Madagascar - Viaggio verso il sud


Il mattino del 10 agosto, si lascia la capitale Antananarivo e inizia il viaggio in auto verso le regioni meridionali dell'isola, con destinazione la città di Toliara, sulla costa sud occidentale. Il percorso, lungo la Nazionale n. 7, è di 930 km e può essere disagevole, specie durante la stagione delle piogge (da novembre a marzo). Si attraversano paesaggi diversi scendendo dalla regione dei grandi altipiani alle savane aride del sud. Nel primo tratto di 170 km, fino a Antisirabe, la strada segue la catena vulcanica di Ankaratra. Tutti gli altipiani centrale del Madagascar sono costituiti da rocce eruttive e sedimentarie la cui alterazione superficiale ha formato lateriti argillose, rosse per gli ossidi di ferro che contengono. Le casette in laterite rossa sono una nota caratteristica di tutto l'altopiano e, per questo, la stessa capitale, Antananarivo, è stata chiamata "la rossa" e tutto il Madagascar ha avuto il soprannome di "isola rossa". 

VERSO IL SUD SULLA NAZIONALE N. 7

A sinistra, catena vulcanica di Ankaratra. 
A destra, case in laterite rossa.

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Antisirabe, la prima città a sud di Antananarivo, è collegata alla capitale, oltre che dalla nazionale N. 7, da un tronco ferroviario. La città ha delle sorgenti di acque calde sulfuree, che hanno avuto il loro periodo d'oro durante il dominio francese, ed è un centro importante di lavorazione delle pietre preziose che abbondano nella regione: quarzi, topazi, tormaline, ametiste e mica. Vi sono inoltre fabbriche di tessuti, sigarette e birra ed è considerata un centro industriale dell'isola. 

Lasciata Antsirabe, nei dintorni s'incontrano diversi laghi. Il più vicino è il lago Andraikiba che è usato come riserva di acqua potabile per la città. Caratteristico è il lago Tritriva, incassato nel cratere di un antico vulcano la cui forma è simile a quella del Madagascar.  

 

LAGHI NEI DINTORNI DI ANTSIRABE

A sinistra, lago Andraikiba. 
A destra, lago vulcanico Tritriva
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Il secondo tratto del percorso, di 328 km, va da Antsirabe a Fianarantsoa e si attraversa un paesaggio vario in una pianura fra montagne, corsi d'acqua e foreste. La zona è fertile, intensamente coltivata e abitata. Nelle aree più basse e umide si coltiva riso, mais, patate e la vite. Il vino di questa regione è particolarmente apprezzato. Il gruppo etnico che vi abita è il betsileo ed hanno fama di essere i migliori contadini dell'isola. La regione è nota anche per l'industria artigianale delle sculture di legno. Dopo 89 km da Antsirabe, si passa per la cittadina di Ambositra, dove si trovano scuole che insegnano le lavorazioni tradizionali del legno. Dopo Ambositra la strada comincia a scendere di quota e s'incontrano foreste di pini e riserve naturali.

 

DA ANTSIRABE A FIANARANTSOA

A sinistra, montagne e corsi d'acqua, iniziano le aree coltivate.
A destra, campi coltivati dai betsileo.

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Si pernotta a Fianarantsoa, capitale della provincia omonima, 406 km da Antananarivo, a 1200 m di quota. L'artigianato della città è noto per la produzione di una carta speciale, ottenuta da una pianta chiamata Aroba, che è decorata incollandovi, quando è ancora fresca, foglie e petali di fiori e, secondo la tradizione ha poteri magici. La carta fu prodotta per la prima volta dagli Arabi che, quando si stabilirono nell'isola, avevano l'esigenza di copiare i testi del Corano. 
L'ultimo tratto del percorso fino a Toliara, sulla costa sud-occidentale, è lungo 541 km e la nazionale N. 7 piega verso sud-ovest. Il paesaggio è ormai cambiato radicalmente e si entra nel regno delle steppe e delle praterie, dove pascolano le mandrie di zebù che rappresentano la tradizionale ricchezza delle popolazioni. In passato lo stato di agiatezza di una famiglia si misurava dal numero di capi di zebù posseduti. Gli zebù erano sacrificati durante le cerimonie religiose e le tombe erano ornate con corna di zebù in numero proporzionale alla ricchezza del defunto. Il furto di bestiame era diventato uno sport nazionale e una prova di abilità dei giovani per essere considerati adulti. Fra il 1950 e il 1960, il numero di zebù ammontava a circa 9 milioni. La crisi economica nei 20 anni successivi, ha dato un duro colpo all'allevamento e i furti si sono trasformati in un vero racket. 

 

DA FIANARANTSOA A TOLIARA - LE PRATERIE

A sinistra e a destra: mandrie di zebù.

