Zimbabwe - Le Cascate Vittoria


Le Cascate Vittoria, oltre a rappresentare un'esperienza visiva e fotografica unica, per la possibilità di ammirarle a distanza ravvicinata dal ciglio opposto del baratro in cui precipitano le acque, hanno avuto una storia geologica lunga e complessa e sono ancora in continua evoluzione. 
  Il fiume Zambesi nasce nel nord dello Zambia, insieme con uno degli affluenti del Congo, e per un lungo tratto costituisce il confine fra Zambia e Zimbabwe, passa quindi in Mozambico e sbocca nell'oceano Indiano. Ha una lunghezza totale di 2700 km ed è il quarto fiume dell'Africa. Dove il fiume incontra rocce resistenti, è costretto a scavare il suo letto, predomina l'erosione e si formano cascate, rapide e gole profonde; altrove il letto del fiume è largo e la corrente uniforme, prevale la deposizione e si formano isole. Per un tratto di 12 km a monte delle Cascate, il fiume scorre su un ampio alveo di circa 1700 m e improvvisamente precipita in un abisso profondo 108 m. Da questo momento le acque scorrono nel fondo di strette gole in un percorso a zig-zag, per 80 km seguono la Batoka Gorge verso est e proseguono nella Gwembe Valley per più di 220 km. All'estremità di questa, il fiume è stato sbarrato da una diga nella gola di Kariba. La strana conformazione delle cascate è il prodotto di una complessa storia geologica della regione che risale al Giurassico, 135-65 milioni di anni fa, quando un'estesa attività vulcanica ha riversato nella regione strati di lava per uno spessore di oltre 300 m. Il raffreddamento della lava ha prodotto contrazioni e conseguenti fratture nella roccia basaltica secondo due direzioni, est-ovest e nord-sud. In seguito si è formato un lago e depositato uno strato di argille e calcare che ha riempito anche le fratture. Movimenti tettonici hanno modificato le fratture e deviato verso est il corso dello Zambesi, che prima si riuniva a sud con il Limpopo, facendolo invece confluire con il Matetsi, dove si creò la prima cascata a oltre 80 km dall'attuale. L'erosione approfondì l'alveo nelle rocce basaltiche, dove trovò le fratture con materiale meno resistente che favorivano l'erosione. Il salto continuò ad arretrare, seguendo le linee di frattura, e otto cascate si sono susseguite negli ultimi due milioni di anni. L'attuale frattura in cui precipita la cascata è diretta da ovest a est e costituisce la più lunga cortina d'acqua del mondo, con un fronte di almeno 1,5 km, che si può ammirare dal ciglio opposto della gola. 

  Si suppone che il primo uomo bianco a vedere la cascate dello Zambesi sia stato il Dr David Livingstone. Nato in Scozia nel 1813 da famiglia povera, lavorò per pagare la sua educazione e studiò teologia e medicina all'università di Glasgow. Si trasferì nel 1841 come missionario in Botswana. Dal 1852 al 1856 si unì a una spedizione per esplorare i fiumi della regione come vie naturali di comunicazione e lo Zambesi fu tra questi. Dalle tribù locali apprese l'esistenza di rapide che erano chiamate "Mosi oa Tunya" con il significato di "il fumo che tuona" e raggiunse un'isola che finiva sul bordo del precipizio, detta poi Isola di Livingstone, e diede alle cascate il nome della Regina Vittoria. Livingstone tornò più volte in Africa e, nel 1869, i suoi contatti si interruppero finché un giornalista del New York Herald, Henry Morton Stanley, trasformatosi in esploratore, non lo ritrovò a Ujiji nel 1871, sulle rive del lago Tanganica, e lo salutò con la famosa frase: "Dr Livingstone, I presume". Livingstone era già malato e mori di malaria in Zambia due anni dopo. Il suo corpo fu riportato in Inghilterra e sepolto a Londra nell'Abbazia di Westminster. 

  L'area delle cascate è una Riserva Naturale e può essere visitata rispettando una serie di regole, principalmente non lasciare rifiuti e seguire i sentieri indicati che portano ai punti di osservazione della cascata e attraversano la foresta pluviale a sud della stessa. 
  Uscendo dalla stazione ferroviaria, si attraversa l'area di parcheggio e la strada porta al primo punto di osservazione sul lato nord occidentale della cascata su una piazzola, dove sorge la statua al Dr Livingstone. Da qui si vede la prima gola, dove il fiume concentra il flusso delle sue acque e si suppone che questo sia il luogo dove l'erosione sta approfondendo un'altra frattura della roccia verso nord dove trova minore resistenza e dove proseguirà l'arretramento della cascata. Questa è detta la Cataratta del diavolo (Devil's Cataract), per la violenza dell'acqua richiamata dalla pendenza. 

 

VISITA DELLE CASCATE

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Statua del Dr Livingstone.

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La Devil's Cataract.

