Tanzania - Piccoli Parchi intorno ad Arusha


Si è giunti quasi alla conclusione del viaggio. A completamento dei parchi del nord-est rimangono da visitare due siti di ambiente montano, fra crateri, laghi e boschi, e si comincia lo stesso giorno dell'arrivo ad Arusha, nel pomeriggio. Il primo sito è il Mount Meru Game Sanctuary che è solo un piccolo zoo, a 20 km dal centro di Arusha nella strada per Moshi. Il secondo è il Parco Nazionale di Arusha che, dopo il Gombe National Park sulla riva del lago Tanganica, noto per ospitare una comunità di scimpanzé, è il più piccolo del paese, con soli 137 kmq, ma offre una grande diversità di ambienti. 

 

MOUNT MERU GAME SANCTUARY

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Eland.

 

  In questo piccolo zoo sono stati portati animali raccolti, perché orfani o abbandonati da piccoli, oppure feriti per essere curati e poi riabilitati per riportarli al loro ambiente naturale. I predatori e quelli più grandi sono tenuti separati in gabbie, erbivori e uccelli, dopo le cure, sono lasciati liberi per la riabilitazione. Il sito comprende un lodge, dove si pernotta a sera, e il personale per la manutenzione e, quando necessario, per la cura degli animali. 
  Vi sono molti uccelli a terra e nei rami degli alberi. Trascurando le gabbie, si può avvicinare e osservare da vicino un eland (Taurotragus oryx) dalle corna diritte e a spirale, presenti in ambedue i sessi, alto 180 cm al garrese e con sottili strisce verticali chiare sui fianchi. S'incontra poi un porcospino (Hystrix galeata) lungo circa 80 cm e munito di un gran numero di aculei rigidi sul dorso e sui fianchi, lunghi circa 20 cm e con striature bianche e nere. Sulla testa e la nuca ha invece peli bianchi che formano una cresta. Quando è spaventato, aculei e peli si drizzano, assume un aspetto minaccioso e può attaccare l'avversario penetrandolo con gli aculei che facilmente si staccano rimanendo nella ferita. 
  L'uccello più bello osservato è la cicogna maggiore del Senegal con il becco a sella (Ephippiorhynchus senegalensis), un trampoliere alto circa 170 cm con piumaggio bianco e nero e un massiccio becco rosso e nero. Vive vicino ai laghi e le paludi e si ciba di rane e grossi insetti come le cavallette. 

MOUNT MERU GAME SANCTUARY

A sinistra, istrice.
A destra, una cicogna maggiore del Senegal.

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ARUSHA NATIONAL PARK

  Il mattino del 25 agosto, lasciato il lodge del Santuario degli animali, quasi subito si gira a sinistra dalla strada per Moshi e, dopo 16 km, si entra nel parco dall'ingresso sud-est. Il Parco è stato creato nel 1960 e aveva preso il nome del cratere Ngurdoto che ne era la parte predominante. Poi fu inclusa la zona dei laghi Momela, con l'area paludosa e delle foreste di acacia, e infine l'area vulcanica del monte Meru che, con i suoi 4570 m, è la seconda vetta della Tanzania, e il parco prese il suo nome. Infine assunse l'attuale denominazione che meglio rappresentava tutte le sue caratteristiche. L'area del monte Meru si trova a ovest e non si riuscirà a vedere questo magnifico cono perché in questa stagione è sempre ricoperto dalla nebbia. 
  Si entra in una foresta pluviale montana, dove vivono numerose le scimmie del genere Colobus, dal mantello bianco e nero e la coda lunga con un vistoso ciuffo bianco all'estremità. Questo è forse l'unico parco del nord dove si riescono a vedere. La varietà che si trova in Tanzania e Uganda è quella detta abyssinicus con i capelli corti intorno alla faccia. Una varietà con i capelli lunghi (angolensis) si trova in Kenya e Uganda. 


