovano resti di altri edifici. Dopo, la strada attraversava con un ponte (ricostruito) il Rio S. Juan. A circa due km dalla piramide della Luna, sul lato est della strada, si trova il complesso della Cittadella. Sul lato opposto c'è l'edificio del Museo e il secondo ingresso al sito archeologico (il primo ingresso si trova a nord-est della piramide del Sole). La Cittadella è un enorme quadrilatero di 400 m di lato, con unico accesso sul lato ovest verso la strada, chiuso da una cinta muraria che gli Spagnoli ritennero una fortificazione, da cui il nome. La cinta è costituita da piattaforme alte 7 m con piccole strutture piramidali. Sul lato dell'ingresso, due scalinate opposte oltrepassano la cinta muraria e portano all'interno della vasta piazza, dove si trova un'ara sacrificale e, dietro, una grande piramide a quattro piani. Questa piramide ne nascondeva un'altra più antica che è stata messa in luce dagli archeologi, durante gli scavi del 1917-22, scoprendo dietro, un'altra gradinata e una fronte decorata con teste di serpenti piumati e maschere del dio della pioggia Tlaloc.

LA CITTADELLA - TEMPIO DI QUETZALCOATL E TLALOC

A sinistra, vista frontale della piramide attuale.
A destra, la vecchia piramide scoperta dietro la prima.
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Questa piramide, più antica, fu chiamata Tempio di Quetzalcoatl e Tlaloc ed è del primo secolo d.C., contemporaneo del completamento delle piramidi del Sole e della Luna. Quetzalcoatl era il nome sacerdotale assunto da un importante personaggio dei Toltechi, Ce Acatl Topiltzin, e il serpente piumato rappresentava l'unione fra la terra e l'acqua e quindi la fertilità agricola.

LA CITTADELLA - TEMPIO DI QUETZALCOATL E TLALOC

A sinistra, teste di serpente sul lato dell'antica scala.
A destra, vista complessiva delle decorazioni frontali, a sinistra della scala (foto 1978).
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LA CITTADELLA - TEMPIO DI QUETZALCOATL E TLALOC

A sinistra, decorazione frontale sul lato destro della scala.
A destra, maschera del dio Tlaloc.
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IL SITO DI TULA (SOLO 1978)

I resti del centro cerimoniale della capitale tolteca, che si chiamava Tollán, si trovano su una collina la cui sommità forma una vasta piazza dove sorgono imponenti edifici.
Il più importante è il tempio della Stella del Mattino (Tlahuizcalpantecuhtli), il pianeta Venere, formato da una piramide a cinque livelli con scalinata sul lato sud e sulla sommità quattro colossali statue (Atlanti), alte 4,6 m e formate da blocchi di pietra congiunte a incastro e altre colonne e pilastri scolpiti, tutti rialzati dal restauro. Una volta sorreggevano le travi del tetto coperto di legno e paglia.

 

TULA - TEMPIO DELLA STELLA DEL MATTINO

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La piramide è alta 10 m, ha una base quadrata di 40 m di lato e davanti alla scalinata c'era un vasto portico del quale sono state ricostruite in parte le colonne.
Gli Atlanti rappresentano guerrieri toltechi con in testa una corona di piume verticali e sul petto una farfalla stilizzata o uccello di fuoco, simbolo della classe guerriera.

TEMPIO DELLA STELLA DEL MATTINO - ATLANTI E PILASTRI

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Atlanti e Pilastri.
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Atlante - Particolare.
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Pilastro scolpito.

Intorno al basamento del tempio, sul lato ovest e nord, corre un muro che delimitava l'area sacra, chiamato Muro dei Serpenti (Coatepantli), decorato su più registri con greche policrome e serpenti che divorano scheletri umani.

TEMPIO DELLA STELLA DEL MATTINO - MURO DEI SERPENTI

A sinistra, il muro scolpito che forma un corridoio sui lati nord e ovest del tempio (lato interno).
A destra, decorazioni sul lato esterno del muro.
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MURO DEI SERPENTI - PARTICOLARI DELLE DECORAZIONI

A sinistra, figura di un giaguaro sulla parete interna.
A destra, maschera del dio della pioggia Tlaloc sulla parete interna.
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A ovest del tempio degli Atlanti si trova un altro edificio, detto Palazzo Incendiato, perché forse distrutto dal fuoco, formato da due sale con una corte centrale dove si trovano due statue dette Chac-Mool, una delle quali senza testa, che rappresentano un sacerdote in posizione offerente e adagiato che regge sul ventre un piatto dove erano posti i cuori umani strappati alle vittime. Queste statue rituali furono usate anche dagli Aztechi e le stesse si ritrovano, in terra Maya nello Yucatán, a 1300 km di distanza, prova dell'influenza tolteca. La leggenda parla sempre del re sacerdote Ce Acatl Topiltzin che, scacciato da Tula, era partito verso est promettendo di ritornare. Una promessa che gli Aztechi avevano creduto si fosse avverata con l'arrivo di Cortés. Forse il suo esilio si può mettere anche in relazione con l'ipotesi della conquista tolteca dello Yucatán.

TULA - PALAZZO INCENDIATO

A sinistra, statua del Chac-Mool nel cortile centrale.
A destra, zoccolo dipinto del cortile.
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A sud-est del tempio degli Atlanti, c'è il tempio Maggiore o del Sole con la sua scalinata orientata a ovest, verso una vasta piazza; era la piramide più imponente, ma è molto rovinata. Sul lato nord, dietro la piramide degli Atlanti, si trova infine l'edificio per il gioco della palla (Tlachtli) a forma di doppia T, lungo 67 m e largo 12,5 e parzialmente scavato nella roccia per creare un piano orizzontale. Il gioco era diffuso dall'Honduras all'Arizona e i primi campi da gioco risalgono agli Olmechi che lo praticavano già nel 500 a.C.. Doveva essere originario dei paesi caldi del golfo perché la palla era di gomma piena. Il rituale fu poi trasmesso ai Maya, agli Zapotechi, ai popoli del nord e infine agli Aztechi. Il campo da gioco aveva dovunque la stessa forma, ma potevano cambiare le dimensioni. Non si trattava di un divertimento, ma di un rito con significati e scopi religiosi legato al culto del sole che deve rinascere ogni giorno. Il campo rappresenta la terra e la palla il sole che non deve mai cadere a terra, perché significa non farlo risorgere.

TULA - TEMPIO DEL SOLE E CAMPO DEL GIOCO DELLA PALLA

A sinistra, il tempio Maggiore dedicato al Sole.
A destra, il campo per il gioco della palla con la sua forma a doppio T.
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