Messico - Città Coloniali del Centro


L'arte coloniale spagnola nella sua autenticità si apprezza di più nelle piccole città, dove si trovano veri gioielli del barocco soprattutto nelle chiese, negli edifici conventuali e nell'architettura civile, ricchi di effetti cromatici con l'uso di pietre di diverso colore e degli azulejos nei rivestimenti murari. 
Dopo la conquista, gli ordini monastici (francescani, domenicani, agostiniani e gesuiti) costruirono monasteri in ogni luogo, ispirati ai modelli spagnoli, ma caratterizzati da elementi locali per il contributo delle maestranze indigene, specie negli elementi decorativi. Nel 1500 prevale il classicismo e dal settecento dilaga il barocco. 
Nei dintorni di Città del Messico, si segue un percorso che fa sosta in diverse cittadine: Tepotzotlán, Toluca, Cuernavaca e Taxco, quindi si scende verso Puebla, attraversando il parco nazionale dei vulcani Iztaccihuatl e Popocatépetl, e passando vicino a Cholula, dove si trovava la più grande piramide del Mesoamerica, che appare ora come una collina ricoperta di vegetazione sormontata da un santuario, sorto nel luogo dove si trovava il tempio dedicato a Quetzalcoatl. 
Ci si ferma infine a Puebla, capitale dello stato omonimo, 126 km a sud di Città del Messico.

 

TEPOTZOTLÁN (SOLO 1978)

 

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Tepozotlán - Cattedrale.
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Tepozotlán - Campanile della Cattedrale.

 

La cittadina di Tepozotlán si trova 40 km a nord di Città del Messico, a metà strada da Tula. La città fu fondata da tribù chichimeche e dopo divenne tributaria degli Aztechi. Gli Spagnoli la presero nel 1521, durante l'assedio di Tenochtitlán, e divenne poi un feudo concesso ai Gesuiti dall'arcivescovo di Città del Messico. I Gesuiti vi costruirono una chiesa e un noviziato, destinato agli indigeni, che poi sono stati chiusi con l'espulsione dei Gesuiti nel 1767. La facciata della chiesa è considerata un capolavoro dell'architettura churrigueresca messicana. La chiesa fu iniziata nel 1670 e finita nel 1762 ed ha sulla destra un bel campanile. Il convento vicino è stato trasformato in museo. Sulla piazza antistante sorge una croce che poggia sulle spire di un serpente, simbolo del paganesimo.

 

TOLUCA (SOLO 1978)

 

Circa 64 km a ovest di Città del Messico, si giunge a Toluca, capitale dello stato di Mexico, dentro i cui confini si trova il Distretto Federale con Città del Messico. Posta a 2664 m di altezza, è dominata dal picco vulcanico Nevado de Toluca di 4577 m, una delle massime vette del paese. I Francescani vi costruirono un monastero nel 1529, poi ricostruito e ora sparito. Altri edifici del tempo coloniale sono stati trasformati nel 1800. La città è interessante per il suo tradizionale mercato, sempre animato e ricco dei prodotti locali. La città ricorda, con una grande statua a cavallo, Emiliano Zapata che guidò la rivolta dei peones fra il 1910 e il 1919, chiedendo la distribuzione della terra ai contadini.

 

TOLUCA

A sinistra, il mercato.
A destra, la statua a Emiliano Zapata.
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CUERNAVACA (SOLO 1978)

Cuernacaca, 85 km a sud di Città del Messico, è la capitale dello stato di Morelos, teatro della violenta insurrezione di Emiliano Zapata, che era qui affittuario di una piantagione di zucchero. Zapata contribuì alla caduta del dittatore Porfirio Diaz e, durante la successiva dittatura di Huerta, controllò vasti territori degli stati di Morelos e Guerriero, tenendo i collegamenti con Pancio Villa, che controllava il nord del paese. 

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Cuernavaca - Palazzo di Cortés.

 

In epoca preispanica, sotto gli Aztechi, Cuernavaca era chiamata Cuauhnáhuac (al margine della foresta) e i sovrani aztechi vi possedevano vasti parchi, dove erano state acclimatate piante tropicali e uccelli esotici dalle piume preziose. Cortés, durante l'assedio di Tenochtitlán aveva incendiato l'abitato e, quando fu fatto nobile da Carlo V, prese il nome di Marchese della Valle (di Oaxaca) e Conte di Cuernavaca. Dopo aver lasciato il potere nelle mani dei viceré, Cortés si era fatto costruire un palazzo a Cuernavaca nel 1532 e vi aveva soggiornato per lunghi periodi. A Cortés si deve l'introduzione nella regione della coltivazione della canna da zucchero e per essa furono importate parecchie migliaia di schiavi negri che col tempo furono assimilati. 

