Zambia - Parco Nazionale di Luangwa


Il mattino del quarto giorno, lasciata Siavonga con guida e fuoristrada, si torna a Lusaka in poco più di due ore e mezzo e, dall'aeroporto internazionale si sale su un piccolo aereo per il trasferimento al Parco Nazionale del Sud Luangwa che dista 750 km in linea d'aria. Il volo dura un'ora e mezza, si atterra all'aeroporto di Mfuwe e si è trasferiti al Marula Lodge che si trova sulla riva del fiume Luangwa a 5 minuti dall'ingresso del parco. Pur essendo all'esterno del parco, il lodge è spesso frequentato dagli elefanti che, potendo attraversare il fiume, escono dai confini ed entrano quindi nelle zone abitate. Durante il soggiorno al Marula, si sono visti gli elefanti avvicinarsi di notte. In Zambia, fuori dai parchi e nelle zone abitate, si può incontrare fauna pericolosa e tutti conoscono i comportamenti da tenere per ridurre i rischi, specie vicino le rive dei fiumi frequentate dai coccodrilli. 
  I parchi dello Zambia sono considerati fra i migliori dell'Africa, dove il contatto con gli animali è più diretto. I safari avvengono con guide esperte e piccoli fuoristrada e sono previsti nelle ore diurne e notturne ed anche a piedi. Il Sud Luangwa, esteso su una superficie di 9050 kmq e attraversato dalla valle del fiume, ospita una grande varietà di specie in habitat diversi. 
  Il soggiorno nel parco nel corso dei due viaggi è stato complessivamente di sei giorni e di seguito è riportata una selezione delle foto, riprese nel corso delle visite effettuate al mattino, nel pomeriggio e di notte, e organizzate per argomenti. S'inizia con l'ambiente fluviale e la sua fauna, poi i grandi predatori, i grandi erbivori, le antilopi, zebre e giraffe, animali minori, uccelli e infine i safari notturni. 

 

IL FIUME E LA SUA FAUNA

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Ansa isolata del Luangwa (Foto 1988)

 

  La valle del fiume Luangwa è una delle ultime propaggini meridionali della grande valle del Rift e vi scorre il fiume con un percorso tortuoso formando numerose anse, molte delle quali abbandonate, che formano lagune interne. Sul lato occidentale, la catena dei monti Muchinga costituisce il confine del parco e della valle e da essa scendono molti affluenti durante la stagione delle piogge. Il fiume attraversa il parco e in molti tratti costituisce il suo confine orientale. 
  Nel fiume abbondano ippopotami e coccodrilli. Gli ippopotami sono i più numerosi e vivono in gruppi vicino alle rive e nelle lagune. Di giorno stanno immersi nell'acqua e riposano, di notte salgono sulle rive in cerca di pascoli e si cibano di erba fresca afferrandola con le labbra e strappandola con un rapido movimento della testa. In tal modo l'erba è tosata bassa, evita il propagarsi degli incendi nella savana preservando le macchie e i cespugli, ma se questi invadono le zone erbose riducono la fonte di alimentazione degli ippopotami. L'equilibrio è ristabilito dagli elefanti che mangiano gli alberi. 
  La specie diffusa nel parco è l'Ippopotamus amphibius, una delle poche specie rimaste in Africa. Da 3 a 2 milioni di anni fa, nel pliocene, gli ippopotami vivevano in Europa, Asia e Africa. In molti luoghi dell'Europa si sono trovati resti di ippopotami di dimensioni ridotte fino a 10000 anni fa e la loro estinzione è stata favorita dalla crescente presenza dell'uomo. L'Africa è stato l'unico continente che li ha preservati, ma in Egitto l'ultimo ippopotamo è stato ucciso all'inizio del 1800. Si suppone che 60 milioni di anni fa ippopotami e cetacei abbiano avuto un antenato comune nell'ordine degli artiodattili (con numero di dita pari nelle zampe) che, all'inizio dell'eocene, 54 milioni di anni fa, ha abbandonato la vita anfibia per quella acquatica, evolvendosi nell'ordine dei cetacei. 