 

  Da questo momento si prosegue il percorso di osservazione della cascata nel lato Zimbabwe che occupa i tre quarti dell'intero fronte fino al confine con lo Zambia segnato da una frattura, dove lo Zambesi trova il suo sbocco nel tortuoso percorso verso valle. 
  Il mattino del giorno successivo, si ripeterà lo stesso percorso e possono essere messe in confronto alcune fotografie riprese nello stesso luogo in ore diverse. 
  La prima coppia di foto in confronto lungo il percorso, dove la strada gira intorno all'estremità ovest della gola, è quella del fondo in corrispondenza della Devil's Cataract. 

CASCATE VITTORIA - LATO ZIMBABWE

A sinistra, il fondo della Devil's Cataract nel pomeriggio.
A destra, il fondo della Devil's Cataract al mattino del giorno dopo.

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  Da questo punto la strada segue il fronte della gola da ovest a est. Dopo la Devil's Cataract, un ammasso di rocce che forma la Cataract Island separa l'inizio del tratto principale della cascata (Main Falls). 

CASCATE VITTORIA - MAIN FALLS

A sinistra, inizio del tratto principale della cascata dopo la Catarat Island nel pomeriggio.
A destra, stessa immagine precedente con l'arcobaleno più marcato.

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CASCATE VITTORIA - MAIN FALLS

A sinistra, un ampio tratto della cascata principale nel pomeriggio.
A destra, la cascata principale il mattino del giorno dopo.

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  Dopo un'interruzione più ampia dovuta alla presenza della Livingstone Island, l'isola al bordo della cascata che fermò l'esploratore, scendendo il corso dello Zambesi, comincia il tratto più lungo: le Cascate dell'Arcobaleno (Rainbow Falls), chiamate così perché a volte vi si forma un doppio arcobaleno, che proseguono fino al confine con lo Zambia e oltre. 

CASCATE VITTORIA - RAINBOW FALLS

Due foto delle cascate dell'Arcobaleno nel pomeriggio.

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  Il confine fra Zimbabwe e Zambia è stabilito dalla frattura, dove il fiume trova il suo sbocco. Ai suoi bordi si affacciano la riva destra che appartiene allo Zimbabwe e la riva sinistra allo Zambia. Questo punto, che si chiama Danger Point, si trova circa ai tre quarti della cascata, la parte visibile dal lato Zimbabwe, mentre solo un quarto è visibile dal lato Zambia. Dal ciglio dell'abisso, si vede l'acqua ribollire cercando l'uscita e, guardando verso ovest, nella direzione del tramonto dove inizia la cascata, s'intravede il sole attenuato dalla cortina di acqua nebulizzata che si solleva dalla cascata. 

CASCATE VITTORIA - DANGER POINT

A sinistra, la cascata di fronte al Danger Point, dove il fiume trova il suo sbocco (pomeriggio).
A destra, il tramonto del sole dietro l'acqua nebulizzata visto dal ciglio del Danger Point.

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  Il mattino del 16 agosto, dalla terrazza del Makasa Sun Hotel, si riprende una panoramica delle cascate. Dal bordo della lunga frattura si solleva una colonna d'acqua nebulizzata e si ascolta il rumore di tuono che rivela la loro presenza fino a 30 km di distanza, come aveva sperimentato Livingstone. 
  Nella stessa mattinata, dopo aver ripercorso la strada lungo il ciglio delle cascate, per riprendere altre immagini delle cascate, si seguono i sentieri più a sud, nella fascia di terra occupata da una foresta pluviale con caratteristiche uniche per effetto della pioggia perpetua prodotta dagli incessanti spruzzi delle cascate. Tutta la zona è Parco Nazionale e si possono osservare diverse specie di animali in libertà. 

CASCATE VITTORIA - PANORAMA E FORESTA PLUVIALE

A sinistra, vista delle cascate dalla terrazza del Makasa Sun Hotel.
A destra, un'antilope nella foresta pluviale.

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  Nel pomeriggio, dal piccolo aerodromo a ovest dell'abitato di Victoria Falls, si sale a bordo di un bimotore a 6 posti (un pilota e 5 passeggeri) e si compie il "volo degli angeli" (Flight of Angels) sorvolando la zona per osservare dall'alto il panorama delle cascate. 

CASCATE VITTORIA - SORVOLO DELLE CASCATE

A sinistra, il piccolo bimotore del Flight of Angels.
A destra, vista panoramica delle cascate sorvolando il fiume Zambesi lungo la gola, dove precipitano le acque.

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  L'aereo sorvola la seconda gola, dove le acque s'incanalano in uscita e si riprende l'ultimo tratto delle Rainbow Falls insieme al ponte di ferro che attraversa il confine con lo Zambia. Nei due successivi passaggi il ponte è visto ancora due volte. 

