Zimbabwe - Bulawayo e il Matopos National Park


 Lasciata Harare, si raggiunge in volo Bulawayo seconda città dello Zimbabwe, con circa 450000 abitanti, che si trova 440 km a sud-ovest. Anche prima della colonizzazione dei bianchi, Bulawayo era un centro importante, capitale del Matabeleland, la regione occupata dalle tribù ndebele, l'etnia di minoranza, rivale di quella shona. Bulawayo è soprattutto una città industriale, ha un Museo di Storia Naturale e diverse mostre di arte e artigianato. Dal punto di vista turistico è importante per i suoi dintorni d'interesse storico e archeologico.  

 

PARCO NAZIONALE DI MATOPOS

  Trenta chilometri a sud di Bulawayo inizia il Parco Nazionale di Matopos, un complesso di colline granitiche, geologicamente antichissime, circa 2 miliardi di anni, cui gli indigeni hanno dato il nome di Matopos che vuole dire appunto "il luogo delle colline" ed era considerato sacro e sede di spiriti benevoli. Sei chilometri circa dall'ingresso del Parco, in una posizione elevata che offre una splendida vista, si trova il luogo dell'antica residenza estiva di Cecil Rhodes, l'uomo politico inglese fondatore della Rhodesia, e la piattaforma coperta, nella foto, era il suo luogo di riunioni.  

  Tutta l'area del Parco copre 42500 ettari e gli scavi hanno provato che la zona è stata abitata quasi di continuo dagli uomini negli ultimi 40000 anni. Sulle rocce dei rilievi l'erosione ha sagomato forme fantastiche. 


PARCO NAZIONALE DI MATOPOS

A sinistra, luogo di riunioni della residenza estiva di Rhodes fuori del Parco.
A destra, una collina di rocce dentro il Parco.

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  Lungo il confine orientale vi sono grotte, conosciute come Mjelele, con pitture di tempi preistorici che hanno un'età compresa fra 2000 e 4000 anni. Gli abitatori erano cacciatori raccoglitori come lo sono tuttora i Boscimani del deserto del Kalahari nel vicino Botswana. Le pitture rappresentano scene di caccia con funzione propiziatoria; in una si mostra un bufalo circondato dai cacciatori, in un'altra si rappresentano i cacciatori in corsa in forma di siluette ma con sufficienti dettagli. I colori usati sono di origine minerale. 


MJELELE CAVES - PITTURE RUPESTRI

A sinistra, un bufalo circondato da cacciatori.
A destra, siluette di cacciatori che corrono.

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  Al centro del parco il punto più alto è un rilievo granitico, dove l'erosione ha fatto affiorare un complesso di massi isolati che gli indigeni chiamavano "collina degli spiriti". Qui nel 1896, Cecil Rhodes venne quasi solo per incontrarsi con i capi ndebele insorti per trattare la pace e riuscì nell'intento. Questo luogo divenne molto caro a Rhodes che lo chiamò "Vista del mondo" (View of the World) e lo scelse come luogo della sua sepoltura. Nonostante il giudizio negativo su Rhodes e il periodo coloniale dell'attuale classe dirigente, la sua tomba è stata rispettata e il luogo è rimasto Monumento Nazionale. 


LA COLLINA DEGLI SPIRITI

A sinistra, la collina sacra degli Ndebele che è il punto più alto del Parco.
A destra, tomba di Cecil John Rhodes.

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  Le Colline di Matopos (o Matobo) sono state inserite nella lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2003. 
   Scendendo ancora a sud e deviando verso ovest, si trova un'altra grotta con dipinti preistorici di 4000 anni, scoperta nel 1922 e chiamata dagli indigeni Nswatugi. Scavi eseguiti nel 1933 hanno scoperto insediamenti umani di 10000 anni fa e, nel 1975, è stato scoperto uno scheletro della stessa età che è il più antico scoperto nello Zimbabwe. 


NSWATUGI CAVES - PITTURE RUPESTRI

Questa è la grotta più interessante del parco con le pitture più grandi e meglio conservate.

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LE ROVINE DI KHAMI

  Il sito archeologico delle Khami Ruins si trova 22 km a ovest di Bulawayo e, per importanza, viene dopo Grande Zimbabwe. Era un antico centro politico e religioso sorto qui fra il XV e il XVII secolo e si è sviluppato dopo che la capitale del Grande Zimbabwe era stata abbandonata a metà del XVI secolo. Khami è stata capitale della dinastia Torwa dal 1450 al 1683, anno in cui fu saccheggiata e abbandonata. L'area è stata scoperta nel 1897, è Monumento Nazionale ed è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni dell'Umanità nel 1986. 

 

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Khami Ruins - Mambo Palace.

 

   La città aveva sette aree destinate alla famiglia reale e altre occupate dai cittadini. Vi sono stati scoperti oggetti provenienti dall'Europa e dalla Cina e questo dimostra che Khami è stata per lungo tempo un centro commerciale. Sulla sommità della terrazza più alta è stata trovata una rotonda che si pensa fosse la casa del capo ed è stata chiamata Mambo Palace dal nome della dinastia Mambo che regnò in questa zona. 
   Altre costruzioni si presentano come terrazze scoperte fra le quali si aprono stretti camminamenti che sono anche l'unica via di accesso. La sua architettura, derivata da quella del Grande Zimbabwe, mostra delle soluzioni innovative nelle murature a secco, anche se rimangono solo fondazioni e pavimenti. Gli abitanti, non essendo capaci di ricavare dal granito blocchi squadrati per costruire solide mura crearono piattaforme per recinti o capanne riempite di pietre e terra con mura perimetrali a secco di piccole pietre squadrate, spesso decorate a scacchiera. 


KHAMI RUINS - ARCHITETTURA DELLE TERRAZZE SCOPERTE

A sinistra, le terrazze (vlei walls) fra le quali si aprono stretti passaggi.
A destra, mura esterne decorate a scacchiera.

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