 

FAUNA DEL FIUME (Foto 2001)

A sinistra alcuni ippopotami sul fiume di fronte al Marula Lodge.
A destra un numeroso gruppo di ippopotami che riposa in mezzo al fiume.

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FAUNA DEL FIUME

Ippopotami immersi in una laguna ricoperta da erbe palustri apprezzate anche come cibo (Foto 2001).

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FAUNA DEL FIUME

Due ippopotami che passeggiano sulla riva (Foto 2001).

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  Gli ippopotami non hanno nemici e, data la loro mole e aggressività, possono schiacciare e smembrare l'avversario con i loro poderosi canini. Iene leoni e coccodrilli possono, invece, aggredire i loro piccoli. Lungo le rive si vedono numerosi coccodrilli, della specie Crocodylus niloticus, in attesa di prede che si avvicinano all'acqua. 


FAUNA DEL FIUME

Due coccodrilli sulla riva (Foto 2001).

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  Un altro animale che ama la vicinanza dell'acqua è il Varanus niloticus, un sauro comune in Africa che si nutre di uova, e piccoli animali, come rettili e anfibi e i nidi di coccodrilli. Può raggiungere la lunghezza di 180 cm ed ha un tronco robusto sorretto da zampe ben sviluppate. 

 

FAUNA DEL FIUME

Due esemplari di Varanus niloticus (a sinistra Foto 1988, a destra Foto 2001).

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I GRANDI PREDATORI

  Fra i grandi predatori, nel parco vi sono i leoni (Panthera leo), molto numerosi e facilmente visibili e il leopardo, più difficile da scoprire perché solitario e in prevalenza notturno. 
  Il leone, Panthera leo, è il più grande predatore dell'Africa e, fino al primo secolo d.C., era diffuso in gran parte dell'Europa e fino all'India. Per opera dell'uomo è scomparso dall'Europa entro il II sec. d.C., mentre si è estinto nell'Africa Settentrionale e nel Medio Oriente all'inizio del 1900. La sua sopravvivenza nell'Africa subsahariana è stata favorita dalla minore diffusione dell'uomo e dal moltiplicarsi delle aree protette dalla caccia di frodo nei nuovi stati africani. Il peso medio di un maschio adulto è di 180-220 kg e quello delle femmine il 40% in meno. Senza la coda, sono lunghi da 180 a 250 cm e le femmine da 140 a 180 cm, la loro vita media è di 16 anni ma molti non superano i 10, il loro habitat preferito è la savana ed evitano le foreste e i luoghi desertici. I leoni sono gregari e spesso si uniscono in branchi per cacciare prede di grandi dimensioni. La carcassa è poi portata in luoghi riparati per sottrarla ai predatori estranei. La competizione nel branco sorge all'atto di divorare la preda, ma prevalgono i rapporti gerarchici, mangia per primo il maschio dominante, poi i maschi adulti, le femmine e infine i cuccioli. 

 

LEONI (Foto 2001)

A sinistra, una famiglia di leoni. 
A destra, un leone isolato.

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LEONESSE (Foto 2001)

Due leonesse.

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LEONESSE (Foto 2001)

A sinistra, due leonesse accucciate. 
A destra, una leonessa che sta per alzarsi.

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I GRANDI ERBIVORI

  I grandi erbivori in Africa sono l'elefante, il rinoceronte e il bufalo che, insieme ai due grandi carnivori, leone e leopardo, costituiscono i Big Five (i grandi cinque) della fauna africana, trofei più ambiti dai cacciatori e nei safari fotografici. Nel Sud Luangwa non vi sono rinoceronti che sono stati introdotti di recente nel Nord Luangwa e s'incontreranno in un parco vicino alla Cascate Vittoria. Elefanti e bufali sono invece numerosi ovunque. 
  L'elefante africano (Loxodonta africana) e il più grande mammifero terrestre vivente e discende probabilmente dai Mammut. Un elefante adulto consuma fino a 300 kg di vegetali, erba, rami con foglie e frutta, e, vivendo in branchi, può distruggere la vegetazione di vaste aree. Le dimensioni medie di un maschio adulto sono: 3 metri di altezza al garrese, 7 m di lunghezza e 6 tonnellate di peso; sono animali longevi e possono raggiungere i 75 anni. Dal 1990, è specie protetta ed è vietato il commercio dell'avorio delle sue zanne. I branchi sono guidati da una femmina anziana (matriarca). 


