Messico - Il Chiapas


Tuxtla Gutierrez è la capitale dello stato del Chiapas, dove si arriva da Oaxaca con un volo di circa un'ora. Il nome della città deriva dalla parola "tuchtlan" che indicava un luogo ricco di conigli; gli Spagnoli la trasformarono in "tuxtla" e nel 1800 vi aggiunsero Gutierrez per ricordare il governatore del Chiapas, Joaquin Miguel Gutierrez. La città, moderna con la caratteristica pianta a scacchiera del periodo coloniale, non offre particolare interesse, a parte il suo Museo Regional de Chiapas, ma è il punto di partenza per l'escursione al canyon del Sumidero, il più spettacolare del Messico, lungo il Rio Grande de Chapa, o Rio Juan de Grijalva dal nome del suo scopritore. Questo nel 1518, proveniente da Cuba, dopo aver esplorato le coste della penisola dello Yucatán, si era spinto fino alle coste del Campeche, dove scoprì la foce di un grande fiume che risalì fino alla gola del Sumidero, fra due pareti di roccia alte più di 1000 metri e una fitta vegetazione tropicale. Il canyon oggi fa parte del Parque Nacional El Sumidero, zona protetta e frequentata dai turisti. 
Seconda città del Chiapas ma più nota, è San Cristobal de las Casas, 85 km a est della capitale, il cui nome unisce quello del santo patrono Cristobal e quello del vescovo Bartolomé de las Casas, che nel 1500 fu difensore degli indigeni dallo sfruttamento dei conquistadores. Nel gennaio del 1994, la città fu teatro di una rivolta promossa dal movimento zapatista del subcomandante Marcos e, dopo l'intervento dall'esercito, fu il centro delle trattative con il governo per la pacificazione, che ha dato al Chiapas una più ampia autonomia amministrativa. 
Lo spirito d'indipendenza e l'attaccamento alle tradizioni delle popolazioni maya del Chiapas si manifesta in modo più evidente nel villaggio di San Juan Chamula, poco a nord-ovest di San Cristobal de las Casas, abitato da tribù tzotzil. Qui la chiesa cattolica è sede di riti che mescolano simboli e culto cristiano con credenze animiste maya gelosamente conservate. 
Sulla strada per Palenque, il più famoso sito archeologico del Chiapas, una deviazione porta alle cascate di Agua Azul formate dal Rio Tulija, luogo di particolare bellezza. 
Infine si giunge a Palenque, circa 200 km a nord-est di San Cristobal de las Casas, il migliore esempio in Messico di architettura maya dell'epoca Classica, confrontabile solo con i siti di Tikal in Guatemala e di Copán in Honduras.

 

CANYON DEL SUMIDERO

L'escursione sul canyon del Sumidero parte dall'imbarcadero di Chapa de Corzo sulle rive del Grijalva, 22 km circa a sud-est di Tuxtla Gutierrez, e risale il fiume a bordo di moto lance. Si passa sotto un ponte stradale, poi le rive diventano progressivamente più alte e scoscese fino alla zona del canyon, dove superano i 1000 m. A monte c'è una diga che ha regolato il flusso delle acque nel periodo piovoso.

 

ESCURSIONE NEL CANYON DEL SUMIDERO

A sinistra, l'Imbarcadero di Chapa de Corzo.
A destra, il ponte stradale che attraversa il fiume Grijalva.
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LA GOLA DEL SUMIDERO

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Albero di Natale.
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Grotta della Vergine di Guadalupe.

 

La formazione del canyon rimonta a 36 milioni di anni fa, quando si formò una faglia. La vista della gola è impressionante. La tradizione riporta che qui, quando nel 1500 Juan de Grijalva risalì il fiume e volle sottomettere alla corona di Spagna le popolazioni delle rive, alcune tribù preferirono precipitarsi giù dalle rupi del canyon piuttosto che arrendersi. Non ci sono però documenti scritti su questi avvenimenti anche perché, poco dopo nel 1527, Grijalva fu ucciso in uno scontro con gli indigeni. 
Fra le strane forme naturali del canyon, che la fantasia popolare ha interpretato, c'è "l'albero di Natale" su una parete a picco, dove muschi e rocce, combinate ai riflessi del cadere dell'acqua, creano a volte la sagoma di una conifera, o la Grotta della Vergine di Guadalupe, con la forma di un altarino. 
Ci sono poi grotte preistoriche sulle pareti e l'area è popolata da uccelli di varie specie, aironi bianchi e cinerini, pellicani e corvi, e altri animali, come scimmie e coccodrilli.  

CANYON DEL SUMIDERO

A sinistra un airone bianco.
A destra un airone cinerino.
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CANYON DEL SUMIDERO

A sinistra, un pellicano. A destra, un corvo.
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SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS E SAN JUAN CHAMULA

 

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Cattedrale di S. Cristobal de las Casas.
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Chiesa di S. Domenico.

