Zimbabwe - Zimbabwe: Territorio e Storia



  L'attuale Repubblica dello Zimbabwe è uno stato dell'Africa Australe, senza sbocchi al mare, che confina a nord con lo Zambia, separato dal corso dello Zambesi, a est con il Mozambico, a sud con il Sudafrica, separato dal corso del Limpopo, e a ovest con il Botswana. Il territorio dello Zimbabwe, che ha una superficie di 39000 kmq, fa parte della zolla continentale africana dell'era archeozoica ricoperta poi da sedimenti e sottoposta a un'intensa attività vulcanica che ha favorito la formazione di numerosi giacimenti diamantiferi. Per la sua antichità geologica possiede ricchi giacimenti di ferro, cromo, oro, platino, rame e carbon fossile. Non ci sono giacimenti di petrolio. Il paese è attraversato diagonalmente da una dorsale granitica che va da sud-ovest a nord-est separando i due bacini idrografici dello Zambesi, a nord e del Limpopo a sud. Le vette non superano mai i 2500-2600 m. Lungo la dorsale sono concentrate le risorse minerarie. La principale risorsa idroelettrica viene dallo Zambesi che con lo sbarramento della diga di Kariba, costruita fra il 1955 e il 1959 insieme allo Zambia, ha creato a monte un lago lungo 220 km e una larghezza massima di 40 km. Lo sbarramento fornisce 1320 megawatt ad ambedue le nazioni confinanti. Il clima tropicale è temperato dall'altitudine ed ha una stagione secca da aprile a ottobre, durante l'inverno australe, e una piovosa fra novembre e marzo, durante l'estate australe. Le terre alte, fra 1200 e 1500 m, occupano il 25% del territorio e sono in parte coltivate (caffè, tabacco, mais e grano), in parte coperte dalla savana e da aree alberate. Le terre medie e quelle basse, sotto i 900 m, sono il regno delle savane con acacie e baobab, vi si coltiva il cotone e la canna da zucchero. Savane e zone boscose sono occupate da numerosi Parchi Nazionali con un'alta concentrazione di grandi mammiferi come elefanti, giraffe, zebre, leoni, leopardi, ippopotami, antilopi. Numerose sono le attrattive turistiche dello Zimbabwe, oltre alla rete di Parchi Nazionali vi sono zone d'interesse archeologico, storico e naturale, formazioni rocciose che rimontano a 2 miliardi di anni fa, pitture rupestri dei primi abitatori di 4000 anni fa, rovine di un antico impero del XIV secolo e resti della storia più recente. L'attrattiva più spettacolare è certo quella offerta dalle Cascate Vittoria, fra le più grandi del mondo, formate dal fiume Zambesi nell'angolo nord-occidentale del paese. 
  La popolazione dello Zimbabwe era di 8,4 milioni nel 1985 e 12 milioni circa nel 2003. La maggioranza è formata dall'etnia shona (67%) e quella ndebele (13%) ambedue appartenenti alla civiltà Bantu e al suo gruppo linguistico che costituisce oggi i due terzi della popolazione dell'Africa. Fra le minoranze vi sono i bianchi di stirpe anglosassone che hanno dominato nel periodo coloniale e sono ora in netta diminuzione. 