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Cuernavaca
Torre della Cattedrale.

Cuernavaca anche oggi è famosa per la fertilità del suo territorio ricco di orti e giardini ed è chiamata la città dell'eterna primavera. Al centro c'è il Palazzo di Cortés, oggi Museo Cuauhnáhuac, rimaneggiato l'ultima volta nel 1800. 

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Cuernavaca - Cattedrale.

 

La Cattedrale è un'antica chiesa associata a un convento francescano, con un bel campanile e le mura merlate che le danno l'aspetto di una fortezza, funzione che in realtà tutte le chiese avevano nei primi tempi della conquista, quando gli Spagnoli non si sentivano ancora sicuri. Addossata alla chiesa, c'è un'antica Cappella Aperta usata durante il primo periodo di evangelizzazione degli indigeni che erano abituati alle cerimonie all'aperto e non osavano entrare nelle chiese cristiane perché atterriti dal luogo chiuso. Così i fedeli potevano rimanere all'esterno alla luce del sole. Questa cappella aperta è la più grande del Messico e fu costruita verso il 1536-38. 
Nel vecchio convento francescano, vicino alla chiesa, c'è un chiostro, dove sono state rinvenute, coperte da un intonaco, pitture murali del 1500.

 

 

CUERNAVACA

A sinistra, la Cappella Aperta della Cattedrale.
A destra, il chiostro del convento.
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TAXCO (SOLO 1978)

 

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Taxco
Panorama con la Cattedrale al centro.
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Taxco - Facciata della Cattedrale.

 

Da Cuernavaca, proseguendo per altri 110 km in direzione sud-ovest, si giunge a Taxco, una cittadina tipicamente coloniale arrampicata su un ripido pendio. Nella regione di Taxco gli Spagnoli scoprirono presto grandi ricchezze minerarie, specie stagno e argento, e Taxco fu conosciuta presto come capitale dell'argento. L'argento ha dato origine a un fiorente artigianato di stoviglie e gioielli che sono esportati in tutto il mondo. 
Al centro della città, sullo Zócalo circondato da antiche abitazioni coloniali, sorge la chiesa di Santa Prisca, eretta nel 1748-58 a spese di José de la Borda, arricchitosi sfruttando le miniere di argento nei pressi della città. La facciata della chiesa è di un barocco esuberante churrigueresco, ma ha un perfetto equilibrio architettonico con due torri che la fiancheggiano, sobrie in basso e poi ricche di delicate sculture in alto. Sulla facciata si notano, tra l'altro, le statue disposte fra le colonne, un bassorilievo con il battesimo di Cristo al centro e una tiara papale sopra il portale.

 

IL PARCO DEI VULCANI E CHOLULA (1978 E 2003)

 

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Parco dei Vulcani - Il Popocatépetl.

 

La strada, che da Città del Messico conduce a Puebla, segue l'antica via commerciale che dall'altopiano portava al golfo del Messico, dove transitava l'ossidiana verso il sud e i prodotti agricoli tropicali verso il nord. 
La stessa strada seguì, partendo da Vera Cruz, Hernan Cortés procedendo alla conquista dell'impero azteco e stringendo alleanze con le tribù tributarie degli Aztechi. 
Il percorso costeggia a oriente i due vulcani Iztaccihuatl e Popocatépetl e il parco nazionale che li comprende. Il primo è un vulcano ormai spento e il suo nome significa "la donna bianca" perché il suo profilo sembra quello di una donna sdraiata, bianca per la neve. Il secondo è ancora attivo e l'ultima eruzione è avvenuta il 21 dicembre 1995, quando una gran quantità di polveri ha investito la città di Puebla. 
Il suo nome significa "montagna fumante" e una leggenda vuole sia un famoso guerriero azteco che veglia sulla donna amata (il vicino vulcano), addormentatasi dopo averlo creduto morto in battaglia. 
In vista dei vulcani, ma più a est, sta la collina di Cholula sulla cui cima si distingue il Santuario de los Remedios costruito nel 1700. 

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La collina di Cholula con il Santuario (foto 1978).