 

La città di San Cristobal fu fondata da Diego de Mazariegos nel 1528 e si trova su un altopiano di 2100 m circondato da foreste di pini. Il Chiapas fu unito al Messico nel settembre del 1824 e San Cristobal fu capitale fino al 1892, quando il titolo passò a Tuxtla Gutierrez. La città conserva la sua bella architettura coloniale e la casa di Mazariegos è ora diventata un albergo. La piazza principale, lo Zócalo, è circondata da antiche case, la cattedrale, con una sua piazza sul lato nord, ha una facciata barocca del 1600. 

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Portale di una casa coloniale.

 

La chiesa più bella è però quella del convento di Santo Domingo, finita nel 1560, in pietra rosata con tre ordini di colonne tortili e rilievi in stucco. 
Oltre alle chiese, è interessante osservare i numerosi edifici coloniali molto rimaneggiati, ma che hanno conservato decorazioni originali. 

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Chiesa di San Juan Chamula.

 

In città si nota subito una prevalente presenza indigena di diretta discendenza maya, in maggioranza Totzil e Tzelcal, che affollano i mercati dove, oltre ai prodotti alimentari, si trovano quelli dell'artigianato indigeno. 
La sopravvivenza delle tradizioni religiose è più evidente nel vicino villaggio di San Juan Chamula dove, basta entrare nella chiesa, per scoprire il mondo delle credenze popolari che solo in apparenza ha accettato la religione portata dai conquistadores. 
La chiesa, piccola e colorata, è esteriormente una chiesa cattolica e sulla piazza c'è una croce decorata con foglie, detta "la croce vestita" che, non è solo il simbolo cristiano, ma anche l'albero del mais che per i Maya rappresentava la vita. All'interno, lungo la navata, ci sono le statue dei santi dentro teche, vestiti con abiti offerti dai fedeli, e fiori e candele e festoni di stoffe, mentre il pavimento è coperto di aghi di pino. 
Il sincretismo ha identificato questi santi con le antiche divinità maya e ciascuno ha una funzione nel proteggere i fedeli e scacciare le malattie e gli influssi maligni e, se i santi si dimostrano incapaci a evitare delle calamità naturali, sono girati verso il muro per punizione. 
Le malattie e le disgrazie personali sono viste invece come un castigo per qualche colpa commessa e i fedeli ricorrono allo sciamano che fa da tramite con la divinità, e compiono il sacrificio di una gallina e riti propiziatori. Il sacerdote cattolico qui entra solo per il rito del battesimo, che è l'unico accettato.

 

 

CASCATE DI AGUA AZUL

Queste cascate, a circa 20 km da Palenque, sono spettacolari tutto l'anno e, tranne che nel periodo piovoso estivo, quando l'acqua è fangosa, hanno un colore turchese trasparente, da cui il nome. Il fiume forma qui una serie di salti e di bacini immersi in una ricca vegetazione. Una serie di sentieri e gradinate permette di risalire i dislivelli e ammirare le cascate dai punti più panoramici.

 

CASCATE DI AGUA AZUL

Due salti da punti panoramici risalendo il dislivello.
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CASCATE DI AGUA AZUL

Le rapide e il corso del fiume a monte.
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PALENQUE

 

Palenque si trova a nord della piana alluvionale del Grijalva, in una zona di colline coperte dalla foresta tropicale. Da piccolo villaggio agricolo nel 100 a.C., la città si sviluppò nel periodo Classico ed ebbe il suo massimo splendore fra i secoli VII e VIII d.C. sotto una dinastia che dominò un vasto territorio, comprendente gran parte degli attuali stati del Chapas e del Tabasco. L'abitato della città si stendeva su una superficie di 15 kmq. Poi vennero la decadenza e l'abbandono nel X secolo. Palenque rimase dimenticata per più di 700 anni e fu ricoperta nella giungla nel 1785, quando fu ritrovata dal capitano di artiglieria Antonio del Rio, che scrisse una relazione per Carlo III di Borbone. La relazione restò sconosciuta fino al 1822, quando fu letta da Jean Frederic Waldeck, un eccentrico conte cecoslovacco che venne a Palenque, vi soggiornò dal 1831 al 1833 e volle mettere in relazione queste rovine con le antiche culture del vecchio continente. In seguito, nel 1840, vennero John Stephens e Frederick Catherwood che, con i loro disegni e i loro scritti, fecero conoscere al mondo la civiltà maya. Da allora sono cominciati ad arrivare gli studiosi. Negli anni trenta del 1900, cominciarono gli scavi scientifici con l'archeologo Miguel Angel Fernandez e poi, dal 1949 al 1958, quelli di Alberto Ruz Lhuillier. 
Gli edifici, liberati dalla giungla e restaurati, non sono molti, ma costituiscono un insieme di particolare bellezza per la profusione di decorazioni a stucco, molte delle quali sono oggi conservate nei musei. I due edifici principali sono il Tempio delle Iscrizioni e il Palazzo. Il primo è una piramide alta 21 m addossata a una collina naturale con un tempio sulla sommità, al cui interno le pareti sono coperte da più di 600 glifi, che illustrano la storia della città, e da essi gli epigrafisti hanno fatto grandi progressi nella decifrazione della scrittura maya.

