Messico - Il mondo Maya


A sud dell'istmo di Tehuantepec inizia l'area delle popolazioni Maya, zona vastissima che oltre al Messico meridionale occupa diversi paesi dell'America Centrale quali il Guatemala, il Belize, El Salvador e l'Honduras. Gli stati messicani di cultura Maya sono quelli Chiapas, Tabasco, Campeche, Yucatán e Quintana Roo e solo gli ultimi tre si trovano geograficamente nella penisola dello Yucatán. Nel periodo Preclassico, dal 1800 a.C. al 200 d.C., si posero le basi della civiltà stanziale con la coltivazione del mais e un'organizzazione sociale e politica. Nel successivo periodo Classico, dal 200 al 900 d.C. si svilupparono i centri di Uxmal e Kabah nello Yucatán, Palenque e Tikal al centro e Copán a sud, e tutte sentirono l'influenza della civiltà di Teutihuacán. L'età di maggiore splendore della civiltà Maya fu nel periodo Classico con il centro nel Guatemala settentrionale, intorno a Tikal, dove vivevano le tribù Quichés. Il periodo è indicato come quello dell'Antico Impero, durante il quale crebbero i centri urbani. Le popolazioni si spostarono verso il Chiapas e la penisola dello Yucatán, dove il clan degli Itzá fondò Chichén Itzá. I Maya furono commercianti e navigatori, forse gli unici dell'America, che percorsero il Mar dei Caraibi su grandi canoe, diffusero la loro cultura verso l'America Centrale ed ebbero rapporti commerciali con i paesi più meridionali. Con il 987 d.C. si fa iniziare, nel periodo postclassico, il Secondo Impero con l'arrivo dei Toltechi nello Yucatán. Iniziò il rinascimento Maya con una nuova ceramica e lo stile Puuc nell'architettura e, dal punto di vista politico, l'unificazione delle tribù nella Lega di Mayapán. Questa fase di prosperità finì nel 1194 con l'imporsi dell'egemonia di Mayapán. Poi le rivalità portano alla distruzione di Mayapán nel 1441 e una serie di calamità segna la dispersione delle tribù Maya e l'abbandono dei centri cerimoniali. Gli Spagnoli, dal 1527 al 1546, conquistarono una civiltà già frantumata, depredarono le ricchezze e sfruttarono gli abitanti nelle miniere e nelle piantagioni. L'ultima roccaforte maya fu conquistata nel 1697 e da allora la popolazione maya si ridusse a due milioni, dai 20 stimati nel suo periodo più florido. I Maya sono tutti provenienti da un unico ceppo, ma con 28 diversi gruppi linguistici. I libri sacri dei Maya furono bruciati come diabolici e, solo le "relaciones" dei conquistatori e le traduzioni dei monaci, conservarono testimonianze di prima mano, che furono riscoperte nel 1869 nella Biblioteca reale di Madrid. La riscoperta archeologica della civiltà maya avvenne nel 1839 con il ritrovamento del sito di Copán, nell'Honduras, vicino il confine con il Guatemala, da parte dell'americano John Stephen che, insieme al disegnatore inglese Frederick Catherwood, avendo già visitato le rovine di Palenque molto più a nord, si resero conto di trovarsi di fronte a una nuova grande civiltà. 

  La cultura Maya è considerata la più importante fra le culture indigene del continente americano, unica a possedere una complessa scrittura ideografica, formata da glifi con valore anche fonetico, che potevano rappresentare un oggetto o la sillaba di una parola, ma che fino ad ora è stata decifrata solo in parte. Ha sviluppato un sistema di numerazione su base 20, riferita alle dita delle mani e dei piedi, rappresentabile in modo posizionale in senso verticale, che comprendeva il concetto di zero, e ogni cifra della numerazione andava quindi da zero a 19. Le unità stavano in basso, lo zero era rappresentato da una conchiglia o un fiore, per le cifre da uno a quattro si usavano pallini accostati, il cinque era una piccola linea che si poneva sotto i pallini e si potevano disporre tre linee sovrapposte; queste, con quattro pallini in alto, formavano il numero 19. I numeri rappresentati nelle posizioni superiori assumevano valori secondo potenze di 20 crescenti, così al secondo livello un pallino valeva 20 e la linea 100, al terzo livello il pallino 400 e la linea 2000, al quarto livello il pallino 8000 e la linea 40000 e così via. Si rappresentavano così in modo compatto numeri molto grandi. 



NUMERAZIONE MAYA

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Numerazione da zero a diciannove.
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Esempi di numerazione posizionale.

  Le osservazioni astronomiche dei Maya, legate alle esigenze dell'agricoltura, permisero la creazione di un calendario solare molto preciso, e precise sono le date storiche incise sulla pietra delle città maya. Il calendario solare, detto haab, era costituito da 18 mesi di 20 giorni, seguiti alla fine da un intervallo di 5 giorni nefasti. Mesi e giorni erano rappresentati da glifi. Un secondo calendario con funzioni rituali era detto tzolkin ed era costituito da 13 mesi di 13 giorni con un totale di 260 giorni, anche questi rappresentati da glifi. I due calendari completavano un ciclo in 52 anni solari. Sole, Luna e il pianeta Venere erano divinità, e i Maya predicevano le eclissi, conoscevano la durata del ciclo lunare, il ciclo del pianeta Venere di 584 giorni e le loro osservazioni furono alla base dei due calendari. Due cicli solari di 52 anni, cioè 104 anni terrestri, corrispondono esattamente a 169 anni venusiani. Scrittura e calendario, già sviluppati alla fine del periodo Preclassico nel 200 d.C., erano derivati dai contatti con gli Olmechi, iniziati fin dal 1000 a.C., e queste conoscenze si diffusero poi in tutte le civiltà mesoamericane. 
  I discendenti dei Maya si riconoscono ancora fra le attuali popolazioni per i caratteristici tratti del volto. La vitalità della cultura indigena si esprime nei costumi, nell'artigianato e nelle radicate credenze religiose, tramandate da generazioni e fuse in modo indissolubile con i riti della religione cattolica portata dagli Spagnoli.


ITINERARIO ATTRAVERSO IL MESSICO MAYA

  Le tappe del viaggio toccano due dei principali stati maya del Messico: il Chiapas e lo Yucatán nella penisola omonima. Un'ultima tappa si fa nello stato di Quintana Roo a Cancún sulla costa est della penisola, località balneare ormai famosa fra mare e laguna. 
  Il Chiapas, che è il più meridionale degli stati del Messico e confina con il Guatemala, riserva lo straordinario sito di Palenque, offre paesaggi stupendi, fra canyon e cascate in un ambiente tropicale ed ha un particolare interesse per le diversità etniche degli abitanti che mantengono vive usanze e costumi dai tempi preispanici. 
  Nello Yucatán sono numerosi i siti archeologici maya, dai più antichi come Dzibilchaltún, Uxmal e Kabah a quello di Chichén Itzá, dove avvenne la fusione fra la vecchia civiltà maya e la civiltà degli invasori toltechi. 
  Nello stato di Quintana Roo si fa sosta solo a Cancún, ormai famoso per la bellezza delle sue spiagge. Circa 131 km a sud vi sono anche resti maya come quello di Tulum, una fortificazione risalente al periodo postclassico, ma non è stata inclusa nella visita.



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