CASCATE VITTORIA - SORVOLO DELLE CASCATE

A sinistra, il fondo della seconda gola. 
A destra, l'ultimo tratto delle cascate del lato Zimbabwe e il ponte di ferro sulla seconda gola dove arriva la linea
ferroviaria.

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CASCATE VITTORIA - SORVOLO DELLE CASCATE

A sinistra, ancora una vista delle cascate e del ponte di ferro dopo il Danger Point.
A destra, una vista di primo piano del ponte di ferro.

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Le cascate da ovest a est

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Le cascate da est a ovest

 

  La storia del ponte di ferro sullo Zambesi è connessa al progetto, ventilato alla fine del 1800, di una ferrovia che avrebbe dovuto collegare la Città del Capo con il nord del continente africano e, nella mente dei più ottimisti, fino al Cairo. Il primo ostacolo che si presentava era l'attraversamento dello Zambesi e Cecil Rhodes, che era uno dei principali sostenitori del progetto, decise che il ponte sarebbe stato costruito nella seconda gola di fronte al Danger Point, un punto dove le acque formano un vortice detto Boiling Pot (pentola bollente) e i passeggeri del treno avrebbero potuto vedere e sentire le cascate e subirne anche gli spruzzi. L'idea di Rhodes fu accettata e portata avanti, anche se egli morì due anni prima che la ferrovia raggiungesse la gola. Fu stipulato il contratto per la costruzione con una compagnia inglese, i lavori preliminare iniziarono nel 1903 e il ponte fu completato nel 1905. Il ponte è lungo 250 m e alto 125 m dal fondo. 
  Le due foto ai lati mostrano le cascate di profilo, dai due lati opposti, con la nube di acqua nebulizzata che sollevano. 
  Le ultime due immagini prese dall'alto sono due viste panoramiche con lo sfondo dello Zambesi e le sue numerose isole, fra cui l'isola di Livingstone, dove si fermò l'esploratore scendendo il corso del fiume. 

CASCATE VITTORIA - SORVOLO DELLE CASCATE

Due panoramiche delle cascate dall'alto.

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ULTIME IMMAGINI A VICTORIA FALLS

  Dopo il "Volo degli angeli", si è accompagnati sulle rive dello Zambesi, a monte delle cascate, per visitare un allevamento di coccodrilli dai quali si producono le pelli. La specie di coccodrilli allevata è quella più comune in Africa, nota come Crocodylus niloticus. L'allevamento ha circa 4000 coccodrilli che, in massima parte sono uccisi all'età di 5 anni, una piccola parte è fatta crescere per la riproduzione, ma in genere si preferisce raccogliere le uova depositate sulle rive dello Zambesi dalle specie libere e incubarle artificialmente. Ogni anno si è a utorizzati a prelevare 2500 uova a condizione di liberare un 5% (125) di coccodrilli in età di 2-3 anni per assicurare la sopravvivenza della specie libera. 
  Nell'allevamento i coccodrilli sono posti in recinti separati, per classi di età, onde evitare il cannibalismo. Quando escono dall'uovo, i piccoli sono lunghi 25 cm, arrivano all'età di riproduzione a 7 anni negli allevamenti, mentre solo a 16-20 anni allo stato libero; possono vivere fino a 110 anni e raggiungere 6 m di lunghezza. I coccodrilli più grandi si trovano in Australia, dove raggiungono una lunghezza di 9 m. 
  Pur avendo bisogno dell'aria per respirare, sono capaci di restare sott'acqua per più di un'ora. In immersione, infatti, riducono drasticamente il loro metabolismo e il consumo di ossigeno. 

ALLEVAMENTO DI COCCODRILLI

A sinistra, recinto con coccodrilli di 2 anni.
A destra, coccodrilli di 16 anni.

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  Il corso dello Zambesi a monte delle cascate è sempre Parco Nazionale e riserva di animali. Il fiume scorre lento su un ampio letto interrotto da numerose isole ed è popolato da ippopotami e coccodrilli, sulle rive vivono branchi di bufali e molte specie di antilopi. 
  A bordo di un battello, si compie una crociera di circa due ore per ammirare il fiume, aspettando il tramonto. 

SULLO ZAMBESI

A sinistra, branco di bufali sulla riva destra dello Zambesi.
A destra, tramonto.

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Danze Shangani.

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Danze Shangani.

 

  A sera, nell'Hotel, si assiste a uno spettacolo di danze tribali di etnie della regione, fra queste gli Shangani, un'etnia minoritaria presente in Mozambico, Sudafrica e Zimbabwe, originaria del centro dell'Africa che si è stabilita alla fine del 1800 in queste regioni come agricoltori e allevatori. Le loro danze sono improntate al culto degli spiriti degli antenati e alla venerazione animistica dei fenomeni naturali. 

  Il giorno dopo, 17 agosto, si attraversa la frontiera, passando il ponte di ferro sulla seconda gola delle cascate, e il viaggio prosegue in Zambia.

 

FINE ZIMBABWE




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