PALENQUE

A sinistra, il Tempio delle Iscrizioni come visto dal Palazzo.
A destra, altra vista del Tempio delle Iscrizioni e accanto la Piramide della Regina Rossa.
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Disegno sulla lapide del
re Pakal (l'Astronauta).
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Tomba della Regina Rossa.

 

Grazie all'archeologo Ruz Lhiullier si scoprì che la piramide era stata costruita intorno ad un monumento funebre: il sepolcro di re Kin Pakal che aveva regnato su Palenque per 70 anni. Nella tomba fu trovato un prezioso corredo funerario con maschera, diadema, gioielli e statuine di giada. 
Il sarcofago aveva una lastra monolitica di calcare con sopra raffigurato il re, seduto sulla maschera del dio della terra, e sopra la stilizzazione dell'albero del mais a forma di croce che rappresentava il viaggio del re verso l'oltretomba. Quando il sarcofago fu trovato, alcuni vollero vedervi il riferimento a un ipotetico arrivo di extraterrestri e la figura fu soprannominata l'Astronauta, il pilota di un razzo cosmico. 
A destra della piramide delle Iscrizioni ci sono altre due piramidi più piccole. 
La più vicina è pure un'altra tomba, con un sarcofago simile e i resti di una donna, e fu chiamata la piramide della Regina Rossa, forse la moglie di Pakal. 

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Palenque - Il Palazzo.
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La Torre del Palazzo.

 

L'ultima piramide, la più piccola, è detta tempio della Testa di Morto, per una scultura posta alla sua base. 

Il Palazzo, posto al centro della città, è una piattaforma alta 10 m e una superficie di 100 x 80 m su cui si addossano diversi edifici costruiti in un periodo di 120 anni. La parte più antica è databile al 600 d.C., quando regnava la madre di Pakal. Sul lato ovest c'è un'ampia gradinata e, in alto, un portico con rilievi sui pilastri, all'interno quattro cortili porticati e una torre quadrata ricostruita. 
I tetti sono inclinati a mansarda e le decorazioni a stucco avevano colori sgargianti, rosso, giallo, verde e blu. 
Salendo dal lato sud, si possono percorrere i corridoi a volte trapezie a mensola, tipiche delle coperture maya, e si entra nei cortili. 

RILIEVI SUL PORTICO DEL PALAZZO

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 Nel cortile n. 2, sul lato nord-est, si trova una serie di pannelli scolpiti con raffigurazioni di prigionieri. 

INTERNO DEL PALAZZO

A sinistra, due corridoi con volte maya trapezie.
A destra, il secondo cortile con i pannelli che rappresentano dei prigionieri.
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Dall'alto della piattaforma del Palazzo, si possono osservare altre costruzioni che sorgono su un rilievo a sud-est, separato dal Palazzo dal rio Otulum che attraversa la città e in lingua maya significa "case fortificate", nome che era dato all'intera città. 
Si vedono tre templi che sono stati nominati (partendo da destra) Tempio del Sole, Tempio della Croce Foliata e Tempio della Croce. Questi templi furono costruiti dal figlio di Pakal, Chan Bahlum, che fu re dal 683 al 702. 
Il Tempio del Sole sta su un basamento piramidale ed è formato da due gallerie parallele e, in una nicchia all'interno, è scolpito il simbolo del sole con due sacerdoti e vi sono colonne ricoperte di glifi. 

I TEMPLI DI LÀ DEL RIO OTULUM

A sinistra, il complesso dei templi visti dall'alto del Palazzo.
A destra, il Tempio del Sole.
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Il Tempio della Croce Foliata, più rovinato, ha la cella coperta con volta a mensola e la raffigurazione dell'albero del mais a forma di croce e circondata da foglie. 
Il Tempio della Croce, che fu forse il primo a essere costruito, si presenta come quello del Sole e, nella galleria, c'è un grande pannello con l'albero del mais e ai lati Pakal che trasmette al figlio il potere.

I TEMPLI DI LÀ DEL RIO OTULUM

A sinistra, il Tempio della Croce Foliata.
A destra, il Tempio della Croce.
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Vi sono molti altri templi sparsi nei dintorni. Negli anni novanta sono state trovate più di 10 tombe e gli scavi continuano.
 

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