ELEFANTI (Foto 2001)

A sinistra, un piccolo branco di elefanti. 
A destra, una famiglia di elefanti con cuccioli.

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ELEFANTI (Foto 2001)

A sinistra, una femmina anziana con un cucciolo.
A destra, un elefante isolato.

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  I bufali diffusi in tutta l'Africa subsahariana, dal Golfo di Guinea al Mozambico e al Sud Africa, sono detti bufali neri o cafri (Syncerus caffer). Sono animali di grandi dimensioni particolarmente aggressivi, di pelo nero con due enormi corna ricurve che si ricongiungono sul capo e costituiscono un'arma poderosa che può mettere in fuga anche un leone. Vivono in branchi numerosi costituiti da femmine e piccoli, mentre i maschi adulti restano solitari fino al periodo dell'accoppiamento. Amano l'acqua e s'immergono per rinfrescarsi e liberarsi dai parassiti e, per quest'ultimo scopo, lasciano che diversi uccelli si poggino sul loro dorso. I bufali sono spesso preda dei leoni.  

 

BUFALI (Foto 2001)

A sinistra, due bufali maschi dalle grandi corna che si sono accorti della presenza di un osservatore.
A destra, un bufalo femmina (dalle corna più piccole) e un bufalo maschio che si guardano.

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ANTILOPI

  Le antilopi appartengono alla famiglia dei Bovidi ed esistono 30 generi divisi in 90 specie. Solo i maschi hanno le corna. Nel Parco si sono incontrate tre specie diverse, tutte molto numerose nel Sud Luangwa. La specie più comune è quella nota con il nome di impala (Aepyceros melampus), di dimensioni medie, alta al garrese circa un metro, lunga due e pesante circa 50 kg. Ha il mantello rossiccio, più scuro sul dorso e più chiaro ai fianchi, bianco nel ventre. Grande corridore e saltatore, cambia rapidamente di direzione per disorientare l'aggressore. 

 

IMPALA

A sinistra, un esemplare isolato (Foto 1988).
A destra, due esemplari in piena luce (Foto 2001.

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  La seconda specie è il Cobo o Antilope d'acqua (Kobus ellipsipriymnus), in lingua swahili è detto kuro e in inglese waterbuck. Di taglia superiore alla media come un cervo, è alto al garrese fino a 130 cm, ha un mantello grigio e un anello bianco intorno alla coda. I maschi hanno corna lunghe, a spirale, piegate all'indietro e curvate a formare come due parentesi. 

 

ANTILOPE D'ACQUA (Foto 2001)

Due esemplari isolati.

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  La terza specie incontrata è il Puku (Kobus vardonii) che, insieme all'impala, è il più comune nella valle e vive in branchi vicino all'acqua. Ha un mantello marrone, più chiaro nel ventre, e il maschio due corna sagomate a lira. 

 

PUKU (Foto 2001)

A sinistra, un maschio isolato.
A destra, una femmina con il suo piccolo.

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ZEBRE E GIRAFFE

  Le zebre appartengono alla famiglia degli Equidi e, come i cavalli, sono perissodattili, cioè hanno in numero dispari di dita nei piedi, ma si caratterizzano per le striature del mantello nere o marrone su fondo bianco, verticali sui fianchi e diventano orizzontali nella parte posteriore e sulle zampe. 


ZEBRE (Foto 2001).

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  Due giraffe e il collo di un'altra proteso fra i rami di un'acacia che costituisce il loro cibo preferito nonostante le spine. Le giraffe hanno un mantello a chiazze marrone, dal chiaro allo scuro, sempre diverso. Superano in altezza anche i 5 m con un collo di 3 m. Il loro nome scientifico è Giraffa camelopardalis, distinta in sottospecie sulla base del mantello. 

 

GIRAFFE (Foto 2001).