  Le prime popolazioni di cacciatori raccoglitori hanno occupato il territorio nell'età della pietra ed hanno lasciato pitture rupestri nell'altipiano centrale in più di 6000 siti fra 5000 e 2000 anni fa. Agricoltori e pastori Bantu, che usavano il ferro e vivevano in villaggi di capanne, li hanno sostituiti fra il 200 a.C. e il 300 d.C. e, nel IX secolo, le tribù shona erano diventate maggioranza. Dal VII secolo, sull'altipiano, 250 km a sud dell'attuale capitale Harare, sorgeva la città principale di un vasto impero detto di Monomotapa, che doveva estendersi su buona parte dell'attuale Zimbabwe e Mozambico, le cui rovine sono diventate Monumento nazionale dopo l'indipendenza e Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1986. Queste rovine erano chiamate in dialetto shona "ziimba rebwe" che significa "grandi case di pietra" (da cui il nome di Grande Zimbabwe dato al sito archeologico). Non si sa a quale etnia appartenessero gli abitanti, anche se gli shona sostengono di discendere da loro. Conoscevano i metalli e praticavano l'irrigazione e quindi dovevano provenire da altre culture dell'Africa centrale. Dai ritrovamenti di ceramiche cinesi, e persiane e dalle monete arabe trovate, si deduce che il Grande Zimbabwe faceva parte di una rete commerciale che arrivava in estremo oriente e commerciava con l'oro delle locali miniere. Gli edifici sono stati costruiti fra X e XI secolo e fra XIII e XV secolo. La città era stata abbandonata, quando arrivarono i Portoghesi all'inizio del XVI secolo, e non se ne conosce il motivo. 
  Già prima del XVI secolo, gruppi di shona avevano formato uno stato indipendente retto dalla dinastia Mutapa nel nord-est che durò fino alla fine del 1600 e lo stato di Khami si formò nel sud-ovest dell'altopiano. I Portoghesi crearono insediamenti e scali sulla costa del Mozambico e non ebbero successo nei loro tentativi di penetrazione a ovest. Fra il 1818 e il 1828, la creazione dello stato Zulu a sud-est sotto il regno di Shaka, con il suo espansionismo militare costrinse le tribù degli ndebele ad attraversare il Limpopo e occupare tutto il sud-ovest creando un impero con capitale Bulawayo e assoggettando gli shona che rimasero concentrati a nord-est. 
  Alla fine del 1800 iniziò la penetrazione britannica che fu opera di un esploratore e uomo di affari, Sir Cecil Rhodes. Questi, nel 1888, fece un accordo con il re degli ndebele, Lobengula, per lo sfruttamento delle miniere nel territorio e creò la British South Africa Company (BSAC) per gestire l'impresa. La BSAC era una compagnia commerciale che fu presto riconosciuta dalla Corona, era dotata di un esercito privato che fu lo strumento di Rhodes per creare un suo impero personale detto in seguito Rhodesia. Per colonizzare la regione Rhodes fece arrivare coloni dal Sud Africa e nel 1890 fondò la sua capitale a Fort Salisbury, nel nord-est, l'attuale Harare, dedicandola all'allora Primo Ministro britannico, Marchese di Salisbury. Lobengula, appena comprese che si stava per occupare la sua regione, ripudiò l'accordo e la rivolta iniziò nel novembre 1893. Nonostante alcuni successi, i nativi furono sottomessi, la capitale Bulawayo occupata e Lobengula morì nel 1994, si disse per malattia. Vi furono due successive rivolte, la prima nel 1896 che Rhodes concluse con un accordo e la seconda nel 1897 che fu definitivamente domata. Il controllo di Cecil Rhodes si estese al vicino Zambia e le due colonie furono chiamate rispettivamente Rhodesia Meridionale e Rhodesia Settentrionale. Rhodes morì nel 1902 e non ebbe modo di dare seguito ai suoi progetti di unificare i domini britannici dal Sud Africa al Cairo. La BSAC gestì la Rhodesia fino al 1923, quando la Rhodesia Meridionale divenne colonia del Regno Unito con un proprio governo indipendente controllato dalla minoranza bianca, mentre i legami con la Corona per la politica estera e la difesa erano garantiti da un Governatore. Durante la Seconda Guerra Mondiale i rhodesiani combatterono con il Regno Unito, dopo, nel decennio 1950, ci fu un tentativo di creare una federazione delle due Rhodesie e il Nyasaland, l'attuale Malawi, con capitale Salisbury. Fu presto chiaro che il paese dominante era la Rhodesia meridionale, dove era concentrata la maggioranza bianca e la maggiore ricchezza e nacquero forti contrasti sia fra i bianchi, sia fra le diverse etnie nere. Nel 1964, la federazione si sciolse e i tre stati assunsero i nomi di Rhodesia, Zambia e Malawi. Un anno dopo, nel novembre 1965, il primo ministro della Rhodesia, Ian Douglas Smith, proclamò in modo unilaterale l'indipendenza della Rhodesia staccandosi dalla madrepatria e, nel 1968 dichiarò ufficialmente la Repubblica di Rhodesia. Il regime aveva introdotto una rigida segregazione razziale, come l'apartheid del Sud Africa, e questo lo portò all'isolamento internazionale, perché fu riconosciuto solo dal Sud Africa e dal Portogallo. 
  Il movimento indipendentista della Rhodesia si era andato organizzando fin dopo la prima guerra mondiale, nel decennio 1920. All'inizio i membri delle organizzazioni, che appartenevano alla classe media più istruita, chiedevano il diritto di voto e la partecipazione alla vita politica, ma nel decennio 1950 diedero luogo a un movimento nazionalista radicale e dal 1961 iniziarono le azioni di guerriglia. Si erano formati due movimenti a carattere etnico. Lo Zimbabwe African National Union (ZANU), radicato nell'etnia shona, più violento, guidato da Robert Mugabe, e lo Zimbabwe African People Union (ZAPU), radicato nell'etnia ndebele che, essendo minoritaria, cercava il dialogo ed era guidata da Joshua Nkomo. L'inizio fu difficile e si ebbero solo insuccessi, ma la mobilitazione crebbe e tornarono gli esiliati dai paesi vicini di recente indipendenza, dalla Tanzania indipendente nel 1961, lo Zambia nel 1964, il Botswana nel 1966 e il Mozambico nel 1975. Nell'ultima fase della guerra, dal 1976 al 1979, il Fronte Patriottico della guerriglia s'infiltrò da tutte le frontiere. Ian Smith reagì ancora attaccando i campi dei rifugiati in Mozambico dove avvennero dei massacri. Nel 1979, Margaret Thatcher, nuovo leader del Regno Unito, con la mediazione dei leader di Zambia e Tanzania, Kaunda e Nyerere, indisse una conferenza alla Lancaster House di Londra. Si arrivò al cessate il fuoco e a un accordo fra le parti per un governo provvisorio in attesa delle elezioni. Presidente provvisorio fu il vescovo anglicano Abel Muzoreva della fazione più moderata. Le elezioni si tennero nel febbraio 1980 e si scelsero i 100 membri del Parlamento 20 dei quali erano riservati alla minoranza bianca per un periodo di 10 anni. Robert Mugabe divenne primo ministro della nuova Repubblica dello Zimbabwe che divenne membro delle Nazioni Unite. Anche la capitale Salisbury cambiò nome in Harare. 
  Mugabe si dimostrò ben presto un accentratore. I bianchi furono rapidamente estromessi dalle cariche pubbliche e Ian Smith si ritirò ed emigrò in Sud Africa. Nel sud-ovest del paese si acuì il conflitto fra le etnie rivali che facevano capo ai partiti ZANU e ZAPU e, nel 1983-84 le azioni repressive del governo produssero migliaia di morti. All'epoca del viaggio (1988), Mugabe aveva ottenuto la pacificazione, favorendo il proprio gruppo shona, indotto il rivale Nkomo a ritirarsi e si era autoproclamato presidente cancellando la carica di primo ministro. Tuttavia l'economia del paese era rimasta sempre prospera avendo ereditato una solida infrastruttura industriale e una forte base agricola. 