PARCO NAZIONALE DI ARUSHA

A sinistra, ingresso del parco.
A destra, scimmie Colobus bianche e nere.

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  Si prosegue poi verso est salendo sul cratere Ngurdoto che è una vasta caldera di 3 km di diametro e la strada segue il bordo portando a diversi punti panoramici senza possibilità di scendere nella caldera. Ci si trova a più di 1500 m e c'è molta umidità. Uno dei punti panoramici è il Mountain View da dove, nei giorni limpidi si può vedere anche il Kilimanjaro verso nord-est. Oggi c'è nebbia all'orizzonte, in compenso si vede bene il fondo del cratere, dove ci sono paludi e una ricca vegetazione. Vi vive indisturbata una ricca fauna, con mandrie di bufali, babbuini, facoceri e a volte elefanti. D'inverno l'acqua gela all'interno del cratere ma non c'è mai neve. 
  Dal cratere Ngurdoto, tornando indietro e imboccando una pista verso nord, si raggiunge la zona dei laghi. Nel punto più alto della strada, detto Boma la Megi, si ha la vista completa dei laghi. In primo piano è il Piccolo lago Momela e dietro il Grande lago Momela; il primo è l'unico lago di acqua dolce della zona, tutti gli altri sono laghi di soda. 

 

PARCO NAZIONALE DI ARUSHA

A sinistra, la caldera del Ngurdoto.
A destra, i due laghi Momela.

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  Scendendo verso i laghi, si entra in una zona boscosa e gli unici animali che si riescono a vedere sono le giraffe che con il lungo collo superano la vegetazione. Nel parco c'è una grande concentrazione di giraffe, vi sono anche molti elefanti, babbuini, facocheri e antilopi, non vi sono carnivori. 


PARCO NAZIONALE DI ARUSHA

A sinistra, due colli di giraffa che escono dalla vegetazione.
A destra, una giraffa fra i cespugli.

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  La strada prosegue fino a raggiungere due punti panoramici sul Piccolo e Grande lago Momela. Dal primo si vedevano degli ippopotami su un'isoletta, dal secondo si può avere una visione ravvicinata del Grande lago. Tutta questa regione è un luogo privilegiato per l'osservazione di molte specie di uccelli migratori, ma ora si è nella stagione secca e gli uccelli sono pochi. Le acque alcaline sono l'habitat ideale per fenicotteri e varie specie migratorie. Da ottobre a febbraio, sono numerosissimi i fenicotteri minori. 

 

PARCO NAZIONALE DI ARUSHA

A sinistra, alcuni ippopotami su un'isoletta del Piccolo lago Mamela.
A destra, visione più ravvicinata del Grande lago Momela.

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  Si lascia infine la zona dei laghi e si torna indietro verso nord-ovest. Fra la vegetazione si scopre un dik-dik, già visto nel Tarangire, la più piccola delle antilopi, e si passa accanto a una giraffa. 

 

PARCO NAZIONALE DI ARUSHA

 

A sinistra, un dik-dik.
A destra, un'altra giraffa.

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  Si raggiunge l'uscita nord del parco attraversando una zona che doveva essere frequentata dagli elefanti, ma non se ne incontrano. Si torna ad Arusha e con questo si è completata la visita dei parchi.  

  Non rimane che salutare e ringraziare la mia guida, John Baldazari, che mi ha seguito nel lungo percorso attraverso i parchi del nord-ovest della Tanzania, fino al lago Vittoria, dimostrando la sua non comune esperienza e conoscenza dei luoghi.

RITORNO

  Si rimane ancora due notti ad Arusha. Una giornata e mezzo è dedicata a rivedere la città e in particolare il Museo Nazionale con le sue preziose testimonianze sull'evoluzione umana. Il pomeriggio del giorno dopo, 27 agosto, dall'aeroporto internazionale Kilimanjaro, si riparte per Roma. 

 

FINE TANZANIA




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