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ANIMALI MINORI

  Fra gli animali di taglia modesta, il più caratteristico è il licaone (Lycaon pictus), un canide africano, grande come una iena, testa grossa e orecchie grandi e arrotondate, pelame con molte variazioni di colori e coda quasi tutta bianca ben visibile di notte. Vivono e cacciano in branco e sono predatori efficienti. Le prede sono di dimensioni simili alle proprie ma anche gnu adulti e zebre. Uccisa la preda, la divorano dividendosela e, tornati alla tana, rigurgitano il cibo ai piccoli, alla madre e ad altri adulti del branco. 

 

LICAONI (Foto 2001).

A sinistra, un esemplare isolato.
A destra, licaoni a caccia.

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  Un altro interessante animale è il facocero (Phacochoerus africanus) della famiglia dei Suidi che è essenzialmente un erbivoro e si nutre di erba, bacche, cortecce, tuberi e radici ma anche carogne. La sua caratteristica sono le due zanne che fuoriescono dai lati della bocca usati come arma contro gli aggressori. 


FACOCERI (Foto 2001)

A sinistra, un esemplare isolato.
A destra, una famigli
a.

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  I babbuini (Papio), primati della famiglia dei Cercopitechi, vivono in branchi che possono essere molto numerosi, anche superiori a 100 ed hanno una gerarchia complessa. Abitano le savane e le foreste, di giorno si muovono a terra, ma sono agili arrampicatori e di notte dormono sugli alberi. Sono onnivori, mangiano frutti, erbe, radici e cacciano anche piccoli mammiferi. 

 

BABBUINI (Foto 2001).

A sinistra, un babbuino isolato.
A destra, una coppia.

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  Fra gli animali più piccoli s'incontano anche i conigli. 


CONIGLI (Foto 2001).

Due conigli diversi.

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UCCELLI.

  Il numero di uccelli che incontrano nell'Africa tropicale supera il migliaio e solo nell'America Meridionale se ne trovano di più. Il numero aumenta nel periodo di migrazione da marzo ad aprile. L'incontro degli uccelli è in genere occasionale a meno di dedicarvisi con appostamenti in luoghi e ore del giorno particolari. 


CICOGNE (Foto 2001)

Due esemplari di cicogne dal becco giallo (Mycteria ibis).

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CICOGNE E CORACIDE (Foto 2001).

A sinistra, due cicogne nere e un'ibis sacra.
A destra, una coracida caudata dai colori sgargianti e il becco leggermente ricurvo.

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BUCERI (Foto 2001).

A sinistra, bucero coronato sull'albero. 
A destra, due buceri di terra dal grande becco ricurvo.

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FARAONA E CUCULO (Foto 2001)

A sinistra, una faraona (Numida meleagris) dal piumaggio grigio-nero punteggiato di bianco.
A destra, un cuculo dai sopraccigli bianchi. Il cuculo è noto per la sua abitudine al parassitismo, consistente nel depositare le uova nei nidi di altri uccelli.

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SAFARI NOTTURNI

  Di sera, dopo il tramonto, si torna nella riserva per scoprire la vita notturna. Gli uccelli dormono sugli alberi, i predatori notturni si aggirano alla ricerca di prede o di carcasse come le iene che sono più attive di notte. Fra gli uccelli, i gufi sono esclusivamente notturni. Gli animali che s'incontrano si riprendono con il flash. 


DOPO IL TRAMONTO (Foto 2001)

A sinistra, il fiume dopo il tramonto.
A destra, un albero con ibis bianche che dormono.

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PREDATORI NOTTURNI (Foto 2001)

A sinistra, una iena maculata.
A destra, un gufo.

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I piccoli animali e i cuccioli si nascondono nelle tane, le antilopi si nascondono nella vegetazione. Anche l'istrice è un animale erbivoro prevalentemente notturno. Fra i grandi animali si possono incontrare gli ippopotami, che di notte lasciano l'acqua alla ricerca di pascoli, e gli elefanti. 

 

ERBIVORI DI NOTTE (Foto 2001)

A sinistra, un cobo femmina (senza corna), o antilope d'acqua.
A destra, un istrice.

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ERBIVORI DI NOTTE (Foto 2001)

A sinistra, un ippopotamo.
A destra, elefanti.

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