  Dopo le elezioni del 1990, che riconfermarono Robert Mugabe e il suo partito unico, sono stati introdotti altri emendamenti alla costituzione rafforzando il suo dispotismo. Per ingraziarsi i veterani della guerra di liberazione, Mugabe aderì alle loro richieste di indennizzo e questo provocò un colossale deficit che fece crollare la valuta provocando inflazione e crisi economica. Nel 1999 l'opposizione si riunificò nel Movement for Democratic Change (MDC), ma il governo represse ogni manifestazioni di dissenso. Nel 2000, iniziò la riforma agraria con l'esproprio forzato, senza indennizzo, dei proprietari terrieri bianchi, e provocò il crollo della produzione agricola e una nuova inflazione. Le elezioni del 2002, svolte in un clima d'intimidazione ridiedero la maggioranza a Mugabe che da questo momento peggiorò i suoi rapporti con gli Stati Uniti e L'Unione Europea e si staccò dal Commonwealth. Alle elezioni del 2008 si è ripresentato Mugabe contro il capo dell'opposizione Morgan Tsvangirai. Lo spoglio dei voti procedette con lentezza e si parlò di parità, ma l'opposizione dichiarò di avere il 60% dei voti e si arrivò al limite della guerra civile in un paese in piena crisi alimentare. La commissione elettorale decise il pareggio e il ballottaggio il cui risultato era ormai scontato. Tsvangirai si rifugiò nell'ambasciata olandese di Harare. Al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, Russia e Cina si dichiararono pronte al veto contro le sanzioni. 
  Lo Zimbabwe si trova ancora nella morsa dell'inflazione e della crisi economica, circa un quarto della popolazione si è rifugiata nei paesi vicini, specie in Sudafrica e Botswana e l'aspettativa di vita dei suoi residenti è una delle più basse dell'Africa anche per l'elevata diffusione dell'infezione HIV/AIDS (Human Immunodeficiency Virus/Acquired Immune Deficiency Syndrome) che ha colpito fino al 30% della popolazione.

 

IL VIAGGIO

  L'itinerario del viaggio inizia con la visita della capitale Harare, principale città del paese, e dei suoi dintorni d'interesse naturistico ed etnografico. Si fa quindi tappa a Bulawayo, centro industriale 440 km a sud-ovest, per la visita del Parco Nazionale di Matopos, area geologica e preistorica importante, centro di tradizioni locali e Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 2003. Segue il sito archeologico di Khami, capitale di un'antica dinastia, anche questo Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Da Bulawayo inizia un percorso in ferrovia su un treno speciale per turisti, detto Rail Safaris, che in tre giorni porta alla Riserva Hwange, con due soste per la visita alla ricca fauna del parco, e termina nel pomeriggio alla stazione di Victoria Falls, dove si trovano le famose cascate dello Zambesi alle quali si dedica l'ultima parte della giornata. 
  Il giorno successivo è dedicato interamente alle cascate, che si possono osservare anche dall'alto con un piccolo bimotore, e ai loro dintorni. Si pernotta a Victoria Falls e il viaggio finisce il giorno dopo. 




Indice |Info | Stampa | Permalink