 

La collina è ciò che rimane della più grande piramide mesoamericana e del centro religioso più importante, dopo la caduta di Teotihuacán. 
Cholula era già abitata in epoca preclassica e subì l'influenza della civiltà olmeca e poi dei Toltechi. Nei secoli XI e XII i Mixtechi, dalla regione Maya, portarono la loro cultura e le tecniche di lavorazione delle pietre, dell'oro e dei gioielli. Alla fine del XV secolo i Mixtechi furono assoggettati dagli Aztechi e i nuovi padroni imposero sanguinosi sacrifici umani. Nel 1486, per la consacrazione del tempio del dio della guerra a Tenochtitlán, furono sacrificati 20000 Mixtechi. 
La grande piramide, che rimonta all'epoca classica di Teotihuacán e fu detta di Tepanapa, andò ingrandendosi nelle ricostruzioni successive, fino a coprire, nell'VIII secolo d.C., un'area di 17 ettari con 475 m di lato e 60 di altezza, il centro religioso intorno comprendeva altre 400 piramidi. Quando nel 1519 arrivò Cortés, questi, credendo di essere stato attirato in un'imboscata, ordinò un massacro e incendiò la maggior parte dei templi. 
Gli archeologi hanno scavato 8 km di gallerie per l'esplorazione dell'interno e ciò ha permesso di ricostruire la storia e l'aspetto delle antiche strutture. 

CHOLULA - LA GRANDE PIRAMIDE

A sinistra, ricostruzione parziale della piramide (foto 1978).
A destra, gli scavi nella collina (foto 1978).
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PUEBLA (1978 E 2003)

 

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Puebla - Facciata della Cattedrale
(foto 1978).
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Puebla - Interno della Cattedrale.

 

Puebla, capitale dello stato omonimo, a 126 km da Città del Messico, fu costruita dagli Spagnoli dopo la conquista per controllare gli indigeni della valle e il vicino centro commerciale di Cholula che si trova nella rotta per Veracruz. Per questo ha mantenuto molto dell'antico aspetto coloniale soprattutto nelle case dalle facciate con decorazioni barocche a stucchi bianchi o ricoperte di piastrelle ceramiche azzurre (azulejos). 
Puebla divenne famosa nella storia messicana il 5 maggio 1862 per la vittoria del generale Ignacio Zaragoza sulle forze francesi giunte per imporre l'imperatore Massimiliano d'Asburgo. Dopo la cacciata dei Francesi, la città prese l'appellativo di Puebla de Zaragoza e il 5 maggio divenne festa nazionale. 
Fra i monumenti più importanti c'è la cattedrale con due torri laterali slanciate che sono le più alte del Messico, costruita in stile rinascimento fra la fine del 1500 e la metà del 1600. Sulla facciata si trovano le quattro statue di quattro re di Spagna: Carlo V e Filippo II, III e IV. Per vastità dell'interno, è seconda solo alla cattedrale di Città del Messico. 
Un'altra chiesa famosa è quella di S. Domingo con un severo portale sopra il quale si trovano le statue di un angelo e di due agnelli in stucco bianco. L'interno è tutto barocco, ma la maggiore profusione di decorazioni si trova nella Cappella del Rosario, eretta nel 1690, vero gioiello del barocco coloniale messicano. Accanto alla facciata della chiesa c'è l'edificio del museo, nell'antico convento, con la fronte decorata a stucchi bianchi.

 

PUEBLA - CHIESA E MUSEO DI SANTO DOMINGO

A sinistra, la facciata della chiesa con l'angelo e gli agnelli di stucco.
A destra, la facciata del Museo decorata a stucco.
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PUEBLA - INTERNO DELLA CHIESA DI SANTO DOMINGO

A sinistra, la navata centrale.
A destra, la Cappella del Rosario.
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Fra i conventi, il più interessante è quello di S. Monica fondato nel 1609 e ricostruito nel 1680, quando fu trasformato in collegio. Con la soppressione dei conventi del 1857, le monache furono espulse, ma vi tornarono all'insaputa delle autorità e con la complicità degli abitanti del quartiere. Il convento rimase occupato segretamente per più di 70 anni e fu scoperto accidentalmente nel 1934. Allora fu trasformato in museo che raccoglie opere d'arte e oggetti religiosi.

 

 

PUEBLA - CONVENTO DI SANTA MONICA

A sinistra, il Chiostro Piccolo del Convento (foto 1978).
A destra, una sala del museo (foto 1978).
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Una passeggiata lungo le strade permette di scoprire le numerose case nello stile coloniale barocco del 1700.

 

PUEBLA - CASE COLONIALI DEL 1700

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Si lascia Puebla scendendo verso sud e, prima di entrare nello stato di Oaxaca e passare poi alle regioni tropicali, si ammirano per l'ultima volta i grandi cactus degli altipiani desertici.

 

STATO DI PUEBLA - CACTUS GIGANTI

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