Tanzania - Arusha


Si arriva ad Arusha in aereo nella tarda mattinata del 10 agosto da Dar es Salaam e si rimane solo due notti per dare uno sguardo alla città e organizzare la visita ai Parchi Nazionali. Arusha è capitale della provincia omonima nel nord-ovest del paese a 120 km dal confine con il Kenya. Si trova a 1400 m di quota, alle pendici sud del monte Meru, vulcano attivo alto 4566 m, e a 70 km a ovest del Kilimanjaro, la montagna più alta dell'Africa, con 5895 m. 

Arusha è stata sempre un centro politico importante, nel 1961, fu scelto come luogo per firmare il documento ufficiale che concedeva l'indipendenza dal Regno Unito e divenne poi la sede della East African Community. L'esperimento di unificazione con Kenya e Uganda, fu sciolto poi nel 1977, provocando la chiusura delle frontiere con il Kenya, il crollo del turismo e la decadenza della città come centro politico. Le frontiere furono poi riaperte e il turismo è ora in fase crescente. Arusha è, infatti, il punto di partenza per la visita di 5 degli 11 parchi nazionali della Tanzania e si trova anche al centro di una delle regioni più fertili del paese, infatti, agricoltura e turismo sono le due maggiori fonti di reddito. Vi sono anche industrie meccaniche e alimentari e si produce un'ottima birra. L'aeroporto Internazionale Kilimanjaro, serve anche per le linee nazionali e si trova circa 60 km a est della città, a metà strada con Moshi, capoluogo di un altro distretto. 
Arusha è divisa in due parti da una piccola valle, dove scorre il fiume Naura. A est si trovano gli uffici del governo, i quartieri moderni, con gli alberghi, gli uffici turistici, un monumento all'Indipendenza (Uhuru) e un grande Centro Conferenze, costruito con l'aiuto delle Nazioni Unite. A ovest si trova la città vecchia con l'area commerciale e industriale, il mercato e, vicino, la stazione degli autobus. La popolazione di Arusha è di circa 100000 abitanti ed è in rapida crescita. Il mercato è sempre affollato da una variopinta moltitudine, campionario di molte tribù che vivono nella regione, come i waarusha, i wameru e i masai e dai primi è derivato il nome della città. I masai sono pastori nomadi originari del Kenya nella regione del lago Turkana che nel 1800 migrarono in parte verso il sud seguendo la Rift Valley fino a sud di Dodoma, contrastati da altre tribù a ovest e a sud. Essendo nomadi e pastori, non si sono mai integrati con altre tribù ed hanno mantenuto la loro identità culturale. La loro fama di guerrieri ha tenuto lontani i mercanti arabi evitando le razzie di schiavi nella parte nord della Tanzania, dove erano più diffusi. Oggi hanno dovuto abbandonare le aree dei parchi nazionali, ma rimangono in alcune aree protette. La foto di una donna masai è stata ripresa in un centro turistico, in abito tradizionale e con le sue collane di perline di vetro colorato. 
Lo stesso giorno dell'arrivo, si è rintracciata l'agenzia turistica (Savannah Tours LTD), il cui indirizzo era stato fornito a Dar es Salaam, e si è concordato un itinerario attraverso i Parchi iniziando dal Tarangire e il Lago Manyara, quindi entrando nel Serengeti, sostando al cratere Ngorongoro e alla Olduvai Gorge, il celebre sito paleontologico, arrivando fino al Lago Vittoria e ritorno per un totale di 12 giorni. Altri due giorni sono stati aggiunti per la visita di due siti vicini ad Arusha: il Mount Meru Game Sanctuary e Arusha National Park. Dei cinque parchi nazionali della zona si è escluso quello del Kilimanjaro. Si partirà il mattino del 12 agosto con guida e fuoristrada. Si paga in anticipo, parte in dollari e parte con carta di credito. 

Nel pomeriggio dell'undici, si visita il piccolo, ma importante Museo Nazionale di Arusha che contiene alcuni famosi reperti delle origini dell'uomo, scoperti nella ben nota Olduvai Gorge a sud del Parco Nazionale Serengeti. Nel museo si trova esposto un cranio, ricostruito con i frammenti delle ossa trovate il 17 luglio del 1959 da Louis e Mary Leakey. L'ominide fu battezzato Australopithecus boisei, dal nome di Charles Boisei, un mecenate inglese di origine americana che aveva aiutato i Leakey nelle loro ricerche. Il fossile è stato datato 1,8 milioni di anni. Aveva la testa larga con grandi zigomi, naso schiacciato e faccia piatta. La conformazione della testa e dei denti indicava che masticava cibi duri (tuberi, noci e semi), era vegetariano e assomigliava un poco ai gorilla. Alto poco più di 1,5 m, aveva un cervello di circa 550 cc. Gli australopitheci sono una specie di ominidi vissuti fra 4 e 1,2 milioni di anni fa. Il loro nome significa scimmia australe perché i primi ritrovamenti si sono avuti in Sudafrica a Taung, nel 1924. Gli australopitheci sono stati classificati in 4 tipi diversi. Il più antico è l'Autralopithecus afarensis trovato ad Afar in Etiopia nel 1974 da Donald Johanson e soprannominato Lucy; si trattava di una femmina di circa 20 anni, alta 110-120 cm, datata 3,7 milioni di anni. Poi vengono l'A. africanus e quello di Taung che era un bambino di 5-6 anni con un cervello di 500 cc, datato 2 milioni di anni. I tipi più evoluti sono quelli robusti come l'A. boisei di Olduvai di 1.8 milioni di anni e l'A. robustus di 1,2 milioni di anni trovato in Sudafrica nelle cave di Sterkfontein. 

In un'altra vetrina, in uno stampo, sono riprodotte le orme lasciate, su uno strato di ceneri vulcaniche, da tre ominidi circa 3,6 milioni di anni fa nel sito di Laetoli, a sud della gola di Olduvai. Il ritrovamento è stato fatto da Mary Leakey nel 1978 ed è stato molto importante perché le orme sono di esseri umani che camminano su due gambe in posizione eretta in un'epoca in cui non si pensava che la stazione eretta fosse già stata acquisita dai nostri progenitori. Le orme trovate coprono una distanza di circa 50 m e procedevano verso nord. Nella direzione del moto, da destra a sinistra, in basso vi sono le orme di un individuo più piccolo, alto circa 1,2 m. In alto, le orme sembrano quelle di due individui, il secondo dei quali poneva i suoi piedi sulle impronte del primo. L'altezza del primo è stata valutata 1,4 m, inferiore a quella di moderni pigmei. La falcata dei passi era di 38 cm e il modo di camminare dimostra che la stazione eretta era già acquisita. Le orme si sono conservate perché ricoperte poco dopo da uno spesso strato di ceneri vulcaniche, emesse da un vicino vulcano e cementate con la pioggia. 

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Monumento all'Indipendenza.

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International Conference Centre.

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Mercato.

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Donna masai.

MERCATO E STAZIONE DEGLI AUTOBUS

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MUSEO NAZIONALE DI ARUSHA

A sinistra, cranio dell'Autralopithecus boisei.
A destra, stampo con le più antiche orme di ominidi a stazione eretta.

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