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La strada passa a ovest del massiccio montuoso dell'Andringitra e si trova una steppa più arida con pochi gruppi di alberi; le erbe, in questo periodo, sono alte e secche. Dopo circa 200 km si passa l'abitato di Ihosy e si attraversa la piana dell'Horobe (grande verde), area sabbiosa, coperta da ciuffi di erbe e costellata di termitai. 

 

DA FIANARANTSOA A TOLIARA - LE STEPPE

A sinistra, i monti dell'Andringitra. 
A destra, piana con termitai.

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Ancora 90 km e si passa per la cittadina di Ranohira. Si attraversa il massiccio del Lisalo, una catena granitica stratificata con profondi canyon che ricorda, in piccolo, il Gran Canyon del Colorado. Qui finisce la provincia di Fianarantsoa e inizia quella di Toliara. La catena del Lisalo è l'ultimo sbarramento che s'incontra prima di entrare nella pianura alluvionale che costituisce la fascia costiera fino al mare. 

 

IL LISALO, ULTIMA CATENA PRIMA DELLA PIANURA COSTIERA

A sinistra, i canyon granitici del Lisalo. 
A destra, lasciata la catena, si scende verso il mare.

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TOLIARA E DINTORNI

Si fa sosta per due notti in un piccolo hotel sulla spiaggia di Ifaty, nei pressi della cittadina di Toliara. La costa sud-occidentale del Madagascar è protetta da una lunga barriera corallina che si stende per 250 km e che si vede biancheggiare a distanza. Lungo la costa sono disseminati i villaggi dei pescatori e, nei due giorni successivi, si ha modo di osservare le loro attività e si esplora l'interno della costa fino a Toliara. La pesca avviene nel tratto di laguna fra la spiaggia e la barriera corallina. I pescatori stendono le reti di notte e le ritirano al mattino per raccogliere il prodotto. 

 

SPIAGGIA DI IFATY

A sinistra, i pescatori ritirano le reti. 
A destra, piroghe in secco e reti stese ad asciugare.

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Gli abitanti appartengono al gruppo etnico Vezo di origine africana, pescatori e marinai che usano piroghe a bilanciere di tipo indonesiano. I villaggi sono un po' all'interno e sono costituiti da semplici capanne fatte con rami e foglie intrecciate. 

 

UN VILLAGGIO DELLA COSTA

A sinistra, capanne fra gli alberi. 
A destra, bambini sulla spiaggia con conchiglie e stelle di mare.

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Lemure catta

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Lemure catta

 

La fascia costiera è coperta da foreste ed è facile scoprire fra gli alberi i caratteristici Lemuri catta, così chiamati perché la loro voce è simile al miagolio di un gatto. I catta hanno una lunga coda a dischi alternati bianchi e neri con un folto pelo. Sono abbastanza socievoli e non temono l'uomo, ghiotti di frutta, mangiano anche qualsiasi cosa. I lemuri sono i progenitori delle scimmie ed hanno conservato certi caratteri tipici degli insettivori da cui derivano, un muso allungato, occhi laterali, cervello piccolo ed hanno il volto interamente ricoperto di peli. Cinquanta milioni di anni fa erano diffusi in Africa, Europa e Nord America, poi sono spariti per la competizione di specie arboricole più evolute. Quando il Madagascar si staccò dall'Africa, i lemuri, rimasti isolati, continuarono a differenziarsi e si ebbero anche lemuri giganti, delle dimensioni di uno scimpanzé che oggi sono dei fossili. 

Toliara si trova a circa un'ora di macchina dalla spiaggia di Ifaty, su strada sterrata. Circa 10 km prima, s'incontra un enorme banian sacro che con le sue radici ha coperto un'ampia area recintata. Secondo una tradizione, qui si trovava la tomba di una principessa. 

 

IL BANIAN SACRO

Il Banian ha invaso con le sue radici aeree una zona vastissima creando una foresta.

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Nella periferia di Toliara, vicino a campi di cotone, la cui coltivazione è stata introdotta di recente nell'isola, si trova un altro modesto monumento. Si tratta della cosiddetta tomba di re Rebibi, un re locale del 1800, in uno spazio rettangolare chiuso da un muro di pietre a secco e in mezzo alcuni oggetti raccolti in vita dal re nei suoi contatti con gli europei e i pirati, come la campana di una nave, un vaso cinese rotto e vecchie spade, mostrati fieramente da alcuni ragazzi del luogo. 

 

PERIFERIA DI TOLIARA

A sinistra, campi di cotone.
A destra, la tomba di re Rebibi.

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Toliara è la capitale della provincia omonima che è la più vasta dell'isola ma anche la meno abitata. Oltre al modesto porto, la città ha un piccolo aeroporto, da dove si partirà per la prossima tappa del viaggio. Di caratteristico in città c'è solo il mercato, in particolare quello delle conchiglie, di cui c'è una grande varietà, provenienti dalla vicina barriera corallina. 

 

MERCATO DI TOLIARA

A sinistra, mercato di polli: la rete semisferica di vimini copre i polli in vendita.
A destra, assortimento di conchiglie e crostacei.

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