Isola di Pasqua (Rapa Nui) - La Cultura di Orongo


  La guerra civile scoppiata nell'isola di Pasqua alla fine del 1600 non finì con la sconfitta della tribù dominante dei Lunghi-Orecchi, che avevano sostenuto il culto dei Moai. Il collasso dell'economia mise una contro l'altra le tribù e iniziò una situazione endemica di mutue aggressioni che, oltre a sfociare nell'abbattimento progressivo dei moai, produsse anche fenomeni di cannibalismo rendendo precaria la vita degli abitanti. L'isola si andò spopolando e molti si rifugiarono in grotte per cercare protezione e sfuggire a vendette e persecuzioni. Col tempo si formò una nuova organizzazione sociale nella zona più occidentale, intorno al vulcano di Rano Kau, e si affermò un nuovo culto basato sulla fertilità: quello del Dio creatore (Make Make) e dell'Uomo uccello (Tangata manu). Sulla sommità del vulcano, l'antico villaggio di Orongo si trasformò in un centro cerimoniale, dove i riti del nuovo culto sono durati fino al 1876, ben oltre la conversione degli abitanti al cristianesimo. Con il nuovo culto, si diffusero nell'isola i petroglifi scolpiti sulle rocce, con rappresentazioni di animali, dell'Uomo uccello e della divinità principale.
  Il vulcano Rano Kau, sulla punta sud-occidentale dell'isola, è vecchio di 1,5 milioni di anni e la sua caldera si è trasformata in un lago, dove cresce la totora, il lago si trova a quota 125 m, ha una profondità di 10 m e un diametro di 1,6 km. I bordi del vulcano si sollevano fino a 270 m.

VULCANO RANO KAU - VISTA DEL CRATERE

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  Sul lato che si affaccia sul mare a ovest, si trova il villaggio di Orongo. Le case sono in pietra a pianta ellittica con ingresso sul lato del mare. Le pietre di lava basaltica, più larghe che spesse, sono semplicemente sovrapposte e si avvicinano in alto fino a chiudere il tetto, lo spazio interno è angusto e buio.

VILLAGGIO DI ORONGO SUL LATO OVEST DEL RANO KAU

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  Intorno al villaggio e sulla scogliera, molte rocce sono decorate da strani petroglifi con figure umane e di uccelli, simboli della nuova religione, con significati rituali, che da qui si diffuse poi in tutta l'isola.

PETROGLIFI SULLE ROCCE VICINO AL VILLAGGIO DI ORONGO

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Nel villaggio di Orongo, sacerdoti e capi tribù si riunivano una volta l'anno per due mesi (luglio e agosto) in occasione di una cerimonia che doveva terminare con la proclamazione dell'Uomo uccello dell'anno che era venerato come eletto dalla divinità e quindi persona sacra e inviolabile.
  La gara era disputata fra i capi tribù e consisteva nello scoprire ed entrare in possesso del primo uovo depositato dall'uccello manutara, una rondine marina (Sterna lunata), che nidificava in tre isolotti di lava ai piedi della scogliera. L'uovo era considerato l'incarnazione del dio Make Make e il suo possesso rappresentava la sanzione del favore del dio e del potere politico. I tre isolotti erano chiamati Motu Nui (Isola piccola), il più lontano e più esteso (in contrapposizione a Rapa Nui o Isola grande), Motu Iti, più piccolo e in pratica connesso al primo, e infine Motu Kao Kao, lo scoglio piramidale più vicino. Tutti e tre erano sacri all'uccello manutara.

LE ISOLE SACRE ALL'UCCELLO MANUTARA

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  Mentre sul villaggio capi e sacerdoti cercavano con i loro riti il favore della divinità, gli hopu, gli uomini più abili e coraggiosi di ogni tribù, ma considerati come ciechi strumenti della divinità, avevano il compito di trovare l'uovo. Gli hopu dovevano attraversare a nuoto, aiutandosi con galleggianti di giunco, il braccio di mare infestato da pescecani fra la scogliera ai piedi del vulcano e gli isolotti, arrampicarsi sulle rocce, nascondersi e rimanere in osservazione anche per diverse settimane. L'attesa dell'uovo sacro poteva prolungarsi fino a settembre, ma appena il primo hopu individuava l'uovo, urlava verso il villaggio il nome del capo di cui era il rappresentante, raccoglieva l'uovo, se lo assicurava legandolo alla fronte con una benda e doveva tornare a nuoto per consegnarlo al suo capo. Solo allora questi era investito del nome di Uomo uccello e l'anno prendeva il suo nome.
  Alla proclamazione dell'Uomo uccello seguivano grandi festeggiamenti con banchetti e sacrifici umani, generalmente di donne e bambini, e le vittime erano divorate. Questi riti davano un crisma di legalità all'antropofagia, che d'altra parte era nel costume dei popoli polinesiani, ma perpetuavano le guerre fra famiglie con feroci ritorsioni e insieme soddisfacevano l'appetito di carne umana di una popolazione imbarbarita dalle privazioni.
  I banchetti a base di carne umana avvenivano in grotte ai piedi delle scogliere e una di queste, a sud di Hangaroa, è appunto chiamata Ana-kai-tangata (Ana: grotta, kai: mangiare, tangata: uomo), o Grotta degli Antropofagi; vi si entra mediante una gradinata scavata sulla roccia oppure dal lato del mare. La grotta fu usata per questi banchetti fino alla fine del XIX secolo. Sulla volta della grotta si vedono ancora pitture rupestri.

 

GROTTA DEGLI ANTROPOFAGI - INGRESSO ED ACCESSO ALLA GROTTA

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GROTTA DEGLI ANTROPOFAGI - INTERNO E PITTURE RUPESTRI

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Accanto alla diffusione dei petroglifi, nell'isola si sviluppò la cosiddetta scrittura su bastoni e tavolette di legno che fino ad oggi non è stato possibile decifrare o interpretare.

ESEMPIO DI SCRITTURA RONGO-RONGO

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RIPRODUZIONE IN LEGNO DI SCRITTURA RONGO RONGO

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  Si tratta di una serie di figurine di uguale altezza perfettamente allineate che sembrano rappresentare in modo stilizzato uccelli, pesci, crostacei, piante o semplici motivi geometrici combinate nel modo più vario. I simboli di ogni riga sono inoltre rovesciati rispetto a quelli della riga successiva e bisogna rovesciare la tavoletta per leggere. I documenti di questa scrittura, raccolti dai missionari e dagli archeologi, sono poco più di una ventina, sparsi in diversi musei. Le informazioni, raccolte dagli ultimi depositari delle tradizioni dell'isola, hanno rivelato che la conoscenza e la riproduzione delle tavolette erano appannaggio di cantori chiamati rongo-rongo che si tramandavano genealogie, inni e racconti. Le tavolette o bastoni incisi erano, infatti, chiamati kohau rongo-rongo o bastone del cantore ed erano oggetti sacri. Si ritiene che i segni incisi costituissero un aiuto mnemonico per i cantori e infatti, messi di fronte alle tavolette, gli ultimi conoscitori iniziavano a declamare lunghe filastrocche.

 

FINE RAPA NUI

 




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